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[LE RAGIONI DEL VIAGGIO] Il paradosso di un paese vitivinicolo, tra pergole e perestrojka.


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#1 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 12 aprile 2013 - 14:40

Il paradosso di un paese vitivinicolo, tra pergole e perestrojka


di Olga Cebanica
(traduzione di Olga Jibciuc, libero adattamento di Carlo Policano)


Moldova, un paese a vocazione vitivinicola, o perlomeno che crede di esserlo.
Da tempo mi chiedo come mai i consumatori preferiscono al vino altre bevande alcoliche. E cosi', tra i giovani, si beve piu' birra, vodka ed altre bevande alcoliche, anche se l'effetto non e' affatto paragonabile allo stato d'animo che ti da' “l'elisir della vita”, il vino. Un'interessante studio, “Alcool ed Abuso di Alcool nella Repubblica della Moldova”, di qualche anno fa, ne mostrava il divario, a netto vantaggio delle bevande non legate alla tradizione del paese. Un piccolo aiuto al consumo del vino deriva dalle tradizioni: matrimoni, battesimi, feste, in un modo o nell'altro prevedono obbligatoriamente il consumo di questa bevanda.
Il paradosso, comunque, e' che pretendiamo di vivere in un paese vitivinicolo, tra tradizione e tecnologia, dove ogni bicchiere, bottiglia, barile di vino nasconde un’affascinante e distinta evoluzione, mentre la maggior parte delle persone non sa assolutamente nulla di questo prodotto. Se osservi le persone, le vedi aggirarsi tra gli scaffali dei negozi, ricolmi di bottiglie di vino, in modo assente, indeterminato e molto superficiale. Il motivo è semplice: manca completamente la cultura del consumo del vino di qualità. Qui il consumatore medio sceglie ciò che è più alcolico, più economico, più veloce da consumare, o al limite, qualcosa di molto costoso per eventi speciali.
Un tempo le pergole erano, nelle campagne come nei cortili urbani, parte del paesaggio moldavo, come lo sono tuttora. Per decenni abbiamo piantato ettari di vigneti di bassa qualità, abbiamo progettato l'industria del vino secondo piani quinquennali, abbiamo iniziato a produrre di più e qualitativamente male. Poi la Perestrojka ha condannato gli sforzi ed alla fine abbiamo distrutto ciò che abbiamo cresciuto per decenni. Lo stesso discorso riguarda la cultura del consumo: il vino è stato servito senza alcun principio, indipendentemente dal contesto, dalla qualità, dall'abbinamento, concepito dalla società come una bevanda rilassante, una forza che ti introduce in un certo “stato”.
In questi ultimi anni, attraverso campagne pubblicitarie aggressive, sono state promosse molte bevande alcoliche, che hanno costituito un'ulteriore problema per l'intero settore vitivinicolo.
Le aziende vinicole moldave hanno dimenticato che vivono in un'epoca in cui il marchio si vende ad un prezzo più alto rispetto al valore reale del prodotto: con la mancanza di promozione mancano i clienti fedeli, e dunque, i profitti attesi.
La cultura del consumo e del godimento del vino proviene dalla famiglia, dalle tradizioni e non solo. Forse la cultura è qualcosa troppo grande per noi, a diffrenza dei francesi o degl'italiani. La cultura è qualcosa che si forma nel corso dei secoli. Nel nostro caso manca un'istruzione elementare.
Per quanto riguarda il livello di conoscenza del vino, questo viene determinato dagli "educatori", dalle associazioni pubbliche e private, specializzate nella promozione del vino, da negozi come le enoteche ed anche dalla promozione turistica delle zone o cantine vinicole che, attraverso visite guidate, contribuiscono alla crescita del settore.
Riusciremo, cosi', a capire alcuni aspetti del consumo di questa bevanda, il contesto, gli abbinamenti, vino bianco o rosso, il prezzo, la qualità e molto altro ancora.
Personalmente ho sempre preferito il vino, anche per gli aspetti salutistici illustrati da lavori scientifici riconosciuti a livello internazionale.
Le associazioni professionali possono rompere certi preconcetti, sia tra i consumatori che tra i produttori.
E' necessario rimodellare una nuova idea di consumo del vino.
Gli eventi culturali, le manifestazioni di settore, devono colmare, per i produttori, responsabili di marketing e vendite, quel vuoto enorme per fornire una valida piattaforma di promozione e rilancio dei loro prodotti.
In conclusione, vorrei ricordare che c'e' ancora molto da imparare e molta strada da percorrere. In assenza di persone qualificate e specializzate nella formazione e nella cultura enoica, continueremo ad avere problemi con fenomeni come l’abuso di alcool, con i suoi effetti negativi, dalla violenza ai problemi di salute, alla criminalità, ad un modo di vita squilibrato. Dobbiamo essere sufficientemente coerenti nelle azioni che devono intraprendere associazioni pubbliche, produttori locali e istituzioni competenti. Altrimenti rimarremo alla mentalità di un altro tempo, “Moldova, il paese di Dionysos ", con vino di scarsa qualità e vendite record di vodka o di birra.
"In Vino Veritas"

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