L'articolo apparso venerdì sull'Adige, un quotidiano locale


Per comodità, l'articolo in formato testo:
La Moldavia rimette a mille le «Cene»
Martignano, ieri in 2000 per un festa interculturale
di RENZO M. GROSSELLI Uno spettacolo folcloristico assolutamente ben curato, avvincente. Che ha preso i trentini. Ma, soprattutto, la novità rappresentata dalla Moldavia alle «Cene dell'altro mondo» è stata quella di una comunità che si è presentata numerosa sotto il tendone, per presentarsi ai trentini al meglio. Ma anche per dire: «Siamo qua, con voi, con la nostra cultura». E non era Mustafovski il clarinettista di Dio, era Mamoudovski. Lui, grande, clarinettista di Dio. Nell'ultima delle tre sere della nuova formula le «Cene dell'altro mondo» ritrovano il ritmo giusto. Ma soprattutto trovano ancora una comunità che riesce a presentarsi numerosa, compatta, a dialogare con i trentini. Come era stato in passato con i brasiliani, o altri. Ieri a Martignano era l'ora di Ucraina-Russia e di Moldavia. Di cene etniche e di spettacoli etnici. E non c'era più il Milan e il tempo era assolutamente perfetto. Perfetto per permettere alla nuova formula delle «Cene» di dimostrare la sua validità. Infatti: 1) i gruppi folcloristici riescono a trovare la piena sintonia con il grande tendone del cibo, delle cene etniche; 2) I musicisti che si esibiscono alla fine della serata, i raffinati polacchi «Sarakina» e i sanguigni viennesi (balcanici con affinità algerine e persino filippine) dell'Adrian Gaspar Orchestra attirano nel tendone «sopra», tutti coloro che vogliono la musica, mentre nel grandissimo telone «sotto» rimangono i cenaioli. Sopra più giovani, sotto più famiglie. Sono belle le cene stasera e per la prima volta termineranno dopo la mezzanotte, col grande falò e con le novelle e le fiabe di Ucraina, Russia e Moldavia. O Moldovia. Si è già capito che la sera sarà calda quando gli ucraino-russi salgono sul palco. C'è anche una cantante lirica, una soprano, poi un tenore che si strappa di gola un'operetta. Gente che ci sa fare mentre i tendoni vanno riempiendosi. La droga del calcio non c'è stasera. Ed i tavoli si riempiono. Sul palco, ora, tre bambine con l'abito lungo e la corona di alloro e fiori sul capo. Sono, veramente, la rappresentazione della bellezza. Poi la danza, in cerchio, con piedi che battono sul palco. E arriva, nel caldo di questa magica serata, il gruppo foltissimo (una trentina di persone) della Moldavia. Sono le badanti dei nostri vecchi, sono piccoli trasportatori, sono operai, sono immigrati che ci stanno dando molto. Costumi molto belli, molto curati. E alcuni grandi pani posti nei cesti, con delle rose sopra. Per più di un'ora e mezzo mimeranno la festa di un matrimonio. «Siamo i rappresentati della Moldavia a Trento, - dicono - cultura latina». Bianco e rosso i costumi. Questa è l'altra gente che è la nostra gente. Del resto, da lassù, c'è una protezione speciale. Perché minacciava l'iradiddio di pioggia e invece caldo buono e niente acquazzone. Ma la cosa bella, il miracolo vero che è solo delle «Cene», è che laggiù nella parterre ci sono
http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif-100 moldavi che fanno il tifo. E i trentini li seguono. Dopo i brasiliani, i moldavi sono forse il primo gruppo nazionale che ha saputo arrivare compatto alle «Cene», e dialogare fitto coi trentini. Che siano i benvenuti da noi, grazie fratelli. Poi, l'assessore comunale Pegoretti, che a Martignano è di casa, premia Catania Cesar Augusto, l'ecuadoriano di Quito che è l'organizzatore del più importante torneo multietnico di calcio che si giochi in Trentino. Quest'anno 16 squadre, il Mundialito. Ci prendono gusto i moldavi e il tendone ribolle di emozioni. Il tempo va (esattamente come la vita) e debbono attendere lassù, nel tendone minore, per lo spettacolo musicale. Solo alle 22.30 si può partire. E, miracolo, stasera i trentini si spostano, in massa, verso la musica. Il perché è presto detto: il fatto è che i giovani e giovanissimi alla terza serata del nuovo corso delle «Cene» sono tornati. E siano i benvenuti. Li deliziano i «Sarakina», polacchi. Sono quattro: musiche balcaniche col kaval, la gajda, il tamburo, il clarinetto, la fisarmonica, il contrabbasso e le percussioni. Raffinati e caldi, grandi qualità. Poi va in pedana l'Adrian Gaspar Orchestra. Diciannove musicisti giovanissimi che vengono da Vienna (tra loro anche macedoni, un'algerina, un mezzo filippino). È balcan-jazz ma è anche la musica che si fa improvvisazione e divertimento. E, finalmente, scopriamo che il flautista è Mamoudovski mentre Mustafovski è il batterista. Va bene così ragazzi. «Mama Africa». Le «Cene» hanno fatto ancora centro. Non ve ne libererete più.
25/05/2007