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Programma dell'Unione sull'immigrazione
#1
Guest_motan_*
Posted 07 December 2005 - 20:19
Le conclusioni del tavolo programmatico
7 dicembre 2005
I flussi migratori verso l’Italia non sono un fenomeno eccezionale, interessano in modo simile ogni Paese sviluppato. I fattori di spinta che alimentano questi flussi articolati sono molteplici e complessi, in massima parte riconducibili agli squilibri di ricchezza sempre più acuti tra nord e sud del mondo, alle guerre, alla ricerca di libertà e diritti, a una globalizzazione disattenta all’impatto devastante prodotto sui Paesi in via di sviluppo. La scelta migratoria è comunque il frutto della speranza di costruire una condizione migliore, in un contesto nuovo e difficile.
Al pari di quanto sta accadendo nel resto d’Europa, l’entità del fenomeno migratorio e le sue caratteristiche definiscono un cambiamento della nostra società che ha acquistato carattere radicato, strutturale. Sono quasi tre milioni gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, il 4,8 per cento della popolazione, dato vicino alla media europea; di loro, circa il 30 per cento risiede stabilmente sul nostro territorio da oltre cinque anni. A questi va aggiunta una presenza di irregolari che permane significativa. È un’immigrazione articolata per provenienza, distribuita nelle grandi città e nei piccoli centri, idonea per queste caratteristiche a favorire l’obiettivo di interesse comune dell’adattamento reciproco.
Vogliamo partire da questi tre milioni di stranieri, che dell’Italia fanno già parte, che già conosciamo come risorsa preziosa. I dati parlano di persone pronte ad assecondare le esigenze del mercato del lavoro, spostandosi sul territorio con frequenza tre volte superiore a quella dei nostri connazionali; impegnate a svolgere funzioni per le quali gli italiani non sono più disponibili: nella collaborazione familiare, nei servizi di pulizia, in agricoltura, nell’edilizia; vivaci e attive nel lavoro autonomo; ancora poco presenti in quelle attività qualificate, adeguate al livello di istruzione di molti, per le quali gli italiani non sono sufficienti. Persone che crescono, e si formano, nelle scuole italiane: sono 400 mila i minori iscritti alle scuole dell’obbligo.
Le politiche messe in atto negli anni recenti hanno negato la realtà di questo cambiamento. La legge Bossi-Fini, restrittiva e repressiva oltre ogni necessità, incentrata sulla sprezzante, e miope, equivalenza immigrato-forza lavoro, si è dimostrata una demagogica prova di forza, iniqua e inefficace. I flussi d’ingresso non si sono interrotti, gli stranieri sono stati confinati in una condizione di soggezione e precarietà intollerabile, contraria al rispetto della dignità e dei diritti della persona, alla nostra stessa idea di democrazia, oltre che terreno ideale per l’esplodere di disordini e tensioni sociali.
Intendiamo ripartire da zero, cancellando le parole d’ordine della normativa in vigore – chiudere, emarginare, criminalizzare – per sostituirle con le nostre: governare, accogliere, costruire convivenza.
Abrogazione della legge Bossi-Fini, politica degli ingressi, regolamentazione organica del diritto di asilo, diritto di voto alle elezioni amministrative, modifica delle regole in tema di acquisizione della cittadinanza, legge a tutela della libertà religiosa e di culto, sono i primi passi del percorso legislativo, politico e culturale che immaginiamo, e che rappresenta un ribaltamento di prospettiva rispetto alla situazione attuale.
Tutti i Paesi europei hanno utilizzato per un lungo periodo le proprie politiche migratorie per mantenere la popolazione straniera residente in una condizione di «inclusione subordinata», che ha prodotto identità chiuse e crescenti violenze; è tempo di far prevalere una visione realistica della condizione migratoria che ci riguarda, e predisporre un percorso di stabilizzazione e di inclusione giuridica e sociale della popolazione straniera presente.
Occorre far affermare l’idea che non esiste una contrapposizione fra cittadini comunitari, detentori di privilegi, e migranti che contribuiscono alla messa in discussione di questi, bensì una battaglia politico-culturale comune per definire e preservare diritti, che per essere tali devono essere di tutti. Gli stranieri non possono più essere considerati alla stregua di ospiti in prova perenne, sono nuovi cittadini, uomini e donne che abitano gli stessi nostri luoghi e animano le stesse comunità locali, divisi da noi solo per la nazionalità d’origine. La disponibilità ad accettare l’idea di un’identità in divenire segnerà la costruzione di una nuova società europea, e un miglioramento della qualità complessiva della nostra democrazia.
DIRITTO DI ASILO
La Costituzione italiana e gli accordi internazionali, liberamente sottoscritti dal nostro Paese, garantiscono protezione ai rifugiati e ai richiedenti asilo; tuttavia, queste norme risultano ancora inapplicate in larga parte, quando non apertamente violate.
Di fronte a persone in fuga da guerre, pulizie etniche, persecuzioni per motivi religiosi, politici, di genere o di orientamento sessuale, l’accoglienza è dovere di ogni nazione democratica e civile; in Italia, l’assenza di un quadro legislativo adeguato mina profondamente l’esercizio effettivo del diritto di asilo, e lascia spazio per il ricorso a pratiche illegali, come i respingimenti collettivi attuati dal governo della Casa delle Libertà, che hanno attirato su di noi fondate critiche e discredito da parte dell’Europa.
Occorre approvare senza ulteriori ritardi una legge organica di attuazione dell’articolo 10 della Costituzione, nel quadro della normativa europea, che permetta di dare reale protezione ai rifugiati e di rispettare interamente i diritti dei richiedenti asilo. Tale legge deve strutturarsi intorno ad alcuni punti fondamentali:
vanno introdotti meccanismi che consentano una reale capacità di identificare il richiedente e di distinguere tra richiedenti asilo e migranti per motivi economici;
vanno stabilite norme procedurali rigorose e meccanismi di controllo che assicurino l’effettivo accesso alla procedura d’asilo, l’assistenza necessaria fin dal momento dell’ingresso in Italia e il rispetto del principio di non respingimento sancito dalle norme di diritto internazionale;
va prevista un’unica ed equa procedura di esame delle domande di asilo, introducendo criteri certi e approfonditi di valutazione delle domande, escludendo ogni discrezionalità amministrativa, evitando procedure semplificate o accelerate prive di adeguate garanzie di esame imparziale, garantendo l’indipendenza dall’esecutivo delle commissioni incaricate di vagliare il diritto di asilo, velocizzando l’esame delle domande;
va garantita l’effettività del diritto al ricorso avverso la decisione amministrativa di rigetto della domanda di asilo, che comporta l’accesso al gratuito patrocinio e il divieto di allontanamento del ricorrente fino ad esito del giudizio; vanno comunque previste le opportune garanzie per evitare l’uso improprio del diritto di asilo;
va definito, recependo in modo adeguato la normativa comunitaria, lo status giuridico del titolare di protezione umanitaria, introducendo regole certe sul rinnovo dei permessi e sulle condizioni e modalità di cessazione della protezione, prevedendo inoltre esplicitamente la possibilità di conversione del titolo di soggiorno in lavoro o studio in presenza dei requisiti di legge;
vanno previsti programmi adeguati volti all’accoglienza e all’inserimento sociale degli stranieri ai quali è stato riconosciuto il diritto all’asilo, con il coinvolgimento di associazioni e soggetti di volontariato;
vanno introdotte forme di rimpatrio assistito praticabili e rispettose dei diritti umani, in condizioni di dignità e sicurezza, operanti al momento della cessazione della protezione.
POLITICHE DEL SOGGIORNO E DELLA CITTADINANZA
Favorire l’inserimento dei cittadini stranieri nella comunità italiana è interesse di tutti. La coesione sociale, il senso di comune appartenenza e lealtà alle leggi di tutti i membri della comunità, è valore essenziale; la sua effettività passa attraverso una forte azione dello Stato e degli organismi sociali perché sia garantita la parità nell’accedere ai diritti previsti dalla legge, e alle opportunità che il lavoro, le capacità individuali, la partecipazione alla vita democratica possono consentire di raggiungere.
La legge Bossi-Fini ha reso più difficile il processo di integrazione dei cittadini stranieri, assorbendo la materia dell’immigrazione in quella dell’ordine pubblico; dalla Corte dei Conti apprendiamo che ogni 5 euro dei fondi pubblici destinati agli immigrati, solo 1 viene speso per l’integrazione e 4 vengono destinati al contrasto – inefficace - dei flussi irregolari, mentre inizialmente vi era parità tra le due voci. Una considerazione realistica della dimensione, delle caratteristiche e del ruolo dei flussi migratori rendono manifesta la scarsa lungimiranza di questa impostazione.
Gli immigrati giocano un ruolo attivo e importante nel mercato del lavoro: nel 2002 le loro retribuzioni hanno raggiunto i 10 miliardi di euro, con grande beneficio per l’INPS; hanno investito in immobili 10 miliardi di euro, hanno contratto mutui per 5 miliardi. Non possiamo chiuderci, dobbiamo al contrario stabilizzare e includere:
sul lavoro - dando piena attuazione alla Convenzione OIL n.143 del 1975, ratificata nel 1981, che prescrive parità di trattamento e piena parità di diritti per i lavoratori extracomunitari regolari; introducendo meccanismi affinché ai cittadini migranti vengano riconosciuti i titoli di studio e le qualifiche professionali acquisiti nei paesi di provenienza e/o di transito; prevedendo meccanismi di regolarizzazione per emersione da lavoro nero; introducendo robuste politiche antidiscriminatorie sul mercato del lavoro; disciplinando e sostenendo il lavoro autonomo;
nella sfera personale – semplificando i ricongiungimenti familiari, adottando una legge sulla libertà religiosa e di culto, sostenendo l’intermediazione culturale, sviluppando iniziative per l’apprendimento della lingua e della italiana e dell’educazione civica da parte degli adulti, introducendo forme di assistenza e difesa civica, rafforzando la cooperazione con le associazioni degli stranieri.
L’attuale disciplina delle pratiche di soggiorno contribuisce a perpetuare il senso di precarietà: stranieri che risiedono in Italia da decenni continuano ad essere trattati dall’amministrazione italiana come persone appena arrivate. I frequenti rinnovi dei permessi di soggiorno di breve durata producono conseguenze sulle strategie d’inserimento degli immigrati, ma anche sui nostri uffici, paralizzati dalla gran mole di fascicoli e sottratti alle funzioni investigative e all’attività di controllo del territorio. A partire dalla eliminazione del «contratto di soggiorno», occorre semplificare, introducendo permessi di soggiorno di durata più ragionevole e crescente ad ogni rinnovo, garantendo tempi certi per le pratiche; trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali; potenziando gli sportelli di orientamento e consulenza legale già istituiti da numerose amministrazioni locali; semplificando e velocizzando l’acquisizione della carta di soggiorno, rilasciata – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore a quello attualmente previsto, durante il quale la persona immigrata è posta in condizione di accedere all’apprendimento della lingua e della cultura italiana, attraverso adeguate opportunità concesse dalla scuola pubblica.
Occorre riconoscere valore alla risorsa costituita dagli stranieri e dai loro figli, molti dei quali nati da noi, che considerano l’Italia la loro terra; quasi un decimo delle nascite totali in Italia riguarda figli di immigrati, quasi mezzo milione sono i minori immigrati con i genitori, nelle scuole gli studenti stranieri costituiscono il 4 per cento della popolazione studentesca. Dobbiamo investire sull’integrazione scolastica dei bambini stranieri, lavorare per impedire la separazione/segregazione tra comunità e tra stranieri all’interno della scuola, promuovere a livello massiccio il diritto allo studio a livello universitario per le seconde generazioni.
Non può essere rimandata l’attribuzione di nuovi diritti sul piano della cittadinanza: occorre introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza, riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione e rendendo espliciti e ben definiti i requisiti per la naturalizzazione, ponendo fine all’eccesso di discrezionalità amministrativa.
È essenziale che le politiche per gli immigrati siano rese coerenti con l’intero quadro del welfare state, che deve acquisire carattere di universalità; le politiche abitative e di contrasto al mercato nero degli affitti, di assistenza socio-sanitaria, di incentivo all’occupazione, previdenziali, non devono discriminare tra diverse «categorie» di soggetti portatori di bisogni, né tanto meno costruire ghetti o costituire sistemi di servizi separati per italiani e per immigrati.
Il governo di centrodestra ha demolito le basi delle politiche d’integrazione gettate nel 1998; dobbiamo tornare a investire nell’integrazione, ripristinando il Fondo per le politiche migratorie e rilanciando l’attività della Commissione per le politiche d’integrazione.
POLITICA DEGLI INGRESSI E ALLONTAMENTO DAL TERRITORIO
Quando parliamo di migranti parliamo prima di tutto di persone, uomini e donne, che cercano di costruire un proprio progetto di vita non determinato dalla condizione che il caso ha attribuito a ciascuno; le politiche sull’immigrazione dunque non si possono elaborare assumendo come uniche determinanti gli interessi economici e sociali della realtà di arrivo delle migrazioni, cancellando soggettività e diritti dei migranti.
La legge Bossi-Fini, costruita sul contratto di soggiorno, cancella l’individualità del migrante; prevede un meccanismo rigido e complesso di «quote» molto al di sotto dei reali fabbisogni lavorativi e demografici; punta a mantenere il migrante in una condizione di costante precarietà. L’attuale governo ha investito massicciamente sul terreno della repressione: l’ http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif % delle risorse è stato destinato ad azioni di contrasto, detenzione, rimpatrio. È noto il bilancio di queste scelte e più in generale delle politiche di crescente chiusura delle frontiere: in assenza di vie legali, le spinte migratorie si indirizzano verso vie illegali, si alimentano clandestinità e crescita di flussi irregolari. Gli Stati perdono in realtà la capacità di conoscere e controllare gli ingressi e periodicamente si interviene a valle con provvedimenti di sanatoria. Non è un caso che il 70% degli attuali immigrati regolari sia passato dalla condizione di clandestinità o irregolarità e abbia regolarizzato successivamente la propria posizione.
Occorre costruire un nuovo patto tra lo Stato italiano e i cittadini stranieri: vie legali all’immigrazione, attraverso meccanismi che tengano conto della realtà del fenomeno, creando una convenienza all’ingresso regolare, eliminando la finzione dell’incontro a distanza tra domanda e offerta di lavoro, riconoscendo la soggettività del migrante. L’obiettivo può essere raggiunto attraverso un sistema articolato di diversi strumenti, combinati in una politica attiva degli ingressi che non può essere svincolata dal contesto europeo, e da un ruolo attivo che l’Italia deve svolgere in Europa.
La programmazione dei flussi d’ingresso per lavoro a vocazione stabile deve essere flessibile, su base triennale, integrabile annualmente in seguito a verifica degli andamenti e rapportata alla realtà del fenomeno per come si è registrato nel tempo. Deve essere basata sul confronto con le parti sociali e i diversi livelli istituzionali, e accompagnata dalle misure necessarie per l’adeguamento dei sistemi di welfare e dei contesti abitativi locali; deve essere discussa in un’apposita sessione parlamentare.
Altre previsioni integrano la programmazione per aumentarne la flessibilità, ad esempio:
scorporo dalla programmazione triennale di alcune categorie di lavoratori: collaboratori domestici e di cura, per i quali si può ipotizzare un canale continuativo d’ingresso su domanda; lavoratori stagionali, per i quali può essere ampliata la possibilità di permessi di soggiorno pluriennali;
politica attiva di attrazione di studenti immigrati e professionalità specifiche di alta qualificazione, grazie a pacchetti di sostegno che non si limitino alla concessione del permesso di soggiorno.
Bisogna assolutamente superare la situazione attuale per cui, per il soggetto straniero, è facilissimo passare da una posizione regolare a una irregolare, mentre è praticamente impossibile il percorso inverso; è indispensabile pertanto puntare a una semplificazione dei meccanismi d’ingresso e stabilizzazione:
introdurre il permesso annuale per ricerca di lavoro, da rilasciare in seguito a prestazione di precise garanzie economiche;
reintrodurre la figura dello sponsor, privato, imprenditoriale o istituzionale;
istituire un meccanismo di regolarizzazione permanente ad personam, per lo straniero che dimostri di essere in possesso di determinati requisiti;
consentire la conversione di permessi brevi (studio, visite ai familiari) in permessi di lavoro.
Rendere più flessibile l’accesso al territorio italiano non sottovaluta la questione della sicurezza, anzi, intende affrontarla erodendo lo spazio di intervento delle organizzazioni criminali, che lucrano sulla pressante richiesta di aggirare barriere e filtri severi soltanto sulla carta. Contrastare efficacemente il lavoro nero e l’economia sommersa, inasprire le pene per i trafficanti e gli sfruttatori dei migranti, introdurre misure premiali per gli irregolari che collaborino con le autorità per individuare e sanzionare i trafficanti e gli sfruttatori del loro lavoro, ridurre la discrezionalità amministrativa e fare chiarezza sulle procedure degli uffici (inclusi gli uffici visti dei consolati e le rappresentanze diplomatiche) per contrastare gli abusi, sono alcune azioni positive che contribuiranno a ridurre il fenomeno dell’irregolarità a dimensioni fisiologiche, e quindi gestibili.
La legge Bossi-Fini prevede praticamente un solo strumento, l’espulsione: costoso, incerto nei risultati, potenziale minaccia a diritti e garanzie fondamentali che sono propri di tutti gli individui, indipendentemente dalla nazionalità.
Occorre invece introdurre un complesso di misure insieme giusto ed efficace:
graduare le misure di espulsione, modulandole sul grado di integrazione e situazione personale (anni di residenza, legami familiari in Italia, assenza di precedenti penali, lavoro stabile come elementi contrari all’espulsione);
prevedere sanzioni limitate e un meccanismo premiale, ad esempio la graduazione della durata del divieto di reingresso, per l’immigrato irregolare che collabora all’identificazione e al rimpatrio;
consentire alle autorità di pubblica sicurezza di utilizzare misure di sorveglianza di pubblica sicurezza dove il trattenimento non sia necessario.
L’attuazione dell’insieme di queste misure comporta il superamento dei Centri di permanenza temporanea; occorrono comunque strumenti efficaci per assicurare il rimpatrio forzato degli immigrati legittimamente espulsi.
DIMENSIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE
L’esperienza degli ultimi decenni insegna che le migrazioni internazionali non possono essere governate in maniera efficace da un singolo Stato di destinazione, ma richiedono efficaci forme di collaborazione tra Paesi di destinazione e con i Paesi d’origine e di transito.
Il governo di centrodestra ha operato in una logica emergenziale e di breve periodo, attuando politiche velleitarie e contraddittorie. Ha interrotto positive esperienze di collaborazione bilaterale con alcuni Paesi d’origine e prodotto tensioni tanto superflue quanto deleterie con altri; ha lanciato iniziative in contrasto con le norme internazionali e in violazione dei diritti umani dei migranti; ha inasprito le tensioni con i partner europei, trascurando al tempo stesso di far valere gli interessi del Paese.
In Europa, le politiche dell’immigrazione incrociano le tappe del processo di allargamento dell’Unione, e si inseriscono nell’insieme delle relazioni esterne europee; sempre meno dunque possono essere trattate in modo autonomo dagli altri settori di azione politica, sempre più si caratterizzano quali elementi di ampie strategie regionali di sviluppo e stabilizzazione.
In questo quadro, la forma della cooperazione tra Stati non è più sufficiente. L’Europa ha affermato nel Consiglio europeo di Tampere dell’ottobre 1999 la necessità e la volontà di adottare una vera e propria politica comune dell’immigrazione e dell’asilo, separata dalle questioni di sicurezza e giustizia penale, che restano essenzialmente delegate alla cooperazione intergovernativa. Le quattro priorità di intervento individuate dal Consiglio – partenariato con i Paesi d’origine, regime europeo comune in materia di asilo, equo trattamento dei cittadini dei Paesi terzi, gestione dei flussi – puntano alla costruzione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia fondato «su principi che siano chiari per i nostri cittadini e offrano allo stesso tempo garanzie per coloro che cercano protezione o accesso nell’Unione europea».
Le intenzioni di Tampere restano ad oggi, in gran parte, ancora inattuate; sicché è necessario che l’Italia si attivi per rilanciare l’elaborazione di politiche comuni in attuazione di quegli obiettivi, che bilancino la componente di controllo con forti azioni a sostegno dell’integrazione e delle pari opportunità, a partire dal ribaltamento della logica discriminatoria ad oggi prevalente; si impegni per dare sostanza a una strategia europea forte e integrata che metta in relazione le politiche migratorie con le politiche comunitarie di cooperazione allo sviluppo; sostenga la creazione di importanti fondi europei per le politiche dell’immigrazione; curi in modo particolare i rapporti con i Paesi dell’Europa meridionale, che conoscono problemi simili ai nostri nella gestione dei fenomeni migratori, allo scopo di elaborare posizioni comuni; appoggi l’introduzione nella Carta costituzionale europea del principio di «cittadinanza europea di residenza», svincolato dalla nazionalità, che potrebbe consentire ai cittadini di Paesi extracomunitari che risiedono legalmente nella Ue di godere di diritti e doveri economici, sociali e politici; si impegni a ratificare e promuovere la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie.
A livello internazionale, è necessario che l’Italia punti su azioni di gestione e governo dell’immigrazione che si caratterizzino quali parte integrante di una politica estera di pace e cooperazione. Occorre che:
riformi e rafforzi la cooperazione allo sviluppo in tutte le sue componenti, assumendo la valorizzazione dei migranti e della mobilità internazionale ai fini dello sviluppo come una delle priorità centrali, recuperando attraverso la cooperazione il ruolo del ministero degli Esteri in tema di immigrazione;
rilanci il dialogo e la cooperazione bilaterale con i principali Paesi di origine e di transito sui temi dello sviluppo economico e sociale di questi stessi Paesi e sulla riqualificazione delle politiche sui controlli migratori, per migliorarne l’efficacia, in forme tali da tutelare la dignità e i diritti fondamentali dei migranti e delle altre categorie di persone meritevoli di protezione;
rafforzi i rapporti di collaborazione con le organizzazioni internazionali e le agenzie delle Nazioni Unite attive sui temi delle migrazioni internazionali e del contrasto al traffico di persone e alla violazione dei diritti dei migranti prodotte dal crimine organizzato internazionale;
sviluppi le buone pratiche a sostegno del rientro dei migranti;
riconosca pienamente i diritti pensionistici dei migranti, garantendo l’effettiva erogazione agli immigrati e ai familiari superstiti della pensione, se maturata, o in caso contrario la totalizzazione dei contributi o il rimborso di quanto versato;
sottoponga a ratifica del Parlamento tutti gli accordi bilaterali, compresi quelli esistenti, previa eventuale rinegoziazione, nell’ambito di un’azione diplomatica generalizzata volta ad assicurare il pieno rispetto dei diritti dei migranti, in base alla Convenzione di Ginevra del 1951 e alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.
http://www.meltingpo...ticolo6423.html
#2
Posted 07 December 2005 - 20:26
Immigrazione - Il Programma dell'Unione
Le conclusioni del tavolo programmatico
7 dicembre 2005
http://www.meltingpo...ticolo6423.html
D'Accordissimo... quoto tutto. speriamo che questo sia lo spirito delle politiche sull'immigrazione del nuovo governo che uscirà vincitore delle prossime elezioni. Speriamo che la reazione fascistoide leghista venga relegata nei meandri dei giorni bui della ns. repubblica. Viva L'Italia. Viva gli stranieri.
#3
Posted 07 December 2005 - 22:23
E' già cominciata la campagna elettorale?
Forse per Motan sì, ma a leggere il documento dell'Unione non credo, sembra più una fotografia dell'esistente piuttosto che un concreto programma legislativo.
Intendiamo ripartire da zero, cancellando le parole d’ordine della normativa in vigore.. Abrogazione della legge Bossi-Fini..
Facile dire 'aboliamo la Bossi-Fini' capisco che suoni bene come slogan.. ma quali sarebbero le proposte alternative? Queste:
La programmazione dei flussi d’ingresso per lavoro a vocazione stabile deve essere flessibile... deve essere discussa in un’apposita sessione parlamentare.
La novità del centro-sinistra sarebbe quella di aprire una sessione parlamentare o meglio ancora di istituire una Commissione?
Un modo come un altro per rinviare il problema, fare assemblee, riunioni, comitati, convocazioni, ampia partecipazione, tutte cose che a sinistra sanno fare benissimo e che servono per tenere tutti buoni.. ma non servono nè per decidere nè tantomeno per cambiare!
Guardate con la TAV, la Presidente della Regione Piemonte ha trovato la soluzione: ha proposto una tregua di tre mesi, il tempo di istituire una Commissione che non arriverà mai a decidere nulla ma che servirà solo a congelare il problema, ma nel frattempo l'Italia cosa fa? Aspetta il responso di una Commissione che non deciderà mai niente perchè le varie anime della coalizione non riusciranno a comporre i contrasti? Al limite si arriverà ad una trattativa al ribasso.. ovviamente a danno sia degli immigrati regolari che di quelli irregolari che delle imprese.
#4
Posted 07 December 2005 - 22:54
Si potrebbe intanto iniziare a parlare di immigrati come risorse per il paese e non come un problema. Sicuramente sarà un tema su cui bisognerà riflettere. Non credo che gli immigrati regolari possano essere danneggiati più di così.
E' già cominciata la campagna elettorale?
Forse per Motan sì, ma a leggere il documento dell'Unione non credo, sembra più una fotografia dell'esistente piuttosto che un concreto programma legislativo.
Facile dire 'aboliamo la Bossi-Fini' capisco che suoni bene come slogan.. ma quali sarebbero le proposte alternative? Queste:
La novità del centro-sinistra sarebbe quella di aprire una sessione parlamentare o meglio ancora di istituire una Commissione?
Un modo come un altro per rinviare il problema, fare assemblee, riunioni, comitati, convocazioni, ampia partecipazione, tutte cose che a sinistra sanno fare benissimo e che servono per tenere tutti buoni.. ma non servono nè per decidere nè tantomeno per cambiare!
Guardate con la TAV, la Presidente della Regione Piemonte ha trovato la soluzione: ha proposto una tregua di tre mesi, il tempo di istituire una Commissione che non arriverà mai a decidere nulla ma che servirà solo a congelare il problema, ma nel frattempo l'Italia cosa fa? Aspetta il responso di una Commissione che non deciderà mai niente perchè le varie anime della coalizione non riusciranno a comporre i contrasti? Al limite si arriverà ad una trattativa al ribasso.. ovviamente a danno sia degli immigrati regolari che di quelli irregolari che delle imprese.
Non possono riunirsi con i loro cari, sono in balia dei datori di lavoro ricattati per il rinnovo di un pds, problemi a far riconoscere i loro titoli di studio, se gli scade il permesso di soggiorno e non tornano a casa li aspettano gli "alberghi" di lusso CPT, problemi del genere vanno discussi anche tre mesi o più. La bossi fini è stata partorita in fretta dettata dall'emotività. Per dare un contentino al popolo leghista per l'appoggio dato alla cdl. Infatti " la gatta con la fretta ha partorito i figli ciechi".
La bossi fini ha peggiorato una legge vecchia che andava migliorata visto che era stata concepita 10 anni prima quando ancora si sapeva ben poco di immigrati.
E' già cominciata la campagna elettorale?
Forse per Motan sì, ma a leggere il documento dell'Unione non credo, sembra più una fotografia dell'esistente piuttosto che un concreto programma legislativo.
Facile dire 'aboliamo la Bossi-Fini' capisco che suoni bene come slogan.. ma quali sarebbero le proposte alternative? Queste:
La novità del centro-sinistra sarebbe quella di aprire una sessione parlamentare o meglio ancora di istituire una Commissione?
Un modo come un altro per rinviare il problema, fare assemblee, riunioni, comitati, convocazioni, ampia partecipazione, tutte cose che a sinistra sanno fare benissimo e che servono per tenere tutti buoni.. ma non servono nè per decidere nè tantomeno per cambiare!
Guardate con la TAV, la Presidente della Regione Piemonte ha trovato la soluzione: ha proposto una tregua di tre mesi, il tempo di istituire una Commissione che non arriverà mai a decidere nulla ma che servirà solo a congelare il problema, ma nel frattempo l'Italia cosa fa? Aspetta il responso di una Commissione che non deciderà mai niente perchè le varie anime della coalizione non riusciranno a comporre i contrasti? Al limite si arriverà ad una trattativa al ribasso.. ovviamente a danno sia degli immigrati regolari che di quelli irregolari che delle imprese.
Sicuramente la TAV non si risolve con i manganelli. Stanno cercando di alzare lo spauracchio degli anarco insurrezzionalisti, Pisanu lo va dicendo da giorni. Quindi era logico che intervenisse con i manganelli. Credo che la gente vada ascoltata. di anarco insurrezionalisti non ne ho visti tra quella gente. C'erano studenti, anziani e gente tranquilla. Quella e la loro terra e i problemi sono amianto e uranio. Cose non da poco. Poi se c'è qualcuno che ha" interesse" ad affrettare i lavori.
#5
Guest_motan_*
Posted 07 December 2005 - 23:14
E' già cominciata la campagna elettorale?
Forse per Motan sì, ma a leggere il documento dell'Unione non credo, sembra più una fotografia dell'esistente piuttosto che un concreto programma legislativo.
Facile dire 'aboliamo la Bossi-Fini' capisco che suoni bene come slogan.. ma quali sarebbero le proposte alternative? Queste:
La novità del centro-sinistra sarebbe quella di aprire una sessione parlamentare o meglio ancora di istituire una Commissione?
Un modo come un altro per rinviare il problema, fare assemblee, riunioni, comitati, convocazioni, ampia partecipazione, tutte cose che a sinistra sanno fare benissimo e che servono per tenere tutti buoni.. ma non servono nè per decidere nè tantomeno per cambiare!
Se anche fosse solo una fotografia dell'esistente, la Bossi-Fini ne esce piuttosto malconcia.
Comunque mi sembra che ci siano indicazioni molto chiare:
...introducendo permessi di soggiorno di durata più ragionevole e crescente ad ogni rinnovo, garantendo tempi certi per le pratiche; trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali; potenziando gli sportelli di orientamento e consulenza legale già istituiti da numerose amministrazioni locali; semplificando e velocizzando l’acquisizione della carta di soggiorno, rilasciata – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore a quello attualmente previsto, durante il quale la persona immigrata è posta in condizione di accedere all’apprendimento della lingua e della cultura italiana, attraverso adeguate opportunità concesse dalla scuola pubblica..
...introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza, riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione e rendendo espliciti e ben definiti i requisiti per la naturalizzazione, ponendo fine all’eccesso di discrezionalità amministrativa...
...scorporo dalla programmazione triennale di alcune categorie di lavoratori: collaboratori domestici e di cura, per i quali si può ipotizzare un canale continuativo d’ingresso su domanda; lavoratori stagionali, per i quali può essere ampliata la possibilità di permessi di soggiorno pluriennali...
...introdurre il permesso annuale per ricerca di lavoro, da rilasciare in seguito a prestazione di precise garanzie economiche;
reintrodurre la figura dello sponsor, privato, imprenditoriale o istituzionale;
istituire un meccanismo di regolarizzazione permanente ad personam, per lo straniero che dimostri di essere in possesso di determinati requisiti;
consentire la conversione di permessi brevi (studio, visite ai familiari) in permessi di lavoro...
...ridurre la discrezionalità amministrativa e fare chiarezza sulle procedure degli uffici (inclusi gli uffici visti dei consolati e le rappresentanze diplomatiche) per contrastare gli abusi...
L'ultimo l'ho segnato in rosso perchè chi ha avuto a che fare con i consolati (e su questo forum penso conoscano bene quello di Bucarest) ne ha dovuti mandare giù di rospi..
#6
Posted 07 December 2005 - 23:22
Praticamente è tutto il contrario come è giusto che sia. Se realizzassero questo programma voglio vedere l'opposizione che argomentazioni che tira fuori...Se anche fosse solo una fotografia dell'esistente, la Bossi-Fini ne esce piuttosto malconcia.
Comunque mi sembra che ci siano indicazioni molto chiare:
...introducendo permessi di soggiorno di durata più ragionevole e crescente ad ogni rinnovo, garantendo tempi certi per le pratiche; trasferendo la competenza per le pratiche di rinnovo dei permessi agli enti locali; potenziando gli sportelli di orientamento e consulenza legale già istituiti da numerose amministrazioni locali; semplificando e velocizzando l’acquisizione della carta di soggiorno, rilasciata – senza vincoli riferiti a requisiti di reddito e abitativi – dopo un periodo di tempo, inferiore a quello attualmente previsto, durante il quale la persona immigrata è posta in condizione di accedere all’apprendimento della lingua e della cultura italiana, attraverso adeguate opportunità concesse dalla scuola pubblica..
...introdurre il diritto di voto alle elezioni amministrative dopo un congruo numero di anni di residenza, riformare la legge sulla cittadinanza, legandola per i nuovi nati allo «ius soli», riducendo il tempo necessario per l’acquisizione e rendendo espliciti e ben definiti i requisiti per la naturalizzazione, ponendo fine all’eccesso di discrezionalità amministrativa...
...scorporo dalla programmazione triennale di alcune categorie di lavoratori: collaboratori domestici e di cura, per i quali si può ipotizzare un canale continuativo d’ingresso su domanda; lavoratori stagionali, per i quali può essere ampliata la possibilità di permessi di soggiorno pluriennali...
...introdurre il permesso annuale per ricerca di lavoro, da rilasciare in seguito a prestazione di precise garanzie economiche;
reintrodurre la figura dello sponsor, privato, imprenditoriale o istituzionale;
istituire un meccanismo di regolarizzazione permanente ad personam, per lo straniero che dimostri di essere in possesso di determinati requisiti;
consentire la conversione di permessi brevi (studio, visite ai familiari) in permessi di lavoro...
...ridurre la discrezionalità amministrativa e fare chiarezza sulle procedure degli uffici (inclusi gli uffici visti dei consolati e le rappresentanze diplomatiche) per contrastare gli abusi...
L'ultimo l'ho segnato in rosso perchè chi ha avuto a che fare con i consolati (e su questo forum penso conoscano bene quello di Bucarest) ne ha dovuti mandare giù di rospi..
dirà che i CPT sono degli alberghi gestiti da amici degli amici. Quindi non vanno chiusi ma ampliati... che i consolati devono smetterla di concedere visti (come stanno facendo), che non è giusto che un familiare abbia il diritto di ricongiungersi con la propria famiglia etc. cose tremendamente note. Ho dovuto fare la carta di soggiorno alla mia compagna ... c'era gente in fila dalle 4 di mattina, bambini piccoli etc. scene da incubo.
#7
Guest_motan_*
Posted 07 December 2005 - 23:44
Lo stesso Pisanu ha detto che per contrastare le irregolarità bisogna favorire le vie legali d'ingresso.
Peccato che il sistema delle quote, così com'è, non offrendo possiblità di ingresso senza aver già sottoscritto un contratto di lavoro, non fa altro che sanare in gran parte clandestini che sono già presenti in Italia, e che fanno ritorno al loro paese il tempo necessario ad ottenere il visto d'ingresso dal consolato italiano.
Stesso consolato che poi rifiuta i visti per turismo avvalendosi della norma che non impone di motivare il diniego del visto (perchè non essendo convertibili in lavorativi, alla scadenza portano all'irregolarità, e siccome gli overstayers sono molti hanno pensato bene di tagliare la testa al toro, non concedendo più nulla).
Conseguenza: impossibile da certi paesi entrare legalmente per farsi conoscere da un datore di lavoro disponibile ad una futura assunzione.
Ulteriore conseguenza: gli sforzi sono concentrati nel dare la caccia ai clandestini per decretarne l'espulsione.
Alla fine quella che voleva essere una legge che doveva dare un giro di vite, ha creato più problemi di quelli che ne ha risolti.
#8
Posted 08 December 2005 - 14:57
la Bossi/Fini, va abolita.
Mi sembra che abbia creato anche troppi danni.
E’obsoleta, non rispecchi più una situazione reale.
E’ anticostituzionale, è piena di falle.
Costringe l’immigrato ad una eccessiva burocratizzazione.
Inoltre in parecchi punti fa a pugni con il nostro diritto.
mdaemme
#9
Posted 08 December 2005 - 15:24
sei cosi sveglio e conosci le novita politiche ma perche MOTAN???Immigrazione - Il Programma dell'Unione
Le conclusioni del tavolo programmatico
7 dicembre 2005
http://www.meltingpo...ticolo6423.html
#10
Guest_XCXC_*
Posted 08 December 2005 - 18:48
Si potrebbe intanto iniziare a parlare di immigrati come risorse per il paese
quanto mi sta sui co...oni 'sta frase!!!
Non la sopporto piu'! Finiamola di dare della "risorsa" ad un essere umano! Altrimenti confondiamo l'immigrato con il concetto "risorsa da sfruttare"... cosi' ad esempio... un ammalato potremmo "ritornarlo" al suo Paese!!!
Giuro... se trovo uno che ancora la pronuncia a non piu' di 5 metri da me... lo avvicino e gli do un calcio nella rotula di ogni ginocchio!
#11
Posted 08 December 2005 - 19:05
quanto mi sta sui co...oni 'sta frase!!!
Non la sopporto piu'! Finiamola di dare della "risorsa" ad un essere umano! Altrimenti confondiamo l'immigrato con il concetto "risorsa da sfruttare"... cosi' ad esempio... un ammalato potremmo "ritornarlo" al suo Paese!!!
Giuro... se trovo uno che ancora la pronuncia a non piu' di 5 metri da me... lo avvicino e gli do un calcio nella rotula di ogni ginocchio!
Senti cerca di utilizzare un linguaggio piu consono. il forum non è a tuo uso e consume. chi ti credi di essere? ognuno esprime il suo parere. Anche se non sei d'accordo rispetta le idee degli altri. Se poi sei senza argomenti insulta pure chi ti pare. E' la terza volta che mi rispondi male. Mi hai dato dell'idiota, dell'imbecille ma chi ti credi di essere? Se poi vuoi darmi dei calci nelle ginocchia ti do il mio indirizzo.
Per risorsa non intendo che bisogna sfruttarli come lavoratori. Intendo che bisogna richiedere la loro collaborazione in tutti i campi. Tutte cose che la bossi fini non prevede. il loro stare in Italia è consentito solo come forza lavoro.
#12
Posted 08 December 2005 - 19:33
Se anche fosse solo una fotografia dell'esistente, la Bossi-Fini ne esce piuttosto malconcia.
Comunque mi sembra che ci siano indicazioni molto chiare:
...ridurre la discrezionalità amministrativa e fare chiarezza sulle procedure degli uffici (inclusi gli uffici visti dei consolati e le rappresentanze diplomatiche) per contrastare gli abusi
Molto chiare non mi sembra.. Certo, sono parole di buon senso che chiunque di noi potrebbe sottoscrivere e che probabilmente troveremo nei programmi elettorali di entrambe le coalizioni, ma che difficilmente si concretizzeranno con delle disposizioni legislative..
Cosa vuol dire ridurre la discrezionalità? Che ci dovranno forse essere delle norme più rigide e severe.. che nella stragrande maggioranza dei casi saranno dei paletti più restrittivi e certamente meno permissivi.
Altrimenti se tutti potessero ottenere tranquillamente un visto Shengen, che autorità potremmo riconoscere ad un Console? Quella del passacarte? Secondo me, per la poca esperienza che ho, alla Farnesina stanno già alzando le barricate. Non penserai mica che in quel bel palazzo bianco comandi davvero il Ministro?
Cosa vuol dire fare chiarezza? Torniamo alle commissioni d'inchiesta che dicevo prima, sono un bello slogan, ma servono sono ad allontanare il problema.
Ricorda, un vecchio insegnamento dice: quando non sai che decisione prendere, nomina una commissione.. starai tranquillo per 3 mesi e poi nessuno si ricorderà più niente..
#13
Posted 08 December 2005 - 19:41
Si Paolo sono parole tratte dal linguaggio del "politichese" vogliono dire tutto e niente. Sono d'accordo. La bossi fini non è stata una legge completa. Ha soltanto modificato alcune norme di una legge. La turco napolitano. Questa legge presentava delle lacune ma le lacune non sono state risolte a favore degli immigrati ma sono state peggiorate. Tipo il ricongiungimento familiare che prima era molto più semplice e il discorso sui flussi etc. . Sono stati istituiti i CPT tra l'altro previsti dalla turco napolitano ma mai utilizzati con l'impiastro attuale. Quindi questa legge va modificata... va stravolta a favore degli immigrati. Come? si vedrà...
Molto chiare non mi sembra.. Certo, sono parole di buon senso che chiunque di noi potrebbe sottoscrivere e che probabilmente troveremo nei programmi elettorali di entrambe le coalizioni, ma che difficilmente si concretizzeranno con delle disposizioni legislative..
Cosa vuol dire ridurre la discrezionalità? Che ci dovranno forse essere delle norme più rigide e severe.. che nella stragrande maggioranza dei casi saranno dei paletti più restrittivi e certamente meno permissivi.
Altrimenti se tutti potessero ottenere tranquillamente un visto Shengen, che autorità potremmo riconoscere ad un Console? Quella del passacarte? Secondo me, per la poca esperienza che ho, alla Farnesina stanno già alzando le barricate. Non penserai mica che in quel bel palazzo bianco comandi davvero il Ministro?
Cosa vuol dire fare chiarezza? Torniamo alle commissioni d'inchiesta che dicevo prima, sono un bello slogan, ma servono sono ad allontanare il problema.
Ricorda, un vecchio insegnamento dice: quando non sai che decisione prendere, nomina una commissione.. starai tranquillo per 3 mesi e poi nessuno si ricorderà più niente..
altrimenti veramente non ci sarà distinzione tra dx e sx. se così sarà voterete soltanto gli addetti ai lavori cioè i politici di "professione" e noi comuni cittadini staremo a guardare ed a litigare sui forum visto che non si riuscirà più a incidere nella vita di questo paese.
#14
Guest_XCXC_*
Posted 08 December 2005 - 20:16
Senti cerca di utilizzare un linguaggio piu consono. il forum non è a tuo uso e consume. chi ti credi di essere? ognuno esprime il suo parere. Anche se non sei d'accordo rispetta le idee degli altri. Se poi sei senza argomenti insulta pure chi ti pare. E' la terza volta che mi rispondi male. Mi hai dato dell'idiota, dell'imbecille ma chi ti credi di essere? Se poi vuoi darmi dei calci nelle ginocchia ti do il mio indirizzo.
Per risorsa non intendo che bisogna sfruttarli come lavoratori. Intendo che bisogna richiedere la loro collaborazione in tutti i campi. Tutte cose che la bossi fini non prevede. il loro stare in Italia è consentito solo come forza lavoro.
di la verita' ! Ti e' uscita una frase stronza! Che tutti dicono da anni compresi i ns politici ed il Presidentissimo... (quello ex partigiano)... forse anche il Papa...
A me non me ne frega niente delle tue idee... ma se ti sento dire che un extracomunitario e' una risorsa... ti do un calcio oltre che nelle rotule anche nel culo!
E tu rispetta le mi idee ed i mie modi per difenderle! Punto!
Non sai nemmeno quello che scrivi...
#15
Posted 08 December 2005 - 20:23
Non sto parlando di idee tu non hai idee le tue idee sono razziste e leghiste.di la verita' ! Ti e' uscita una frase stronza! Che tutti dicono da anni compresi i ns politici ed il Presidentissimo... (quello ex partigiano)... forse anche il Papa...
A me non me ne frega niente delle tue idee... ma se ti sento dire che un extracomunitario e' una risorsa... ti do un calcio oltre che nelle rotule anche nel culo!![]()
E tu rispetta le mi idee ed i mie modi per difenderle! Punto!
Non sai nemmeno quello che scrivi...
per i calci vieni a trovarmi che ne parliamo.
#16
Guest_XCXC_*
Posted 08 December 2005 - 20:31
Io non faccio propaganda come te!
Tu non sai nemmeno leggere! La frase l'hai scritta tu? Ok! E allora se sento te o alcuni come te pronunciarla faccio quello che mi pare!
#17
Posted 08 December 2005 - 20:39
Chiedi al tuo guru bossi come utilizzare gli stranieri e vedi che troverete molti argomenti in comune.idee razziste e leghiste ahahahhahahahhah!!!!
Io non faccio propaganda come te!
Tu non sai nemmeno leggere! La frase l'hai scritta tu? Ok! E allora se sento te o alcuni come te pronunciarla faccio quello che mi pare!
Propaganda? e per chi? io sono un soggetto libero... molto libero.
#18
Posted 08 December 2005 - 20:49
1) perche' il PDS deve rilasciarlo un organo di Polizia ??..la Polizia dovrebbe interessarsi degli immigrati solo quando questi delinquono...fino allora non dovrebbe fregargliene di meno...Idem per la Prefettura...Il questore dipende dal Prefetto ...ergo non c'é differenza.
2) il PDS lo deve rilasciare il Comune...ufficio stranieri....si presenta la domanda ( lavoro...si allega documentazione - ad es contratto di lavoro...)...l'ufficio comunale ( e NON L'IMMIGRATO, per Dio ) tramite una "nuova" tecnologia chiamata INTERNET...si collega col cervellone presso la Prefettuta x chiedere il Nulla Osta circa eventuali pendenze penali o reati commessi...nel giro di massimo 24 ore..il Nulla Osta arriva ( sempre via Online ) e il giorno dopo l'immigrato ritira il Pds
3) Rinnovo :..ci si presenta allo stesso ufficio.....click ...Ok...teimbro ...ecco il nuovo Nulla Osta...arrivederci...e se ha perso il lavoro ??' ecchisenefrega...non puo' trovarne un altro ???' il disoccupato é gia' x definizione un potenziale delinquente da espellere dall'Italia???
--- il mio é solo un sogno...anzi una vera Utopia...ma ame sembrerebbe tutto cosi' semplice..
#19
Guest_motan_*
Posted 08 December 2005 - 21:20
Molto chiare non mi sembra.. Certo, sono parole di buon senso che chiunque di noi potrebbe sottoscrivere e che probabilmente troveremo nei programmi elettorali di entrambe le coalizioni, ma che difficilmente si concretizzeranno con delle disposizioni legislative..
Cosa vuol dire ridurre la discrezionalità? Che ci dovranno forse essere delle norme più rigide e severe.. che nella stragrande maggioranza dei casi saranno dei paletti più restrittivi e certamente meno permissivi.
Altrimenti se tutti potessero ottenere tranquillamente un visto Shengen, che autorità potremmo riconoscere ad un Console? Quella del passacarte? Secondo me, per la poca esperienza che ho, alla Farnesina stanno già alzando le barricate. Non penserai mica che in quel bel palazzo bianco comandi davvero il Ministro?
Cosa vuol dire fare chiarezza? Torniamo alle commissioni d'inchiesta che dicevo prima, sono un bello slogan, ma servono sono ad allontanare il problema.
Ricorda, un vecchio insegnamento dice: quando non sai che decisione prendere, nomina una commissione.. starai tranquillo per 3 mesi e poi nessuno si ricorderà più niente..
Ammettiamo pure che le commissioni d'inchiesta non servano a un tubo (quindi anche quella sull'applicazione della legge 194?)
Resta il fatto che non vedo una parola da parte di chi ha legiferato sulla Bossi-Fini per ammettere che si sono creati molti problemi burocratici (anche per le questure) e una politica degli ingressi slegata dalle esigenze del mercato del lavoro.
La diminuzione della validità dei pds, l'impossibilità di entrare legalmente per cercare lavoro, le quote inadeguate che hanno fatto lamentare anche Montezemolo e gli agricoltori che necessitavano di stagionali, l'impossibilità di invitare per turismo da certi paesi, lo sfruttamento del lavoro nero, non suggeriscono qualche riflessione?
Vogliamo parlare anche delle pene previste per chi ha subito un'espulsione e viene nuovamente pescato in Italia?
Art. 13 L. 189/02
13. Lo straniero espulso non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da un anno a quattro anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.
13 bis. Nel caso di espulsione disposta dal giudice, il trasgressore del divieto di reingresso è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Allo straniero che, già denunciato per il reato di cui al comma 13 ed espulso, abbia fatto reingresso sul territorio nazionale si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni.
Vogliamo parlare delle pene previste sul falso in bilancio? (tratto dal sito di Forza Italia)
Le nuove norme sul falso in bilancio hanno reso più pesanti le pene per chi, falsificando il bilancio di una società crea danno a qualcuno; hanno introdotto una maggiore tolleranza per gli errori formali che non creano danno al fisco o a terzi.
Con la riforma il Governo ha razionalizzato l'intero sistema penale societario:
- restringendo il numero delle fattispecie penali: molti reati nel precedente sistema hanno avuto scarsissima applicazione;
- introducendo nuove ipotesi segnalate dalla dottrina.
La perseguibilità
La riforma introduce un differente regime sanzionatorio a seconda della rilevanza patrimoniale del danno, ovvero se è stata provocata o meno una lesione patrimoniale agli interessi di soci e creditori.
Se la condotta non ha provocato un danno patrimoniale ai soci o ai creditori.
Può scattare l'arresto fino a un anno e sei mesi.
Se la condotta ha causato un danno patrimoniale a soci o creditori.
- Se si tratta di una società quotata è possibile la procedibilità d'ufficio. In questo caso è prevista una pena compresa tra uno e quattro anni.
- Se la società non è quotata la procedibilità è soggetta a querela di parte, la pena è compresa tra sei mesi e tre anni.
Quindi è più grave ( o equiparabile) per questo governo un illecito riguardante la mancanza di un documento di soggiorno, di chi ha truffato magari facendo perdere un sacco di soldi ai risparmiatori?
Concludo dicendo che non condivido tutto quello che viene elencato nel programma dell'Unione.
Per me basterebbero queste cose:
- reintroduzione della figura dello sponsor
- esenzione dalle quote per i lavori in ambito sociale (es. badanti)
- obbligo da parte dei consolati di motivare il diniego del visto per turismo (non lo renderei comunque convertibile in lavorativo)
- introduzione del visto per matrimonio
- gestione delle pratiche burocratiche da parte dei comuni, la questura dovrebbe solo esercitarne il controllo al momento di rilasciare i pds/cds
Sono contrario all'abolizione dei cpt (anzi ne aumenterei il numero, ma dimezzerei i tempi di permanenza e dovrebbero essere aperti ad ispezioni esterne; renderei obbligatori controlli settimanali da parte delle ASL) e alla concessione della cittadinanza basata sullo "ius soli".
#20
Guest_motan_*
Posted 08 December 2005 - 21:32
sei cosi sveglio e conosci le novita politiche ma perche MOTAN???
Non ho capito... vuoi sapere perchè ho scelto il nick motan o perchè seguo la politica?




















