Tralasciando le fantasie idealiste alla campanellino ,
guarda caso personaggio che non sta con i piedi per terra ,
Visto che non si riesce ad essere comprensibili con argomentazioni articolate ,
scenderò nel particolare di un esempio concreto .
Immaginiamo la madre di una giovane ragazza di .... Bulboaca (MD)
la quale un giorno conosce un italiano , lo frequenta per alcune settimane ,
mesi se volete ,
ed in fine l’italiano prende la decisione di portare la ragazza con se in Italia
facendo uso della possibilità concessa dai Dico .
La madre , da buona moldava diffidente ,
si informa e mangia la foglia
Scopre che un Dico è si un buono modo per fare entrare in Italia la figlia
ma non dà alla ragazza nessuna garanzia sulla possibilità di rimanervi in futuro legalmente .
La madre capisce che a differenza di un matrimonio
un Dico
non solo non da diritto alla cittadinanza
ma si scioglie in un istante ,
lasciando nella migliore delle ipotesi la giovane abbandonata a se stessa .
Quando poi non accada che divenga totalmente dipendente dalla volontà del compagno .
A questo punto la madre , fiutato il pericolo
prende da parte l’italiano e gli dice chiaro e tondo che
sua figlia
non la lascia andare via con uno che
da un giorno all’altro
la può abbandonare a se stessa
senza assumersi la responsabilità per la sciaguratezza delle sue scelte .
Fantascienza ? forse per immedesimarsi bisogna essere genitori .
Il nocciolo della questione è in massima semplicità questo :
I Dico non sono uno strumento posto a garanzia dell’extracomunitario
I dico mirano esclusivamente a garantire all’europeo
che il suo giocattolo extracomunitario non gli venga tolto ,
almeno sin quando l’europeo non se ne sarà stufato .
Passato lo sfizio , addio extracomunitario e sue presunte garanzie !
E questa struttura perversa la definite “ garantista per l’extracomunitario ?”
Edited by Rick, 19 February 2007 - 12:32.