Studiava gli asteroidi, 23 anni
per un concorso, e poi...
PIERO BIANUCCI
Giordano Cevolani (foto), già direttore dell’Area di Ricerca del CNR di Bologna, è tra i maggiori esperti di asteroidi e meteoriti. Nato l’11 gennaio 1945, si è laureato in fisica nel 1968, è autore di 200 pubblicazioni scientifiche, ha partecipato a progetti di ricerca in Antartide, ha vinto due premi assegnati dall’Accademia dei Lincei e la International Astronomical Union gli ha dedicato l’asteroide n. 6069.
In passato fu anche collaboratore di “Tuttoscienze” quando io ne ero responsabile, ma ora da otto anni Cevolani ha lasciato l’Italia e il CNR e vive a Bender (Tighina in rumeno) in Transnistria, piccola repubblica che le carte geografiche neppure registrano, nata per secessione dalla Repubblica Moldova.
Il lavoro scientifico di Cevolani ha a che vedere con il cielo, e quindi con questa rubrica, ma ha anche a che vedere con la nostra vita, perché tramite le meteoriti e gli asteroidi che Cevolani studia il cielo tocca la Terra più o meno brutalmente. Non è però scientifico il tema che sto per trattare. Il tema è una sconcertante vicenda burocratico-amministrativa di cui Cevolani è involontario protagonista, e con lui molti altri ricercatori di questo sfortunato paese. Lascio direttamente la parola a Cevolani, che così racconta la sua storia:
“Nel 2004, il Consiglio Nazionale delle Ricerche metteva a bando 475 posti, ripartendoli in 62 Aree Scientifiche e nominando altrettante commissioni esaminatrici. Al concorso poteva partecipare il personale a tempo indeterminato in servizio al 31 dicembre 2001. Il concorso per titoli, ai sensi dell’art. 64 c. 1 lett. b) del CCNL 1998-2001, per complessivi 162 posti per il profilo professionale di Dirigente di Ricerca – I livello, attribuiva n.16 posti all’Area disciplinare “Scienze della Terra ”.
In breve, questo l’iter del concorso.
- Il provvedimento con la prima graduatoria dei vincitori in questa area scientifica, redatto dalla commissione nominata nell’estate del 2004, è uscito dopo 2 anni, il 22/6/2006.
- Il Consiglio di Stato con sentenza n.2392 del 2012 accogliendo il ricorso di un candidato risultato non idoneo al concorso, ordina la ripetizione dell’intera procedura, ‘previa la predisposizione di criteri selettivi che diano conto e rendano intellegibile il percorso logico seguito dall’organo tecnico nell’attribuzione dei punteggi ai candidati’.
- Nel settembre 2012 viene nominata la nuova commissione esaminatrice che dopo poco più di 10 mesi (esattamente il 25/07/2013) emana una seconda graduatoria di vincitori. Il concorso si è così esaurito dopo 9 anni, ma in pratica la sua durata è maggiore, se si considerano i 2 anni di lungaggini intercorsi nella formazione delle commissioni. Infatti il CCNL 1998-2001 per gli Enti di Ricerca era stato sottoscritto il 2/febbraio/2002 dando il via ai concorsi interni per i ricercatori in attesa di un avanzamento di carriera da 12 anni a causa dei continui blocchi delle finanziarie, al punto da essere definiti dallo stesso CCNL, ricercatori in ‘anomala permanenza’.
- A conclusione dell’iter che ha nominato i nuovi dirigenti nell’area Scienze della Terra sono passati 23 anni di frustrante attesa!
Tutto finito dunque. Nemmeno per sogno! La graduatoria definitiva dei vincitori include 6 nuovi vincitori, che subentrano ad altrettanti vincitori nella prima graduatoria, 5 dei quali non risultano nemmeno idonei. La giusta soddisfazione delle new entry ha breve durata perché ben presto si evince che nel provvedimento di nomina ai vincitori ‘viene attribuito o confermato il profilo professionale di dirigente di Ricerca – I livello, con gli effetti giuridici ed economici a far data 31 dicembre 2001 qualora in servizio alla data del presente provvedimento’. Un particolare non da poco, perché i 6 nuovi vincitori, tra cui chi scrive, non risultano più in servizio, Nel frattempo infatti, nelle more di un concorso conclusosi dopo tempi biblici, questi nuovi vincitori sono andati ‘malauguratamente’ in pensione e uno di questi è addirittura deceduto.
Allo stupore iniziale, subentrano la rabbia e l’indignazione verso chi si fa gioco delle regole e verso chi permette che ciò accada. Basta un semplice dato per far comprendere come hanno operato le due commissioni esaminatrici: i candidati idonei n.22. e 24 del primo concorso esclusi dalla graduatoria dei vincitori, entrano nella graduatoria dei vincitori del secondo concorso al primo e al terzo posto, avanzando di ben 21 posizioni.
E non si punta solo l’indice contro le clamorose illegittimità delle frettolose commissioni di concorso che hanno negato a molti candidati il giusto riconoscimento dei risultati conseguiti in 30 e più anni di attività svolta anche con importanti incarichi, ma pure - e questo appare ancor più inquietante e desolante -, contro le modalità e i criteri tutt’altro che trasparenti ed equi con cui il CNR stesso valuta la propria comunità scientifica.”
Paradosso finale: i vincitori nella precedente graduatoria non confermati in quella definitiva del 25 luglio 2013, qualora già in pensione, conservano in pieno il trattamento da dirigenti di ricerca in quanto, fino al pensionamento, hanno svolto tali mansioni loro affidate dall’Ente. La loro pensione – di tipo retributivo in quanto si basa sugli ultimi stipendi percepiti, che sono appunto quelli di dirigente di ricerca, viene conservata “in toto” a prescindere dai risultati del secondo concorso. “Per alcuni vincitori – commenta Cevolani dalla sua repubblica di Transnistria – la pensione è una sciagura, per altri una sicurezza.”
Ora si capirà l’ironica amarezza di quanto Cevolani mi scriveva ieri in una sua e-mail: “Abito a ridosso del fiume Nistro (Dnestr in bielorusso, n.d.r.) nei pressi del porto fondato dai genovesi nel XV secolo. La vita qui è molto semplice e tranquilla: aria pulita e clima continentale ma reso mite dalla vicinanza del Mar Nero. Terra nera (chernozem) del tipo pedologico più ricco e poche tasse. Ho una dacia con giardino e orto in pieno centro città. Collaboro con la rivista IL PONTE della Camera di Commercio italo-moldava a Chisinau, come ambientalista e storico (ti allego per curiosità l’ultimo numero con un articolo sui Sarmati alleati di Roma, e Gli asteroidi scoprono la bellezza della Moldavia, pp.18 e 24)”.
Così trattiamo la ricerca scientifica in Italia. E c’è chi va a Roma per gridare in piazza la sua solidarietà a un evasore fiscale che deve rispondere anche di prostituzione di minorenni, concussione e compravendita di senatori.
Известный итальянский астроном оставил родину для того, чтобы жить в Приднестровье
Италия – Бендеры, Август 05 (Новый Регион, Сергей Вулпе) – Бывший директор Научно-исследовательского центра в Болонье (Италия), один из ведущих специалистов Италии по астероидам и метеоритам Джордано Чеволани покинул свою родину и живёт в приднестровском городе Бендеры, передаёт «Новый Регион».
Как сообщает итальянское издание La Stampa, 68-летний учёный является автором 200 научных публикаций, принимал участие в научно-исследовательских проектах в Антарктике, имеет награды от Национальной академии де Линчеи и Международного астрономического союза за изучение астероида № 6069.
Из-за бюрократических проблем с властями Италии, 8 лет назад Джордано Чеволани покинул Научно-исследовательский центр и Италию и сейчас живёт в городе Бендеры в Приднестровье. Как уточняет La Stampa, «в маленькой республике, рождённой после отделения от Республики Молдова».
«Я живу на берегу реки Днестр, недалеко от порта, основанного генуэзцами в XV веке. Жизнь здесь очень простая и спокойная: чистый воздух, континентальный климат, но мягкий из-за близости Чёрного моря. У меня есть дача с садом и огородом в центре города», – пишет астроном своим итальянским друзьям. Джордано Чеволани отмечает, что «астероиды помогают ему открывать красоту этой страны».
NR2.ru: http://www.nr2.ru/pmr/452791.html
Messaggio modificato da Rick il 07 agosto 2013 - 23:01






















