Ciao Tony!
Ecco le risposte:
3) Decorre dalla data del timbro delle poste o della polizia di frontiera.
Devo fare una precisazione sul punto numero 3 indicato da
Alfredo; il bollo che si mette sul passaporto in verità
SCADE
nel giorno stesso in cui scade il passaporto (giorno
e mese), di ogni anno solare, A PRESCINDERE dalla
data in cui esso viene "appiccicato" e/o timbrato.
Se a qualcuno non è chiaro posso fare un esempio in
un post successivo, anche con risvolti in un certo
senso assurdi...
La timbratura del bollo serve solo al suo
annullamento.
A proposito di timbratura, sembra (ho detto "sembra")
che la vidimazione "a mano" della data non sia più
accettata, mentre gli uffici postali "sembra" che non
abbiano più intenzione di effettuare questo servizio
(la situazione comunque varia di caso in caso).
In pratica è solo la polizia di frontiera che "dovrebbe"
procedere alla timbratura ma, assurdo nell'assurdo,
se il poliziotto si "dimentica" di farlo allora
è lo
stesso possessore del passaporto che si troverebbe
in "dovere" di richiedere tale timbratura.
In poche parole, se il timbro manca si rischia pure
la sanzione, perchè sarebbe nostro "dovere" il farlo
timbrare (cioè annullare) dagli agenti preposti.
Lo so... è una assurdità all'italiana...
E' invece sicuro il fatto che il poliziotto di frontiera
"dovrebbe" sempre effettuare il
controllo retroattivo
di TUTTE le marche da bollo apposte sul passaporto e,
in caso di infrazione, "dovrebbe" fare un
verbale
retroattivo che include anche tutte le infrazioni
commesse nel passato (cioè, nei tot anni di vita
del documento). Ovvio che al 99.99% questo controllo
non viene fatto, però esiste sempre quel 0.01% di
casi dove il controllone retroattivo TE LO FANNO!
In molti forum di internet si trovano le testimonianze,
e in relazione agli anni totali di infrazione si parla
anche di
cifre abbastanza elevate (anche 2000
Euro totali di multa e more varie).
E' del tutto incerto invece il discorso della
necessità del bollo in relazione ai viaggi verso destinazioni
extra-UE con scalo intermedio interno alla UE.
Ad esempio, il Sig. Tizio che va in Polinesia (facciamo
finta che va in una Polinesia che NON è francese)
partendo da Milano, però passando per Parigi con un
cambio di aereo.
Secondo alcune fonti il poliziotto di frontiera di
Milano "dovrebbe" solo considerare il fatto che Tizio
va a Parigi, quindi in un paese UE, e quindi il bollo
NON SERVIREBBE. Il poliziotto non "dovrebbe" quindi
interessarsi alla nostra vera destinazione finale
(infatti Tizio va in Polinesia partendo da territorio
francese... e la Francia di dove va Tizio se ne frega
altamente... )
Secondo altre fonti invece il poliziotto di frontiera
"dovrebbe"
analizzare in maniera puntigliosa con TUTTI
I MEZZI A SUA DISPOSIZIONE il vero punto di arrivo del
Sig. Tizio (la Polinesia, che è extra-UE per nostra
ipotesi) e quindi il bollo sarebbe in questo caso
OBBLIGATORIO, anche se Tizio in apparenza sembra solo
che se ne va a Parigi. Questa interpretazione deriva dal
fatto che il cittadino italiano Tizio, passando
per Parigi e diretto verso un paese extra-UE, andrebbe
a
frodare il fisco italiano in tutto e per tutto attraverso
l'uso di uno stratagemma illegale (quindi verrebbe trattato
alla stregua di un evasore fiscale). Infatti la normativa
parla chiaramente di punto di ARRIVO del viaggiatore, e
non parla affatto di punto/punti di TRANSITO intermedio.
Questa seconda interpretazione "dovrebbe" essere quella
corretta, anche se sono ovvie le 100 mila critiche che
si potrebbero fare sull'argomento.
Altra questione, relativa al bollo da tenere sempre in
tasca e da applicare solo in caso di controllo.
Anche qui,
"sembrerebbe" che tale prassi sia lo stesso
sanzionabile da parte del poliziotto, per il fatto che
il possessore del passaporto è in DOVERE di far timbrare
il nuovo bollo, su sua diretta responsabilità, e quindi
il possessore del passaporto
NON POTREBBE NON SAPEREche tale bollo non è sul passaporto (dove dovrebbe
essere) ed invece è nella tasca (dove NON dovrebbe
essere). Anche in questo caso l'assurdità di tutto
il discorso fiscale/burocratico è più che ovvia.
Ultima questione, relativa al divieto di espatrio in
caso di mancanza del bollo sul passaporto.
In effetti tale divieto NON ESISTE nella forma, però
la polizia di frontiera DOVREBBE per forza di cose
elevare il verbale di contravvenzione a carico del
viaggiatore inadempiente, la qual cosa si trasforma
in una serie di ovvi controlli di routine da parte
delle forze dell'ordine
e della seguente compilazione
del/dei verbali (magari retroattivi!!!), e in questa
fase
la polizia NON E' MAI OBBLIGATA A RISPETTARE
UN LIMITE DI TEMPO MASSIMO, quindi accade spesso che
l'aereo viene perso non per divieto di espatrio formale,
ma per lungaggini burocratiche di controllo e di
compilazione dei verbali (ossia si tratta di un divieto
di espatrio "camuffato").
Queste informazioni le ho raccolte poco tempo fa
direttamente all'aereoporto di Verona, perchè io
stesso dovevo partire per Chisinau e con il discorso
del bollo non capivo più niente (in Internet ci sono
un sacco di informazioni inesatte o palesemente
sbagliate, anche su siti istituzionali) ed ero
andato un poco in panico.
Una curiosità: "sembrerebbe" che i cittadini italiani
che sono ministri del culto della religione Cristiano
Cattolica siano esentati dal pagamento di tale
bollo (e qua non si capisce, ad esempio, per quale
motivo i ministri del culto ebrei oppure testimoni di
Geova ecc. ecc il bollo dovrebbero pagarlo come
tutti gli altri cittadini normali).
Una seconda curiosità: è ovvio che un cittadino
italiano dotato di doppio passaporto (ad esempio
anche con passaporto tedesco) "potrebbe" evitare
di pagare tale bollo, quindi sarebbe in pratica
autorizzato ad "evadere il fisco", viaggiando sempre
con passaporto tedesco.
Mi risulta che svariati cittadini italiani abbiano presentato
degli esposti in sede europea, contro lo Stato Italiano,
per la
evidentissima disparità di trattamento fiscaleche questo piccolo "sotterfugio" comporta.
Infatti il cittadino italiano con un solo passaporto per
fare alcuni tipi di viaggi è obbligato a pagare il bollo,
mentre un altro cittadino italiano con due passaporti
avrebbe la discrezionalità di pagare il bollo oppure
di non pagarlo affatto, la qual cosa sarebbe inamissibile
da un punto di vista fiscale.
Terza curiosità: per tutti i cittadini italiani residenti
all'estero, fare attenzione con la procedura di
"rifacimento" del passaporto (dopo i 10 anni di
validità) attraverso i vari consolati.
"Sembrerebbe" infatti che ai consolati il
controllo
puntiglioso delle marche da bollo, sul vecchio
passaporto, venga fatto SPESSO E VOLENTIERI,
quindi con relativa possibile
sanzione pecuniaria,
PURE RETROATTIVA, nel caso di possessore
inadempiente, che però vi viene notificata a carico
dell'erario (non da parte del consolato) magari anni
e anni DOPO il controllo. Le solite cose all'Italiana, quindi.
In relazione a questa terza curiosità vorrei tanto dire
una certa cosa ma
NON POSSO DIRLA, perchè
altrimenti potrei essere accusato di istigazione
all'evasione/elusione fiscale...
Salutoni a tutti.