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Associazioni Onlus - Novita' Normative


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8 risposte a questa discussione

#1 Domenico

Domenico

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  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 24 marzo 2007 - 00:23

ONLUS E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: NUOVI LIMITI



L’acquisizione della qualifica di Onlus per lo svolgimento di attività di cooperazione internazionale rischia di subire una brusca frenata. I settori della beneficenza e della tutela dei diritti civili, previsti dall’articolo 10 comma 1, lett. a), n. 3 e 10 e normalmente adottati dalle Associazioni esercitanti attività in favore di Paesi in via di sviluppo, sono stati recentemente sottoposti a specifiche condizioni da parte dell’Agenzia delle Entrate; tale posizione si evince da alcuni provvedimenti di diniego all’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus emessi nei confronti di Associazioni di cooperazione internazionale. In merito al settore della beneficenza si è chiarito, con richiamo alla Risoluzione del 9 settembre 2002, n. 292, che per tale attività si intende l’esclusivo compimento di prestazioni a carattere erogativo in denaro o in natura a favore di indigenti, nonché la realizzazione di prestazioni sempre erogative finalizzate ad alleviare le condizioni di bisogno di soggetti meritevoli di solidarietà sociale. Resterebbero, quindi, esclusi i progetti /programmi di solidarietà internazionale comprensivi di attività ed operazioni che fuori escono dalle dinamiche di erogazione diretta in denaro o in natura, ma che sono piuttosto rivolti al perseguimento di obiettivi a medio e lungo termine.

Il settore della tutela dei diritti civili rimarrebbe, invece, strettamente correlato alle particolari condizioni dei destinatari identificabili, secondo il comma 2 del citato articolo 10 nelle “persone svantaggiate in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e familiari” e nei “componenti collettività estere, limitatamente agli aiuti umanitari”. Sotto quest’ultimo profilo, il concetto di aiuti umanitari sarebbe limitato a situazioni di emergenza per fatti ed eventi di imprevedibile gravità, escludendo così interventi destinati a condizioni di “ordinario” disagio e preposti ad azioni correlate alla finanza solidale ed alla valorizzazione delle capacità produttive ed imprenditoriali delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. Ciò in quanto dette operazioni di valorizzazione delle risorse locali esigerebbero tempi e modalità non sempre idonei a consentire all’Amministrazione finanziaria un adeguato monitoraggio delle Organizzazioni coinvolte.

Allo stato dei fatti, le Associazioni con finalità di cooperazione internazionale sarebbero ammesse all’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus nel solo caso di erogazione diretta di denaro o di beni materiali ed all’interno di circoscritte ed imprevedibili situazioni di necessità.


#2 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 16 aprile 2007 - 12:35

DETRAZIONE PER SPESE SPORTIVE: ECCO IL DECRETO

Come previsto dall’articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), è stato garantito l'esercizio del diritto di detrazione dall’imposta lorda IRPEF nella misura del 19% delle spese sostenute, sino ad un massimo di 210 euro, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento di ragazzi con età compresa tra 5 e 18 anni ad Associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti destinati alla pratica sportiva dilettantistica.

Tale disposizione, ritrovabile nell’articolo 15, comma 1, lett. i-quinquies) del DPR n.917/1986 (TUIR), è stata approfondita dal Decreto del Ministro Per Le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, di data 2 aprile 2007.

In particolare, il Decreto esamina la materia polarizzando l’attenzione sui soggetti preposti all’organizzazione di attività sportive le cui spese sostenute dagli utenti sono ammesse in detrazione e sulla procedura necessaria all’esercizio di tale diritto di detrazione.

In merito al primo aspetto, l’articolo 1 si riferisce alle Associazioni e Società sportive dilettantistiche previste dalla legge finanziaria 2003 e a qualsiasi altro soggetto giuridico, pubblico o privato (anche a carattere di impresa individuale o societaria) avente in gestione impianti organizzati all’esercizio della pratica sportiva non professionale, agonistica e non agonistica.

Con riguardo alle condizioni procedurali, l’articolo 2 evidenzia la necessità a che la spesa sportiva sia certificata mediante bollettino bancario o postale, ovvero da fattura, ricevuta o quietanza di pagamento comprensive degli elementi identificativi dell'Associazione prestante il servizio (denominazione, codice fiscale, sede legale), della causale di pagamento, dell'attività sportiva esercitata, dell'importo corrisposto per la prestazione resa, nonché dei dati anagrafici del soggetto praticante l'attività sportiva unitamente al codice fiscale di chi effettua il pagamento. Copia di tali documenti certificativi sarà conservata dal soggetto esercente la detrazione, la quale verrà effettuata nella dichiarazione dei redditi 2008 per le spese sostenute nel 2007.



Si allega, a parte, testo integrale del Decreto e Relazione illustrativa.

#3 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 20 aprile 2007 - 13:51

RACCOLTE PUBBLICHE DI FONDI: ADEMPIMENTI



I fondi pervenuti agli enti non commerciali a seguito di raccolte pubbliche occasionali anche con scambio/offerta di beni di modico valore (es. cessioni di piante o frutti) o di servizi a coloro che fanno le offerte non concorrono, per espressa previsione normativa, alla formazione del reddito complessivo.

Tale agevolazione fiscale riguarda non solo le imposte dirette ma anche quelle indirette. Tali proventi, infatti, fruiscono, oltre che dell'esclusione dal campo di applicazione dell'Iva, dell'esenzione da ogni altro tri­buto, sia erariale che locale.

L'esclusione delle iniziative in argomento dall'imposizione tributaria, che tende ad incentivare una delle forme più cospicue di finanziamento per molte associazioni, è subordinata alle seguenti condizioni:

· deve trattarsi di iniziative occasionali;

· la raccolta dei fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensi­bilizzazione;

· i beni ceduti per la raccolta dei fondi devono essere di modico valore.

Si segnala che a tutela della fede pubblica è prevista una rigorosa rendicontazione delle attività di raccolta dei fondi.

Ferma restando la obbligatorietà delle scritture contabili generali esiste uno specifico obbligo di rendicontazione in relazione all'agevolazione suddetta per le raccolte pubbliche di fondi effettuate occasionalmente dagli enti. non commerciali in concomitanza di ricorrenze, celebrazioni e campagne di sensibilizzazione.

Infatti, indipendentemente dalla redazione del rendiconto annuale economico e finanziario, gli enti non commerciali che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare in modo chiaro e trasparente, anche a mezzo di una relazione illustrativa, le entrate e le spese relative a ciascuna celebrazione, ricor­renza o campagna di sensibilizzazione.

Detto documento deve essere tenuto e conservato ai sensi dell'art. 22, D.P.R. n. 600/73. Ne consegue che, al pari degli altri documenti contabili, il rendiconto va conservato, agli effetti fiscali, fino a quando non sia divenuto definitivo l'accertamento relativo al periodo d'imposta cui il rendiconto stesso si riferisce.

#4 Domenico

Domenico

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  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 14 maggio 2007 - 14:33

5 PER MILLE: ADEMPIMENTI DEI SOGGETTI ISCRITTI NEGLI ELENCHI

A pena di esclusione, le organizzazioni che rientrano nell'elenco curato dall'Agenzia delle Entrate (lettera a) dovranno inviare, entro il 30 giugno 2007, con raccomandata A.R., alla direzione regionale dell'Agenzia nel cui ambito territoriale si trova il proprio domicilio fiscale, una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà , sottoscritta dal legale rappresentante e relativa alla persistenza dei requisiti per l'ammissione all'elenco (che dovevano già sussistere all'atto dell'iscrizione).

A tale dichiarazione dovrà essere allegata, a pena di decadenza dal beneficio, copia fotostatica della ricevuta dell'avvenuta iscrizione telematica nell'elenco e copia fotostatica del documento di identità di colui che sottoscrive la dichiarazione suddetta.



In allegato si propone il fac-simile della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà predisposta dall’Agenzia delle Entrate e prelevabile dal sito www.agenziaentrate.it

#5 Domenico

Domenico

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  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 14 maggio 2007 - 14:33

DEPOSITO LEGALE ANCHE PER LE ASSOCIAZIONI





Il D.P.R. 3 maggio 2006 n. 252, in materia di deposito legale di documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico, appare riferirsi anche al mondo dell’associazionismo. Rispetto all’abrogata legge 2 febbraio 1939, ove il soggetto obbligato al deposito dei suddetti documenti era il tipografo, la nuova normativa (che rende operativa la legge 15 aprile 2004, n. 106) identifica nell’editore (o comunque nel responsabile della pubblicazione) colui il quale è tenuto ad ottemperare alle operazioni di deposito.

In virtù della definizione di responsabile della pubblicazione, inteso come quella persona fisica o giuridica che ha prodotto il documento o che lo ha commissionato, non saranno infrequenti i casi in cui le singole Associazioni andranno a produrre o a commissionare documenti a carattere culturale con destinazione al pubblico. Sotto il profilo oggettivo il regolamento in esame presenta un apposito elenco comprensivo di differenti tipologie di documenti per le quali sussiste l’obbligo di deposito: in primo luogo vengono menzionati gli stampati, intesi come libri, opuscoli, pubblicazioni periodiche, manifesti ed altri prodotti affini (carte geografiche e tipografiche, atlanti, musica e stampa). Seguono poi i documenti sonori e video, i documenti fotografici destinati alla pubblicazione, i film, le pellicole, ed i documenti su supporto informatico.

L’obbligo di deposito legale potrà essere assolto mediante la consegna di due copie di ciascun documento per l’archivio nazionale della produzione editoriale (presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze e presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma) e di altre due copie, nel caso della nostra provincia, presso la Biblioteca comunale di Trento. Il suddetto deposito dovrà essere effettuato, entro 60 giorni dalla prima distribuzione al pubblico, direttamente o a mezzo di posta (ovvero con qualsiasi altro mezzo idoneo), inserendo le copie dei due esemplari in involucro resistente recante la dicitura “Esemplare fuori commercio per il deposito legale agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106”, oltre alla denominazione, al domicilio e alla sede legale dell’Associazione. La stessa consegna dovrà essere accompagnata da un elenco in duplice copia dei documenti depositati, contenente gli elementi identificativi di ogni documento; una delle due copie sarà vidimata dall’istituto depositario, per poi essere consegnata all’Associazione con obbligo per quest’ultima di conservazione. In ultimo, su ogni documento consegnato per il deposito l’Associazione dovrà indicare la denominazione, la sede legale e l’anno di pubblicazione.

Il soggetto preposto ai controlli sull’osservanza dell’obbligo inerente il deposito legale è, per la nostra provincia, la Biblioteca comunale di Trento la quale, in ipotesi di accertamento di mancato deposito, effettuerà comunicazione alla Soprintendenza per i beni librari ed archivistici della Provincia Autonoma di Trento.

La sanzione amministrativa pecuniaria è prevista pari a tre volte il valore commerciale del documento in caso di mancato deposito entro i termini indicati nella normativa, nonché raddoppiata in ipotesi di recidiva (fino a un massimo di 1.500 euro); qualora il soggetto obbligato al deposito si configuri come evasore totale, la sanzione potrà essere aumentata fino a 15 volte. Infine, la sanzione sarà ridotta della metà se la consegna avviene successivamente alla scadenza dei 60 giorni ma prima dell’avvio della procedura di accertamento, mentre si ridurrà di un terzo se l’adempimento viene ottemperato entro il termine conseguente alla diffida.

Si commenta come il rigore della norma in esame potrà ritenersi pienamente applicabile nei riguardi dei documenti c.d. maggiori (libri, pubblicazioni periodiche, documenti sonori e video, documenti fotografici, mentre per i documenti diffusi tramite rete informatica sarà definito successivo regolamento), attendendosi allo stato attuale opportuni chiarimenti per l’effettivo trattamento dei documenti c.d. minori (opuscoli, manifesti, volantini e affini); pur riferendosi, infatti, il citato DPR n. 252/2006 anche a quest’ultima categoria documentale, l’entità degli oneri burocratici dovuti è da ritenersi alquanto sproporzionata.

#6 Domenico

Domenico

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  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 08 giugno 2007 - 13:39

PUBBLICATE LE PREFERENZE ESPRESSE

A FAVORE DEL 5 PER MILLE NEL 2006

L'Agenzia delle Entrate, in data 7 giugno 2007, ha diffuso l'elenco nazionale delle Associazioni beneficiarie del 5 per Mille per la dichiarazione dei redditi del 2006. L'elenco potrà essere consultato sul sito http://www.nonprofitonline.it/static/alleg...1000_vol_06.pdf dove potrete visionare il numero di preferenze accordate a ciascuna Associazione.

#7 Domenico

Domenico

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  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 08 giugno 2007 - 13:40

OBBLIGHI DICHIARATIVI DEGLI ENTI NON COMMERCIALI: MOD. UNICO 2007

Come ogni anno, con il mese di giugno, inizia, anche per la maggior parte degli enti non commerciali, il periodo delle dichiarazioni fiscali e dei relativi versamenti.Il modello Unico di quest’anno presenta, tra le altre, le seguenti novità: · non è più prevista la possibilità di ricomprendere nella dichiarazione unificata il “Modello 770 Ordinario”;· l’obbligo di indicare nel quadro RB,con riferimento ad ogni fabbricato posseduto, l’importo dell’ICI dovuta per l’anno 2006 e il relativo codice catastale del comune ove l’immobile è ubicato;· determinazione del reddito d’impresa. Gli enti non commerciali sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi se nel corso dell’anno 2006 (ovvero nell’esercizio sociale diverso dall’anno solare): · hanno svolto, oltre all'attività istituzionale, anche una attività commerciale;· siano in possesso dei seguenti redditi tassabili:ü redditi fondiariü di capitaleü redditi diversi Sono, invece, esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione gli enti non commerciali che: · non hanno conseguito, nel periodo d’imposta alcun reddito;· ovvero hanno conseguito esclusivamente redditi esenti da imposta e/o redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva. Va ribadito che gli enti non commerciali che svolgono attività commerciale non occasionale, in quanto obbligati alla tenuta delle scritture contabili, sono, comunque, tenuti a presentare la dichiarazione anche se dalla contabilità non emerge alcun reddito. Obblighi dichiarativi delle OnlusAi fini della determinazione del reddito delle Onlus l’art. 150 del Tuir stabilisce che non costituisce esercizio di attività commerciale lo svolgimento delle attività istituzionali nel perseguimento di esclusive finalità di solidarietà sociale. Inoltre, i proventi derivanti dall’esercizio delle attività direttamente connesse a quelle istituzionali, non concorrono alla formazione del reddito imponibile.In altre parole con tale disposizione, vengono esonerate del tutto dall’obbligo dichiarativo sia le attività proprie dell’ente, indicate espressamente nello statuto, sia quelle ad esse direttamente connesse anche se queste ultime comportano comunque per l’Onlus l’obbligo di tenuta delle scritture contabili con la relativa rendicontazione.L’imposizione diretta e il conseguente obbligo di presentazione della dichiarazione rimane soltanto per talune categorie reddituali, come ad esempio per i redditi fondiari e quelli diversi. La determinazione del reddito complessivoPer gli enti non commerciali il reddito complessivo è costituito dalla somma dei redditi fondiari, di capitale, d’impresa e diversi.Il reddito degli enti non commerciali non si determina, quindi, unitariamente. A differenza di quanto avviene, infatti, per le società commerciali, dove qualunque provento è considerato reddito d’impresa ed è, pertanto, rilevante ai fini dell’imposizione diretta, per gli enti non commerciali vige un principio diverso. In analogia con quanto previsto per le persone fisiche, infatti, il reddito complessivo è formato dalle categorie di redditi sopra indicate, restando fuori dall’area impositiva (sia a livello sostanziale che formale) tutto ciò che attiene alla sfera istituzionale.Quanto alla determinazione dei vari tipi di reddito occorre fare riferimento alle regole di ciascuna categoria. Gli enti non commerciali che esercitano solo attività istituzionaliSono assoggettati a tassazione Ires e, quindi, obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi solo se posseggono redditi fondiari, redditi di capitale, redditi diversi. Gli enti non commerciali che esercitano anche attività commerciale non occasionale Sono obbligati a tenere separate contabilmente la sfera istituzionale da quella commerciale.Sono assoggettati a tassazione Ires per i redditi d’impresa ed eventualmente anche per i redditi fondiari, di capitale, e diversi posseduti.Sono, comunque, obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi anche in assenza di reddito ovvero in presenza di una perdita di esercizio I prospetti da compilare del modello Unico 2007 ENCIl possesso di ciascuna categoria di reddito comporta l’obbligo di compilazione dei seguenti quadri:

Redditi fondiari

Terreni

Quadro RA

Fabbricati

Quadro RB

Redditi di capitale

Erogati da residenti

Quadro RL

Di fonte estera

Quadro RM

Redditi diversi

Di natura non finanziaria

Quadro RL

Capital gain

Quadro RT

Redditi d’impresa

Contabilità forfetaria Legge n. 398/91

Quadro RG

Contabilità semplificata

Quadro RG

Contabilità ordinaria

Quadro RF

Soggetti obbligati alla dichiarazione unificataSono obbligati alla presentazione della dichiarazione unificata gli enti non commerciali che hanno il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare e che sono obbligati a presentare almeno due delle seguenti dichiarazioni: · dichiarazione dei redditi;· dichiarazione Irap;· dichiarazione annuale Iva; Non costituiscono periodo d’imposta coincidenti con l’anno solare: · il periodo d’imposta a cavallo di due anni, a prescindere dalla durata;· il periodo d’imposta di durata inferiore a 365 giorni e che termina anteriormente al 31 dicembre 2006. Gli enti non commerciali che hanno un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare devono presentare autonome dichiarazioni ai fini dei redditi, Iva, Irap e sostituti d’imposta.Modello Unico 2007 Enti non commerciali La dichiarazione Unico 2007 Enti non commerciali è composto dai seguenti quattro modelli:· Modello per la dichiarazione dei redditi;· Modello per la dichiarazione annuale Iva;· Modello per la dichiarazione Irap;Tutti i modelli, utilizzabili per la presentazione della dichiarazione unificata, sono identici a quelli previsti per la presentazione delle stesse dichiarazioni in forma autonoma. Modalità di presentazione delle dichiarazioniLa dichiarazione può essere presentata:
  • tramite gli uffici postali o bancari in forma cartacea nei casi consentiti;
  • mediante il sistema telematico.
Sono in ogni caso obbligati ad effettuare la presentazione in via telematica i soggetti tenuti a presentare:
  • la dichiarazione Iva per il 2006;
  • la dichiarazione dei sostituti d’imposta per l’anno 2006;
  • il modello per la comunicazione dei dati relativi all’applicazione degli studi di settore.
L’obbligo di trasmissione telematica delle dichiarazioni può essere assolto:
  • direttamente utilizzando la rete Entratel oppure il servizio Internet;
  • per il tramite degli intermediari abilitati: dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, ecc.
Termini di presentazione delle dichiarazioniIl D.L. 223/2006 prevede che la dichiarazione, compresa quella unificata annuale, deve essere presentata, in ogni caso, entro l’ultimo giorno del settimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.Non ha più, quindi, alcun rilievo la data di approvazione del bilancio bensì solo la data di chiusura del periodo d’imposta.Ad esempio, un ente non commerciale, con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dovrà presentare la dichiarazione in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato, entro il 31 luglio 2007.Un ente non commerciale invece, con periodo d’imposta 1° luglio 2006 – 30 giugno 2007, dovrà presentare la dichiarazione dei redditi ed IRAP (Modello UNICO 2007) in via telematica entro il 31 gennaio 2008. Termini di versamento delle imposteI versamenti delle imposte risultanti da Unico 2007 Enti non commerciali devono essere effettuati entro il giorno 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta indipendentemente dalle modalità di presentazione della dichiarazione.Pertanto, per gli enti non commerciali con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare i versamenti relativi alle dichiarazioni unificate, dei redditi e dell’Irap, redatte sui modelli Unico 2007 sono fissati al 18 giugno (il 16 scade di sabato e, quindi, viene spostato al primo giorno non feriale successivo) o al 20 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse.Gli enti non commerciali che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, effettuano i versamenti delle imposte entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio. È sempre possibile effettuare il versamento delle imposte entro il 30° giorno successivo al termine previsto con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse.È possibile la rateizzazione delle imposte dovute a titolo di saldo e di primo acconto anche in un numero di rate diverso per ciascuna di esse. Si ricorda che le principali imposte dovute sulla base del modello Unico 2007 ENC sono:· Ires a saldo e in acconto;· Irap a saldo e in acconto.I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

IRES saldo

2003

IRES I° acconto

2001

IRES II° acconto

2002

IRAP saldo

3800

IRAP I° acconto

3812

IRAP II° acconto

3813

APPROFONDIMENTO

LE ATTIVITA’ COMMERCIALI DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

Le Organizzazioni di volontariato disciplinate dalla L.Q. 11 agosto 1991 n. 266 ed iscritte all’Albo provinciale di competenza si distinguono da altre tipologie di Enti non commerciali per l’impossibilità a svolgere attività a carattere commerciale. Tale divieto si evince dall’articolo 8 comma 2 della citata L.Q. n.266/1991, per il quale le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese dalle Organizzazioni di volontariato non rilevano ai fini dell’imposta sul valore aggiunto; ne deriva la preclusione per esse alla titolarità di P. IVA ed all’esercizio di operazioni commerciali abituali, pena la possibile perdita della stessa qualifica. Il legislatore ha, tuttavia, introdotto un elenco di attività realizzabili dalle Organizzazioni di volontariato, ai fini di autofinanziamento, denominate “attività commerciali e produttive marginali” e caratterizzate dall’assenza di vincolo impositivo diretto (IRES e IRAP) e indiretto (IVA). Tali attività, inserite nelle voci delle risorse economiche delle Organizzazioni di volontariato di cui all’articolo 5 comma 1 della L.Q. n.266/1991, sono espressamente elencate nel Decreto Ministeriale 25 maggio 1995 e così suddivise: a) attività di vendita occasionali o iniziative occasionali di solidarietà svolte nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza a campagne di sensibilizzazione pubblica verso i fini istituzionali dell'organizzazione di volontariato; b) attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; c) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempreché la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall'organizzazione senza alcun intermediario; d) attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale; e) attività di prestazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali, non riconducibili nell'ambito applicativo dell'art. 111, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, verso pagamento di corrispettivi specifici che non eccedano del 50% i costi di diretta imputazione. Il Decreto Ministeriale precisa, inoltre, che lo svolgimento di tali attività rimane subordinato all’osservanza di una duplice condizione, ossia la funzionalità delle stesse alle finalità istituzionali dell’Associazione e l’assenza di impiego di mezzi organizzati per fini di concorrenzialità sul mercato (uso di pubblicità di prodotti, insegne elettriche, locali attrezzati secondo gli usi dei corrispondenti esercizi commerciali, marchi di distinzione dell’impresa). In merito agli aspetti contabili, le somme acquisite dallo svolgimento di attività commerciali e produttive marginali andranno rendicontate, per ciascun evento, in apposito prospetto di entrate ed uscite comprensivo di relazione illustrativa. Tale prospetto, redatto dal Consiglio di Amministrazione dell’Associazione, potrà essere allegato al verbale dello stesso organo esecutivo e mantenuto agli atti. In sede di bilancio di esercizio, le medesime somme potranno essere annoverate nella voce “attività commerciali e produttive marginali”.

#8 SOFIA

SOFIA

    Advanced Member


  • 145 messaggi
  • Iscritto il: 26-febbraio 08

Inviato 14 marzo 2008 - 15:59

Volevo chiedere la ONLUS aiuta anche ospedali moldavi?

#9 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05

Inviato 14 marzo 2008 - 16:10

Potrebbe farlo, almeno in teoria, perchè?