in quella che definisco l'anima di questa nazione: i villaggi, i paesi sparsi
un po' ovunque ...
Quasi assenti i rumori della grande citta', una tranquillita' quasi assoluta.
Percorrendo gli interminabili stradoni ho potuto notare quella che sembra
il comune denominatore degli automobilisti di tutto il mondo: le segnalazioni
con i fari quando si scorge qualche pattuglia della polizia in agguato.
Limiti di velocita' che sembrano sintetizzare la follia di coloro che li hanno concepiti.
Filari interminabili di alberi ai margini, spesso alberi di noci man mano che si giunge
verso Balti.
Nei villaggi la vita sembra seguire quella delle stagioni e del nascere e del tramontare
del sole.
Mi sembra di tornare all'infanzia, quando passavo parte dell'estate nella fattoria dei
miei nonni.
Il canto del gallo, anzi dei galli del villaggio, arriva puntualmente verso le 5:00.
Il sole gia' fa sentire i primi effetti di luce: alcuni raggi entrano nella camera
illuminandola quasi a giorno.
Si comincia la giornata, una buona colazione (uova, Doktorskaja, pane casereccio
ed un buon caffe') e una sana passeggiata nel bosco vicino.
Al ritorno una classica grigliata di carne, ottima nell'aspetto e nel sapore.
Ci si rilassa all'ombra di una pergola di vite con una buona lettura.
Le ultime ombre, al calare del sole, danno il senso della giornata ad un intenso
canto di grilli e cicale.
C'e' un momento in cui sembra fermarsi tutto, un silenzio quasi irreale.
E ad un tratto comincia a soffiare un venticello debole ma molto piacevole.
E' quasi notte.
Poche luci, tanto quanto basta per illuminare la giusta via della vita.
Messaggio modificato da CarloP il 15 luglio 2012 - 16:28




















