I ricottari
Ricottaro è un epiteto fortemente offensivo se usato in senso figurato, specialmente nel dialetto romanesco. Il “ricottaro” non è altri che il pappone, lo sfruttatore di prostitute, il lenone, tanto per usare un termine elegante.
Il ricottaro, tanto per essere chiari, è quello che all’alba passa a “ritirare” dalle sue battone l’incasso della giornata, si prende il meglio insomma, sfrutta il lavoro di altri.
Questi personaggi pasoliniani se ne stanno tutto il santo giorno a poltrire, ad ingannare il tempo in qualche bar, non devono far altro che aspettare l’alba, tanto qualcun’altro sta “lavorando” per lui. Poi, alle prime luci dell’alba, passano a ritirare l’incasso della giornata a bordo delle loro macchine lussuose.
Esiste anche la versione moldava del “ricottaro” che non ha certo il compito ignobile del pappone italico ma che, in pratica, persegue gli stessi fini.
Il ricottaro moldavo non è altri che il proprietario dei chioschi, piccoli punti vendita che si vedono dappertutto a Chisinau, delle piccole “boutique” dove si vende di tutto: verdura, sigarette, fotocopie, prodotti per la casa.
Generalmente il ricottaro moldavo ne possiede un gran numero di questi chioschi sparsi per la città, anche 7-8, che lui affida a cosiddette “venditrici”, donne senza alternative bisognose di lavorare che si accontentano di un misero salario.
Il ricottaro moldavo, anche lui, non deve far altro che passare la sera a…ritirare la ricotta, l’incasso della giornata, controllare con calcolatrice alla mano che la “venditrice” non lo ha fregato.
Il ricottaro moldavo, così come il suo corrispondente italico, aspetta il calare della sera bighellonando in giro per la città a bordo del suo SUV, si beve qualche birra con gli amici, spesso ricottari come lui, gli unici che hanno tempo da perdere al bar.
La povera venditrice inchiodata dentro quello spazio angusto dal mattino fino a tarda sera al caldo e al freddo, si ingegna come fare per “arrotondare” il misero salario, cerca di guadagnare qualche leu in più sperando di sfuggire alla “calcolatrice” del ricottaro.
A farne le spese di questa strana guerra è spesso il cliente che si ritrova qualche grammo in meno dal chilo di pomodori che ha comprato o paga uno o due lei in più lo shampoo.
La vittima designata comunque è sempre la povera venditrice così come ai tempi dei sovietici, è sempre lei l’anello debole della catena, da sempre è in lotta contro il ricottaro, sia esso lo stato o il proprietario del chiosco.
Mi viene da ridere quando sento che in Moldova ci sono i comunisti al potere, è una balla colossale, al potere ci sono i ricottari, che è la forma più becera di capitalismo.
Nikita
Non sei ben informato sulla provenienza della parola "RICOTTARO"; questo bellissimo epiteto deriva dal dialetto napoletano e il compito è quello che hai descritto minuziosamente tu. Come si vede tutto il mondo è paese e il parassitismo è insito nel codice genetico dell'essere umano. In giro per il mondo ci sono tantissimi "personaggi" che sfruttano altre persone; tu descrivi la situazione della moldava e dei proprietari dei chioschi ma, cosa ne pensi dei tanti cinesi disseminati per l'italia che sono stipati in locali angusti , dove dormono e lavorano 13-14 ore al giorno e non vedono la luce del sole per diversi anni per pagare il loro "Ricottaro" . Come si può vedere tutto il mondo e' paese, certe situazioni sono molto comuni nelle zone dove la gente si trova in stato di bisogno estremo ed è disposta a fare qualunque cosa per sbarcare il lunario. Altra scenetta simile capita anche nel sud italia , basta andare in alcuni borghi del napoletano, queste cose succedono ancora oggi ma, durano poco perchè la gente si è fatta furba e impedisce questi andazzi.
Concordo pienamente con te , al potere in Moldova ci sono solo persone che pensono di arricchirsi e fanno di tutto per mantenere il proprio status affamando la povera gente; tra pochi giorni parto per la moldova e mi ritornano già alla mente le scene dei paesaggi rurali , dove il tempo si scandisce con ritmi e la gente sopravvive ogni giorno in condizioni disperate ; ma di quali comunisti penso che al governo dell Moldova debba essere messo un personaggio che pensa realmente al progresso sociale e alla gente ma, questa è utopia purtroppo o come al solito sono un sognatore ancorato a schemi del passato.
PALLINO



















