Ho espresso la mia opinione gia' altre volte, anche in altre sedi, anche se mi sto affacciando solo ora su questo mondo della viticoltura moldava.
160 sono le aziende che producono uva, ma solo una sessantina vinificano. E' complesso parlarne su un forum come questo, gli argomenti sono tanti e spesso vengono snaturati dagli interventi che portano su altre strade, alcune di queste riflessioni sono state riportate in un articolo che prossimamente verra' riportato sulla rivista della Camera di Commercio, il Ponte.
L'embargo russo sui vini moldavi, seppure non supportati da una prassi lineare, induce ad alcune attente riflessioni.
Da tempo sostengo il vino moldavo e le sue potenzialita', non per convincere le autorita' russe, ma i moldavi stessi.
Esiste in questo paese un paradosso: la Moldova e' l'unico paese vitivinicolo al mondo dove i consumi maggiori sono dovuti ad altre bevande alcoliche. E' questo dovrebbe gia' far riflettere.
La Moldova ha un eccellente potenziale climatico e geografico adatto alla coltivazione della vite: qui c’è la possibilità di produrre molto e di farlo bene (purtroppo si approfitta raramente di entrambe le chances).
Allo stato attuale, il settore vitivinicolo moldavo presenta alcuni punti di debolezza, in parte dovuti ad una serie di cause fra le quali possiamo citare le infrastrutture, non abbastanza sviluppate, la mancanza di cospicui investimenti, la ristrutturazione della produzione, con un uso sempre maggiore di tecnologie moderne e di nuovi impianti, la mancata nascita di piccole aziende vitivinicole.
E non ultima la competitivita' commerciale, soprattutto a livello qualita'/prezzo.
Il vino deve esprimere anche un gioco di squadra ed il lavoro che attende il mondo vitivinicolo moldavo, non e' solo quello in vigna o in cantina, fatto di formazione e professionalita', ma anche quello di far parte di una squadra. Formazione, ricerca e gioco di squadra. Punti di partenza non sostituibili, per una vera rinascita del settore.
Messaggio modificato da CarloP il 23 settembre 2013 - 14:40