Al tempo dell'URSS, in Moldova, si viveva con 150-170 rubli al mese. Lavoravano in due, marito e moglie, 70-http://forum.moldweb.eu/public/style_emoticons/default/mega_shok.gif rubli ciascuno. La somma che si guadagnava bastava per tutto: cibo, spese per la casa, divertimenti vari. Per avere un'idea, un pane costava 16 copeki, un litro di latte 22 copeki. Lo stipendio ti permetteva anche di andare al mare con la famiglia, Mar Nero ovviamente, o altri svaghi.
Alla fine del mese, pagato tutto, restava anche qualche rublo da mettere da parte.
Però, c'è un... però, la famiglia moldava viveva in un "splendido isolazionismo", consumava solo e soltanto prodotti "sovietici", prodotti autoctoni a basso costo, non si poteva certo permettere prodotti importati, i moldavi sapevano della loro esistenza... ma non li vedevano in bella mostra nei banchi dei supermercati. I moldavi, come tutti i sovietici, per ragione o per forza, si accontentavano.
Non avevano altra scelta aggiungo, vivevano la loro realtà con responsabile rassegnazione, certi che quello era l'unico modo di vita possibile.
Poi, un bel giorno,(bello o brutto, secondo i gusti) come diretta conseguenza del crollo dell'URSS, è crollata l'economia basata sul rublo, in una notte, all'insaputa dei più, c'è stato il passaggio disastroso dal rublo al leu moldavo. Il crollo del rublo ha fatto milioni di vittime, tutte le famiglie moldave che avevano in banca un gruzzolo accumulato a costo di tanti sacrifici, al risveglio di quel giorno infausto, si sono ritrovati senza un soldo. Migliaia di rubli spariti! Tutti sul lastrico!.
I furbacchioni che gestivano il potere, ovviamente, avevano trasformato i "tanti" rubli accumulati in dollari, quindi hanno salvato il "malloppo" a discapito della povera gente.
Questo "passaggio" traumatico, ha generato la crisi economica che tutti conosciamo, insieme all'abbandono dei russi ed alla secessione della Transnistria. Il crollo delle finanze familiari, ha spinto i moldavi all'emigrazione, costretti a trovare all'estero il denaro per crescere la prole.
L'apertura dei mercati alle merci occidentali, ha fatto conoscere per la prima volta ai moldavi il fenomeno della "frustrazione economica", del devastante "supplizio di Tantalo", il vedere una cosa e non poterla avere.I moldavi cominciavano a vedere nei nuovi splendidi supermercati, i tanto desiderati prodotti occidentali... ma a prezzi assurdi. Una domanda frustrante cominciava ad affacciarsi nella mente di costoro:"Perchè io non posso?". La risposta a questo quesito ha generato il traumatico fenomeno dell'emigrazione.
Il moldavo medio non poteva e non può pensare di poter sopravvivere con uno stipendio medio di 2000-3000 lei al mese, la disparità tra lo stipendio medio e i prezzi al consumo è assurdo, improponibile. L'economia moldava è di fatto un'economia drogata, basata sulle rimesse dei migranti, chi non ha un migrante in famiglia è alla fame o vive in condizioni di mera sopravvivenza. Questo i governanti lo sanno molto bene. Le rimesse dei migranti contribuiscono il larga parte a sostenere il PIL moldavo e a sostenere il debole Leu. In Moldova, allo stato attuale, si produce pochissimo e di conseguenza, si esporta pochissimo.
Come ho avuto modo di scrivere in passato, i governanti moldavi dovrebbero erigere un monumento al migrante moldavo da collocare in una piazza centrale di Chisinau. Più che di Stefan Cel Mare, oggi la Moldova ha bisogno delle tante Ludmila, Irina, Gheorghe, Vasile che lavorano all'estero.
Messaggio modificato da nikita il 30 aprile 2007 - 06:48