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Guest Message by DevFuse
 

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Gli Alieni A Chisinau


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
95 risposte a questa discussione

#81 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 04 settembre 2008 - 08:36

In alto Adige le lingue ufficiali sono due: italiano e tedesco!




Alto Adige è autonomo! ed è normale che abbiano 2 lingue officiale.


Non per volontà divina! :)

#82 REZINESE

REZINESE

    Advanced Member


  • 670 messaggi
  • Iscritto il: 06-febbraio 08

Inviato 04 settembre 2008 - 09:17

Mi sembra che si stia tendendo a dividere la società moldava in 2 - Romeni VS Russi -
...Ma io per esperienza personale non noto questa netta divisione (o romeno o russo)...

Noto invece che una buona fetta di popolazione moldava conosce sia il romeno che il russo e quotidianamente parla il moldavo(con il quale intendo il romeno dialettizzato e condito da parole russe) ma che all'occorrenza può parlare sia il romeno "corretto" sia il russo.

In un intervento precedente si parlava del processo di romenizzazione che si potrebbe avviare in Moldova nel caso di una vittoria di Chirtoaca e Ghimpu... Bè io credo che il loro progetto politico sia questo ma non lo vedo facilmente attuabile perchè creerebbe una netta divisione interna alla società moldava e non credo che i russi resterebbero isolati nel loro 10% proprio perchè esiste una buona parte di moldavi che è contraria alla romenizzazione totale della Moldova pur difendendo il "moldavo" come lingua ufficiale di stato.

Penso che questa sia la maggioranza della popolazione e sono moldavi a tutti gli effetti (pur essendoci chi ha cognomi di origine romena e chi ha cognomi di origine slava ma sono moldavi - nè russi - nè romeni).


La mia opinione è che la soluzione sia il bilinguismo di stato con prima lingua il romeno e come seconda il russo.

Concludo dicendo che secondo me questo è l'ultimo problema(per importanza) dei moldavi ... ci sono problematiche ben più gravi come il lavoro, i salari, la corruzione e altro...

...Ma il problema della lingua viene usato come specchietto per le allodole per far dimenticare tutte le altre difficoltà.

...Ovviamente questa è soltanto la mia idea personale che mi sono fatto conoscendo la Moldova e i moldavi.

#83 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 04 settembre 2008 - 11:09

Tutte le opinioni riportate sopra sono condivisibili, tutte sono condite di buonsenso e obiettività.
Detto questo, mi pare che non si è colto l'aspetto squisitamente sociale e culturale del problema, che poi è lo scopo del mio intervento, tutti indirizzate le vostre rimostranze su aspetti che io sinceramente non volevo cogliere.
Ripeto per l'ennesima volta il concetto.
Non volevo fare una disquisizione legale o polemizzare sugli aspetti legali della questione, mi sembra ovvio che tutte le minoranze linguistiche di qualsiasi paese possono esprimersi nella lingua che prediligono, il mio topic voleva semplicemente mettere l'accento sull'aspetto meramente sociale, di costume, del problema. Credo di averlo ripetuto fino allo sfinimento!
Come ho già detto a Rick, non mi appassiona l'aspetto storico della questione, è stato discusso in altre occasioni da persone certamente più preparate di me, vedi discussione Rick - Marcuzzo. Neanche mi interessa l'aspetto squisitamente giuridico della cosa, è ovvio che nessuno mette in galera un russo se non parla romeno ai dibattiti in Parlamento, che , tra l'altro, succede tutti i giorni con polemiche sanguinose. Neanche questo aspetto m'interessa, ho soltanto fatto cenno che la lingua romena(moldava) è lingua di stato secondo una legge approvata dal Parlamento.
Come vado facendo ormai da un lustro :lol3: . mi premeva mettere in evidenza un aspetto della società moldava, una curiosità se vogliamo, forse sconosciuta a qualcuno, esprimendo un parere sulla questione. Punto.

#84 Nika

Nika

    Advanced Member


  • 287 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 06

Inviato 04 settembre 2008 - 11:24

Se non hanno ancora imparato la lingua di stato vuol dire che non ne hanno bisogno. E poi chi vi ha detto che uno non trova lavoro se non parla romeno? Conosco tantissimi imprenditori che guadagnano tanto e parlano solo russo. Imprenditori alieni. :)

Mia madre è moldava, ma da piccola non ha imparato la sua lingua, parlava solo russo, perchè non c'era la possibilità (cioè le scuole) e il russo era più utile. Quando dovevo andare a scuola io, mia madre ha deciso che sarà una scuola di lingua rumena, perchè in quegli anni il nazionalismo andava alla grande e lei non voleva che io vivessi le sue brutte esperienze di vecchie stupide sull'autobus che chiedono "E tu perchè non parli la lingua di stato???" (Ha imparato il romeno pure lei, a proposito, sul lavoro, ma di sua iniziativa, non perchè se non lo imparava, perdeva il posto.)
Adesso parlo sia russo, che rumeno e ne sono contenta. Ho possibilità che molti non hanno. Posso leggere gli articoli e i forum sull'Internet russo, posso andare in Romania ed essere sicura che mi capiranno (ok, potevo andare in Romania, prima che entrasse in UE e metesse i visti d'ingresso!).
Visto che abito in Italia, proverò ad insegnare ai miei futuri figli sia il russo, che il romeno. Se qui c'è la possibilità di imparare due lingue, perchè perderla? Comunque sia è un po' difficile non sapere una parola di rumeno per i giovani, visto che nelle scuole russe lo studiano dalla seconda elementare e "fino alla fine" e hanno anche l'esame di maturità di rumeno (cioè, uno in più riguardo a quelli che si sono diplomati nelle scuole romene, io il russo a scuola l'ho fatto soltanto per 5 anni e non ho mai fatto un esame di questa lingua).

#85 Valent-na

Valent-na

    Advanced Member


  • 100 messaggi
  • Iscritto il: 17-maggio 08

Inviato 04 settembre 2008 - 20:39

Comunque non ci riesco a capire perchè i "moldavi" che: sono nati in Moldova, abitano in Moldova, parlano russo e NON VOGLIONO imparare moldavo, ma è per il loro bene anche (comodità)... :hmm:

#86 Nika

Nika

    Advanced Member


  • 287 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 06

Inviato 05 settembre 2008 - 20:13

Forse perchè non ne sentono il bisogno? Cioè, perchè vengono cmq capiti da tutti.
Forse perche hanno paura di non poterlo imparare bene?
Forse perchè se lo sentono imporre e lo rifiutano?
E poi, non tutti quelli che vedete parlare russo per le strade parlano solo il russo. In questi 5 gg che sto a Chisinau ho parlato più russo che romeno, ma se una persona mi chiede qualcosa in romeno le rispondo subito in questa lingua! E secondo me è questo lo spirito giusto, che ci libererebbe da tanti conflitti inutili.

#87 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 05 settembre 2008 - 23:03

Un'opinione di Constantin CHEIANU
Immagine Postata

In :En - Md - Ru

In what language shall we integrate into the European Union?


By the beginning of the http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif's of the last century, the Romanian language was used in Moldovan SSR in 2 cases: it was spoken by Moldovan families at home and it was taught in national schools. Apart from those two places, the Russian language was kept spreading and only the perestroika managed to slow down the process of marginalization and definitive elimination of Romanian.

However, it has to be mentioned that we are talking about a Romanian language that has always been different from the language spoken on the other bank of the Prut. It differed in pronunciation, word stress, word order and intonation marked by the Moldovan dialect on the one hand and the influence of the Russian language on the other. These differences could be perceived both in the spoken and in the literary language from newspapers and books. It was a language that gave an impression of a hybrid, a semi-fabricated or a counterfeit product compared to the adult Romanian spoken over the Prut. The researchers who are going to study this phenomenon will also find there the signs of a fight between those wanting to adapt the language spoken on this side to the norms of the one on the other side of the river and those wanting to canonize it as an artificial and sterile regional aspect.

But before becoming an object of study this hybrid is still quite viable under the conditions of today's independent Moldova and is perpetuated, among others, by Romanian teachers in our villages and towns, graduates of philological faculties back in the Soviet times, or even by the President of the country himself giving almost daily interviews to the state television in the once spoken "handicapped" Moldovan.

Today this hybrid suffers new "malformations". For instance, some TV presenters (and even certain ordinary speakers) attempt to read out texts full of words of Russian origin or Moldovan archaisms in an "a la Bucharest" manner.

Let me remind you that the authentic Romanian pronunciation was considered a crime during the Soviet times and actors who dared to use it suffered from rather serious consequences sometimes, some of them even being fired for that. The consistency with which, for instance, some Eugeniu Ureche or Constanta Tartau spoke Romanian during their entire artistic carrier was an authentic dissidence. Just like the "sophisticated" Romanian used by some Aureliu Busuioc or Mihai Cimpoi in their writings.

Very few books published in Soviet Moldova would pass a Romanian language examination today without requiring an adaptation.

What happens now, 19 years after the Romanian (Moldovan) language has been declared the official language of the Republic of Moldova?

No doubt there have been changes for the better and the external ones are the most visible. There are very few signboards or inscriptions in Russian in Chisinau today. Neither in the street, nor in shops or in state institutions one feels compelled to speak Russian to someone like it used to be before 1989, even if Russian is still a serious rival of Romanian in daily communication. The quality of the language used by our newspapers or on television is closer to the one spoken on the other bank of the Prut, and sometimes those two get confused. Even people interviewed by the reporters speak a much better Romanian than ten-twenty years ago.

There is, however, a different type of phenomena. The Russian language, which during the 90's seemed to be pressed back by Romanian, is gaining new force today. There are several reasons for that. After the political climate in the Moldovan society during the 90's induced a feeling of tension in Russian speakers caused by the need to integrate, after 2000, together with a number of political and economic failures of the national-democratic rulers and the gain of political power by communists, this tension was significantly reduced.

Because they had limited access to state structures, the Russian speakers engaged in business activities to a greater extent and many succeeded due to the contacts they had in Russia. Economic independence favored a "moral" independence too. They saw that they could have a good life in Moldova without having the need to integrate, without having to speak Romanian and without having to work in state structures.

Today we are witnessing deepening of this process of "isolation" and "enclavization" of Russian-speaking communities, while their contacts with Romanian speakers are reduced to the strictly necessary.

In their turn, the Romanian-speaking intellectuals have estranged from this community too, as well as from their own fellow countrymen, ordinary Romanian speakers. The latter become attracted by the Russian language due to intense economic relations with Russia, as well as due to the aggressive information impact of Moscow newspapers, television and radio.

That is why the Romanian spoken by them is affected by a new wave of pollution with words of Russian origin, just like during the Soviet period.

Unfortunately, the fact that neither the intellectual nor political elites of Moldova are capable (nor do they want it) of ensuring an authentic integration of the Moldovan society and that the communists want to preserve the present state of things in order to use it in their political interests suggests that we are still threatened by confrontations.

What is the destiny of the Romanian language in the Republic of Moldova? I have recently seen a news report from a press conference held by a group of pupils presenting the results of an opinion poll carried out among children. I was impressed to hear some ninth-tenth form students from Orhei, Rezina or Ungheni speaking a more beautiful and intelligent Romanian than the one we heard from many television representatives in Chisinau. I suppose that they have been encouraged by their parents or teachers and at the same time I do not exclude the possibility that many of them do it on their own initiative.

It is encouraging and alarming at the same time. Assimilation of a good Romanian language by our citizens becomes a matter of personal desire rather than a result of the activity of state institutions and the intellectual elite.


In ce limba ne intergram in Uniunea Europeana?

Catre inceputul anilor http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif ai secolului trecut, limba romana avea, in principiu, in fosta RSS Moldoveneasca, doar doua utilizari: era vorbita in familiile de moldoveni si predata in scolile nationale. Dincolo de aceste spatii, rusa acapara din ce in ce mai mult teren si doar perestroika avea sa intarzie acest proces de marginalizare si eliminare definitiva a limbii romane.

Sa precizam, insa, ca e vorba de o romana care in Moldova Sovietica a fost intotdeauna oarecum distincta de cea de peste Prut. Distincta prin rostire, accent, topica si intonatie, acestea fiind marcate de graiul moldav, pe de o parte, si de influenta limbii ruse, pe de alta parte. Realitate care se regasea atat in limba vorbita, cat si in cea culta din ziare si carti. Era o limba care, in raport cu romana matura de peste Prut, lasa impresia unui hibrid, a unui "semifabricat" si "produs contrafacut". Cercetatorii care se vor preocupa de studiul acestui fenomen vor regasi in el, bineinteles, si insemnele luptei ce se dadea intre cei ce vroiau sa adapteze limba de aici la rigorile celei de peste Prut si cei care vroiau sa o cantoneze intr-un fel de specific regional artificial si steril.

De fapt, pana a ajunge un obiect de studiu, hibridul in cauza continua sa fie inca destul de viabil in conditiile Moldovei independente de astazi, fiind perpetuat, printre altii, de absolventii de filologie din perioada sovietica, care astazi sunt profesori de limba romana in satele si orasele noastre. Sau - de ce nu - de presedintele tarii in persoana, care ofera aproape zilnic interviuri la televiziunea de stat in moldoveneasca "handicapata" de candva.

Astazi, acestui hibrid i se adauga noi "malformatii". Unii prezentatori de televiziune de la noi, de pilda, (dar si unii vorbitori de rand) se ambitioneaza sa rosteasca "ca la Bucuresti" texte care abunda de calchieri din rusa ori de arhaisme moldave.

Sa mai amintim ca rostirea autentica romaneasca constituia in perioada sovietica un delict si actorii care isi luau libertatea sa si-o asume suportau consecinte uneori grave, mergandu-se pana la concedierea lor. Consecventa cu care un Eugeniu Ureche sau o Constanta Tartau, de pilda, au rostit romaneste de-a lungul intregii lor cariere artistice avea semnificatia unei autentice disidente. Ca si romana "sofisticata" de care faceau uz in scrierile lor un Aureliu Busuioc sau un Mihai Cimpoi.

Foarte putine carti scrise in Moldova sovietica ar trece astazi examenul limbii romane fara o adaptare.

Ce se intampla astazi, la nouasprezece ani de la proclamarea limbii romane ("moldovenesti") drept limba de stat?

S-au produs, fara indoiala, schimbari in bine si cele exterioare sunt cele mai vizibile. In Chisinau aproape nu mai sunt de vazut firme si inscriptionari in limba rusa. Nici in strada, nici in magazine si nici in institutii de stat nu te simti constrans sa te adresezi cuiva doar in limba rusa, asa cum se intampla pana la 1989, chiar daca rusa continua astazi sa rivalizeze serios romana in comunicarea curenta. Calitatea limbii de care fac uz ziarele si televiziunile de la noi este mai aproape de romana de peste Prut, uneori se confunda cu aceasta. Chiar cetatenii intervievati de reporteri vorbesc o romana mult mai buna decat cea de acum zece-douazeci de ani.

Exista, insa, si alt gen de fenomene. Limba rusa, care in anii 90 parea sa intre intr-un con de umbra, astazi reiese in prim-plan. Din mai multe motive. Dupa ce atmosfera politica din societatea moldava a anilor 90 indusese in randul vorbitorilor de limba rusa o stare de tensiune legata de nevoia integrarii, dupa anul 2000, odata cu esecurile politice si economice ale guvernarilor nationalist-democrate si cu venirea comunistilor la guvernare aceasta tensiune s-a diminuat vizibil.

Fiindca au avut un acces limitat in structurile de stat, vorbitorii de limba rusa s-au dedicat in special afacerilor, unde multi dintre ei au reusit gratie contactelor avute in Rusia. Independenta economica a favorizat si o independenta "morala". S-a vazut ca in Moldova poti trai foarte bine fara sa te integrezi, fara sa vorbesti romana si fara sa lucrezi in structurile de stat.

Astazi asistam la aprofundarea acestui proces de "insularizare" si "enclavizare" a comunitatii vorbitorilor de limba rusa, contactele cu vorbitorii de limba romana fiind reduse la strictul necesar.

Si elitele intelectuale vorbitoare de romana s-au indepartat de aceasta comunitate, numai ca si de proprii compatrioti, vorbitorii de rand de limba romana. Pentru acestia din urma, rusa incepe sa devina atractiva gratie contactelor economice intense cu Rusia, precum si impactului informational agresiv pe care il exercita Moscova prin ziare, televiziuni si posturi de radio.

Din aceasta cauza, romana vorbita de acestia suporta o noua poluare cu rusisme, la fel cum se intampla in perioada sovietica.

Din pacate, nici elitele intelectuale ale Moldovei, nici cele politice nu sunt capabile (de multe ori nici nu doresc) sa asigure o integrare autentica a societatii moldave si faptul ca comunistii vor sa conserve aceasta stare de lucruri, ca pe una care poate fi utilizata in interese politice, ne spune ca mai suntem amenintati de confruntari.

Ce destin are in continuare limba romana in Republica Moldova? Zilele trecute priveam un reportaj de la o conferinta de presa a unei organizatii de elevi, care prezenta rezultatele unui sondaj de opinie printre copii. Am fost impresionat sa aud niste elevi din clasele a noua - a zecea, din Orhei, Rezina ori Ungheni, rostind o romana mai frumoasa si mai inteligenta decat a multor crainici de televiziune de la Chisinau. Presupun ca au fost incurajati in acest sens de parinti sau de profesori, dar nu exclud nici faptul ca multi o fac pe cont propriu.

Este o stare de lucruri incurajatoare si, totodata, una alarmanta. Asimilarea de catre cetatenii tarii a unei limbi romane bune, in loc sa fie cauza institutiilor statului si a elitelor intelectuale, devine o chestiune care depinde de initiativa personala a cetateanului.



На каком языке нам интегрироваться в Европейский союз?

К началу http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif-х годов прошлого века в бывшей Молдавской ССР было, в принципе, всего две области применения румынского языка: в качестве языка общения в молдавских семьях и одного из предметов, изучаемых в национальных школах. Во всех остальных сферах все более важная роль отводилась русскому языку, и лишь перестройка смогла замедлить этот процесс изоляции и окончательного вытеснения румынского языка.
Однако стоит уточнить, что речь идет о румынском языке, который в Советской Молдавии никогда не был похож на язык на противоположном берегу Прута. Он отличался своим произношением, ударением, построением предложений и интонацией, которые представляли собой отпечаток молдавского наречия, с одной стороны, и влияние русского языка, с другой. И эта его особенность отражалась как в разговорной речи, так и в художественном слове на страницах газет и книг. Это был язык, который по сравнению со зрелым румынским языком на противоположном берегу Прута больше походил на некий гибрид, "полуфабрикат" и "подделку". Разумеется, исследователи, которые будут изучать это явление, обнаружат в нем следы борьбы, развернувшейся между теми, кто хотел адаптировать местное наречие к требованиям языка противоположного берега Прута, и теми, кто хотел канонизировать его как некую искусственную и бесплодную региональную особенность.

Впрочем, пока этот гибрид еще не стал предметом изучения, он по-прежнему проявляет завидную живучесть в условиях современной независимой Молдовы, где огонь его жизни поддерживают, помимо прочего, выпускники филологических факультетов советской эпохи, сегодняшние преподаватели румынского языка в наших селах и городах. Или, почему бы и нет, сам президент страны, который почти ежедневно дает интервью на государственном телевидении на старом добром "хромом" молдавском.

Сегодня этот гибрид обрастает все новыми "дефектами". Некоторые из наших телеведущих, например, (да и кое-кто из простых обывателей) упрямо стараются читать "с бухарестским произношением" тексты, щедро сдобренные оборотами, заимствованными из русского языка, или молдавскими архаизмами.

Хотелось бы напомнить, что настоящее румынское произношение считалось в советское время преступлением, и что актеры, осмелившиеся использовать его, карались за это, и иногда довольно сурово, вплоть до увольнения. Последовательность, с которой некие Еужениу Уреке или Констанца Тырцэу, например, на протяжении всей своей карьеры произносили со сцены монологи с неизменным румынским акцентом, была сродни настоящему диссидентству. Так же как и "утонченный" румынский, на котором писали свои произведения Аурелиу Бусуйок или Михай Чимпой.

Лишь немногие из книг, написанных в Советской Молдавии, сдали бы сегодня экзамен по румынскому языку без адаптации.

Что же происходит сейчас, спустя девятнадцать лет со дня провозглашения румынского ("молдавского") языка государственным?

Изменения к лучшему, несомненно, произошли, и наиболее заметные из них внешние. В Кишиневе уже почти не встретить вывесок и надписей на русском языке. Ни на улице, ни в магазинах, ни в государственных учреждениях мы больше не чувствуем себя обязанными обращаться к кому-либо исключительно на русском, как это было до 1989 года, даже притом, что русский язык по-прежнему составляет серьезную конкуренцию румынскому языку в повседневном общении. Язык, используемый в нашей прессе и на нашем телевидении, приблизился по качеству к тому румынскому, на котором говорят на противоположном берегу Прута, и иногда их почти невозможно отличить. И даже простые граждане, отвечающие на вопросы репортеров, говорят по-румынски гораздо лучше, чем еще десять-двадцать лет назад.

Но существуют и явления другого рода. Русский язык, который, как казалось в 90-е годы, должен был бы отойти в тень, сегодня вновь на первых ролях. И тому есть несколько причин. После того, как политическая атмосфера, царившая в молдавском обществе в 90-е годы, внесла в ряды русскоязычного населения напряженность, связанную с необходимостью интегрироваться, начиная с 2000 года, после ряда политических и экономических неудач национал-демократических режимов и прихода к власти коммунистов, эта напряженность заметно ослабла.

Поскольку доступ в государственные структуры для русскоязычного населения был ограничен, его представители занялись бизнесом, в чем многие довольно преуспели, благодаря своим связям в России. Экономическая независимость способствовала "моральной" независимости. Стало очевидным, что в Молдове можно жить припеваючи и не интегрируясь, не зная румынского языка и не работая в государственных структурах.

Сегодня мы наблюдаем усугубление данного процесса "обособления" и "отделения" русскоязычного населения, контакты которого с румыноязычным населением сведены до необходимого минимума.

В то же время, румыноязычная элита также отдалилась не только от этого сообщества, но и от своих рядовых соотечественников, говорящих на румынском языке. Для последних же русский язык становится все более привлекательным на фоне оживленных экономических отношений с Россией, а также агрессивного информационного влияния со стороны Москвы, оказываемого через прессу, телевидение и радио.

Поэтому румынский язык, на котором говорит наше румыноязычное население, вновь щедро наполняется русизмами, так же как это происходило в советское время.

К сожалению, ни интеллектуальные, ни политические элиты Молдовы не могут (а зачастую и не хотят) обеспечить подлинную интеграцию молдавского общества, и тот факт, что коммунисты хотят сохранить такое положение вещей, чтобы использовать его в своих политических интересах, говорит о том, что нам все еще грозят столкновения.

Какова дальнейшая судьба румынского языка в Республике Молдова? На днях я смотрел репортаж с пресс-конференции одной из юношеских организаций, на которой были представлены результаты опроса, проводившегося среди детей. Я был приятно удивлен, слушая выступления учащихся девятых-десятых классов из городов Орхей, Резина или Унгень, чей румынский звучал красивее и интеллигентнее, чем у многих кишиневских телеведущих. Могу предположить, что их подготовили родители или преподаватели, но не исключаю и того, что многие из них добились этого сами.

Подобное положение вещей внушает оптимизм и, в то же время, вызывает тревогу. Заботу о том, чтобы прививать населению умение говорить на хорошем румынском языке, вместо государственных институтов зачастую вынуждены брать на себя сами граждане.

Messaggio modificato da Rick il 05 settembre 2008 - 23:04


#88 Nika

Nika

    Advanced Member


  • 287 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 06

Inviato 05 settembre 2008 - 23:24

Mi ricordo che ai tempi di liceo parlavamo "romeno" con i professori, e "moldavo" tra noi. Detto tra noi, si fa ancora. E le persone che parlano solo "moldavo" sono considerati burrini, sia da quelli che parlano russo, che da quelli che parlano il "romeno letterario". Pero' non conosco nessun giovane moldavo che parli "romeno letterario" con i ragazzi della sua eta' (me compresa).
Comunque sia il dialetto moldavo e' una lingua viva, piu' viva che mai per i motivi esposti nell'articolo di Rick, e poi, considerando la Costituzione, tanto dialetto non e' (il dialetto, come ben sapete e' una lingua non riconosciuta). Pero' non conosco persone che si possano distaccare dalle loro visioni politiche e analizzare questo fenomeno. Infatti gli anni che sono passato dal 1991 bastano e avanzano, ma tutti preferiscono ignorare la cosa. Forse prima o poi ci pensera' qualcuno...

#89 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 08 settembre 2008 - 10:24

Successo russo cantato anche in moldavo






#90 Capitano69

Capitano69

    Member


  • 93 messaggi
  • Iscritto il: 18-novembre 08

Inviato 23 novembre 2008 - 19:42

Sono quasi due anni che mi reco a Chisinau... avendo la mia ragazza a CH, ovviamente.
Sono arrivato in Moldavia per puro caso; una volta che mi trovavo a Bacau in RO, avendo un paio di giorni liberi e vista la "vicinanza" con la MD, mi e' venuta la curiosita' di andare a vedere questo paese (per me i concetti "vicino", "lontano" sono moolto relativi... una cosa e' lontana quando si trova almeno a 4-5000 km!)

Me la cavo discretamente con il rumeno e pensavo di non avere problemi in MD... tuttavia ogni tanto mi trovo ad avere a che fare con questi "alieni" come li chiamate voi. La cosa che mi irrita notevolmente e' che io parlo in rumeno e loro mi rispondono in russo! Tassisti, commesse ed altri... mi capiscono perfettamente ma si rifiutano di rispondermi in rumeno. E' piuttosto fastidioso..

Mi viene in mente il paragone che avete fatto con l'Alto Adige dove la lingua ufficiale sarebbe l'italiano, ma moltissimi altoatesini alle vostre domande vi rispondono solo ed esclusivamente in tedesco!

Io ho risolto cosi: sto cercando di imparare il russo! ;)
So che sara' molto difficile pero' almeno ci provo... vengo constantemente preso in giro dalla mia ragazza perche' quando cerco di leggere qualcosa in russo sembro un bambino di 3 anni pero' almeno ci provo...

Cosi, forse, alla fine io parlero' una lingua in piu'... e gli "alieni" rimarrano felici e beati nella loro ignoranza!

A proposito, faccio anche fatica a comprendere il moldavo che sembra essere abbastanza diverso dal rumeno...

#91 vasia

vasia

    Advanced Member


  • 1497 messaggi
  • Iscritto il: 02-luglio 08

Inviato 23 novembre 2008 - 21:05

Successo russo cantato anche in moldavo





Sono stato al concerto di questo ragazzo in Ukraina questo anno, timoti.
E chiedevo alle ragazze, chi e questo cantante per che non lo conosco? :lol3: e tutti mi guardavano male e io non sapevo per che :lol3: :lol3: :lol3:

CMQ, canta bene. cosi cosi. si accetta. ;)

Messaggio modificato da vasia il 23 novembre 2008 - 23:21


#92 vasia

vasia

    Advanced Member


  • 1497 messaggi
  • Iscritto il: 02-luglio 08

Inviato 23 novembre 2008 - 21:17

Sono quasi due anni che mi reco a Chisinau... avendo la mia ragazza a CH, ovviamente.
Sono arrivato in Moldavia per puro caso; una volta che mi trovavo a Bacau in RO, avendo un paio di giorni liberi e vista la "vicinanza" con la MD, mi e' venuta la curiosita' di andare a vedere questo paese (per me i concetti "vicino", "lontano" sono moolto relativi... una cosa e' lontana quando si trova almeno a 4-5000 km!)

Me la cavo discretamente con il rumeno e pensavo di non avere problemi in MD... tuttavia ogni tanto mi trovo ad avere a che fare con questi "alieni" come li chiamate voi. La cosa che mi irrita notevolmente e' che io parlo in rumeno e loro mi rispondono in russo! Tassisti, commesse ed altri... mi capiscono perfettamente ma si rifiutano di rispondermi in rumeno. E' piuttosto fastidioso..

Mi viene in mente il paragone che avete fatto con l'Alto Adige dove la lingua ufficiale sarebbe l'italiano, ma moltissimi altoatesini alle vostre domande vi rispondono solo ed esclusivamente in tedesco!

Io ho risolto cosi: sto cercando di imparare il russo! ;)
So che sara' molto difficile pero' almeno ci provo... vengo constantemente preso in giro dalla mia ragazza perche' quando cerco di leggere qualcosa in russo sembro un bambino di 3 anni pero' almeno ci provo...

Cosi, forse, alla fine io parlero' una lingua in piu'... e gli "alieni" rimarrano felici e beati nella loro ignoranza!

A proposito, faccio anche fatica a comprendere il moldavo che sembra essere abbastanza diverso dal rumeno...


Capitano 69, bello il nick :lol3:
cmq, il moldavo non e diverso tanto dal rumeno, i rumeni da parte Iasi parlano proprio come noi, solo che dopo i 45 anni soto la madre russia si e cambiato un po pure la lingua.

Tu ti sentivi male quando non ti parlavano in rumeno e solo in russo, ma pensaci come ci sentiamo noi Moldavi. :boxed2:
Ma e sempre la culpa nostra, che un Moldavo come parla male russo, fa tutto il possibile per parlare russo per farci capire.
Ma loro, ti guardano male se non voi parlare. :boxed2:

#93 Capitano69

Capitano69

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Inviato 23 novembre 2008 - 22:59

Il numero sta ad indicare solo il mio anno di nascita.... :lol: :lol: :lol:
Cosa avevi capito??? http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/happy.gif

Non volevo dire che sono due lingue diverse... solo che l'accento con cui i moldavi parlano il rumeno e' un po' difficile per me...
Quando vado a Bucarest od in altre parti della Romania faccio meno fatica a comprendere

#94 vasia

vasia

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  • Iscritto il: 02-luglio 08

Inviato 23 novembre 2008 - 23:19

Il numero sta ad indicare solo il mio anno di nascita.... :lol: :lol: :lol:
Cosa avevi capito??? http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/happy.gif

Non volevo dire che sono due lingue diverse... solo che l'accento con cui i moldavi parlano il rumeno e' un po' difficile per me...
Quando vado a Bucarest od in altre parti della Romania faccio meno fatica a comprendere


Ma i rumeno di Bucarest con CE , CE , CE.... FA **** :lol3: :lol3:

Il rumeno di Buharest gia e un altro rumeno, modernisato direi :lol3:

Ma io non ho capito niente che rigarda 69 e anche capitano :lol3: niente di male ;)

Va be, gia se ce l'hai la fidanzata moldava gia devi imparare anche il nostro dialetto Moldavo. ;)

#95 Palma

Palma

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Inviato 24 novembre 2008 - 18:59

Credo che alcuni di voi avran sentito della vita dei signori russi in Lettonia, non saprei quanto centri con la nostra Moldova. Ma vi assicuro è interessante.
Vi scrivo l'articolo di Paola Santoro.
Dopo averlo letto (spero abbiate pazienza è un pò lunghino) vorrei sapere se volete una cosa simile in Moldova. Io personalmente non saprei...

"lettonia I cittadini invisibili
C'è una democrazia nascente in cui un terzo della popolazione è di serie B. Sono i settecentomila russi, quelli rimasti tra i dominatori stranieri dell'era sovietica, che oggi a Riga non hanno diritti. Così la storia si vendica. E ipoteca anche l'ingresso della repubblica baltica in Europa.

In Lettonia la differenza la fa il colore. Non quello della pelle, ma della copertina del passaporto. Verde vuol dire "sei uno di noi", meriti i privilegi di questo giovanissimo Stato. Marrone, invece, è per i "nepilson", i "non-cittadini", perlopiù russi: e la scritta è lì, proprio sulla prima pagina, con i caratteri cubitali del marchio di infamia. Michail Bubko, 56 anni, mentre ci mostra il suo documento seduto nella sua casa, arrossisce di rabbia e serra la mascella. È un "nepilson", lui: non può votare e non può essere eletto, per uscire dal Paese deve chiedere un visto che probabilmente non gli verrà mai concesso; per un certificato deve andare di ufficio in ufficio, di permesso in permesso. In quest'incubo, invenzione del nazionalismo lettone che ha creato lo status di "non cittadino stabilmente residente nel Paese", vivono quasi settecentomila persone, tante. Ma tantissime se rapportate al totale degli abitanti (due milioni e mezzo) di questo staterello che ha strappato un'indipendenza dall'Urss forse troppo in fretta per poter costruire una democrazia reale. "Gli "alieni" - anche così vengono chiamati i nepilson - sono la nostra piaga", dice con amarezza Nils Muiznieks, responsabile del Centro lettone per i diritti umani. "Nel senso che se si impedisce a un terzo della popolazione di votare perché si ha la certezza che la loro scelta si scontri con quella della classe etnica dominante, significa che questo non è uno Stato civile", continua Nils, ripetendo ancora una volta quello che predica da anni in patria e all'estero, nelle relazioni che gli chiedono dal Consiglio d'Europa, dall'Unione Europea, dalle Nazioni Unite, istituzioni che pongono la soluzione di questo groviglio come condizione per l'ingresso della Lettonia nei vari club. "Ma il nocciolo del problema non è il voto, è la storia. A chi non la conosce, questo Paese deve sembrare una follia". Per colmare le lacune, basta un giretto veloce al Museo dell'Occupazione di Riga, un monumento alle devastazioni, ai morti, alle vittime del regime e della propaganda sovietica. Le foto esposte, e le relative didascalie, parlano chiaro. I lettoni sono stati invasi prima dagli svedesi, poi dai russi, poi ancora, all'inizio del '900, dai tedeschi, poi di nuovo dai russi, e di nuovo dai tedeschi e infine dai sovietici, che ci sono rimasti dal 1944 al 1991: un cinquantennio che ha lasciato piaghe aperte nelle famiglie e shock della memoria. Deportazioni, omicidi, ondate migratorie da altri Stati sovietici imposte dalla politica staliniana hanno visto stratificarsi e complicarsi molto il quadro etnico di questo Paese. I lettoni hanno trovato la forza di sollevare la testa soltanto nel '91, con i tumulti per l'indipendenza. Ma non dimenticano, non vogliono. E giustificano così la negazione della cittadinanza ai russi che abitano nel Paese. "Ma lei deve capire che loro ci hanno oppressi per secoli". È un ritornello che accompagna ogni civile conversazione sull'argomento, e se si mostra di avere obiezioni, o si sottolinea che il perdono è alla base della pace sociale, oddio, si scivola nella lite. L'unica variazione di questo mantra fa ricorso alle differenze di idioma: "Loro non parlano la nostra lingua". E questo è un dato inconfutabile. In genere gli alieni non spiccicano una sola parola di lettone, lingua ripristinata come ufficiale contestualmente alla dichiarazione di indipendenza. Fino a quella fatidica data, di conoscerla non c'era alcun bisogno: tutti parlavano russo, e il lettone era relegato allo status di dialetto semi-clandestino. Dopo, conoscere quell'idioma in via d'estinzione ma prontamente rivitalizzato da un'ondata di fervente nazionalismo è diventato una discriminante fondamentale tra il poter fare una vita decente e il restare nell'ombra. "Una legge costituzionale dice che per avere un lavoro qualunque nel settore pubblico devi parlare lettone", spiega amaro Boris Tsilevich, deputato dell'opposizione di origini russe che è riuscito a ottenere la cittadinanza dopo tre processi. "Il che esclude il 30% della popolazione. Poi c'è un'altra legge, governativa, votata soltanto dopo indicibili pressioni internazionali, che proclama che la lingua non fa la differenza. Ma la Costituzione, intanto, resta in vigore. Una contraddizione utile, un atto politico di estrema astuzia per salvare capra e cavoli", continua il deputato. "Ma come si può pretendere che un cinquantenne impari ex novo una lingua, se limitandosi al russo può vivere ugualmente, ovviamente burocrazia esclusa?". Boris ha ragione. Michail Bubko, il nepilson, abita a pochi chilometri da Riga, capitale per ragioni storiche (l'industria era fortissima e gli operai sovietici bene accolti ai tempi dell'Urss) a maggioranza russa. Fa il commerciante, ha una catena di piccoli negozi di alimentari, e i suoi clienti sono russi come lui. In realtà Michail è di origini ucraine, mentre sua moglie Jekatarina è una bielorussa naturalizzata lettone, un privilegio accordato dalla nuova Costituzione soltanto a chi era già cittadino lettone, o figlio di cittadini, nel 1940, quando per pochi mesi la Lettonia fu libera tra una occupazione sovietica e l'altra. La loro figlia, Irina, 20 anni e una bellezza disarmante, è cittadina anche lei, perché figlia di madre cittadina. Questa dei Bubko è una famiglia tipica, ci sono tutte le componenti dei contrasti lettoni: un padre umiliato dai diritti mancati di cui invece gode la moglie, una madre che cerca di mediare, una figlia che rappresenta le speranze future, ben integrata con la realtà del nuovo Stato. Basta guardarli parlare per capire: Irina si rivolge alla madre in lettone, e Michail da questi discorsi resta emarginato. Padre e figlia per capirsi usano il russo. "Non sono ignorante, è solo che appena cerco di usare il poco lettone che so, per venirmi incontro i lettoni mi si rivolgono in russo. Così non avrò mai la possibilità di integrarmi", dice quest'omone dagli occhi tristi e curiosi del mondo. "Come crede possa sentirmi, straniero in questa che ho sempre considerato la mia patria? Sono arrivato qui che avevo diciott'anni, e mi sono fermato solo perché ho conosciuto mia moglie. Qui c'è la mia casa, la mia famiglia, il mio lavoro. Eppure non sono uno di loro. Ha idea di cosa sia stato per me guardare, dieci anni fa, la rivoluzione in tv, quando avrei voluto anch'io scendere per le strade? Crede che mi avrebbero accettato, tra i combattenti?". La sua unica chance per un passaporto normale sarebbe pagare qualche centinaio di litas (moneta locale che vale, curiosamente, più del dollaro Usa) di iscrizione al test per ottenere la nazionalità. Ma poi bisogna superarlo, il test, e alcuni recenti scandali legati a impiegati corrotti dimostrano che non sempre si riesce a farlo senza i giusti appoggi: "Non lo farei mai: significherebbe, implicitamente, accettare delle condizioni che mi fanno orrore". E sono in molti a pensarla come lui. Ma c'è un'altra ragione che spiega la sua passività, una ragione che Michail tiene nascosta e che invece ci confida, timorosa, sua figlia: "Mio padre era nel Kgb. Per lui la costituzione nazionalista lettone non lascia speranze. Resterà un nepilson a vita, qualunque cosa succeda. È contro i membri delle istituzioni sovietiche che si sta consumando la vendetta più amara". E tra ex militari dell'Armata Rossa e agenti del Kgb il conto arriva a qualche decina di migliaia di persone.

I numeri delle etnie Su 2,5 milioni abitanti, 1,1 non è etnicamente lettone. 765 mila sono russi, 100 mila bielorussi, 70 mila ucraini, 60 mila polacchi. Esistono anche piccole altre comunità, quella dei rom è la più numerosa, seguita poi da armeni, tedeschi ed ebrei, i cui numeri si aggirano intorno alle poche migliaia. Diversa, invece, la questione dei passaporti. Una piccola percentuale di lettoni dispone di una doppia cittadinanza, spessissimo statunitense, australiana o canadese. Si tratta del risultato di un'immigrazione di ritorno da questi Paesi, in cui le più facoltose famiglie lettoni si erano rifugiate dopo l'invasione nazista o sovietica e che sono tornate dopo l'indipendenza degli anni Novanta. In genere, in virtù del multilinguismo e dell'istruzione superiore, occupano posti chiave nel giovane Stato baltico: l'attuale presidente, Vaira Vike-Freiberga (una donna!), cresciuta in Canada, ne è un esempio.

#96 REZINESE

REZINESE

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Inviato 24 novembre 2008 - 20:33

... solo che dopo i 45 anni soto la madre russia si e cambiato un po pure la lingua.


...Solo 45 anni... mi ricordavo di almeno due secoli sotto la Madre Russia... ;)