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Guest Message by DevFuse
 

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Moldova: inima mea


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#1 Moldweb.eu

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  • 364 messaggi
  • Iscritto il: 29-luglio 05

Inviato 03 ottobre 2016 - 14:46

<p>Il primo agosto è iniziata la nostra avventura direzione Moldavia:per me prima esperienza di volontariato all’estero e prima volta in questo paese poco conosciuto.<br />Sono partita con tante aspettative, un po’ impaurita l’ho ammetto ma soprattutto curiosa di vedere con i miei occhi ciò che mi era stato raccontato da volontari che erano partiti le estati precedenti.<br />Sentivo di dover entrare con anima e corpo in un ambiente che mi potesse fornire una prospettiva senza filtri ne comodi punti d’osservazione sulla realtà. Al tempo stesso sapevo di avere un compito importante e di prestigio e speravo di rendermi davvero utile portando qualcosa di buono e concreto a dei <strong>ragazzi che hanno tanta voglia di rivalsa nei confronti della vita</strong>, con la consapevolezza che quando sarei tornata da questo viaggio sarei stata io quella a dover ringraziare.</p>
<p>Il programma prevedeva di trascorrere 3 giorni a <strong>Varvareuca</strong>, un paesino a poco più di 100 km di distanza dalla capitale e poi altri 3 giorni a Chisinau.<br />A Varvareuca abbiamo giocato con i bambini del doposcuola e siamo andati a trovare una famiglia le cui bambine sono state adottate a distanza. La seconda è stata un’esperienza sicuramente molto più forte: la casa dove vivevano era più simile ad una stalla che ad un’abitazione vera e propria, le bambine giocavano tra sporcizia,mosche e pulcini, sembrava di aver fatto un salto nel tempo e di trovarsi negli anni del dopo guerra in Italia.<br />Gli abbiamo portato alcuni vestiti e beni di prima necessità. Appena ce ne siamo andati ho notato che la loro vicina, una donna sola con 4 figli, ha subito raggiunto la madre delle bambine adottate per dividersi le cose che gli avevamo portato: un vero e proprio esempio di solidarietà , condividere il poco che si ha con le persone che si trovano nella nostra stessa posizione se non peggiore; mi ha fatto rifletter e mi sono chiesta se io avrei fatto lo stesso.<br />I bambini del doposcuola erano stupendi, vivaci, spensierati e solari proprio come ci si aspetta che siano dei bambini se non fosse che ognuno di loro portava sulle spalle un fardello pesantissimo, una situazione famigliare ed economica difficile ma che fortunatamente non gli ha rubato il sorriso.<br />Arrivati nella capitale con il fantastico maxitaxi, abbiamo subito fatto visita all’orfanotrofio Regina Pacis, il responsabile ci ha fatto visitare la struttura, ci ha spiegato come funziona e come si prendono cura dei ragazzi ospiti monitorandoli giornalmente dal punto di vista psicologico, fisico e sociale.</p>
<p>Le regole all’interno della struttura per i ragazzi che ci vivono sono:</p>
<p><em>Non si ruba</em><br /><em> Non si dicono le bugie</em><br /><em> Non si sniffa la colla</em></p>
<p>Ecco credo che queste regole diano un’idea ben chiara del passato difficile e delle problematiche dei ragazzi/bambini che ci vivono.<br />Tutte le mattine andavamo a lavorare in una mensa dei poveri sempre gestita dalla fondazione. Persone anziane e invalide arrivavano verso ora di pranzo per ritirare la loro porzione di cibo: chi solo per sé, chi anche per i famigliari a casa; la comunicazione era difficile poiché parlavano solo russo e un po’ di moldavo ma attraverso i gesti riuscivano a trasmetterci la loro gratitudine, seppure a noi sembrava di fare sempre troppo poco.<br />L’opera delle persone del luogo che lavorano per la <strong>Fondazione</strong> è enorme, sono le fondamenta della fondazione senza le quali tutto crollerebbe. Donano tutto se stessi per risolvere le problematiche sociali del loro paese che non vogliono abbandonare,sarebbe troppo facile. Sono nati in questo paese è vogliono che i loro figli e i loro nipoti abbiano un futuro migliore e che non debbano necessariamente abbandonare la propria Madre patria per avere un lavoro onesto e dignitoso.</p>
<p>La settimana è volata ed è già giunta l’ora di tornare in Italia, alla vita di sempre e alle comodità di sempre ma è difficile dimenticare chi guardandoti negli occhi ti chiede di ritornare.<br />Moldavia,inima mea, cuore mio perché un pezzo di cuore l’ho lasciato lì, a Varvareuca dai bambini del doposcuola, alle bambine adottate a distanza,a <strong>Chisinau</strong> dai vecchietti della mensa dei poveri e ai bambini dell’orfanotrofio; con l’augurio di potervi riabbracciare tutti molto presto e di ritrovarvi sempre con il grande sorriso che vi contraddistingue.</p>
<p><em>Alice Ferrarese</em></p>

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