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La Pmr In Ansia Per L'ossezia Del Sud
#41
Inviato 12 agosto 2008 - 12:47
chi nega la sovranità della Georgia sul territorio dell'Ossezia del sud?
Hai forse letto questo nei miei interventi?
Io ribadisco il concetto che, anche se la Russia ha senz'altro interessi che vanno oltre la difesa del popolo dell'Ossezia, gli attaccanti sono partiti criminalmente dai Georgiani, tu stesso mi hai rinfrescato il concetto che chi ha patito maggiori perdite in termini di vite umane è stata l'Ossezia del sud, non Tiblisi.
Perchè se anche la Russia ha altri interessi ben più consistenti, non devo comunque dire che l'attacco è partito dalla Georgia in maniera assolutamente arbitraria ed al di fuori del diritto internazionale di difesa del proprio territorio.
Certo che la Russia fa i propri interessi, e approfitta dello sbaglio enorme di Saakashvili,
per avere il proprio tornaconto, ma questo la Georgia doveva metterlo in preventivo nel momento in cui ha deciso di attaccare. E quello che mi fa incazzare è che ancora si minimizza questo (chi ha attaccato con barbaria inumana) per esaltare invece il mostro russo e ribaltare su questo tutta la colpa.
Ma perchè tu pensi che gli interessi non siano anche di parte americana in questa vicenda?
Non pensi che la gran voglia di far entrare la Georgia nella NATO non sia di alcun interessa per gli USA, non pensi che il grande aiuto economico dell'America non sia per un suo scopo ben preciso, e pensi che questo accerchiamento della Russia da parte degli Stati Uniti non faccia incazzare la Russia stessa come tu dici si è incazzata la Georgia con la Russia perchè si è sentita accerchiata in Ossezia?
#42
Inviato 12 agosto 2008 - 13:07
Jerry, fammi un favore...smettila di scrivere Olsezia
O.k.: Ossezia ( l'altro Stato non mi viene proprio di scrivelo...
ma una condizione che tu rispondi alle mie domande...
1) Perchè la Georgia ha bombardato civili inermi? Cosa mai può giustificare un azione del genere?
2) Perchè Milosevic non poteva difendere il PROPRIO territorio del Kossovo e La Georgia si?
e soprattutto
3) Cosa sarebbe successo se la Russia non fosse intervenuta in Ossezia?
(te lo dico io: quello successo in Darfur, in Uganda, in Mozambico, in Somaia, e per verità di verità quello che successe in Bosnia!)
Messaggio modificato da jerrydrake il 12 agosto 2008 - 13:09
#43
Inviato 12 agosto 2008 - 13:13
per quanto riguarda la prima parte del tuo post non so cosa dirti, io rimango della mia opinione, tu ti limiti a dire che non neghi la sovranità georgiana e gli interessi russi nell'area....liquidi il discorso, che poi è il nocciolo di tutto, con queste poche parole....
Provo a ri-spiegarmi con un esempio più o meno calzante: se domani i sudtirolesi decidessero di mettere in atto una rivolta contro l'Italia tu cosa faresti, impediresti all'Italia di esercitare il proprio diritto?
Hai parlato di attacchi criminali: sei a conoscenza di quanto è avvenuto nell'area prima dell'8 agosto? Lo sai che la Georgia aveva perso quasi completamente il controllo dell'area?
Mi spieghi cosa lega il bombardamento ad un porto e ad un oleodotto con una missione di pace e di soccorso?
Non ho detto che non bisogna ammettere da chi è partito l'attacco, ho solo fatto presente che forse bisogna guardare un po' più in là del proprio naso, andando a vedere cosa è successo ultimamente nella zona, forse così si possono comprendere meglio i fattori scatenanti, senza dover limitare il tutto definendolo un barbaro attacco e stop.
Per quanto riguarda l'aspetto degli altri interessi (intesi di altri soggetti...vedi USA) sono d'accordo con te. Avrai sentito anche tu dell'appoggio che gli USA hanno fornito alla Georgia in occasione del rientro repentino delle truppe dall'Iraq....
#44
Inviato 12 agosto 2008 - 13:43
#45
Inviato 12 agosto 2008 - 14:03
Qualcuno ha dimenticato le stragi di civili in Kossovo? Srebreniza? La pulizia etnica? Le bombe sui mercati? Le stragi di civili? Le donne mussulmane stuprate per far nascere un serbo?
Ragazzi, per favore non diciamo fesserie tanto per dire cose che vanno contro ogni logica!
All'epoca dei fatti tutto il mondo condannò le stragi. Il mondo civile intervenne per porre fine a tutto quello che ho elencato sopra.
I 2000 morti dell'Ossezia è una notizia da verificare, la disinformazione da una parte e dall'altra regna sovrana.
Per quanto riguarda l'indipendenza del Kossovo, è stato un errore permetterlo. Presto tutti pagheranno le conseguenze.
Messaggio modificato da nikita il 12 agosto 2008 - 14:04
#46
Inviato 12 agosto 2008 - 14:26
Leggo con stupore che qualcuno vuole paragonare la faccenda Ossezia con il Kossovo. E' proprio vero che il tempo passa e la gente dimentica!
Qualcuno ha dimenticato le stragi di civili in Kossovo? Srebreniza? La pulizia etnica? Le bombe sui mercati? Le stragi di civili? Le donne mussulmane stuprate per far nascere un serbo?Ragazzi, per favore non diciamo fesserie tanto per dire cose che vanno contro ogni logica!
All'epoca dei fatti tutto il mondo condannò le stragi. Il mondo civile intervenne per porre fine a tutto quello che ho elencato sopra.
I 2000 morti dell'Ossezia è una notizia da verificare, la disinformazione da una parte e dall'altra regna sovrana.
Per quanto riguarda l'indipendenza del Kossovo, è stato un errore permetterlo. Presto tutti pagheranno le conseguenze.
Vedi che stai confondendo la Bosnia con il Kossovo!!!
In Kossovo NESSUNA BOMBA SU I MERCATI, NESSUNO STUPRO, NESSUNA BOMBA DA NESSUNA PARTE E NON E' MAI STATA TROVATA NESSUNA FOSSA COMUNE!
Quello di cui parli tu si chiama: BOSNIA! E l' Ossezia avrebbe fatto quella fine..senza i RUSSI!
Messaggio modificato da jerrydrake il 12 agosto 2008 - 14:28
#47
Inviato 12 agosto 2008 - 15:33
Fede,
per quanto riguarda la prima parte del tuo post non so cosa dirti, io rimango della mia opinione, tu ti limiti a dire che non neghi la sovranità georgiana e gli interessi russi nell'area....liquidi il discorso, che poi è il nocciolo di tutto, con queste poche parole....
Ma sei un po' supponente secondo me! Mi avrai detto 20 volte: "capisci", 10 volte "cerco di spiegarmi, forse sei un po' confusa o disinformata", non prendi semplicemente in considerazione che possano esserci altri punti di vista rispetto al tuo, che possono mettere in secondo piano quello che tu metti al primo, e viceversa, il tuo "nocciolo" per me è un contorno, e il mio "nocciolo" per te è insignificante, punto.
Provo a ri-spiegarmi con un esempio più o meno calzante: se domani i sudtirolesi decidessero di mettere in atto una rivolta contro l'Italia tu cosa faresti, impediresti all'Italia di esercitare il proprio diritto?
Hai parlato di attacchi criminali: sei a conoscenza di quanto è avvenuto nell'area prima dell'8 agosto? Lo sai che la Georgia aveva perso quasi completamente il controllo dell'area?
Io sarei semplicemente inorridita se in seguito ad eventuali rivolte o prese di posizione dei sudtirolesi, il governo Italiano rispondesse andando con carri armati ed esercito a radere al suolo Bolzano e i suoi abitanti!
Se la Georgia aveva perso il controllo dell'Ossezia, avrebbe dovuto procedere per vie prima di tutto diplomatiche e poi eventualmente dichiarare lo stato di emergenza, chiedere un aiuto internazionale e mai comunque attaccare di sorpresa i civili.
Mi spieghi cosa lega il bombardamento ad un porto e ad un oleodotto con una missione di pace e di soccorso?
Li lega gli interessi della Russia
Non ho detto che non bisogna ammettere da chi è partito l'attacco, ho solo fatto presente che forse bisogna guardare un po' più in là del proprio naso, andando a vedere cosa è successo ultimamente nella zona, forse così si possono comprendere meglio i fattori scatenanti, senza dover limitare il tutto definendolo un barbaro attacco e stop.
Per quanto riguarda l'aspetto degli altri interessi (intesi di altri soggetti...vedi USA) sono d'accordo con te. Avrai sentito anche tu dell'appoggio che gli USA hanno fornito alla Georgia in occasione del rientro repentino delle truppe dall'Iraq....
Certo che ho sentito, e questo fa venire il vomito quanto il resto.
Vediamo questa tregua come butta
#48
Inviato 12 agosto 2008 - 15:41
un mese fa Eka Tkeshelashvili, ministro degli Esteri di Tbilisi, invocando l'aiuto diplomatico della UE nella risoluzione dei conflitti di Abkhazia e Ossezia, aveva denunciato apertamente i rischi di uno scontro armato con Mosca. Per questo motivo il ministro aveva chiesto il sostegno della comunità internazionale affinché inviasse reparti misti provenienti da vari paesi come peacekeepers per garantire neutralità e sicurezza in queste aree critiche. "Nelle due regioni autonome di Abkhazia e Ossezia non siamo più in grado di esercitare il nostro controllo perché le truppe di pace che vi sono installate sono russe" aveva ammonito la Tkeshelashvili!
P.S.: Scusami, non avevo letto bene la tua risposta a questa mia domanda:
Mi spieghi cosa lega il bombardamento ad un porto e ad un oleodotto con una missione di pace e di soccorso?
Hai scritto Li lega gli interessi della Russia Cosa significa questa risposta???
Mi spiace se ti ho dato l'impressione del ragazzo supponente.
Messaggio modificato da badica il 12 agosto 2008 - 15:55
#49
Inviato 12 agosto 2008 - 16:11
Beh, in Kossovo nessuna fossa comune ma è provato da testimonianze serbe che molti corpi di Kossovari, arrestati e passati per le armi, furono semplicemente inceneriti in idonea struttura all'interno dei confini serbi. Inoltre diverse inchieste , compresa quella dell'attivista serba per i diritti civili Nastasa Kandic, appurarono che ci furono attacchi a città e villaggi non obiettivi militari, uccisione deliberata di civili durante e "dopo"tali attacchi, selezione e imprigionamento degli uomini senza motivo, distruzione arbitraria di abitazioni,edifici, colture e bestiame, saccheggio deliberato sulla popolazione civile.
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Vedi che stai confondendo la Bosnia con il Kossovo!!!
In Kossovo NESSUNA BOMBA SU I MERCATI, NESSUNO STUPRO, NESSUNA BOMBA DA NESSUNA PARTE E NON E' MAI STATA TROVATA NESSUNA FOSSA COMUNE!
Quello di cui parli tu si chiama: BOSNIA! E l' Ossezia avrebbe fatto quella fine..senza i RUSSI!
Alla fine, secondo me, i reati contro l'umanità rimangono uguali sia che li commetta una che l'altra parte e i criminali rimangono criminali anche se fanno parte della parte vincente.
In questo caso un sanguinario deficiente ha dovuto passare la mano ad uno intelligente: a uno che della Cecenia nessuno mai ha chiesto conto!
#50
Inviato 12 agosto 2008 - 16:21
Sarkozy ha tenuto a sottolineare che nel piano «c’è l’impegno russo a rispettare e garantire la sovranità della Georgia: è un punto importante». Ora il Presidente francese volerà a Tbilisi per consegnare questa proposta risolutiva al Presidente georgiano Mikhail Saakhasvili.
Se la Georgia firmerà l'accordo, sarà aperta la via per la normalizzazione della situazione in Abkhazia e in Ossezia del Sud.
1) Non ricorso alla forza.
2) Cessazione immediata di tutte le ostilità.
3) Libero accesso agli aiuti umanitari.
4) Ritorno delle forze armate georgiane alle postazioni permanenti (caserme).
5) Ritiro delle forze russe alle posizioni precedenti al conflitto. Per la creazione di meccanismi internazionali, le forze di interposizione russe prendono misure supplementari di sicurezza.
6) Inizio di un dibattito internazionale sul futuro status di Abkhazia e Ossezia del Sud, e dei mezzi per garantire stabilità e sicurezza.
#51
Inviato 12 agosto 2008 - 16:47
Beh, in Kossovo nessuna fossa comune ma è provato da testimonianze serbe che molti corpi di Kossovari, arrestati e passati per le armi, furono semplicemente inceneriti in idonea struttura all'interno dei confini serbi. Inoltre diverse inchieste , compresa quella dell'attivista serba per i diritti civili Nastasa Kandic, appurarono che ci furono attacchi a città e villaggi non obiettivi militari, uccisione deliberata di civili durante e "dopo"tali attacchi, selezione e imprigionamento degli uomini senza motivo, distruzione arbitraria di abitazioni,edifici, colture e bestiame, saccheggio deliberato sulla popolazione civile.
Alla fine, secondo me, i reati contro l'umanità rimangono uguali sia che li commetta una che l'altra parte e i criminali rimangono criminali anche se fanno parte della parte vincente.
In questo caso un sanguinario deficiente ha dovuto passare la mano ad uno intelligente: a uno che della Cecenia nessuno mai ha chiesto conto!
Non è stato provato assolutamente nulla!
Sia chiaro: non discuto che folle inferocite o nazionalisti esaltati abbiano potuto commettere delle atrocità..anzi NE SONO SICURO!
Il genocidio ol il tentativo di attuarlo è tale SE IL GOVERNO PIANIFICA (o copre) tale ATTO!
Non se due invasati psicopatici uccidono i vicini perchè musulmani con il recinto pieno di vacche e magari con qualche migliaia di dolarri in casa...
Il problema, comunque, non è questo...MA PERCHE' SE IN KOSSOVO (sarebbe?) è successo tutto questo ORA CHIAMIAMO I RUSSI INVASORI? Loro hanno EVITATO che la stessa cosa potesse succedere in Ossezia?
La solita teoria secondo la quale noi siamo occidentali e siamo bravi..(quindi chiunque si schieri con noi e con la Nato lo è) INVECE I RUSSI NON POSSONO ESSERE CHE CATTIVI?
Messaggio modificato da jerrydrake il 12 agosto 2008 - 16:53
#52
Inviato 12 agosto 2008 - 16:56
In questo caso un sanguinario deficiente ha dovuto passare la mano ad uno intelligente: a uno che della Cecenia nessuno mai ha chiesto conto!
PER FORTUNA!
#53
Inviato 12 agosto 2008 - 17:25
Per quanto riguarda la Russia debbo dire che il suo esercito mantiene una inquietante costanza di comportamenti nonostante il succedersi di regimi più o meno totalitari sino all'attuale "democrazia": l'orso russo reagisce sempre con rabbia e bestialità ma forse è colpa di noi occidentali dallo stomaco troppo delicato, se ci aspettiamo qualcosa di diverso.
La misura della reazione non è proprio nelle corde dello zar Putin come quando disse con selvaggia raffinatezza che avrebbe distrutto i ribelli anche nel cesso.
#54
Inviato 12 agosto 2008 - 17:27
.....
Il problema, comunque, non è questo...MA PERCHE' SE IN KOSSOVO (sarebbe?) è successo tutto questo ORA CHIAMIAMO I RUSSI INVASORI? Loro hanno EVITATO che la stessa cosa potesse succedere in Ossezia?![]()
.......
ecco, appunto! semplice, forse troppo.
ora leggo del cessate il fuoco raggiunto ne sono felice!!!
se i russi non rispondevano IMMEDIATAMENTE che avrebbero fatto i gergiani ????.. che guerriglia avrebbero innescato???
x finire sul nn confondere kosovo e bosnia ha già risposto zio jerry
Messaggio modificato da gilly il 12 agosto 2008 - 17:29
#55
Inviato 12 agosto 2008 - 18:22
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Vedi che stai confondendo la Bosnia con il Kossovo!!!
E' vero, mi sono sbagliato. Ho confuso la Bosnia con il Kossovo che sono effettivamente due cose diverse. Faccio ammenda.
Su questo forum sono il solo ad ammettere di aver sbagliato in qualche citazione o nel riportare qualche fatto, basterebbe smanettare su Google per evitare di incorrere in questi errori. Preferisco fare affidamento sulla mia memoria che, evidentemente, perde colpi!
Io sono il solo su questo forum ad ammettere errori o scusarsi quando infrange le regole.
Sarebbe bene che questa sana abitudine si diffondesse su Moldweb.
Non ricordo di aver letto scuse o ammissioni di citazioni sbagliate da parte di altri.
#56
Inviato 13 agosto 2008 - 08:31
Purtroppo non esiste una versione video completa , vi dovete accontentare della trascrizione .
Interessanti nel testo 2 passaggi :
Il primo , quello in cui si evidenzia il ruolo attivo di MecCain
Il secondo la scenetta con SAAKASHVILIi ed il “consigliere" USA .
Che Dio ci scampi da MecCain !
http://www.media.rai...5E26913,00.html
“REVOLUTION.COM”
di Manon Loizeau
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Nei paesi dell’est europeo da qualche anno sono spuntati dal nulla movimenti studenteschi che ribaltano governi col guanto di velluto. Ma fare le rivoluzioni anche se usi solo il computer costa un sacco di soldi. E’ possibile che un gruppo di studenti dell’est, quindi immaginiamo squattrinati come tutti gli studenti, riescano a farne addirittura 4 Ucraina, Serbia, Georgia, Kirghizstan? Sono da soli o c’è qualcuno che li movimenta? L’inchiesta girata in mezzo mondo è di Manon Loizeau.
NARRATORE
Serbia, ottobre 2001. Dopo 12 anni di regime oppressivo, Slobodan Milosevic viene deposto dalla rivoluzione di velluto. Georgia, novembre 2003. La rivoluzione delle rose costringe Eduard Shevardnadze a rassegnare le dimissioni. Ucraina, dicembre 2004. Viktor Yushchenko sale al potere con la rivoluzione arancione. Kyrgyzstan, marzo 2005. Trionfa la rivoluzione dei tulipani.Quattro rivoluzioni non-violente. Quattro regimi autoritari, scampoli dell’era sovietica, cadono nell’oblio in poche settimane e con dinamiche pressoché simili: elezioni truccate, un governo che vacilla e viene poi deposto da dimostrazioni che fanno piazza pulita di tutto. George Bush non l’avrebbe mai immaginato.
GEORGE BUSH
Abbiamo acceso un fuoco. Un fuoco nello spirito degli uomini, che riscalda chi sente la sua potenza e brucia chi tenta di combatterne l’avanzata. Un giorno questo fuoco indomito di libertà arriverà a toccare tutto il nostro pianeta.
NARRATORE
Il germe della rivoluzione che abbatte uno dopo l’altro i regimi favorevoli alla politica di Mosca, inizia seriamente a dar fastidio al Cremlino e al suo capo: Vladimir Putin.
VLADIMIR PUTIN – Presidente Russia
È estremamente pericoloso creare un sistema che inneschi una rivoluzione permanente,sia essa rosa, blu, o di qualsiasi altro colore. Le leggi di questi paesi vanno rispettate.
NARRATORE
Ma come sono iniziate esattamente queste rivoluzioni? Chi le ha ispirate, preparate e finanziate? E quali saranno i prossimi paesi della lista? Per rispondere a queste domande, abbiamo cominciato un viaggio che dalla Slovacchia attraversa la Serbia, Georgia, Ucraina e Kyrgyzstan... e ovviamente Mosca e Washington. Per diversi mesi abbiamo avvicinato i leader di queste rivoluzioni, uomini e donne che George Bush definisce “i combattenti per la libertà”. E abbiamo visto che all’ombra di queste rivoluzioni di velluto, c’è sempre qualcuno che si muove. Questo è un dietro le quinte della apparentemente inarrestabile “Conquista dell’est”. Bratislava, febbraio 2005. L’incontro Bush-Putin avrà inizio tra poche ore. Ufficialmente, l’incontro al vertice segna l’inizio di un nuovo periodo di riconciliazione tra Mosca e Washington. Ma in una stanza riservata dell’Hotel Marriott, la delegazione americana organizza un cocktail party in forma strettamente privata con gli alleati più stretti di Bush Consiglieri politici, capitani d’industria, lobbisti …Ma le celebrità della serata: i leader delle rivoluzioni multicolore che hanno rovesciato i regimi pro-moscoviti dell’est. George Bush li ha invitati personalmente per manifestare la propria riconoscenza.
DANIEL
Voglio darvi rapidamente il benvenuto. Grazie per essere qui. La vera ragione per cui ci troviamo tutti riuniti in questa cena molto informale è stimolare il dialogo con gente come i georgiani, gli ucraini e, in particolar modo, i bielorussi.
NARRATORE
Seduti attorno al tavolo, tre veterani di questa nuova alleanza globale rivoluzionaria: il trentatreenne Ivan Marovich, capo del movimento studentesco serbo OTPOR, che ha rovesciato il regime di Milosevic;
GIGA BOKERIA - Leader Movimento kmara
34 anni, leader di Kmara, movimento studentesco della Georgia che ha destituito Eduard Shevardnadze; e il trentaduenne VLADISLAV KASKIV - Leader Movimento Pora, leader della rivoluzione arancione in Ucraina. Tutti sono impegnati nella realizzazione di nuovi progetti…
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Mi si è presentata l’occasione di Cuba.
IVAN
Per andare lì, però, serve il visto.
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Già. Lo possiamo fare noi il visto…
IVAN
È esattamente quello che ho pensato io! Non ce n’è bisogno! Non ne abbiamo bisogno! Possiamo andare a Cuba liberamente! Non abbiamo bisogno del visto! Invieremo 10 milioni di serbi, 10 milioni di serbi a Cuba!
NARRATORE
Questa borsa contiene il kit del rivoluzionario di ultima generazione: un CD, magliette e un album.
PAGE REIFFE - CASA BIANCA
Questa nuova ondata, indipendentemente da dove essa si trovi, spazzerà via come uno tsunami personaggi come Vladimir Putin o Loukachenko.
NARRATORE
L’ultima foto ricordo prima dell’arrivo del presidente americano. All’indomani, vengono invitati a prendere parte a un incontro privato.
VLADISLAV KASKIV - LEADER MOVIMENTO PORA
Diremo a George Bush che dovrebbe ricorrere a noi per portare la democrazia in tutta l’ex Unione Sovietica! In Bielorussia, in Armenia, in Azerbaijan, in Kyrgyzstan... e nella Russia stessa. E’ un’occasione unica per far trionfare la democrazia a livello globale. E ci riusciremo!
NARRATORE
La mattina seguente, George Bush fa di loro, seduti ai posti riservati alle personalità importanti, i protagonisti del suo discorso.
GEORGE BUSH
…oggi qui con noi c’è un gruppo di uomini e donne straordinari provenienti dall’Europa Centrale e Orientale. Vi diamo il benvenuto. E vi ringraziamo per il vostro esempio, coraggio e sacrificio. Le rivoluzioni democratiche iniziate nella regione più di 15 anni fa, sono ormai arrivate in Georgia e in Ucraina. Il richiamo della libertà finalmente si fa sentire e un giorno diventerà reale per tutti i popoli e tutte le nazioni. Che Dio vi benedica!
NARRATORE
Un chiaro invito a ribellarsi, pronunciato giusto un’ora prima dell’arrivo di Vladimir Putin. Sul vertice della riconciliazione piomba il gelo. Dieci giorni più tardi, siamo in Kyrgyzstan, nell’Asia Centrale. L’ex repubblica sovietica sembra aver colto l’invito di George Bush. Con l’approssimarsi del secondo turno delle elezioni legislative, la tensione si fa alta a Bishkek, capitale del Kyrgyzstan. La piccolissima repubblica non possiede risorse petrolifere né naturali, ma il confine con la Cina ne fa un alleato decisamente strategico sia per Mosca che per Washington. Qui, la Russia ha una base militare...ma anche gli Stati Uniti ne hanno una e questa è dieci volte più grande e serve da appoggio per le operazioni in Afghanistan. Entrambe le parti tengono d’occhio le elezioni imminenti . In questo periodo il governo proibisce ogni genere di dimostrazione. L’opposizione teme brogli massicci. Gli studenti si preparano a scendere in piazza. Alcuni di loro ci hanno dato appuntamento nel cuore della notte in questo quartiere periferico alle porte della città. L’incontro è segreto. Si sono riuniti qui per vedere un filmato intitolato “Come rovesciare un dittatore”. Un film cult che narra la storia del movimento serbo e che ha ispirato le successive rivoluzioni E’ stato prodotto da un simpatizzante americano.
TIMOUR - STUDENTE
Questi sono i giovani serbi del movimento studentesco OTPOR, che vanno a Belgrado per guidare la rivoluzione. Guardate... centinaia di persone si sono riversate in massa in strada per incoraggiarli! Straordinario! Proiettiamo questo filmato durante i seminari, per mostrare agli studenti che in Kyrgyzstan possiamo davvero fare qualcosa. Se i serbi sono riusciti a mettere in atto la loro rivoluzione, perché non dovremmo riuscirci anche noi?
ASIA - STUDENTE
Questo film dimostra in modo piuttosto semplice che gli studenti, i giovani, sono in grado di buttare giù un regime.
GIOVANE
Unendo le forze!
NARRATORE
Edil ha già visto il film decine di volte. Come molti altri suoi compagni ha studiato negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio concessa dal governo americano. E adesso lavora per il National Democratic Institute, presieduto da Madeleine Albright. Il suo lavoro è quello di reclutare osservatori indipendenti per monitorare le elezioni.
EDIL BAISALOV- COALIZIONE PER LA DEMOPCRAZIA
Gli altri osservatori si aspettano di vedervi tenere in pugno la situazione. Si aspettano che facciate delle domande qualora dovessero emergere violazioni ai seggi, che entriate in azione, specialmente voi che siete più giovani. Voi siete l’avanguardia! Questa è la piazza centrale. Non ci sono ancora migliaia di persone, ma un giorno forse si. Sì! E diremo: “Domani, andate alle urne!” Potete registrarlo: “Domani è il giorno delle elezioni. Andate tutti alle urne”. E, sai...Ho una sciarpa arancione che un mio amico mi ha portato dall’Ucraina. Sono stato un mese e mezzo lì.
NARRATORE
Il National Democratic Institute aveva incaricato Edil di seguire sul posto per sei settimane i retroscena della rivoluzione arancione.
EDIL BAISALOV- COALIZIONE PER LA DEMOPCRAZIA
Io ero molto affascinato dall’opposizione ucraina, avevano così tanti soldi…e un’organizzazione straordinaria… riuscivano a fare così tante cose che ho portato questo con me senza mai avere paura. Anzi, lo mostravo a tutti e dicevo: “Guardate, erano pronti per la rivoluzione. Avevano perfino un loro impermeabile che distribuivano per le strade di…
INTERVISTATRICE
Fammi vedere!
EDIL BAISALOV- COALIZIONE PER LA DEMOPCRAZIA
Si indossa… in questo modo.
NARRATORE
Gran parte del sostegno logistico e dei fondi provenivano dagli Stati Uniti, che nell’anno delle elezioni elargì all’Ucraina quasi sessanta milioni di dollari. Anche il Kyrgyzstan viene ricoperto di dollari. Cinquanta milioni per la locazione della base aerea. Altri cinquanta per incoraggiare i gruppi pro-democratici. Per monitorare le elezioni, l’associazione di Edil viene pagata 110 mila dollari. E l’associazione ringrazia sulla prima pagina della newsletter.
EDIL BAISALOV- COALIZIONE PER LA DEMOPCRAZIA
Quando un presidente degli Stati Uniti dice: “Tutti coloro che vivono oppressi dalla tirannia devono sapere che non saranno mai dimenticati dagli Stati Uniti. I vostri dittatori non verranno mai perdonati e nel momento in cui deciderete di combattere per la vostra libertà, noi saremo al vostro fianco”, non si può non mettere in prima pagina… perché si tratta di un discorso estremamente importante.
NARRATORE
Il nostro obiettivo sarebbe anche quello di capire chi sono questi americani impegnati ad esportare la democrazia in quest’angolo remoto del pianeta. Dobbiamo raggiungerli in una altrettanto remota località: : un campo di golf a Bishkek, la capitale del Kyrgyzstan. Attorno a questo tavolo, sono riuniti i rappresentanti delle principali organizzazioni statunitensi che operano in questo piccolo paese. Mike Stone, 52 anni, ex giornalista ora a capo della «Freedom House», un’associazione che sostiene la libertà di stampa. Brian Kemple, 48 anni, nel paese da 15. Gestisce l’ufficio locale di USAID, un’agenzia americana per lo sviluppo. David Greer, avvocato di 43 anni che è qui per insegnare ai kirgizstani i pro e i contro dell’economia di mercato. Prima sorpresa: parlano tutti chiaro senza girarci troppo intorno.
DAVID GREER - AGENZIA USA PER LO SVILUPPO INTERNAZIONALE
Trattandosi di una politica statunitense, non può che essere una politica improntata ai principi del libero mercato nell’interesse degli Stati Uniti. La nostra funzione in questo paese è quindi quella di importare i migliori principi economici del mondo industrializzato.
BRIAN KEMPLE - AGENZIA USA PER LO SVILUPPO INTERNAZIONALE
Non so dire con esattezza quali siano le motivazioni politiche che spingono Washington a fare una cosa del genere. Ma non ho nessun problema a parlare di quello che facciamo qui, perché sono convinto che sia per il bene della gente che vive in questo paese e alla fin fine credo che il nostro contributo serva anche a migliorare un po’ il mondo.
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Non credo che l’imperialismo sia negativo se per imperialismo si intendono elezioni libere, magistrati liberi e media liberi. Noi siamo impegnati proprio in questo. Perfetto! In fin dei conti, a me non interessa, non me ne frega un cavolo di quello che pensa Putin, lui è stato il capo del KGB perciò sappiamo bene come si comporta. Non me ne frega niente. Punto.
NARRATORE
Mike Stone conosce molto bene i metodi del KGB. Perché prima di arrivare in Kyrgyzstan, era in Ungheria e in Bielorussia. Questo texano di 52 anni è responsabile dell’unica tipografia del paese che osa pubblicare giornali dell’opposizione. Discreto come sempre, aspetta che cali la notte per portarci lì. E’ imminente il giorno delle elezioni, il KGB locale ha intensificato la pressione. Sono le tre di mattina. Gli operai hanno individuato una macchina parcheggiata nei dintorni. La polizia segreta è in giro stanotte... anche se non è sulla pista giusta.
INTERVISTATRICE
C’è nessuno?
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Sono nella macchina, sdraiati.
INTERVISTATRICE
quindi non sono poi così bravi a spiare?
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
No!Usciamo di qui... finché ogni fottuto giornale non è andato. Che cavolo, stiamo scherzando! Questa è guerra psicologica. Quando loro sono in macchina, metterò musica country. Saranno costretti a sentire Hank Williams per ore finché non se ne andranno! Dico sul serio! È così che ci siamo liberati di Noriega! Con la pop music di fronte al palazzo!
NARRATORE
È qui che Mike e la sua organizzazione, la “Freedom House,” stampano le sei testate nazionali dell’opposizione. Prima del suo arrivo, la sorte di questi giornali dipendeva completamente dalla buona grazia del governo. All’interno della tipografia, l’atmosfera è inequivocabile. Sui muri campeggia un messaggio di incoraggiamento che gli americani rivolgono agli abitanti del Kyrgyzstan. Sulla rotativa è impresso un piccolo ricordo del suo generoso donatore: il dipartimento di stato americano, determinato a promuovere la democrazia, il lavoro e i diritti umani. Un programma completo in tutto e per tutto...
Ma dieci giorni fa, il governo del Kyrgyzstan ha interrotto l’erogazione di elettricità che alimentava la macchina da stampa per via di questo titolo.
INTERVISTATRICE
Come rovesciare un dittatore. Sei stato tu a pubblicarlo?
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
La risposta è che non posso…
INTERVISTATRICE
Come si intitolava?
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Credo si intitolasse “Dalla dittatura alla democrazia”.
INTERVISTATRICE
So che è un manuale che leggono i giovani ucraini. Parla di strategie non violente?
MIKE STONE- DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Sì. In un certo senso ci siamo incartati con questa storia delle rivoluzioni di velluto, delle rivoluzioni arancioni. Io continuo a dire: “Voglio una rivoluzione verde!”. Voglio vedere i soldi!
NARRATORE
Mike Stone: soltanto un uomo d’affari? Ci dice di ricordare a mala pena di aver stampato il piccolo manuale della rivoluzione. Eppure uno dei membri dell’opposizione kyrgyza, ci mostra proprio una copia della stampa realizzata da lui.Che viene distribuita segretamente.
TOLEKAN ISMAELOVA
È un’arma potentissima! Spiega come si fa a rovesciare un regime dittatoriale senza violenza. Serbi, georgiani e ucraini, l’ hanno utilizzato per organizzare le loro rivoluzioni! Spiega quali sono le debolezze di una dittatura, come si fa a organizzare una rivoluzione non violenta, e soprattutto la strategia migliore per prendere il potere. Di sei mila copie ne sono rimaste soltanto un centinaio. Devo farne altre . Gli studenti farebbero di tutto per averne uno tra le mani! Ho spedito migliaia di copie dappertutto. Abbiamo attivisti che li distribuiscono al nord. Al sud sono già molto popolari e stanno iniziando a dare i loro frutti. Lì stanno già fermentando le sommosse.
NARRATORE
Alla tipografia, Mike Stone sta mettendo insieme la prima pagina di domani. Un’altra molto forte che di sicuro non faciliterà i rapporti con le autorità locali.
ASLAN
Questi sono Shevarnadze e Koutchma. Come potete vedere sono stati barrati con un segno. “Akayev è in fila”. È il prossimo…
NARRATORE
Akayev ovviamente è il presidente del Kyrgyzstan. È stato eletto quindici anni fa, con oltre il 95% dei voti.
MIKE STONE - DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Questo è… i nomi dei dittatori. Sto tentando di capire chi è chi. Lukatchenko, Putin… Chi è questo qui?
NARRATORE
Se Mike Stone è così temerario, forse è perché può fare affidamento sul sostegno irremovibile di chi sta sopra di lui , ovvero il senatore repubblicano John McCain. Lo abbiamo incontrato a Washington. Da oltre dieci anni presiede l’International Republican Institute, che contribuisce a esportare la democrazia nel mondo. Parte delle sovvenzioni destinate alla tipografia di Mike Stone proviene da qui.
JOHN MC CAIN- SENATORE REPUBBLICANO
Penso che in alcuni casi la linea che separare il concetto di sostegno della democrazia da quello dell’interferenza negli affari interni di un paese, sia sottilissima. Ma sono anche convinto che presto o tardi, con o senza una qualsiasi di queste organizzazioni, i popoli dell’Ucraina, della Georgia, del Libano e del Kyrgyzstan si sarebbero comunque imposti in un modo o nell’altro.
NARRATORE
La nostra telecamera coglie il senatore McCain nell’atto di attraversare con una certa soddisfazione quella sottile linea di confine che fa la differenza tra sostenere i movimenti democratici e interferire con gli affari di un paese indipendente. Stufo dei tagli all’elettricità che alimenta la tipografia, chiede a Mike Stone di metterlo in contatto telefonico con il ministro degli esteri del Kyrgyzstan. E quando il senatore statunitense chiede... il ministro Kyrgyzo risponde.
JOHN MC CAIN- SENATORE REPUBBLICANO
Sì, certamente. Buon giorno da Washington. Sono John McCain.
NARRATORE
Per essere sicuro che tutti ricevano il messaggio, il senatore si preoccupa che i responsabili dell’ufficio dell’organizzazione sentano tutto.
JOHN MC CAIN- SENATORE REPUBBLICANO
Sono indignato di fronte alla chiusura forzata dell’unica tipografia indipendente del paese. Questo controllo sull’informazione è un residuo della vecchia unione sovietica e non ha più ragione di esistere in una società libera.
NARRATORE
Il ministro del Kyrgyzstan subisce una ramanzina di oltre un’ora. E’ difficile trovare un argomento che stia in piedi e in più l’economia del suo paese super indebitato è strettamente dipendente dagli Stati Uniti. Quando il sermone finisce, è perfino costretto a chiedere scusa.
ASKAR AITMATOV - MINISTRO DEGLI ESTERI DEL KYRGYZSTAN
Senatore McCain, mi sente? Siamo spiacenti. L’incidente ci rammarica, ma non dobbiamo lasciare che influisca negativamente sull’immagine del nostro governo, sull’impegno più volte espresso di sostenere i mass media indipendenti. Grazie.
INTERVISTARICE
Molti parlano della possibilità di una rivoluzione arancione in Kyrgyzstan. Cosa ne pensa?
ASKAR AITMATOV - MINISTRO DEGLI ESTERI DEL KYRGYZSTAN
Io non credo nella rivoluzione arancione. Non credo che ne abbiamo bisogno.
NARRATORE
Si sbaglierà. La rivoluzione scoppia dieci giorni più tardi, con gli studenti che ancora una volta sono in testa alle dimostrazioni. Slogan, emblemi, fiori offerti alla polizia e un colore per simbolo: stesse dinamiche, comuni anche alle. rivoluzioni scoppiate in Serbia, Georgia e Ucraina. In due ore, il governo viene spodestato. Il palazzo presidenziale è preso d’assalto. Il regime del presidente Akayev rimasto incontrastato al potere per 15 anni - crolla.
INTERVISTARICE
Tutti felici quindi?
MIKE STONE - DIR. ASS. “FREEDOM HOUSE”
Oh, sì, sono felice. Sono felice perché il regime di Akayev stava facendo di tutto per metterci fuori gioco, lo sapete. Ora come ora, possiamo sperare di avere la vita un po’ più facile. Penso...credo che tutti noi qui in tipografia sentiamo di aver compiuto una missione.
NARRATORE
Andiamo a Boston. Vogliamo trovare l’autore dell’opuscolo che entusiasma tanto questi rivoluzionari. Lavora qui, alla Fondazione Einstein, da lui fondata nel 1983. Gene Sharp è un docente universitario che da quarant’anni scrive testi sulla rivoluzione non violenta. L’opuscolo è nato 15 anni fa e da quando i rivoluzionari serbi ne hanno fatto la loro bibbia è stato tradotto in un’infinità di lingue.
Il suo libro “Dalla dittatura alla democrazia” descrive in modo dettagliato come organizzare una rivoluzione pacifica iniziando con il tentare di stabilire un legame amichevole con la polizia, pilastro di tutte le dittature.
GENE SHARP - DIRETTORE EINSTEIN INSTITUTE
I serbi tentavano deliberatamente di mitigare gli animi dei militari e in un certo senso anche della polizia. In questo modo, al momento della resistenza la repressione non sarebbe stata tanto brutale. Un paio di anni prima che Milosevic venisse destituito, questi ragazzi e ragazze di 14, 15 anni mandavano alla polizia pacchetti regalo con piccole cose... magari cibo o qualsiasi gentilezza potesse servire a fiaccare il morale di chi stava dalla parte di Milosevic. E poi hanno fatto di tutto per prendere contatti con gli alti ufficiali della polizia, così durante le contestazioni li avrebbero lasciati avvicinare.
NARRATORE
L’uomo che lavora nell’ombra fin dai tempi della rivoluzione serba non è un professore universitario. È un ufficiale in pensione di nome Bob Helvey.Ha passato trent’anni nell’esercito come ufficiale di fanteria. Ha addestrato gli oppositori del regime birmano E conosce i metodi migliori per indebolire un esercito e gettare un governo nello scompiglio.
ROBERT HELVEY – EX MILITARE USA E MEMBRO EINSTEIN INSTITUTE
Il principio di base è indebolire quei pilastri che sostengono il regime autoritario e portarli dalla propria parte. L’obiettivo non è distruggerli, ma farli muovere sulla base del principio che un domani per loro ci sarà sempre posto in un governo democratico.
NARRATORE
Qualche mese prima della caduta di Milosevic, l’istituto presieduto dal senatore McCain – lo stesso che sovvenziona la tipografia di Mike Stone a Bishkek e ha fatto la predica al ministro del Kyrgyzstan – ha chiesto a Bob Helvey di recarsi di persona tra i giovani serbi. A Belgrado incontriamo Serdja Popovic, uno dei primi serbi indottrinati da Bob Helvey. L’ex leader rivoluzionario oggi gestisce un caffè molto trendy a Belgrado.
SERDJA POPOVIC – MOVIMENTO OTPOR
Abbiamo conosciuto Robert Helvey all’inizio di aprile del 2000.All’epoca, eravamo nel bel mezzo di una grossa campagna. Avevamo radunato già migliaia di attivisti. Per la promozione del nostro programma, il suo contributo è stato determinante. Sceglievi delle persone tra la polizia e cominciavi a mandare continuamente messaggi. Il contenuto del messaggio era: noi siamo vittime. Voi siete vittime. Siamo tutti vittime. Anche voi lo siete, perché la polizia dovrebbe arrestare ragazzi di 13 anni? Il primo passo da fare è quindi rendersi visibili, compiere azioni pubbliche che non costino molto e scegliere un simbolo. In Ucraina è stato un colore. È l’unico modo per comunicare e per farsi riconoscere dalla gente. E poi bisogna compiere azioni pubbliche e reclutare più uomini possibile, perché c’è bisogno di masse per vincere la battaglia.
NARRATORE
Tre mesi dopo il corso di preparazione di Bob Helvey, il regime di Milosevic cade. Hanno aiutato i georgiani a rovesciare Eduard Shevardnadze… e Hanno contribuito ad aprire la strada alla rivoluzione arancione. Il metodo è sempre lo stesso: due mesi prima delle elezioni, vengono organizzati vari seminari per addestrare i leader dei movimenti studenteschi. Siamo andati in Ucraina e qui abbiamo trovato il filmato di uno di questi seminari. gli insegnanti sono serbi... e sanno come si fa, perché l’hanno già praticata in casa loro.
SASHA MARICH – MOVIMENTO OTPOR
Abbiamo insegnato a quelle persone come creare una propria organizzazione, come trasformare il proprio movimento in un vero e proprio marchio di fabbrica: come creare un logo, come veicolare il messaggio, reclutare attivisti e mobilitare la gente per sostenere la propria causa. E ovviamente come recuperare fondi.
NARRATORE
Gli altri oratori di questi seminari sono rappresentanti di organizzazioni statunitensi, che hanno pagato i serbi per poter presenziare. Questi in particolare lavorano per la fondazione del senatore McCain e per la Freedom House.
CHRIS HOLZEN –ISTITUTO INTERNAZIONALE REPUBBLICANO
Sono convinti che nessuno stia guardando quello che stanno facendo. Convintissimi! E questo deve cambiare. Dobbiamo far loro sapere che in realtà qualcuno li sta osservando.
ALINA - FREEDOM HOUSE
Sono sicura che tutti voi avete visto L’uomo ragno, Batman o Superman. In tutti questi film, c’è sempre un’intelligenza superiore che nessuno vede ma che controlla la città. È dappertutto e tutti ne hanno paura. Noi dobbiamo essere quell’intelligenza. Dobbiamo riuscire a trovare il modo di mettere paura a questo dannato regime.
NARRATORE
Dieci giorni dopo gli elementi più promettenti si riuniscono in Crimea per una lezione pratica. in quest’occasione gli insegnanti mettono a punto l’addestramento del piccolo esercito che dovrà mobilitare gli elettori ucraini. Alle elezioni manca soltanto un mese e mezzo. Questa lezione d’addestramento è stata organizzata dalla «Freedom House», lo stesso gruppo che ha messo su la tipografia in Kyrgyzstan. La Freedom House ha un ufficio a New York . Adrian Karatnycky è responsabile della sede ucraina dell’associazione.
ADRIAN KARATNYCKY - PRESIDENTE ASS. FREEDOM HOUSE
A questo stadio, quelli verdi sono i paesi liberi. Le aree di principale interesse sono i paesi in blu scuro. Sono zone problematiche, per così dire. Alcuni di essi sono…
INTERVISTARICE
Quali sono?
ADRIAN KARATNYCKY - PRESIDENTE ASS. FREEDOM HOUSE
La Cina, l’Iran, l’Arabia Saudita eccetera eccetera. Abbiamo elargito delle piccole sovvenzioni, credo nell’ordine di circa 30 mila dollari per consentire il reclutamento di attivisti in Crimea. Sono stati addestrati e hanno imparato come organizzare il monitoraggio dell’azione civica e le campagne di educazione civica che poi portano alle elezioni. Il problema è questo: negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta gran parte di questo lavoro negli Stati Uniti veniva svolto dalla CIA. Si faceva in clandestinità e credo che fosse anche malinterpretato, perché veniva visto come una sorta di corruzione dei movimenti politici facendoli apparire strumenti nelle mani dei servizi segreti americani. Per questo motivo gli Stati Uniti hanno deciso di svolgere queste attività in tutta trasparenza e pubblicamente.
NARRATORE
Il metodo funziona. La conferma la troviamo in Georgia. Da quando è avvenuta la rivoluzione delle rose nel 2003, il paese si è dichiarato filo americano. Nel pomeriggio la capitale Tbilissi, ospiterà la visita del presidente Bush. Ogni anno gli Stati Uniti elargiscono 100 milioni di dollari alla Georgia attraverso vari progetti umanitari. Ma qui il governo statunitense ha anche una base militare strategica, proprio come in Kyrgyzstan. Quest’uomo, il multimiliardario americano e membro del partito democratico George Soros, ha aiutato i leader della rivoluzione delle rose attraverso la sua fondazione Open Society.
EDOUARD SHEVARDNADZE - EX PRESIDENTE GEORGIA
Questo sono io con Bush padre.
NARRATORE
L’ex presidente della Georgia Eduard Shevardnadze è stato destituito. Ha perso tutto, vive con i suoi ricordi e una chiara convinzione...
EDOUARD SHEVARDNADZE - EX PRESIDENTE GEORGIA
I giovani politici che hanno preso il potere sono stati finanziati prevalentemente da George Soros, il famoso miliardario americano. Non so perché volesse rovesciare il governo della Georgia, ma non si è trattato di una rivoluzione, bensì di un colpo di stato!
NARRATORE
Giga Bokeria Leader Movimento kmara è stato uno dei leader di punta nella rivoluzione georgiana. Lo abbiamo conosciuto a Bratislava. Ora lo incontriamo nel palazzo del Parlamento a Tbilissi. Questo trentaquattrenne va e viene da qui ogni volta che vuole, cosa che si può permettere soltanto il primo consigliere del presidente della Georgia. Questa mattina, va all’Hotel Marriott dove incontrerà Anatoli Lebedko, un leader dell’opposizione bielorussia in cerca di consigli su come innescare una rivoluzione nel suo paese.
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Qual è la figura più vulnerabile dell’entourage presidenziale, della sua amministrazione? Ci sono persone che si potrebbero ribaltare? Che potrebbero fare il nostro gioco?
GIVI
È fondamentale. Gente all’interno dello stesso regime...
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Persone vicine al presidente?
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Nel nostro paese, il presidente Lukachenko ha messo in galera tutti quelli che rappresentavano una minaccia, altri li ha fatti uccidere o esiliare. Non riesce a sopportare l’idea di essere circondato da gente più furba di lui, che potrebbe metterlo in ombra.
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Se ti affidiamo l’incarico di distribuire migliaia e migliaia di volantini in tutto il paese, pensi di riuscire a farlo? Pensi che potrebbe essere rischioso per tante persone? Dobbiamo pensarci bene.
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Sì, ci sarebbero parecchi morti. Già, potrebbe essere complicato…
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
E la raccolta dei fondi? Come sta andando?
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
In questo momento, abbiamo tanto sostegno politico e promesse di aiuto. Il congresso degli Stati Uniti sta deliberando... dovrebbe inviarci diversi milioni di dollari. Ma siamo ancora in attesa. Il grosso problema continua a essere il denaro!
GIVI
Vi aiuteremo noi! Faremo qualcosa per voi. Vi diremo qual è il modo giusto per prendere il potere.
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Non pensi che sia meglio che spengano le telecamere? Vi dispiace smettere di filmare?E’ meglio.
NARRATORE
Due ore più tardi, nell’atrio della Banca Centrale, Giga ha addosso gli abiti di primo consigliere. Il presidente della Georgia si sta preparando per incontrare i corrispondenti della Casa Bianca, prima dell’arrivo di George Bush.
NARRATORE
Quest’uomo è l’ospite della serata. Il suo nome è Bruce Jackson. Ufficiale dell’esercito statunitense in pensione, ha lavorato anche per i servizi segreti militari e per la Lockheed - una multinazionale che produce aerei militari . Attualmente, gestisce una fondazione “Progetto per le democrazie in transizione”. E’ presente ovunque fermentino nuove rivoluzioni di velluto.
BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE
La Russia ci preoccupa per via della scarsità di democrazia che sta opprimendo il paese. In Georgia, a Riga, a Bratislava e a Kiev sta succedendo quello che ci aspetteremmo di vedere in ogni nuova democrazia. Perciò nel primo caso siamo piuttosto contrariati, nel secondo possiamo definirci entusiasti.Brian posso presentarti il presidente?
NARRATORE
Con i suoi 36 anni, Mikheil Saakashvili è il presidente più giovane del mondo. Si è laureato in legge ad Harvard e ha un grosso debito con gli Stati Uniti... e lui lo sa.
MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA
Dopo tutti questi anni di scempi, corruzione e malgoverno, credo che la Georgia sia l’esempio vivente di come la democrazia possa funzionare anche in quest’angolo della terra. Crediamo negli stessi valori in cui credono gli americani, e non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto per questo paese negli ultimi anni.
NARRATORE
Sapendo di poter contare sul sostegno costante degli Stati Uniti, il giovane presidente georgiano non ha paura di affrontare il suo ex grande fratello sovietico.
MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA
Abbiamo detto chiaro e tondo che vogliamo le basi russe fuori di qui. Non sto dicendo che vogliamo cacciarli via, ma le truppe siriane hanno lasciato il Libano in due settimane pur essendo quattro volte più numerose dei russi che sono qui. Bisogna capire che l’impero sovietico non esisterà più sotto nessuna forma.
NARRATORE
A pochi passi di distanza dal presidente georgiano, Bruce Jackson ascolta...
MIKHEIL SAAKASHVILI - PRESIDENTE GEORGIA
Ho detto qualcosa di sbagliato?
BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE
No, signore! Lei non dice mai niente di sbagliato. Ma… Perché il presidente non si prende una pausa? Non è neanche riuscito a bere un bicchiere di vino!
INTERVISTATRICE
Un’altra domanda, se non le dispiace. A volte lei viene dipinto come l’uomo “che fa la rivoluzione nell’ombra”.
BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE
No, mi dispiace per quello che dice la stampa francese, ma non è questa la ragione per cui siamo qui. Qui ci sono anche funzionari di governo e dovreste parlare con loro.
NARRATORE
Bruce Jackson se ne va alla chetichella insieme a Giga. Nel centro di Tbilissi, l’atmosfera si riscalda. L’arrivo di George Bush è previsto entro un’ora. Oltre 200 mila persone si sono riunite nell’ex piazza Lenin, oggi ribattezzata Piazza della Libertà. Il bielorusso Anatoli Lebedko continua a incontrare potenziali sostenitori. Ci imbattiamo in lui nel quartier generale dell’IRI, la fondazione del senatore McCain.
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Noi bielorussi siamo i prossimi della lista. Le elezioni sono previste per il 2006. È un bel record, no?
INTERVISTATRICE
Voi siete i prossimi?
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Sì, esattamente. Il prossimo anno tocca a noi!
NARRATORE
Alle tre del pomeriggio, George Bush prende la parola per riproporre un discorso ormai noto.
GEORGE BUSH
Come nazioni libere, gli Stati Uniti e la Georgia hanno delle responsabilità fondamentali e insieme ci impegneremo a portare a termine il nostro dovere. Diffondendo il diritto all’indipendenza tra milioni di persone che ancora non sanno cosa sia, promuoveremo la causa della libertà.
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Il mio paese è una piccola Unione Sovietica. Dobbiamo entrare a far parte del mondo civilizzato.
INTERVISTATRICE
E tu pensi che George Bush vi possa aiutare?
ANATOLI LEBEDKO – LEADER OPPOSIZIONE BIELORUSSIA
Credo che tocchi al popolo bielorusso decidere per il proprio destino. Ma vista la situazione , è evidente che ci serve un aiuto internazionale. Per noi è una questione di vita o di morte.
NARRATORE
Qualche giorno più tardi, andiamo a Washington. Bruce Jackson, capo dei lobbisti della Casa Bianca, ci ha finalmente permesso di visitare il quartier generale della sua fondazione. Sulle pareti sono appese fotografie di suo padre, uno dei co-fondatori della CIA, assieme a quelle di George Bush. Anche la moglie di Jackson, bielorussa, ha un ruolo altrettanto importante.
BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE
Lei finisce sempre sulle foto più grandi! Io non ci riesco mai.
INTERVISTATRICE
Questa è lei con Condy?
BRUCE JACKSON - PROGETTO PER LE DEMOCRAZIE IN TRANSIZIONE
Sì, sono Condy Rice e mia moglie.
INTERVISTATRICE
Che tipo è?
IRINA JACKSON
È molto gentile. Ha dichiarato pubblicamente che la Bielorussia dovrebbe essere libera e democratica e che sarà compito degli Stati Uniti aiutarci.
NARRATORE
Sorpresa: ad un certo punto entra GIGA BOKERIA - Leader Movimento kmara, il leader della rivoluzione in Georgia. A Washington per affari, ha fatto un salto per salutare Bruce Jackson e applaudire al ritiro delle basi militari russe dal suo paese, avvenuto appena dieci giorni dopo la visita di George Bush a Tbilissi.
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Questa è una maglia storica di Kmara! Non sono sicuro delle taglia. Forse Irina… - A Irina va bene? - Beh, è per tutti e due. Non ne ho più. Ne sono rimaste solo una decina dalla rivoluzione.
NARRATORE
La seconda sorpresa arriva quando entrano due giovani studenti russi[1] contrari a Vladimir Putin. Hanno appena dato inizio ad un movimento di opposizione e sono venuti qua a chiedere sostegno. Se è successo in paesi piccoli perché non potrebbe succedere anche in un paese grande come la Russia?
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
È una questione di tempo e bisogna vedere qual è il prezzo da pagare. Bisogna vedere fin dove si spingerebbe il regime per bloccare ogni iniziativa. Penso sia solo questo il problema.
INTERVISTATRICE
Saresti disposto a dare consigli o pensi che potrebbero…?
GIGA BOKERIA - LEADER MOVIMENTO KMARA
Non li chiamerei consigli. Piuttosto direi... condividere con loro la nostra esperienza su come organizzare le cose e poi starà a loro decidere cosa vogliono fare in Russia.
NARRATORE
L’incontro dura più di un’ora... ma a telecamere spente. Bruce Jackson ci ha avvertito in anticipo: innescare una rivoluzione in Russia – il che vorrebbe dire sferrare un attacco diretto contro Putin – è una questione troppo delicata. Detto questo, è evidente che il prossimo obiettivo sarà la Russia. Tre giorni più tardi, decidiamo di andare a Mosca per rintracciare Ioulia, la studentessa russa. Con le rivoluzioni che nell’est scoppiano una dietro l’altra, qui il livello d’attenzione è decisamente alto. La polizia riesce a reprimere ogni singolo movimento di protesta. E qui Ioulia ha messo su l’ufficio del suo movimento in erba, al piano terra in una casa nel centro di Mosca.
IOULIA MALISHEVA – MOVIMENTO OBORONA
Vi faccio vedere la stanza delle riunioni, dove si riuniscono tutti i movimenti giovanili anti-Putin.
NARRATORE
Somiglia a tanti altri posti che abbiamo visto durante la nostra indagine. Le stesse scrivanie piccole, gli stessi slogan sui muri. È difficile immaginare che da qui possa partire una rivoluzione.
IOULIA MALISHEVA – MOVIMENTO OBORONA
Il nostro movimento si chiama “Oborona”, che vuol dire “difesa”. Abbiamo appena iniziato. Abbiamo fatto la nostra prima dimostrazione due mesi fa! E questo è il nostro logo e questa la nostra bandiera. È la stessa dei serbi e dei georgiani. E lui è il nostro obiettivo: Putin. Non ne possiamo più di lui, né dello stato di polizia che ha instaurato in Russia.
NARRATORE
Durante la mattina, gli attivisti del movimento partecipano alla loro terza dimostrazione. Alla seconda, sono stati tutti arrestati e poi rilasciati.
LENA - STUDENTESSA
Ultimamente siamo finiti tutti nel mirino delle forze speciali. Siamo stati tutti schedati… Hanno nomi e fotografie. Ci puntano alle manifestazioni e ci arrestano!
NARRATORE
Lena ha 21 anni e studia economia.
LENA - STUDENTESSA
Il Cremlino continua a dire che la piaga arancione potrebbe esplodere anche in Russia. Sono terrorizzati. I fascisti del Cremlino hanno paura che ci sia una rivoluzione arancione anche qui... e che i russi si solleveranno e rovesceranno il regime di Putin.
NARRATORE
Le intimidazioni della polizia si dimostrano efficaci. Solo in trecento si presentano alla dimostrazione, circondate dalle forze speciali, quelle famose per le loro operazioni in Cecenia.
IOULIA MALISHEVA – MOVIMENTO OBORONA
Non c’è molta gente qui, ma ogni giorno al movimento si aggiungono sempre due o tre persone in più. C’è molta più gente di quella che potrebbe sembrare.
NARRATORE
Vladimir Putin risponde a qualsiasi minaccia di rivoluzione. Con un movimento che riunisce i sostenitori di Putin sotto l’attenta guida del governo russo.
NASHI
Non cederemo il nostro paese a nessuno! Il nostro paese, la Russia, sarà governato sempre da noi, dai russi!
NARRATORE
Il Cremlino non ha mai istituito un ministero a parte per la “controrivoluzione”. L’idea è stata architettata dalla mente che lavora dietro Putin: Gleb Pavlovsky, un fedele sostenitore del regime.
GLEB PAVLOVSKY - CONSIGLIERE POLITICO CREMLINO
Dovete capire che il movimento Nashi è solo la punta visibile del fronte unito a favore di Putin. Se saremo costretti, spiegheremo tutte le nostre forze – che sono straordinarie. Inizieremo resistendo al confine. Non permetteremo agli Stati Uniti di interferire con i nostri affari. Non vogliamo gli americani a casa nostra. Non vogliamo che ci insegnino come si fa ad essere russi!
NARRATORE
Se gli Stati Uniti decidono di portare avanti la loro conquista dell’est, e la nuova rivoluzione russa avverrà sul serio, in molti si aspettano che potrebbe essere contraddistinta da un solo colore: il rosso. Il colore dello scontro tra due potenze che, lentamente ma inesorabilmente, si ritroveranno a combattere una battaglia estremamente pericolosa.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Possiamo definirla l’evoluzione della guerra fredda, visto che dietro a questi movimenti c’è sempre una fondazione, una associazione americana, spesso ex militari, e i risultati ottenuti non sono pochi e tutti in paesi satelliti di Mosca. Sono movimenti così temuti che il Cremlino, per contrastarli, è stato istituito un ministero apposta : il ministero della controrivoluzione. Che qualcosa ha fatto perché tutti i finanziamenti stranieri provenienti da associazioni varie organizzazioni non governative. Vedremo se e come hanno inciso questi movimenti a fine anno quando ci saranno le elezioni.
#57
Inviato 13 agosto 2008 - 08:41
articoli come questo sono una rarità ?
Perchè
sui vari media italiani , ho sentito un solo servizio sul TG1
che diceva queste stesse verità ?
articolo tratto dal Washington Post
Ecco quali sono le colpe della «povera» Georgia
Gli avvenimenti della scorsa settimana in Ossezia del Sud non possono che impressionare e addolorare chiunque. Ormai, migliaia di persone sono morte, altre decine di migliaia si sono trasformate in profughi, città e villaggi sono distrutti. Nulla può giustificare la perdita di queste vite e la distruzione di queste città. È un monito per tutti.
Le radici di questa tragedia risalgono alla decisione, presa nel 1991 dai leader separatisti della Georgia, di abolire l’autonomia nell’Ossezia del Sud. Fatto che creò una situazione esplosiva per l’integrità territoriale della Georgia. Ogni volta che i diversi leader georgiani successivi cercavano d’imporre la loro volontà con la forza - sia nell’Ossezia del Sud sia in Abkhazia, dove i problemi di autonomia sono molto simili - la situazione peggiorava ulteriormente. Le nuove ferite aggravavano le vecchie.
Ciò nonostante, era ancora possibile trovare una soluzione politica. Per un po’ di tempo, in Ossezia del Sud venne mantenuta una relativa calma. La forza di pace, costituita da russi, georgiani e osseti, compiva la sua missione, e i comuni cittadini osseti e georgiani, che vivono a stretto contatto tra loro, trovavano almeno un territorio comune.
In tutti questi anni, la Russia ha sempre riconosciuto l’integrità territoriale georgiana. È chiaro che l’unico modo di risolvere il problema dell’Ossezia del Sud può essere solo un modo pacifico. E comunque, in un mondo civilizzato, non c’è altra scelta.
La leadership georgiana ha respinto con arroganza questo principio basilare. Ciò che è accaduto la notte del 7 agosto scorso va oltre ogni comprensione. L’esercito georgiano ha attaccato la capitale dell’Ossezia del Sud, Tskhinvali, con lanci multipli di razzi, progettati per devastare ampie zone del Paese. La Russia doveva rispondere. Accusarla di aggressione contro «la piccola, indifesa Georgia», non solo è ipocrita, ma dimostra mancanza di umanità.
Lanciare un attacco militare contro cittadini innocenti è stata una decisione sconsiderata, le cui tragiche conseguenze per migliaia di persone di nazionalità diversa sono ora chiare. La leadership georgiana ha potuto compiere questo atto solo perché percepiva il sostegno e l’incoraggiamento di una forza molto più potente. Le forze armate georgiane erano state addestrate da centinaia di istruttori statunitensi, e il loro sofisticato equipaggiamento militare era stato acquistato in diversi Paesi. Questo fatto, in aggiunta alla promessa dell’entrata nella Nato, ha imbaldanzito a tal punto i leader georgiani, fino a convincerli di poter uscire vittoriosi attaccando con una «guerra lampo» l’Ossezia del Sud.
In altre parole, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili si aspettava un supporto incondizionato dall’Occidente, e l’Occidente gli aveva dato ragioni sufficienti per farglielo credere. Adesso che l’attacco militare georgiano è avvenuto, il governo georgiano e i suoi sostenitori dovrebbero rivedere la loro posizione.
Le ostilità devono cessare il più presto possibile e si devono prendere urgenti provvedimenti per aiutare le vittime - la catastrofe umanitaria, purtroppo, è stata oggetto di scarsissima attenzione nei media occidentali in questo ultimo weekend - e per ricostruire città e villaggi devastati. È altrettanto importante incominciare a pensare di risolvere il problema di fondo, che è uno dei temi più sofferti e difficili nel Caucaso, una regione il cui approccio dovrebbe essere affrontato con la massima attenzione. Quando scoppiarono per la prima volta i problemi in Abkhazia e in Ossezia del Sud, avevo proposto che la soluzione avvenisse attraverso la creazione di una federazione, che avrebbe garantito alle due Repubbliche ampia autonomia. L’idea fu scartata, specialmente dai georgiani. Gli atteggiamenti, a poco a poco, cambiarono, ma dopo quanto accaduto la settimana scorsa sarà molto più difficile raggiungere un accordo, anche su tale base.
I vecchi rancori sono un peso enorme. La guarigione è un processo lungo che richiede pazienza e dialogo, e che ha come requisito inderogabile l’esclusione dell’uso della forza. Ci sono voluti decenni per portare a termine conflitti analoghi in Europa e altrove, e ancora oggi vecchie controversie stentano a spegnersi. Oltre alla pazienza, questa situazione esige saggezza.
Le piccole nazioni del Caucaso hanno già una storia che le ha viste convivere tra loro. È stato dimostrato che una pace duratura è possibile, che tolleranza e collaborazione possono creare le condizioni per una vita e uno sviluppo normali. Non c’è nulla di più importante.
I leader politici della regione devono essere capaci di realizzare questo obiettivo. Invece di usare la potenza militare, dovrebbero dedicare i loro sforzi a costruire le basi per una pace duratura.
Nei giorni scorsi, alcuni Paesi occidentali, in particolare al Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno preso posizioni ben lungi dall’essere equilibrate. Ne è risultato che il Consiglio di sicurezza non ha potuto agire efficacemente fin dall’inizio di questo conflitto. Dichiarando il Caucaso - regione che si trova a migliaia di chilometri dal continente americano - una sfera di «interesse nazionale», gli Stati Uniti hanno commesso un errore madornale. Naturalmente la pace nel Caucaso è nell’interesse di tutti. Ma è semplicemente segno di buon senso riconoscere che la Russia ha in quella regione le sue radici, sia per posizione geografica sia per secoli di storia. La Russia non cerca l’espansione territoriale, ma ha in questa regione interessi legittimi.
L’obiettivo a lungo termine della comunità internazionale dovrebbe essere quello di creare un sistema subregionale di sicurezza e collaborazione, tale da rendere impossibile ogni provocazione e ogni possibilità di crisi come quella di oggi. Costruire un sistema del genere sarebbe una bella sfida e questo si potrebbe realizzare soltanto con la collaborazione dei Paesi di quella regione. I Paesi al di fuori possono, forse, aiutare, ma solo prendendo una posizione obiettiva e imparziale. La lezione ricavata dai recenti avvenimenti è che i giochi geopolitici sono pericolosi ovunque, non soltanto nel Caucaso.
(Traduzione di Rosanna Cataldo)
©Washington Post - AdnKronos - Il Giornale
#58
Inviato 13 agosto 2008 - 08:57
il Vostro nuovo vate(r ?)
nonché lume ispiratore Ferrero si è espresso , vedete di adeguarvi quanto prima !
GEORGIA: FERRERO, CRISI FIGLIA DELLA DISSENNATA POLITICA USA
Roma, 12 ago. (Adnkronos) - La "crisi" tra Georgia e Russia deriva dalla "dissennata" politica estera degli Stati Uniti. Ne e' convinto il segretario del Prc, Paolo Ferrero, che afferma: "la crisi militare, politica e diplomatica tra Russia e Georgia va verso una positiva, anche se incerta, soluzione, almeno per quanto riguarda la prima, immediata, necessita' dell'interruzione del conflitto". "Eppure, non viene affatto meno la gravita' e la vastita' dei problemi che la guerra in Georgia segnalano: da una parte gli esiti - tutti prevedibili - di una politica a dir poco sciagurata, quella dell'amministrazione Usa che - a partire dal riconoscimento forzato del Kosovo - ha determinato una condizione in cui ognuno puo' fare e disfare il diritto internazionale a suo piacimento, scelta che ha comportato e continua a comportare la destabilizzazione del quadro internazionale su base nazionalistica, etnica o religiosa". (segue)
Messaggio modificato da Rick il 13 agosto 2008 - 08:57
#59
Inviato 13 agosto 2008 - 09:48
Sono d'accordo: Dio ci scampi daun McCaine presidente!
#60
Inviato 13 agosto 2008 - 09:59
AVVISO AI CATZOCOMUNISTI CHE ANCORA POPOLANO IL FORUM :
il Vostro nuovo vate(r ?)
nonché lume ispiratore Ferrero si è espresso , vedete di adeguarvi quanto prima !
GEORGIA: FERRERO, CRISI FIGLIA DELLA DISSENNATA POLITICA USA
Attento a citare Ferrero!
Questa volta può vederla in certo modo solo perchè ha la liberta di criticare gli Usa!
Comunque su una cosa volevo chiederti cosa ne pensavi:
( riflessione fatta da alcuni analisti americani)
Si dice che i russi abbiano sposato 12.000 uomini( e anche qua è da prendere con le molle come il 90% delle notizie che in qeusti giorni ci hanno propinato) in 24 ore!
Beh a detta di tutti questa cosa è alquanto improbabile... se non impossibile.
O, quindi, quelle cifre sono false ( e molti concordano)
o qualcun aveva avvertito Mosca di quanto volesse fare quello scellerato presidente ( almeno minuscolo... mi urta un pò chiamare presidente una persona del genere, ma va beh...)
Se la seconda ipotesi è vera significa, oltre alle solite menate su i servizi segreti, che GLI USA NON HA VISTO LE TRUPPE SOVIETE CON I LORO SATELLITI? NON AVVERTENDO QUINDI I GEORGIANI...
Messaggio modificato da jerrydrake il 13 agosto 2008 - 10:06




















