Domenica 31 luglio, ore 7.30, partenza per Odessa, in pulmino dalla stazione degli autobus che si trova in centro, a ridosso del confusionario mercato. Il caldo rimane soffocante ma almeno con il pulmino in corsa l’aria che proviene dai finestrini ci permette di respirare. Inutile dire che non riesco a trovare lo spazio sufficiente per le gambe e lo devo dividere con un uomo corpulento che proviene dalla Russia e che, assieme alla moglie, vuole andare al mare. Mi chiedo perplesso come sia possibile impiegare 5 ore per un percorso di 200 km e, come tutti i turisti sprovveduti, immagino che le strade siano in condizioni allucinanti e che dovrò affrontare dei disagi inimmaginabili!
Poi arriviamo al confine con la Transinistria ed inizio a capire quale sarà la mia sorte! Iniziamo scendendo dal pulmino per pagare tutti la tassa di transito, per poi arrivare a capire che un italiano, in quella situazione, è davvero una mosca bianca e una parte dell’attesa alle frontiere dipenderà proprio dall’ignaro italiano! Mantengo un profilo basso e cerco di parlare solo quando mi è indispensabile! Ma il mio documento mi tradisce miseramente! Anche se viene messo assieme a tutti gli altri mi ritrovo a dover scendere e dialogare con un poliziotto di frontiera (non so se moldavo o della transinistria) che, rinchiuso nel suo gabbiotto, riesce a spiccicare qualche parola d’inglese! Dopo avermi fatto le domande di rito che tutti conoscerete mi chiede se possiedo il certificato medico!!! Non mi lascio intimorire e prelevo dal mio portafoglio il tesserino sanitario europeo (da buon cittadino italiano avevo letto che era utile per l’assistenza sanitaria all’estero!!!!). L’aspetto simile a una carta di credito lo insospettisce e mi chiede se quello è il certificato medico. Candido come la neve, gli dico che non è il certificato ma che in Europa si viaggia con quello!!!!
Credo che si sia rigirato fra le mani la carta per almeno 5 minuti ma, non avendola mai vista, si è arreso e mi ha fatto andare via. Quando risalgo sul pulmino vedo le facce degli altri che mi guardano fra il divertito e l’annoiato e capisco che buona parte di quelle 5 ore saranno da addebitare alla mia “stranezza” in quel contesto. Il massimo lo raggiungo al confine con l’Ukraina! Come al solito mi fanno scendere e la domanda che mi pongono, a voce alta, è: Paruski speak english? Io che ero (e sono ancora oggi) un neofita della lingua russa, rispondo, sorridendo, prontamente: “Speak english?”! Vengo colto da una risata generale che coinvolge anche tutti gli occupanti del pulmino fino a che il mio “angelo salvatore” non scende e mi accompagna negli uffici al primo piano dove stanno aspettando solo noi! Lei risponde prontamente alle numerose domande che le pongono prima una ragazza e poi un ragazzo e, nella mia illusione di vivere in un mondo dove le persone possono liberamente circolare, riesco a capire solo una parola “namore” che mi fa sospettare che lei stia raccontando la nostra storia, violando tutte le più elementari regole a tutela della mia privacy!!!! Poi avverto un’altra parola a me familiare “Shevcenko” e allora capisco che sta dicendo ai doganieri che passerò da Kiev, prima di tornare in Italia, perché devo comprare la maglia della nazionale ucraina (con il nome del giocatore così conosciuto in tutto il mondo!!!!!) per il figlio di un mio amico, appassionato di quel giocatore. Dopo, usciti fuori all’aria “fresca” dell’ultimo giorno di luglio, in attesa dell’autista, Lei mi rivela che “namore” significa mare e che ha dovuto raccontare tutto riguardo al nostro itinerario ed al mio, quando lei ritornerà a casa ed io invece dovrò comprare la maglietta di calcio a Kiev! Quando l’autista arriva e mi vede e chiede alla mia compagna qualcosa, comprendo che si sta informando se mi hanno “rilasciato” e che possiamo ripartire!!!!!!
Poi verso le tredici, ora locale, arriviamo alla stazione degli autobus di Odessa ed allora mi rilasso un po’, ignaro di quello che mi sta capitando. Già l’attraversamento della città mi fa comprendere come lì le dimensioni siano più vicine all’enorme metropoli, piuttosto che a quelle della piccola capitale moldava. Poi arriviamo al namore e l’impatto è terrificante! La sorella del mio angelo è già lì e ci ha bloccato una camera (15 $ a notte) con uso del bagno(con doccia) e della cucina in comune! Carico all’inverosimile di bagagli, sogno il momento di potermi rilassare e mi introduco nella camera con una certa fretta perché Lei mi ha detto che non devo assolutamente parlare, visto che il prezzo potrebbe lievitare cospicuamente! Come vi ho già detto non sono certo un tipo danaroso e quindi sono pronto a tutto pur di risparmiare! Le trattative si prolungano ed io mi siedo in un angolo nascosto della camera per non farmi notare! Poi alla fine Lei ritorna in camera e noto che sul suo viso si è disegnata una smorfia di disgusto che non riesco a comprendere! Riesco a capire meglio quando mi fa notare che la “cucina” è un piccolo piano cottura (con annessa bombola del gas) ed un lavello minuscolo che dovremo utilizzare per lavarci i denti, il tutto mi ricorda vagamente una “cucina da campo” attrezzata nelle peggiori condizioni igieniche che uno possa immaginare! Poi lo sconforto si impadronisce di me quando decido di fare una doccia rigeneratrice! Il “bagno” consta di un water con una doccia volante appoggiata sullo sciacquone!!! Sulle condizioni igieniche sorvolerò ma la cosa più importante è l’assenza di spazio che il “bagno” fornisce. Per fare la doccia devo stare in piedi in una posizione che ricorda un cow boy a cavalcioni di un water! Non mi demoralizzo e lo utilizzo al massimo delle sue possibilità! Poi usciamo ...

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Le prime foto di Odessa..

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La stazione stile sovietico

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Le cipolle di una chiesa moderna
per prendere un pasto, visto che la fame si fa sentire, ma il mio angelo continua ad avere un’espressione funerea perché anche lei non si è mai trovata in condizioni simili a quelle! Il posto in cui andiamo a pranzare è un sanatorio ma io non ho ben capito cosa significa, ascolto attentamente le due sorelle che discutono animatamente e che intercalano la parola sanatorio nel loro dialogo sommesso! Lei mi dice, come al solito ormai, di sedermi fuori e di aspettarla e di stare sempre zitto (io accenno ad un “ancora…?”) ed io paziente attendo fino a che lei, questa volta sorridendo, mi fa cenno di seguirla! La mia prima impressione è quella di essere andato a mangiare in una mensa per i poveri ma poi scoprirò che è il metodo più economico per poter mangiare decentemente! Il cibo non è abbondante e nemmeno buono ma ha un che di familiare: mi ricorda le mense all’asilo, di quando ero bambino, e mi costringevano a mangiare quello che non mi piaceva! Poi ho imparato a mangiare di tutto e quindi non mi sono spaventato, soprattutto dell’assenza del “servizio ai tavoli”! Il mio umore si è rischiarato quando ho imparato il prezzo: circa un euro a testa!!!!!!!!!! Mangiare in silenzio per un italiano abituato a sghignazzare e ridere in compagnia, davanti ad un buon piatto di pasta, potrà risultare una cosa strana ma Lei mi ha detto, in tono sprezzante, che i moldavi maleducati parlano ad alta voce in pubblico ed ho scoperto che è la realtà!!!! Dopo, satolli, ci avviamo al mare, che è lì a due passi, ma appena scorgo il “mare di gente” che si sta incamminando nella stessa direzione, un brivido mi percorre la schiena!!! Dovete sapere che amo la montagna d’estate ed il mare d’inverno! La vista del Mar Nero come una brutta copia, sporca all’inverosimile, della riviera romagnola, ha avuto su di me l’effetto devastante di un tornado e dentro di me dicevo: “via dalla pazza folla!!!!”! Poi ci siamo sdraiati in un fazzoletto di spiaggia libero e che definire pulito è un eufemismo bello e buono! Dopo un po’ mi sono armato di coraggio ed ho deciso di tuffarmi nel mare per vedere se nuotando un po’ riuscivo a trovare un acqua un po’ più “chiara”!! Niente da fare l’ambiente riusciva a mettermi a disagio ed anche il mio angelo appariva scoraggiato! Poi il lampo di genio! Lei si ricorda di avere il numero di telefono di alcuni suoi parenti di Odessa che non ha mai visto e così decide di contattarli per vedere se riescono a darci una mano per trovare un posticino più decente di quello che ci aveva trovato la sorella!
Infatti il giorno dopo un uomo gentilissimo che abbiamo riconosciuto dalla macchina e dal numero di targa ci carica (con tutti i bagagli) e ci porta in un posto fuori città…….. ma questo farà parte della prossima puntata…….