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[LE RAGIONI DEL VIAGGIO] Il gioco di squadra
#1
Posted 17 March 2013 - 01:18
allo stato attuale, alcuni punti di debolezza.
Ne abbiamo citati alcuni in precedenza,
riferendoli a cause come le infrastrutture,
gli investimenti, la produzione, le tecnologie,
gli impianti, la mancata nascita di piccole
aziende vitivinicole.
Ma ci sono altri aspetti che vorrei sottolineare, altrettanto fondamentali.
Primo fra tutti, il vino deve esprimere un messaggio autentico.
Ed il messaggio si chiama formazione, educazione, insegnamento
e rispetto delle regole, comunicazione.
In seconda battuta, il vino deve esprimere un gioco di squadra,
unito all'orgoglio e al sentimento di appartenenza.
Non si deve delegare a qualcuno il piacere di essere il primo
della classe, ma essere fieri di formare un'unica grande squadra.
Il lavoro che attende il mondo vitivinicolo moldavo,
non e' solo quello in vigna o in cantina, fatto di professionalita',
ma anche quello di aver onore e fierezza di far parte di una squadra
che ha, nella lealta' e nella deontologia professionale, le uniche regole.
Formazione e gioco di squadra.
Punti di partenza per una vera rinascita del settore.
Leggi tutto...
#2
Posted 17 March 2013 - 10:40
Il vino moldavo per essere diffuso
ha bisogno di immagine
La stragrande magioranza dei consumatori mondiali
quando compra una bottiglia di vino
compra non solo il contenuto
ma anche se non soprattutto
un' idea
un idea del paese , della regione , del popolo , della cultra , della storia
che i luoghi di produzione proiettano sul prodotto vinicolo
Non a caso
sono questi importanti elementi
non solo di marketing
ma anche fondamentali riscontri dell'ambiente produttivo
Una bottiglia di vino deve avere una storia
deve avere un suo perché
una sua anima
senza
sarà per la maggior parte dei consumatori
poco più che un tavernello imbottigliato
Edited by Rick, 17 March 2013 - 10:45.
#3
Posted 17 March 2013 - 13:57
IMMAGINE
Il vino moldavo per essere diffuso
ha bisogno di immagine
...
senza
sarà per la maggior parte dei consumatori
poco più che un tavernello imbottigliato
Chi lo avrebbe mai detto!? Quasi una lectio magistralis sul marketing del vino ![]()
Peccato che alla fine hai messo il piede su una buccia di banana, il futuro del vino porta anche il nome "bag in box" ![]()
Edited by Lulula, 17 March 2013 - 13:58.
#4
Posted 17 March 2013 - 14:53
IMMAGINE
Il vino ...
La stragrande magioranza dei consumatori mondiali
quando compra una bottiglia di vino
compra non solo il contenuto
ma anche se non soprattutto
un' idea
Sono daccordo. Le varianti sono tante, molte delle quali le hai citate.
Peccato che alla fine hai messo il piede su una buccia di banana, il futuro del vino porta anche il nome "bag in box"
Non so se sia Rick ad essere cascato sulla buccia di banane.
Il futuro potra' portare anche a quello che dici tu, ma su prodotti a basso contenuto qualitativo. Su quelli di fascia superiore la vedo dura.
#5
Posted 17 March 2013 - 15:12
Puoi sempre informarti sugli orientamenti dei consumatori, nel mondo e non solo in Italia.
#6
Posted 17 March 2013 - 15:30
Puoi sempre informarti sugli orientamenti dei consumatori, nel mondo e non solo in Italia.
Credo si saperne abbastanza, un mio amico ligure li esporta ... negli Stati Uniti.
Ma piuttosto conosci il continuo fermento del mondo enoico ?
#7
Posted 17 March 2013 - 15:49
Non si deve delegare a qualcuno il piacere di essere il primo
della classe, ma essere fieri di formare un'unica grande squadra.
Il lavoro che attende il mondo vitivinicolo moldavo,
non e' solo quello in vigna o in cantina, fatto di professionalita',
ma anche quello di aver onore e fierezza di far parte di una squadra
che ha, nella lealta' e nella deontologia professionale, le uniche regole.
Formazione e gioco di squadra.
Punti di partenza per una vera rinascita del settore.
Leggi tutto...
Ti ho espresso qualche giorno fa il mio piccolo parere. Tu sei la persona giusta per competenze e passione per cimentarti in un'operazione di promozione e rilancio del settore, mettendo a disposizione e a frutto un'esperienza pluridecennale nel campo (volevo azzardare , esperienza quasi secolare, ma rischierei sulla mia pelle). Penso anch'io che questo sia l'approccio giusto per apportare nuove idee e farsi anche promotore di una piccola rivoluzione nel settore vitivinicolo.
Quello che infatti vedo nel mio piccolo è che in questa regione ci sono troppi solisti con una mentalità di tipo pseudofeudale, conservatrice e diffidente verso la novità, e per meglio dire verso l'innovazione e il trasferimento tecnologico, ancora lontani da ogni consociativismo virtuoso al cui interno i moltissimi soggetti operanti nel settore di cui si parla si potrebbero confrontare avendo ruoli rappresentativi.
E l'innovazione si fa puntando sulla formazione di nuove leve, che hanno maturato anche esperienze esterne, che hanno motivazioni giuste e che vogliono rischiare.
Solamente rompendo questo muro di pregiudizi e diffidenze, si può passare alla fase del rilancio di un prodotto che costituisce la vera bandiera del paese. In riferimento alla 'guida del vino' che, tu inter pares, hai in progetto di realizzare e che fa da supporto a questa operazione di rilancio, si tratta di far capire che dietro ad un marchio e un'etichetta, c'è non solo, come ben dice Rick, un'idea del paese, ma anche la sua anima che esce dalla tradizione, storia e cultura di un popolo che ha nel clima, nella terra e nell'acqua i suoi alleati piu' preziosi.
#8
Posted 17 March 2013 - 15:50
Credo si saperne abbastanza, un mio amico ligure li esporta ... negli Stati Uniti.
Ma piuttosto conosci il continuo fermento del mondo enoico ?
Cosa significa "conoscere il continuo fermento"?
Fermentazione del vino?
Del successo dello stelvin in tutto il mondo?
O del trend di crescita del bag in box?
Mi pare che l'intervento di Sandokan, al quale io ho risposto, fosse finalizzato a sottolineare l'importanza della comunicazione, e di conseguenza dell'immagine del prodotto. Tutto perfetto, stonava solo la conclusione.
Edited by Lulula, 17 March 2013 - 15:53.
#9
Posted 17 March 2013 - 16:20
Cosa significa "conoscere il continuo fermento"?
Fermentazione del vino?
Del successo dello stelvin in tutto il mondo?
O del trend di crescita del bag in box?
Mi pare che l'intervento di Sandokan, al quale io ho risposto,
fosse finalizzato a sottolineare l'importanza della comunicazione,
e di conseguenza dell'immagine del prodotto. Tutto perfetto, stonava solo la conclusione.
Sandokan si chiama Rick.
E' come se io ti chiamassi Kiu Kiu.
E' la stessa ironia che mi era parsa di capire con la tua battuta
finale sul bag in box, che mal si coniugava con il discorso che io
e Rick stavamo intrattenendo.
Edited by CarloP, 17 March 2013 - 16:22.
#10
Posted 17 March 2013 - 16:42
Ti ho espresso qualche giorno fa il mio piccolo parere.
... hai in progetto di realizzare ... questa operazione di rilancio ...di un'idea del paese, ma anche la sua anima che esce dalla tradizione, storia e cultura di un popolo che ha nel clima, nella terra e nell'acqua i suoi alleati piu' preziosi.
Ci proviamo, con molta convinzione questa volta.
E la squadra, il team che sono riuscito a mettere insieme ....
e' una bella realta' ed "una vera sorpresa" ...
#11
Posted 17 March 2013 - 16:53
Tutto perfetto, stonava solo la conclusione.
se qualcuno mai riuscirà a costruire
un'immagine di successo partendo dal Brick
beh
quello sarà il mago incontrastato del marketing ![]()
#12
Posted 17 March 2013 - 18:49
se qualcuno mai riuscirà a costruire
un'immagine di successo partendo dal Brick
beh
quello sarà il mago incontrastato del marketing
Eh proprio vero Rick, perlomeno parlando di vini e di brick.
Pensando però a questa tua considerazione mi veniva in mente, con le dovute (ovvie) differenze
quanto fatto dagli austriaci della Red Bull
che si inventarono le sleek cans
quelle lattine sottili/slanciate
e con un particolare design ed un logo d'effetto
cui il grande Mateschiz deve buona parte del suo successo.
#13
Posted 17 March 2013 - 19:43
E......
non a caso è tutta IMMAGINE
che curano in modo maniacale
paradossalmente assai + del loro prodotto
sotto molti aspetti discutibile
sostanzialmente poco innovativo
se non nel modo di venderlo
#14
Posted 17 March 2013 - 19:51
Tornando al vino
qualcun'altro ci aveva provato
chi se la ricoda questa ?

#15
Posted 17 March 2013 - 20:45
Tornando al vino
qualcun'altro ci aveva provatochi se la ricoda questa ?
Quello del Lambrusco.
Mi sembra che c'era una pubblicita' con VILLENEUVE o mi sbaglio ?
Edited by CarloP, 17 March 2013 - 20:47.
#16
Posted 18 March 2013 - 00:05
Sandokan si chiama Rick.
Molto utile questa precisazione... soprattutto per glissare su quello che ti avevo chiesto.
#17
Posted 18 March 2013 - 00:44
se qualcuno mai riuscirà a costruire
un'immagine di successo partendo dal Brick
beh
quello sarà il mago incontrastato del marketing
Mi pare che Brick, Stelvin e Bag in Box si siano guadagnati quote di mercato sempre più consistenti, in tutto il mondo ed in particolare in alcuni paesi.
Pure il pregiatissimo amarone, già alcuni anni fa, venne distribuito (e venduto in un batter d'occhio!) in Germania nei bag in box, suscitando l'indignazione dei conservatori più convinti.
Queste cose gli "esperti" le conoscono benissimo!
Altrettanto bene sanno quanto possano pesare i costi della comunicazione nella formulazione del pricing.
Nel contempo sono ancora molti i presunti esperti che barcollano nel buio con scarsa cognizione di causa.
#18
Posted 18 March 2013 - 02:05
E......
non a caso è tutta IMMAGINE
che curano in modo maniacale
paradossalmente assai + del loro prodotto
sotto molti aspetti discutibile
sostanzialmente poco innovativo
se non nel modo di venderlo
Perché "paradossalmente"?
Purtroppo la cosa più paradossale è la cultura dei consumatori, sei d'accordo?
Anche noi siamo figli di questa cultura... ti è mai capitato di entrare in un supermercato per acquistare una confezione di biscotti? Quale peso ha il packaging, e tutta la comunicazione sopra riportata, nella scelta di un prodotto? La qualità dei biscotti contenuti viene dopo.
Per ritornare ai vini, hai mai provato a servire ai tuoi ospiti il vino in caraffa o nel decanter, senza mostrare loro il contenitore originale?
Prova e poi dimmi qual'è la percentuale di persone che ha saputo dirti di quale vino si trattava. Provaci e ti divertirai, soprattutto con gli "esperti" ![]()
Ed ora immagina quel che succede con la stragrande maggioranza dei consumatori "non esperti" ![]()
#19
Posted 18 March 2013 - 12:33
Molto utile questa precisazione... soprattutto per glissare su quello che ti avevo chiesto.
Vedi non sempre hai voglia di impegnarti in discussioni off topic. Ma vedo che ti sei impegnato altrettanto, nella cosa. ![]()
Ma poi ero su Wikipedia a studiare tutti i termini della discussione. Prima di parlare
devi documentarti o no ???
![]()
Pure il pregiatissimo amarone, già alcuni anni fa, venne distribuito (e venduto in un batter d'occhio!) in Germania nei bag in box, suscitando l'indignazione dei conservatori più convinti.
Perche' conservatori ? Successo ??? ... presso consumatori di coca cola (o amarone, per loro, e' la stessa cosa). ![]()
Nel contempo sono ancora molti i presunti esperti che barcollano nel buio con scarsa cognizione di causa.
Se paragonati al numero dei consumatori sicuramente, ma credimi ce ne sono tanti, soprattutto in Italia. ![]()
Purtroppo la cosa più paradossale è la cultura dei consumatori, sei d'accordo?
Anche noi siamo figli di questa cultura...Per ritornare ai vini, hai mai provato a servire ai tuoi ospiti il vino in caraffa o nel decanter, senza mostrare loro il contenitore originale?
Prova e poi dimmi qual'è la percentuale di persone che ha saputo dirti di quale vino si trattava. Provaci e ti divertirai, soprattutto con gli "esperti"
Hai presente la cosa ? O il numero di persone capaci di fare quello che scrivi ? Io dico che nel mondo ce ne saranno, ad esagerare, tanti quanto sono le dita delle mani. Per gustare un vino bisogna rientrare nella percentuale ??
Ed ora immagina quel che succede con la stragrande maggioranza dei consumatori "non esperti"
Un disastro ... Abbiamo solo parlato di Brick, Stelvin e Bag in Box.
Non mettiamoci a discutere di "tappi" ... ![]()
#20
Posted 18 March 2013 - 14:50
Degustazioni: il vino in cartone
dI Antonio Tomacelli

Le altrimenti adorabili Prove di assaggio di Carmelita Cianci non contemplano il vino,
“è tempo di porre rimedio all’insostenibile situazione” mi ha detto il capo. Detto, fatto. Ma devo prepararvi al peggio, ho deciso di dare il via alle degustazioni settimanali con
i vini da tavola in Tetra Brick, prodotti industriali i cui mosti provengono dalle cantine
di tutta Italia, tranne che per l’outsider del gruppo, prodotto in Puglia. Semplificando, protagonisti di questa prima degustazione sono il Tavernello e gli altri vini in cartone.
I CONTENDENTI
- TAVERNELLO
- CASTELLINO
- SAN CRISPINO
- RUBESTRO
I CRITERI
- Vista (colore, limpidezza, consistenza)
- Olfatto
- Gusto
A differenza di quello in vetro, il vino in Tetra Brick prima o poi scade (un anno circa), per cui prima di comprarlo fate attenzione alle date. Ho adeguato il punteggio finale alla categoria dei vini provati, in altre parole: se infilassi il Tavernello in un test sui Verdicchio mediamente buoni, il nostro campione ne uscirebbe con le ossa rotta o molto vicino a un Non Classificato. Non è quindi un punteggio assoluto. Ancora una cosa prima di passare al verdetto: non tutti i vini senza bottiglia sono da evitare. L’Italia è un Paese con più cantine che tacchi di scarpa per cui seguite il consiglio e scoprirete cose nuove evitando di passare per enosnob.

IL VERDETTO

Produttore: Grifo Società agricola – Ruvo di Puglia
Vista: paglierino scarico, limpido.
Olfatto: zolfo un tanto al kilo (sai che mal di testa) con in più una curiosa puzza di straccio bagnato.
Gusto: in bocca è sgradevole, acidulo, sa poco di vino. Forti le note vegetali, segno di una maturazione delle uve non perfetta. Finale corto e di nessuna persistenza.
Gradi alcolici: 11,5% vol.
Prezzo: euro 1,09
Note finali: spiace dirlo, ma il vino pugliese delude su tutti i fronti. Da una piccola cantina mi sarei aspettato più attenzione alla qualità.
Etichetta: oltre alla corretta dicitura “Prodotto in Italia” ci sono info laterali sui metodi di produzione (lavorazione a freddo) e gli abbinamenti, espresione resa con il francesissimo “mariage”. Lasciamo perdere.
VOTO: n.c.

Produttore: CAVIRO s.c.a. – Forlì
Vista: giallo paglierino, appena più carico del precedente. Limpido ma scorre via dal vetro troppo facilmente.
Olfatto: i soliti solfiti e un accenno di alcol pungente, poi un vago profumo di pera che lascia qualche speranza.
Gusto: in bocca è poco presente e l’attacco è leggermente amarognolo. Sul palato si avverte un’acidità agrumata esagerata seguita da un profluvio di alcol.
Gradi alcolici: 11% Vol.
Prezzo: euro 1,45
Note finali: è il più venduto in italia, ma anche Gigi d’Alessio mi dicono venda. Guarda caso, dei due non me ne piace uno.
Etichetta: Se siete adepti del blablaismo, passerete una piacevole serata leggendo le milionate di certificazioni e tutte le cose belle che Tavernello per l’ambiente fa. Resta un mistero come facciano a certificare la filiera di produzione con 33.000 soci (trentatremila!) .
VOTO: 5 e mezzo. Mezzopunto è per il coraggio.
Produttore: G.C. soc. coop. agr. – Forlì
Vista: giallo paglierino scarico. Buon segno: si aggrappa tenacemente sul vetro.
Olfatto: zolfo appena accennato e profumi di pera e banana che, finalmente, escono netti e puliti.
Gusto: mi sarei aspettato di più ma tutto sommato è piacevole. Attacco amarognolo, secco e agrumato; persistenza sul palato pressoché nulla.
Gradi alcolici: 10,5% vol.
Prezzo: euro 1,37
Note finali: si sale di livello (poco per la verità) e appare qualche timido segnale di vita. Leggeri i profumi di pera e banana del Trebbiano, ma è già qualcosa.
Etichetta: oltre alle solite note di abbinamento, compare un curioso riferimento alla fermentazione definita “spontanea”. Che io sappia, in questi casi la fermentazione è pesantemente indotta con starter e lieviti selezionati aggiunti. Potrei sbagliarmi ma se qualcuno ne sa di più si faccia vivo, per ora lasciamo le fermentazioni spontanee ai vini naturali.
VOTO: 6 tondo tondo.

Produttore: C.R.V. SCA – Forlì
Vista: ancora un paglierino scarico ma con buona consistenza sul bicchiere dovuta alla ricchezza di glicerina.
Olfatto: leggermente dolce e con profumi netti di pera e frutti tropicali. Miracolo: lo zolfo è appena percettibile.
Gusto: piacevole, anche se poco presente sul palato, è un vino a suo modo elegante, che ripete la nota dolce anche in bocca. Tutto sommato equilibrato e senza gli spigoli degli altri contendenti (alcol, acidità).
Grado alcolico: 11% vol.
Prezzo: euro 1,65
Note finali: proprio quando pensi di fermare il mondo e scendere più rapidamente che puoi, la vita ti torna a sorridere. Sto per dirlo: il Castellino vale i soldi che costa.
Etichetta: “Elegante come i profumi di primavera”: perchè, cosa vi ha fatto l’autunno? Sul sito dichiarano la presenza di vitigni aromatici del nord Italia. Da qualche anno il Castellino fa parte della galassia Caviro, gli stessi del Tavernello, insomma.
VOTO: 7,5 e li merita tutti.

COSE IMPARATE DA QUESTA PROVA D’ASSAGGIO
Mi è stata promessa una verticale di Sassicaia più contanti in monete di piccolo taglio, questo è il solo motivo per cui ho accettato di svolgere il test. Comunque a una conclusione sono arrivato: non ci crederete ma con 1 euro al litro si può bere bene. Sto parlando dell’acqua minerale, ovviamente.

Edited by CarloP, 18 March 2013 - 17:42.




















