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Guest Message by DevFuse
Leggendo I Giornali
Iniziata da
bacco
, 21 lug 2008 18:34
782 risposte a questa discussione
#321
Inviato 11 febbraio 2009 - 20:00
#324
Inviato 15 febbraio 2009 - 15:01
Bacco come lo spieghi questo
http://www.corriere....44f02aabc.shtml
Ci sono tanti animali in giro dalle sembianze umane che fanno del male alle persone per bene.
se vi fosse un vero federalismo e una gestione locale non saremmo a questo punto
http://www.corriere....44f02aabc.shtml
Ci sono tanti animali in giro dalle sembianze umane che fanno del male alle persone per bene.
se vi fosse un vero federalismo e una gestione locale non saremmo a questo punto
#325
Inviato 15 febbraio 2009 - 20:53
Che posso dire è una sporca faccenda com tante di questo tipo,e non c'è una soluzioneci hanno provato in tanti stati di tutto il mondo senza riuscirci,solo che quando viene fatto da uno straniero fa ancora piu rabbia dato cheè ospite e come tale dovrebbe comprtarsi bene
#337
Inviato 24 febbraio 2009 - 22:54
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di Giancarlo Castelli Ora sono arrivati anche i soldi russi. Non è la prima volta, in verità: anche se non riconosciuta ufficialmente, la repubblica “ribelle” della Transnistria ha ricevuto da Mosca, negli anni precedenti, finanziamenti pari ad oltre 120 milioni di dollari in aiuti umanitari (pensioni, sostegno scolastico e maternità). E così Tiraspol, la capitale della repubblica “fantasma” che nel 1991, con una dura guerra di secessione dalla Moldova, si dichiarò unilateralmente indipendente, grazie al sostegno delle truppe russe del generale Aleksandr Lebed, finalmente respira.
O, meglio, respira la sua popolazione, che sopravvive grazie agli innumerevoli traffici illegali che, nella “terra di nessuno” al di là del fiume Dniestr, Nistru in rumeno, rappresentano quasi l’unica attività consentita: armi, droga, prostituzione e si dice anche mercato clandestino di organi umani. Il governo, invece, non se la passa affatto male: nel palazzo presidenziale, davanti a cui sorge una gigantesca statua di Lenin che da quelle parti venerano come ai tempi dell’Urss, il capo dello Stato “fantasma”, Igor Smirnov, vive benissimo grazie alle sue innumerevoli attività di imprenditore: con il figlio Vladimir ha tirato su una specie di “multiservizi” del traffico d’armi, la Sheriff che tra i suoi diversi “meriti” ha anche quello di aver costruito il più grande stadio di calcio nel raggio di diverse centinaia di chilometri. Moldova e Ucraina, paesi confinanti, compresi.
Anche se non confinante, però, il Paese più vicino al regno di Smirnov rimane la Russia. Russo è infatti il contingente militare rimasto in Transnistria (1500 soldati ben armati anche se Tiraspol nega: “macché armati, dobbiamo difenderli noi con la nostra polizia”), russa prevalentemente è la lingua e la stessa moneta si chiama rublo. Ma russa è, in particolare, la “linea”: con l’avvicinamento della Moldova all’Europa e a una sua possibile entrata nella Nato (come già ha fatto la Romania di cui la Moldova vorrebbe seguire le orme “europee”), la presenza di un “granellino nell’ingranaggio” come la Transnistria rappresenta per Mosca una buona carta geopolitica da giocare.
Un po’ come accaduto per l’Abkhazia e l’Ossezia del sud (e, chissà, in futuro la Crimea filo-russa in Ucraina e Kaliningrad nel Baltico, come nel caso dei missili anti-scudo Usa), la Russia, come su una scacchiera, si è già creata una serie di avamposti, buoni per ogni trattativa e arma di pressione nei confronti dell’Occidente. La Transinistria è quella lingua di terra schiacciata tra Moldova e Ucraina, posizione favorevole che guarda a est e a ovest. “Repubblica di Moldova e Ucraina costituiscono le porte dell’Europa verso l’Oriente – spiega Alessandro Figus, giornalista e docente alla Link Campus e Università di Genova, esperto dell’area – dal punto di vista strategico assumono un’importanza fondamentale rappresentando la reale frontiera etnico-religiosa tra gli slavi e i turchi, tra l’islam e i cristiani. Ecco perché i cinque membri permanenti dell’Onu hanno forti interessi in quell’area, ponendo quindi Moldova e Ucraina al centro dei loro interessi. Di qui si capisce quanto debba essere importante la Transnistria, lo stato fantasma, più vicino a noi, quella che in fondo ci potrebbe creare più problemi”.
Colloqui, tra le due parti, ce ne sono stati, risultati pochi anche per la debolezza dei palazzi di vetro (Onu, Osce). L’ultimo, lo scorso dicembre, tra il presidente della Moldova, Vladimir Voronin, comunista che strizza l’occhio all’Occidente e Smirnov: sul piatto, la richiesta di autonomia della Transnistria, la partecipazione alle prossime elezioni di aprile in Moldova con propri rappresentanti (a Chisinau c’è già un gruppo, “Uguaglianza”, vicino al Partito Patriottico del figlio di Smirnov) e la possibilità di difendere l’uso della lingua russa. A metà marzo, il prossimo summit tra i due presidenti (prima delle elezioni). Sicuramente, tra le questioni non richieste ma sottintese, c’è il mantenimento del potere economico del ras di Tiraspol’. Mentre la popolazione non arriva neppure alla prima settimana del mese. Per dire, l’ultimo finanziamento russo regalerà “una tantum” ai pensionati 10 dollari al mese in più.
24 febbraio 2009Segnala ad un amico Stampa l'articolo Condividi su: Delicious Google Digg Facebook Linkedin Myspace Reddit CommentiScrivi un commento
2. claudio morrison 24-02-2009 - 13:17:10 Rispondi al commento giornalismo a tinte forti ma niente piu di una caricatura della realta. mi chiedo se lo scrivente abbia mai messo piede in una fabbrica o in un villaggio sulle due sponde del dniester, abbia mai parlato ai moldavi emigrati sia a est che a ovest. io mi occupo di relazioni industriali ma alcune cose le ho viste e posso assicurare che per la gente comune la transdnistria non e' cosi' male e nemmeno tanto diversa dalla moldavia. Li' i russi di qua europei e americani. almeno i russi forniscono qualche aiuto materiale a sostenere le loro pratiche coloniali e, cosa non da poco, hanno il passaporto facile. Ai moldavi invece noi non abbiamo dato altra scelta che emigrare illegalmente o fare la fame in patria, lavorando come schiavi nelle imprese privatizzate. un discorso a parte bisognerebbe farlo per l'italia. in moldavia l' occidente ha la responsabilita' di aver prodotto quello che l'UNDP, non un organismo rivoluzionario, ha definito alcuni anni fa il titanic della transizione al capitalismo. a confronto anche quello di smirnov puo apparire buon governo!
1. Nicola 24-02-2009 - 12:43:12 Rispondi al commento Giusto qualche considerazione: la guerra in Transnistria è cominciata nel '92 e non nel '91. Si può dire dal primo marzo (quando ci sono stati i primi scambi di fuoco nel Distretto di Dubassari) fino a luglio - agosto (nonostante il cessate il fuoco siglato il 23 luglio). Il generale Lebed ha preso il comando della 14° solo il 23 giugno del 1992, cioè due giorni dopo quella che è stata la battaglia più cruenta, a Bendery. Sulle pensioni: la minima ammonta a 600 rubli Pmr, più o meno 50 euro. Non sono tanti, ma in confronto a alle pensioni della Moldova hanno un maggiore potere d'acquisto considerato il più elevato costo della vita a Chisinau e dintorni. Lenin... a mio modesto avviso, "la venerazione" nei suoi confronti è legata più a ragioni storiche che non politiche: il partito comunista, per esempio, è fuori gioco.
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Altre di EsteriIndependent: «Nuovi impianti più pericolosi»Transnistria, lo Stato fantasma foraggiato da MoscaAlgeria, attentato a 500 metri da un cantiere italiano: morti 9 agenti localiLe dimissioni di Bermejo: quando una battuta di caccia costa il postoFini: niente incontro con Mubarak In diretta le foto del giorno Guarda tutte le immagini SondaggioQuale pensi che debba essere la priorità per il neo-segretario del Pd Dario Franceschini?© 2009 L'Unità.itNuova Iniziativa Editoriale S.p.A. - P.IVA 13199630156HomeIn edicolaArchivioBlogFotoVideoPubblicitàNote legaliMappa del sitoContattaci
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O, meglio, respira la sua popolazione, che sopravvive grazie agli innumerevoli traffici illegali che, nella “terra di nessuno” al di là del fiume Dniestr, Nistru in rumeno, rappresentano quasi l’unica attività consentita: armi, droga, prostituzione e si dice anche mercato clandestino di organi umani. Il governo, invece, non se la passa affatto male: nel palazzo presidenziale, davanti a cui sorge una gigantesca statua di Lenin che da quelle parti venerano come ai tempi dell’Urss, il capo dello Stato “fantasma”, Igor Smirnov, vive benissimo grazie alle sue innumerevoli attività di imprenditore: con il figlio Vladimir ha tirato su una specie di “multiservizi” del traffico d’armi, la Sheriff che tra i suoi diversi “meriti” ha anche quello di aver costruito il più grande stadio di calcio nel raggio di diverse centinaia di chilometri. Moldova e Ucraina, paesi confinanti, compresi.
Anche se non confinante, però, il Paese più vicino al regno di Smirnov rimane la Russia. Russo è infatti il contingente militare rimasto in Transnistria (1500 soldati ben armati anche se Tiraspol nega: “macché armati, dobbiamo difenderli noi con la nostra polizia”), russa prevalentemente è la lingua e la stessa moneta si chiama rublo. Ma russa è, in particolare, la “linea”: con l’avvicinamento della Moldova all’Europa e a una sua possibile entrata nella Nato (come già ha fatto la Romania di cui la Moldova vorrebbe seguire le orme “europee”), la presenza di un “granellino nell’ingranaggio” come la Transnistria rappresenta per Mosca una buona carta geopolitica da giocare.
Un po’ come accaduto per l’Abkhazia e l’Ossezia del sud (e, chissà, in futuro la Crimea filo-russa in Ucraina e Kaliningrad nel Baltico, come nel caso dei missili anti-scudo Usa), la Russia, come su una scacchiera, si è già creata una serie di avamposti, buoni per ogni trattativa e arma di pressione nei confronti dell’Occidente. La Transinistria è quella lingua di terra schiacciata tra Moldova e Ucraina, posizione favorevole che guarda a est e a ovest. “Repubblica di Moldova e Ucraina costituiscono le porte dell’Europa verso l’Oriente – spiega Alessandro Figus, giornalista e docente alla Link Campus e Università di Genova, esperto dell’area – dal punto di vista strategico assumono un’importanza fondamentale rappresentando la reale frontiera etnico-religiosa tra gli slavi e i turchi, tra l’islam e i cristiani. Ecco perché i cinque membri permanenti dell’Onu hanno forti interessi in quell’area, ponendo quindi Moldova e Ucraina al centro dei loro interessi. Di qui si capisce quanto debba essere importante la Transnistria, lo stato fantasma, più vicino a noi, quella che in fondo ci potrebbe creare più problemi”.
Colloqui, tra le due parti, ce ne sono stati, risultati pochi anche per la debolezza dei palazzi di vetro (Onu, Osce). L’ultimo, lo scorso dicembre, tra il presidente della Moldova, Vladimir Voronin, comunista che strizza l’occhio all’Occidente e Smirnov: sul piatto, la richiesta di autonomia della Transnistria, la partecipazione alle prossime elezioni di aprile in Moldova con propri rappresentanti (a Chisinau c’è già un gruppo, “Uguaglianza”, vicino al Partito Patriottico del figlio di Smirnov) e la possibilità di difendere l’uso della lingua russa. A metà marzo, il prossimo summit tra i due presidenti (prima delle elezioni). Sicuramente, tra le questioni non richieste ma sottintese, c’è il mantenimento del potere economico del ras di Tiraspol’. Mentre la popolazione non arriva neppure alla prima settimana del mese. Per dire, l’ultimo finanziamento russo regalerà “una tantum” ai pensionati 10 dollari al mese in più.
24 febbraio 2009Segnala ad un amico Stampa l'articolo Condividi su: Delicious Google Digg Facebook Linkedin Myspace Reddit CommentiScrivi un commento
2. claudio morrison 24-02-2009 - 13:17:10 Rispondi al commento giornalismo a tinte forti ma niente piu di una caricatura della realta. mi chiedo se lo scrivente abbia mai messo piede in una fabbrica o in un villaggio sulle due sponde del dniester, abbia mai parlato ai moldavi emigrati sia a est che a ovest. io mi occupo di relazioni industriali ma alcune cose le ho viste e posso assicurare che per la gente comune la transdnistria non e' cosi' male e nemmeno tanto diversa dalla moldavia. Li' i russi di qua europei e americani. almeno i russi forniscono qualche aiuto materiale a sostenere le loro pratiche coloniali e, cosa non da poco, hanno il passaporto facile. Ai moldavi invece noi non abbiamo dato altra scelta che emigrare illegalmente o fare la fame in patria, lavorando come schiavi nelle imprese privatizzate. un discorso a parte bisognerebbe farlo per l'italia. in moldavia l' occidente ha la responsabilita' di aver prodotto quello che l'UNDP, non un organismo rivoluzionario, ha definito alcuni anni fa il titanic della transizione al capitalismo. a confronto anche quello di smirnov puo apparire buon governo!
1. Nicola 24-02-2009 - 12:43:12 Rispondi al commento Giusto qualche considerazione: la guerra in Transnistria è cominciata nel '92 e non nel '91. Si può dire dal primo marzo (quando ci sono stati i primi scambi di fuoco nel Distretto di Dubassari) fino a luglio - agosto (nonostante il cessate il fuoco siglato il 23 luglio). Il generale Lebed ha preso il comando della 14° solo il 23 giugno del 1992, cioè due giorni dopo quella che è stata la battaglia più cruenta, a Bendery. Sulle pensioni: la minima ammonta a 600 rubli Pmr, più o meno 50 euro. Non sono tanti, ma in confronto a alle pensioni della Moldova hanno un maggiore potere d'acquisto considerato il più elevato costo della vita a Chisinau e dintorni. Lenin... a mio modesto avviso, "la venerazione" nei suoi confronti è legata più a ragioni storiche che non politiche: il partito comunista, per esempio, è fuori gioco.
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Vertice Berlusconi-Sarkozy
Firmato l'accordo sul nucleare
Cooperazione tra Italia e Francia: "Partnership illimitata". Confronto dalla Tav all'Afghanistan
Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy
ROMA - Accordo fatto tra Italia e Francia sull'energia nucleare. Il premier Silvio Berlusconi e il capo dell'Eliseo, Nicolas Sarkozy, hanno siglato l'intesa che prevede la cooperazione tra i due Paesi sulla produzione di energia con l'atomo e apre la strada alla costruzione in Italia di quattro centrali di terza generazione. Questo il tema principale del vertice italo-francese di oggi a Villa Madama, Roma. Una giornata di incontri tra i ministri dei due Paesi, dove molti sono stati i temi in discussione, dalla Tav alla crisi finanziaria.
Premier: "Dobbiamo adeguarci". "E' una gioia aver firmato questi accordi sul nucleare", ha esordito il premier durante la conferenza stampa. Per Berlusconi il ritorno al nucleare è imprescindibile: "Dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni - ha detto - e affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi". Finora l'ostacolo, secondo il presidente del Consiglio, è stato "il fanatismo ideologico" degli ambientalisti.
Sarkozy: "Partnership illimitata". Il capo dell'Eliseo ha parlato di un accordo "storico" e ha detto che, se l'Italia confermerà il suo ritorno al nucleare (manca ancora l'approvazione del ddl Scajola, ndr), la Francia è disponibile a una "partnership illimitata". "Siamo pronti a dare un aiuto forte per il ritorno di Roma al nucleare", ha aggiunto il presidente francese.
Enel ed Edf. Oltre alla firma del protocollo intergovernativo, sono stati anche sottoscritti da Enel e Edf due "memorandum of understanding" sul nucleare. Documenti firmati dall'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, e dal presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, che fanno nascere una joint-venture e disegnano un futuro di stretta collaborazione. Tra i vari punti previsti, c'è il rafforzamento della presenza di Enel sul territorio francese: dopo l'ingresso nella centrale di Flamaville, il gruppo italiano entrerà con la stessa quota (il 12,5%) nella nuova centrale di Penly, in Normandia.
Gli altri temi dell'incontro. Stamattina il vertice a Villa Madama si è aperto in un'atmosfera di cordialità. Oltre all'energia, sul tavolo c'erano molti altri argomenti: dai trasporti, con la Tav, al settore militare, con l'Afghanistan e il Libano, all'istruzione e alla crisi finanziaria.
La crisi. Anche la difficile situazione economica è stata al centro della discussione dei due leader. Dopo aver frenato sull'ipotesi di nazionalizzazione delle banche, Berlusconi ha ribadito che il nostro sistema bancario è "solido, siamo un popolo di risparmiatori" e "non è stato inquinato dai titoli tossici". "Italia e Francia vogliono cambiare l'Europa per tutelare i cittadini europei e trarre insegnamenti dalla crisi", ha sostenuto Sarkozy. E poi ha enumerato le sue ricette: "Vogliamo sanzionare i paradisi fiscali, controllare gli hedge-fund e fissare nuove regole per la retribuzione dei banchieri, dei trader e per i bonus".
"Al vertice Ue con una sola voce". Il presidente francese ha rimarcato che gli istituti bancari italiani e francesi "non sono fra quelli che versano nelle maggiori difficoltà in Europa". "E' giusto - ha aggiunto - che Italia e Francia aiutino le politiche industriali, ma io avrei preferito che ci fosse stata una politica coordinata europea per sostenere l'auto". Sarkozy ha assicurato che, al vertice Ue di domenica prossima sulla crisi, "Italia e Francia parleranno con una sola voce per chiedere di prendere decisioni forti".
Truppe congiunte. L'idea è di Sarkozy, ma a riferirla è stato il premier: per garantire la stabilità del Libano saranno presto costituite truppe congiunte franco-italiane. Tra i possibili accordi sulla difesa che l'Italia e la Francia stanno valutando, ci sarebbe un battaglione navale condiviso: "Abbiamo gli stessi obiettivi di politica estera e abbiamo una politica economica comune. Potremmo fare un battaglione navale italo-francese'', avrebbe ipotizzato Sarkozy.
Matteoli: "La Tav già nei prossimi mesi". Al vertice di oggi il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e il suo omologo francese Jean-Louis Borloo hanno sottoscritto alcuni accordi che riguardano la realizzazione della galleria del Tenda, la messa in sicurezza del tunnel del Frèjus, l'incremento dell'autostrada ferroviaria viaggiante (Afa), ma anche la Tav, la linea ferroviaria Torino-Lione. "Con il collega Borloo - ha detto Matteoli - abbiamo condiviso la necessità di rispettare un cronoprogramma che consenta già nei prossimi mesi la definizione del progetto della Torino-Lione, in modo da non ritardare l'attuazione di un'opera essenziale per l'economia dei due Paesi e dell'Europa".
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Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy
ROMA - Accordo fatto tra Italia e Francia sull'energia nucleare. Il premier Silvio Berlusconi e il capo dell'Eliseo, Nicolas Sarkozy, hanno siglato l'intesa che prevede la cooperazione tra i due Paesi sulla produzione di energia con l'atomo e apre la strada alla costruzione in Italia di quattro centrali di terza generazione. Questo il tema principale del vertice italo-francese di oggi a Villa Madama, Roma. Una giornata di incontri tra i ministri dei due Paesi, dove molti sono stati i temi in discussione, dalla Tav alla crisi finanziaria.
Premier: "Dobbiamo adeguarci". "E' una gioia aver firmato questi accordi sul nucleare", ha esordito il premier durante la conferenza stampa. Per Berlusconi il ritorno al nucleare è imprescindibile: "Dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni - ha detto - e affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi". Finora l'ostacolo, secondo il presidente del Consiglio, è stato "il fanatismo ideologico" degli ambientalisti.
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Enel ed Edf. Oltre alla firma del protocollo intergovernativo, sono stati anche sottoscritti da Enel e Edf due "memorandum of understanding" sul nucleare. Documenti firmati dall'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, e dal presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, che fanno nascere una joint-venture e disegnano un futuro di stretta collaborazione. Tra i vari punti previsti, c'è il rafforzamento della presenza di Enel sul territorio francese: dopo l'ingresso nella centrale di Flamaville, il gruppo italiano entrerà con la stessa quota (il 12,5%) nella nuova centrale di Penly, in Normandia.
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#339
Inviato 25 febbraio 2009 - 08:02
Per non farsi arrestare moldavo clandestino si butta dal balcone
TORINO 24/02/2009 - Clandestino disperato cerca di sfuggire all’arresto e si getta dal balcone di casa. E’ accaduto la notte scorsa in via Luserna, in un appartamento che l’uomo divide va con la convivente. La coppia, di origine moldava, aveva trascorso la serata in compagnia di connazio nali. Però, il gruppo aveva ecceduto nell’uso di alcolici e, dopo qualche ora, completamente ubriachi, alcuni degli ospiti hanno cominciato a discutere animata mente fino a venire alle mani.
All’origine della rissa ci sarebbero stati motivi futili ma l’alcol aveva avuto il sopravvento e, nell’appartamento di via Luserna, è scoppiato il caos. Alcuni vicini di casa, preoccupati per ciò che stava accadendo, hanno dato l’allarme chia mando il 113. In breve, sul posto sono giunte alcune pattuglie delle “volanti” che hanno cercato di raffred dare gli animi e di identificare i presenti. Operazione alquanto complessa perchè i moldavi che erano pre senti, evidentemente tutti clandestini, si sono dati alla fuga. Compreso l’affittuario dell’appartamento che, pur di non finire al Cie, mentre i poliziotti stavano salendo le scale, si è lanciato dal balcone del primo piano. La caduta è stata violenta e l’uomo è rimasto a terra dolorante. Soccorso da un’unità del 118 è stato ricoverato al San Giovanni Bosco dove tuttora è rico verato in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
Sursa:http://www.cronacaqui.it/news-per-non-farsi-arrestare-moldavo-clandestino-si-butta-dal-balcone--_19351.html
#340
Inviato 25 febbraio 2009 - 08:07
Modena: in fuga con auto rubata, moldavo in manette
MODENA - Ricettazione, possesso ingiustificato di attrezzi da scasso e resistenza a pubblico ufficiale. Sono la sfilza di accuse per le quali i Carabinieri di Carpi hanno arrestato nella nottata tra lunedì e martedì un clandestino di nazionalità moldava di 33 anni. Il giovane è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile mentre si trovava a bordo di un'auto "Fiat Marea Station Wagon" sulla quale viaggiavano altre tre
persone.
All'altezza di San Possidonio, causa della forte velocità e della scarsa visibilità dovuta alla nebbia, il conducente ha perso il controllo della vettura, uscendo fuori strada e terminando la corsa nel canale adiacente la sede stradale. Gli occupanti, scesi dal veicolo, si sono dati rapidamente alla fuga a piedi per i campi. Uno dei quattro è stato bloccato.
All'interno dell'automobile, risultata oggetto di furto, sono stati rinvenuti diversi attrezzi da scasso. Questo lascia ipotizzare che i quattro costituissero una delle bande che da tempo compiono furti nelle abitazioni della zona. Il moldavo si trova detenuto presso la casa circondariale di Modena a disposizione della magistratura.
Sursa:http://www.romagnaoggi.it/emilia/2009/2/24/116778/
MODENA - Ricettazione, possesso ingiustificato di attrezzi da scasso e resistenza a pubblico ufficiale. Sono la sfilza di accuse per le quali i Carabinieri di Carpi hanno arrestato nella nottata tra lunedì e martedì un clandestino di nazionalità moldava di 33 anni. Il giovane è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile mentre si trovava a bordo di un'auto "Fiat Marea Station Wagon" sulla quale viaggiavano altre tre
persone.
All'altezza di San Possidonio, causa della forte velocità e della scarsa visibilità dovuta alla nebbia, il conducente ha perso il controllo della vettura, uscendo fuori strada e terminando la corsa nel canale adiacente la sede stradale. Gli occupanti, scesi dal veicolo, si sono dati rapidamente alla fuga a piedi per i campi. Uno dei quattro è stato bloccato.
All'interno dell'automobile, risultata oggetto di furto, sono stati rinvenuti diversi attrezzi da scasso. Questo lascia ipotizzare che i quattro costituissero una delle bande che da tempo compiono furti nelle abitazioni della zona. Il moldavo si trova detenuto presso la casa circondariale di Modena a disposizione della magistratura.
Sursa:http://www.romagnaoggi.it/emilia/2009/2/24/116778/


















