Semplice , ti ricordo che il “fortino” Eu è formato da 2 cinte murarie a sua difesa
Il tuo ragionamento non regge! E ti spiego il perchè...
Poni l'area Schengen al di sopra dell'UE quando in realtà è esattamente il contrario. Provo a spiegarmi con un esempio...
Un cittadino comunitario (mettiamo il caso di un romeno) è libero di circolare all'interno dell'area UE senza visti e con la sola carta d'identità. Questo indipendentemente che entri o meno nell'area Schengen.
Un cittadino extra-UE (mettiamo il caso di un moldavo) anche se residente in area UE (come per esempio la Romania) non è libero di muoversi in area Schengen (infatti non può mettere piede in Italia senza un visto d'ingresso).
Di conseguenza, l'area Schengen non serve a limitare l'accesso dei comunitari bensì degli extracomunitari.
ma il punto della discussione è un altro...
per chi ha voglia di aprofondire, legga qui
http://europa.eu/sca.../lvb/l33152.htmio mi sono limitato al riassunto... che qui riporto
Diritto di circolazione e soggiorno fino a tre mesiQualsiasi cittadino dell'Unione ha il diritto di recarsi in uno Stato membro munito di una carta d'identità o di un passaporto validi. In ogni caso, non può essere imposto alcun visto di uscita o di ingresso. Se il cittadino in questione non dispone di documenti di viaggio, lo Stato membro ospitante gli concede ogni agevolazione affinché egli ottenga o faccia pervenire i documenti richiesti.I familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro beneficiano dello stesso diritto del cittadino che accompagnano. Tali familiari possono essere soggetti all'obbligo del visto di breve durata ai sensi del regolamento (CE) n.539/2001. Il permesso di soggiorno è considerato equivalente al visto di breve durata.Per i soggiorni inferiori a tre mesi, la sola formalità imposta al cittadino dell'Unione è il possesso di un documento d'identità o di un passaporto valido. Lo Stato membro ospitante può richiedere all'interessato di segnalare la sua presenza sul territorio nazionale entro un termine ragionevole e non discriminatorio.Ora.. se la direttiva UE dice a chiare lettere che un cittadino comunitario non può circaolare per più di tre mesi in uno stato membro, non è altrettanto chiaro quali siano le conseguenze per chi non rispetta tale limite. Si limita semplicemente a questo:
Restrizioni al diritto di ingresso e di soggiorno per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza o di sanità pubblicaIl cittadino dell'Unione o un suo familiare possono essere allontanati dal territorio dello Stato membro per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza pubblica o sanità pubblica. In nessun caso la decisione può essere dettata da ragioni economiche. Tutti i provvedimenti relativi alla libertà di circolazione e di soggiorno devono rispettare il principio della proporzionalità e basarsi esclusivamente sul comportamento personale dell'interessato. L'esistenza di condanne penali non può automaticamente giustificare tale provvedimento.Il comportamento personale deve rappresentare una minaccia effettiva e sufficientemente grave, che pregiudica un interesse fondamentale dello Stato ospitante. La scadenza del documento che ha consentito al cittadino l'ingresso nel paese non costituisce motivo sufficiente a giustificarne l'allontanamento.In ogni caso, prima di adottare un provvedimento di espulsione dal territorio, lo Stato membro deve valutare alcuni elementi quali la durata della residenza nel suo territorio dell'interessato, l'età di quest'ultimo, il suo stato di salute, la sua situazione familiare e il grado di integrazione sociale nel paese che lo ha accolto così come i suoi legami con il paese d'origine. Solo in casi eccezionali, per motivi imperativi di pubblica sicurezza, un cittadino dell'Unione che abbia soggiornato nei dieci anni precedenti nello Stato ospitante o che sia minorenne può essere oggetto di una decisione di allontanamento. Il provvedimento di rifiuto dell'ingresso o di allontanamento dal territorio deve essere notificato all'interessato. Deve essere motivato e i mezzi di ricorso disponibili ed i termini entro cui agire devono esservi indicati. Fatta eccezione per casi urgenti, il termine ultimo per lasciare il territorio non può essere inferiore a un mese a decorrere dalla data di notifica.In nessun caso, il provvedimento di divieto di ingresso può avere carattere permanente. L'interessato può presentare domanda di riesame della sua situazione entro tre anni. Inoltre, la direttiva prevede tutta una serie di garanzie procedurali. In particolare, l'interessato ha accesso ai rimedi giurisdizionali e eventualmente amministrativi previsti nello Stato membro ospitante.In sostanza... quello che è stato "recepito" col decreto di questi giorni. E come si fa ad impedire i movimenti a chi è stato espulso?
Ma il mio disappunto sul decreto è più che altro sul quando e come sia stato emanato (oltre all'inutilità dello stesso)
In pratica si è cavalcata l'onda... romeni = criminali
Le conseguenze sono nella cronaca di questi giorni...
Se poi aspettavi Bucarest... eccoti servito...
Il premier romeno Calin Popescu Tariceanu verrà nei prossimi giorni a Roma per mettere a punto strategie comuni bilaterali e dare un segnale politico di collaborazione. E' uno dei risultati di un colloquio telefonico con il presidente Consiglio Romano Prodi dopo le polemiche seguìte alla morte di Giovanna Reggiani e all'aggressione ai danni di tre immigrati romeni a Roma. Un clima di distenzione sul quale si innesta, però, la bocciatura, da parte di Bucarest, del decreto sulle espulsioni: "Misure improvvisate, che generano paura e risvegliano l'odio, possono essere inique e causare altri effetti rispetto a quelli sperati", ha detto il presidente romeno, Traian Basescu.
Basescu: "Condannare tutte le violenze". "In qualità di capo dello Stato romeno" Basescu condanna "ogni violazione della legge commessa da un cittadino romeno in Romania, così come all'estero. Ma anche ogni atto di violenza contro cittadini romeni così come ogni discorso che inciti la gente a non rispettare i diritti civili dei romeni, senza riguardo a dove si trovino nell'Unione europea". Le parole di Basescu seguono la protesta dell'ambasciata di Bucarest per il raid compiuto a Roma ai danni di quattro romeni, dopo la morte di Giovanna Reggiani.
Molto semplicemente
avrebbe fornito lo strumento legale idoneo per poter effettuare le espulsioni
di quei rumeni che si fossero trattenuti in Italia oltre i termini del soggiorno turistico .
Sbagliato! La moratoria sarebbe servita solo a limitare l'accesso al lavoro dei romeni... e lo dice anche il caro Berlusconi...
Polemiche sicurezza.
"Andava fatta una moratoria nei confronti della Romania - dice Silvio Berlusconi alla
Stampa - come in Spagna, Germania, Austria e Inghilterra che
hanno chiuso le frontiere per due anni ai lavoratori di quel Paese. Se fossi stato al governo l'avrei fatta". Gianfranco Fini, ospite del programma
In 1/2 ora, osserva che chi non lavora, anche se cittadino comunitario, va espulso così come vanno demolite le baraccopoli.
la Gran Bretagna ha annunciato che prorogherà la moratoria per rumeni e bulgari
Se è per questo La Gran Bretagna non fa nemmeno parte dell'area Schengen (e dell'Euro)... prendono dall'UE quello che gli fa comodo...
Queste sono cose che IO HO PROVATO
come padre di 2 ragazzi dalla pelle ambrata
e marito di una donna morena.
E' per questo che molte volte non ti capisco...
quelle cose le ho provate anch'io sulla MIA PELLE... di emigrato...
Infine, mi dispiace veramente che fra utenti si sia arrivati alla resa dei conti.
Forse, al di là delle provocazioni dall'una e dall'altra parte, che ci sono, io da fuori le noto, è il caso di cominciare a leggere i post altrui con un altro spirito, al di là dell'appartenenza partitica. La politica di per se non fa male.
Felice di rileggerti Eugenio
vedi di non altepassare i limiti qualche MAMBO lo avrai fatto tu
e mi sa che nemmeno lo sai fare tanto bene
Ops... occhio... perchè Vitalie fa presto... lui risolve alla moldava...