31/10/2006 BIMBA BIELORUSSA ADOTTATA IN PATRIA(AGENZIA GRT) - La piccola Vika, la bimba bielorussa che abbiamo sempre chiamato Maria e che è stata nascosta per quasi un mese dai genitori affidatari italiani, e' stata data in affidamento temporaneo alla famiglia in cui gia' vive suo fratello maggiore Sasha. Lo avrebbe chiesto la stessa bimba, secondo quanto dichiarato da Diego Perugini, legale dell'ambasciatore bielorusso in Italia, Aleksei Skripko.
MARIA RIMANE IN BIELORUSSA (1)
31/10/2006 ore 08:10 Sembra ormai chiuso il caso della piccola Maria dopo che il governo di Minsk ha affidato la bambina ad una nuova famiglia bielorussa che già hanno in adozione il fratello Sasha."L'affido della bambina alla famiglia del fratello è la migliore delle soluzioni- spiega Perugini, legale della Bielorussia- peraltro la bambina ha esspresso la volontà di stare con ilfratello e abbiamo dato corso a quetso desiderio".
MARIA RIMANE IN BIELORUSSA (2)
31/10/2006 ore 13:18 "Si è scelto di seguire la volontà della bambina". Lo ha detto l'avvocato Diego Perugini, legale dell'ambasciatore bielorusso, confermando la notizia che Maria è stata affidata a una famiglia bielorussa. "Da ieri è con la nuova famiglia -precisa il legale- Bisognerà valutare come risponderà rispetto a questo nuovo percorso. Sicuramente è meglio così che in un istituto. Andrà a scuola e frequenterà nuovi compagni". Il passo successivo potrebbe essere l'adozione.
Viktoria sarà accolta dalla famiglia che ospita il fratellino 13enne
Genova, bimba bielorussa solo in affido temporaneo
La precisazione del legale della repubblica orientale riaccende la speranza dei coniugi GiustoGenova, 31 ott. (Adnkronos) - Non svaniscono le speranze dei coniugi Giusto di poter adottare Viktoria, la piccola bielorussa tenuta nascosta quest'estate per impedirne il rimpatrio forzato. La decisione delle autorità di Minsk di affidare la bambina alla famiglia che gia' ospita il fratellino di 13 anni non comporta necessariamente l'adozione definitiva. ''Si tratta di un affidamento assolutamente temporaneo - precisa Diego Perugini, legale dell'ambasciata bielorussa in Italia. Era inconcepibile lasciare la bimba in un istituto a tempo indeterminato, mi sembra che sia stata fatta la scelta migliore''.
Dello stesso parere Alberto Figone, uno dei legali che assistono i Giusto. ''Non si può che valutare positivamente la decisione di ricongiungere i due bambini. Certo, altra cosa sarebbe stata un'adozione definitiva. Comunque, aspettiamo di saperne di più.''
Intanto continuano le polemiche sul ruolo esercitato dalle autorità italiane nella vicenda. ''Ci sono state gravi interferenze del ministero di Grazia e Giustizia nella decisione adottata dalla magistratura italiana che ha portato al rimpatrio di Viktoria- dichiara il deputato Egidio Pedrini - Io vorrei chiedere la ministro Mastella se quando guarda Masha, la sua figlia adottiva, si sente sereno''.
Intervistata la bambina bielorussa e nei coniugi Giusto si riaccende la speranza
"Non è vero che ho scelto di rimanere nel mio Paese. Vorrei partire subito"
Parla Vikha, la bimba bielorussa: "Voglio ritornare in Italia" ROMA - Parla Vikha (o Maria come è stata soprannominata in Italia), la bimba bielorussa contesa tra la coppia genovese e il governo di Minsk: "Voglio ritornare in Italia", dice al telefono con il giornalista del Secolo XIX Paolo Crecchi che l'ha chiamata per "Radio 19". Da alcuni giorni le autorità bielorusse l'hanno affidata alla famiglia Vasilevski che già ospita il fratellino Sasha di 13 anni.
Maria, hai scelto dove vuoi vivere?
"Italia", risponde quasi stupita della domanda.
Quando pensi di tornare?
"Non lo so. Vorrei adesso".
Vikha preferisce parlare in italiano al telefono. Il giornalista genovese le chiede se, in casa, ci sono i genitori e lei accetta di rispondere dopo aver precisato che sono fuori. Si mostra un tantino seccata per l'insistenza con cui il giornalista le porge le domande ma, alla fine, dice con voce serena e divertita. "E' la terza volta che mi telefoni". Poi scoppia a ridere.
E' il mio lavoro
"E allora: buon lavoro"
Verrai in Italia con tuo fratello Sasha?
Vikha prima risponde di "sì", poi comprende meglio la domanda e precisa: "No, non con Sasha".
Ma i gornali scrivono che tu hai scelto di stare in Bielorussia.
"E' una bugia. Io voglio tornare in Italia".
Era stato l'avvocato Diego Perugini, il legale italiano che cura a Genova gli interessi della Bielorussia, a dire che la bambina era contenta nella nuova famiglia adottiva: "Vikha ha espresso la volontà di stare insieme a Sasha - aveva detto - e abbiamo dato corso a questo desiderio".
Vikha però ha cambiato idea. Nell'intervista rilanciata ai microfoni di Radio 19, l'emittente radiofonica legata al Secolo XIX e rilanciata dal TG24 di SkyTv, la bambina è precisa: tra i coniugi Giusto di Cogoleto e i nuovi "genitori" Vasilevski di Zhodino, sembra non avere dubbi. "Voglio salutare Chiara", dice la bimba ricordando il nome della "mamma" affidataria italiana. "Io voglio bene a tutti lì in Italia. E' lì che voglio ritornare".
Di certo le parole di Vikha riaccenderanno la battaglia legale sull'affidamento della piccola. La decisione del governo di Minsk di scegliere i coniugi bielorussi come futuri genitori, sembrava aver spento per sempre i riflettori sul caso. Ma l'intervista alla bambina, la prima resa pubblica nonostante i vincoli che proteggono il contatto con i minori, ravviva la speranza di Chiara e Alessandro Giusto che non hanno mai abbandonato il sogno di riavere a casa la piccola Vikha.
L'emozione dei coniugi Giusto. "Sentire la voce di Vikha è stata una emozione fortissima. Abbiamo letto il giornale e poi l'abbiamo sentita nelle registrazioni trasmesse da radio e tv. Non ci siamo persi neppure una parola". E' stato questo il commento dei Giusto che non riescono a nascondere la loro gioia dopo aver sentito confermata dalla bimba, durante l'intervista telefonica, la sua volontà di tornare in Italia. "Una volontà - spiega Alessandro Giusto - che la piccola ha sempre espresso, da quattro anni almeno una volta alla settimana".
Sul futuro di Maria-Vikha, però, rimangono ancora molti punti interrogativi. La famiglia di Zhodino, intervistata dal Secolo XIX, chiarisce di non essere disposta a tenere la bimba. "Non sappiamo se il governo ci aiuterà finanziariamente - ha detto Sergej Vasilevski - Noi vogliamo bene ai bambini, ma ne abbiamo già due e lavoriamo. Insomma, preferiremmo che Vikha tornasse in Italia".
Da Cogoleto, intanto, i Giusto confermano di essere disposti ad adottare anche Sasha, il fratello di Maria. "Siamo pronti ad ospitarlo, ma bisogna fare molta attenzione alla rete di sentimenti del bambino: lui ha già una famiglia affidataria in Bielorussia e una in Italia. Bisognerebbe creare una rete di famiglie per rispettare i suoi sentimenti".
Dalla Bielorussia, comunque, non sono più arrivate notizie ufficiali circa la pratica di adozione che la famiglia Giusto ha avviato da tempo nei confronti di Vikha. "Non abbiamo sentito più nessuno - dice Alessandro Giusto - ma speriamo che questa intervista possa rappresentare un passo avanti importante. Ora tutti sanno che la bambina vuole tornare".
(La Repubblica - 1 novembre 2006)
Speriamo che in un modo o nell'altro tutto finisca bene.
Se è vera l'intervista, spero che i coniugi Giusto ottengano l'adozione.
La cosa che mi lascia perplesso è che tutta la storia nasce
da un possibile suicidio da parte della bambina,
poi una volta in patria la bambina non viene inviata all'orfanatrofio di Vileika e riceve cure adeguate, quindi l'ambasciatore bielorusso non ha mentito,
ma in un nuovo orfanatrofio dove i giornalisti possono, pare, accedere abbastanza liberamente sia per vedere e fotografare la bambina (articolo di sue settimane fa sul Corriere della Sera) ed ora una radio può fare l'intervista.
Ma non si parlava di lager?
Boh, qualcosa non mi quadra, ma comunque speriamo che la storia si concluda positivamente.