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LA STORIA DELLA MOLDOVA. APPUNTI PER UNA RILETTURA


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98 replies to this topic

#41 rosa 47

rosa 47

    Educatrice del forum


  • 3,982 posts
  • Joined: 13-August 05

Posted 17 March 2012 - 15:56

guarda Rosa sei dsarmante per le tue difese ad oltranza. Se dovessi capitare di essere sul banco degli imputati in un qualche tribunale, farei a botte per averti come avvocato. Imbamboleresti con i tuoi argomenti difensivi anche il giudice, che pur di non sentirti oltre, mi assolverebbe da ogni crimine.

W! Ho trovato lavoro! :graduated: :lol3:

L'unico che non hai difeso in questo forum dopo Paolo......e alla fine Ceausescu, è proprio Traiano.

Ma non preoccuparti, le mie difese valgono zero! E poi il vostro Traiano ha anche la sfortuna di chiamarsi come... il nostro Traiano :lol3: Ecco, neanche quello lo difendo!

Mi sono chiesto il perchè e alla fine una risposta me la sono data. Il grande Burebista, re dei geto-daci nel I secolo a.C. e poi Decebalo un secolo dopo, erano in definitiva dei razziatori e invasero le regioni della Tracia e della Mesia, portando a casa i loro bottini di guerra e costituivano una vera spina nel fianco per i romani

Ah, questo senso di superiorita' dei romani... :hmm:

Cosa bisogna dire di loro? Burebista e Decebalo ladroni?

... se mi dai un video-argomento come quello di Carlo...

Ti rivelerò un altro aspetto che non conosci.
L'impero romano ha provato innumerevole volte di conquistare la Dacia, ma sempre senza successo. La sua posizione geografica strategica era importante per i romani, e non si dice per niente che chi conquista il delta dell' Istro (Danubio) ha già conquistato l'Europa. Ma in Dacia era qualcos'altro che non poteva sfuggire al grande impero romano che era in un totale declino economico. L'oro dei daci, che si ricavava soprattutto dalle miniere. della Transilvania. Questo paese era di una ricchezza incredibile. D'accordo, questo l'abbiamo già detto, ma quato era questo oro che prese la via di Roma? E chi si trattasse di oro non c'è dubbio: basta guardare i carri scolpiti nella colonna Traiana. Quando Traiano conquistò la Dacia, il bottino in oro che portò a Roma si stima fosse di 168 tonellate, (più circa 320 tonellate di argento), piu' i diritti di estrazione del metallo nella regione conquistata La Dacia diventò così la preferita delle province romane con tantissime vantaggi rispetto ad altre, e il fatto che Traiano fece costruire a Roma una colona che immortalava la conquista della Dacia e della sua capitale Sarmisegetuza la dice lunga, su quanto Roma tenesse a questa provincia. Fiumi di coloni romani si riversarono nellla Dacia e alla fine tutti parlavano il latino, e la Dacia divenne Romania, la sorella minore dell'Italia di Roma, e unica nello scenario dell'Impero dove la romanizzazione attechi' in modo 'mostruoso'. E' come l'eldorado nelle Americhe che richiamo' da tutto il mondo civile folle di colonizzatori.

Ma questo aspetto lo conoscevo... ho visto tutto il video! :)

L'oro coopero' a far diventare Roma ancora piu' grande, come l'eldorado fece diventare grandi i re di Spagna dopo la scoperta dell'America da parte di Colombo. Credi che Isabella di Castiglia avesse finanziato la spedizione di Colombo per un nuovo mondo, se non intravedesse il ritorno da quelle terre dei galeoni spagnoli traboccanti d'oro? E guarda caso l'impero di Carlo V pagna divenne un secolo dopo il piu' grande degli imperi slla Terra, al punto che il sovrano usava dire: sui miei domini non tramonta il sole. E che cosa lo rese tanto grande?

E nooo, ma che mi porti così lontano Gio? :crybaby: Io non ho detto che conosco la storia del mondo!! Ho solo commentato il video (anche se non so quanto legato alla storia della Moldova...)

Gli americani portavano democrazia quando muovevano le loro portaerei ie l'aviazione in Iraq e Paesi arabi per liberare le popolazioni dal giogo dell'oppressore? Ma..certamente!

No! No e no! (e mi fermo qui :) )

Per cui Rosa, alla fine preferisco le tue elucubrazioni in buona fede, piuttosto che le ipocrisie d'impero e stato che ci sono state siringate nel cervello per troppo tempo. Per cui cosa devo dirti, a questo punto non mi importa se non ti convinco

Ma sai che sei simpatico? Io ero sicura che mi mandi a quel... :imbarazzo: e tu invece hai speso tempo per spiegazioni! :graduated:
Avessi io la tua pazienza (e il talento nel scrivere, ovvio )... :)

#42 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 17 March 2012 - 18:13

Chi e' Giancarlo? :hmm:
E' dal forum?


Ne abbiamo parlato qui ... distrattona !!!. :close_tema:
http://forum.moldweb...ano-a-chisinau/

#43 rosa 47

rosa 47

    Educatrice del forum


  • 3,982 posts
  • Joined: 13-August 05

Posted 17 March 2012 - 21:53

Ne abbiamo parlato qui ... distrattona !!!. :close_tema:
http://forum.moldweb...ano-a-chisinau/

Perdono! :imbarazzo:


ma... non ho capito lo stesso se e' del forum...

#44 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 17 March 2012 - 22:42

Perdono! :imbarazzo:
ma... non ho capito lo stesso se e' del forum...


E' della combriccola ...
non credo sia intervenuto sul forum ...
ma potrei sbagliarmi.

#45 rosa 47

rosa 47

    Educatrice del forum


  • 3,982 posts
  • Joined: 13-August 05

Posted 17 March 2012 - 23:15

Ah, ok :)
Allora vuol dire che conosco (si fa per dire) due su tre di scrittori :D

#46 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 31 March 2012 - 22:27

Ho scoperto per caso ....

Collezione digitale di cartoline della Moldavia
La collezione include cartoline che mostrano le immagini della vecchia città di Chisinau, la capitale della Repubblica di Moldavia. Sono presenti 36 cartoline pubblicate dalla casa editrice A. Wolkenberg, che deteneva il monopolio delle pubblicazioni dei documenti grafici durante il periodo del nuovo inizio (1883-1900) e fino agli anni '20.

E non solo ... guardate il sito della
National Library of Moldova

http://www.moldavica...m.md/index.html

Attached Files


Edited by CarloP, 31 March 2012 - 22:28.


#47 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1,451 posts
  • Joined: 03-February 10

Posted 02 April 2012 - 08:44

A cavallo del Nistro è nata la cultura Cucuteni-Trypilliana nel tardo neolitico

Ben pochi sanno dell’esistenza di resti (i più grandi in Europa del periodo neolitico) di un insediamento preistorico nei pressi del villaggio di Talianki in Ucraina , vicino alla città di Taine a circa 240 km a sud di Kiev, che fa riferimento alla cultura Cucuteni-Trypillia, nata, sembra, a ridosso del Nistro.

Devo dire che mi sono imbattuto per caso in questa affascinante e misconosciuta cultura nella stesura del mio recente libro 'Transnistria: il ‘coccodrillo sul Nistro’. Poichè l’aspetto storico è quello piu’ trattato nel testo e il Nistro, crocevia di culture euro-asiatiche, è di fatto il protagonista, lecito ammettere una mia grande curiosità al riguardo. E poi Talianki è un temine che ricorda Talianski nome dato dai popoli slavi agli italiani (leggetevi il libro Talianski Karashoi, di Romeo di Colloredo, sulla campagna di Russia della II guerra mondiale). Ho poi abbandonato l’idea di parlare di questa cultura preistorica, per non aprire proprio all’inizio del libro possibili contrasti e fraintendimenti.

La cultura di Cucuteni-Trypillia, nota anche come cultura di Cucuteni (rumena, da Cucuteni vicino a Iasi), cultura di Trypillian (dall'ucraino) è una cultura archeologica del tardo neolitico, in pratica rinvenuta alla fine del XIX secolo, che fiorì fra il 5500 a.C. e 2750 a.C. ca. nella regione del Dnestr-Dnepr dell'attuale Romania, Moldavia e Ucraina. Secondo R.Fulford (in Cio’ che non sappiamo non si riferisce..), i Trypiliani costruirono le più grandi città in Europa, ognuna di esse con 10.000 o 15.000 persone. Gli insediamenti sarebbero stati bruciati ogni 60-80 anni quando la cultura veniva a spostarsi altrove.
Sembra che la città maggiore sia stata proprio Talianki, fino a 15.000 abitanti, che coprì un'area di 450 ha, con 2.700 case (3700 a.C)
La cultura C-T si concentrò in un'area lungo il medio e l'alto corso del Dnestr con un'estensione verso nord-est fino al Dnepr.

I Cucuteni-Trypilliani prevalentemente agricoltori, iniziarono a fortificare le loro città, laddove una volta non vi era affatto la necessità di realizzare una fortificazione o il bisogno di usare le armi. L'improvvisa scomparsa di molti villaggi della cultura di Cucuteni-Trypillian ha condotto recentemente gli archeologi a credere che essi fossero conquistati e assimilati ad un'altra cultura.

Attached File  Cucuteni_map.jpg   11.92KB   0 downloads

#48 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 02 April 2012 - 09:16

Guarda che strana coincidenza, è come se mi leggessi nel pensiero.
Proprio stamattina pensavo ad un piccolo brano che avevo riportato in un altro topic
e che riguarda l'importanza del "fiume".
"... Tutti hanno un posto dove si sentono bene .. un luogo nascosto, magari su un monte o in riva al mare .. ma poi c'è il fiume". Tutta l'economia dei paesi che attraversava erano basati sulla sua acqua.

Da tale pensiero, l'idea, quella di narrare anche la storia del nostro piccolo paese,
attraverso il percorso dei suoi fiumi ... una prospettiva un attimo "diversa" ..

Edited by CarloP, 02 April 2012 - 09:18.


#49 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1,451 posts
  • Joined: 03-February 10

Posted 02 April 2012 - 09:28

guarda che il binomio Dniester (Nistro)-Dnepr (Nipro) in epoca preistorica ha avuto un ruolo analogo al binomio Tigri-Eufrate in epoca storica quando fiorirono le civiltà dei Sumeri, Caldei..Assiri-Babilonesi.......E scusate se è poco.
Grandi fiumi...,GRANDI CIVILTA'.... questo e senza parlare del Nilo!

#50 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 02 April 2012 - 09:30

E' quanto ho pensato ... ma da una rapida ricerca su internet questa importanza non è sottolineata.
Faccio difficoltà anche a ricostruire persino i loro percorsi, tanto per sottolinearne la sottovalutazione.

#51 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 05 April 2012 - 14:00

Sono finalmente riuscito a trovare il libro, dovrei riceverlo tra una decina di giorni,
sulla mostra del 2001 a Milano.

Oro. Il mistero dei Sàrmati e degli Sciiti
Milano – Palazzo Reale

15 marzo – 29 luglio 2001


"La mostra, promossa dal comune di Milano, raccoglieva per la prima volta il risultato degli scavi effettuati fra il 1986 e il 1990 presso il sito archeologico di Filippovka, nella Russia Meridionale, dove è stato ritrovato un tesoro inestimabile: duecento oggetti in oro, ispirati
ad un bestiario favoloso, intorno al quale gli studiosi stanno ipotizzando l’esistenza di un popolo finora sconosciuto, diverso dai più noti Sciiti e dai Sàrmati.
Oltre ai nuovi tesori, il percorso è completato da cento famosissimi reperti d’arte nomade, nucleo fondamentale della celeberrima Stanza d’oro dell’Ermitage, che permettono di evidenziare i punti di contatto, ma anche le diversità, con i tesori attribuiti alle culture limitrofe".

#52 rosa 47

rosa 47

    Educatrice del forum


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Posted 07 April 2012 - 12:06

E se vado a Roma? Incontrero' i gladiatori in persona! :o
(ANSA) - ROMA, 7 APR - La protesta dei gladiatori arriva sul Colosseo. Sfrattati per volere di Campidoglio e Sovrintendenza in quanto abusivi, oggi i figuranti si sono arrampicati su uno degli anelli dell'Anfiteatro Flavio. ''Grazie a Barbera nun magno stasera'', dice uno degli striscioni issati sul celebre monumento e che fa riferimento ad Annamaria Barbera, neo sovrintendente di Roma. ''30 famiglie romane da oggi senza er pane'', e' scritto su un altro lenzuolo. ''Vogliamo solo lavorare'', dicono.

#53 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 07 April 2012 - 22:45

E se vado a Roma? Incontrero' i gladiatori in persona! :o
(ANSA) - ROMA, 7 APR - La protesta dei gladiatori arriva sul Colosseo. Sfrattati per volere di Campidoglio e Sovrintendenza in quanto abusivi, oggi i figuranti si sono arrampicati su uno degli anelli dell'Anfiteatro Flavio. ''Grazie a Barbera nun magno stasera'', dice uno degli striscioni issati sul celebre monumento e che fa riferimento ad Annamaria Barbera, neo sovrintendente di Roma. ''30 famiglie romane da oggi senza er pane'', e' scritto su un altro lenzuolo. ''Vogliamo solo lavorare'', dicono.


Lungi dall'esprimere ogni giudizio nei confronti di queste persone che,
ahime', fanno questo tipo di lavoro per un pezzo di pane ...
vorrei semplicemente dire una sola cosa.
Questa e' in sintesi quella che e' l'Italia in questo momento:
un paese di figuranti.

Edited by CarloP, 07 April 2012 - 22:52.


#54 Giovanni Ricciardi

Giovanni Ricciardi

    Advanced Member


  • 691 posts
  • Joined: 15-May 09

Posted 09 April 2012 - 12:16

E se vado a Roma? Incontrero' i gladiatori in persona! :o
(ANSA) - ROMA, 7 APR - La protesta dei gladiatori arriva sul Colosseo. Sfrattati per volere di Campidoglio e Sovrintendenza in quanto abusivi, oggi i figuranti si sono arrampicati su uno degli anelli dell'Anfiteatro Flavio. ''Grazie a Barbera nun magno stasera'', dice uno degli striscioni issati sul celebre monumento e che fa riferimento ad Annamaria Barbera, neo sovrintendente di Roma. ''30 famiglie romane da oggi senza er pane'', e' scritto su un altro lenzuolo. ''Vogliamo solo lavorare'', dicono.

Devi sapere, cara Rosa, che il lato del colosseo adibito all'ingresso dei visitatori/turisti è presidiato da un discreto (anzi tanti) personaggi vestiti da gladiatori e centurioni. Sono invadenti e prepotenti, si avvicinano ai turisti con insistenza, si insinuano in mezzo alle coppie, ai gruppi, questi restano un tantino disorientati frastornati da questi personaggi, non riescono subito a capire cosa vogliono, pensano che sono comparse di qualche film girato nei paraggi. Un loro complice si offre immediatamente di fare una foto di gruppo con il colosseo come sfondo, fatta la foto scatta la richiesta di danaro per la loro prestazione d'opera, la foto viene stampata in tempi brevissimi e offerta al malcapitato di turno a prezzo esorbitante. "L'offerta" viene pretesa anche se la macchina fotografica è personale del turista ed anche se il "figurante" si è intrufolato senza permesso in una foto di gruppo. Quasi sempre viene pagato quanto richiesto, in caso di rifiuto scatta l'operazione di "disturbo" con qualche spintone e parolaccia del tipo "li mortacci tua" "a morto de fame" ecc..... Non è assolutamente un "biglietto da visita" dei migliori per il turismo, se si accetta la prestazione d'opera imposta da questi gladiatori allora non lamentiamoci neanche dei parcheggiatori abusivi, almeno questi ci "guardano" la macchina.
P.s. la richiesta dei figuranti parte dai 10-20 euro ed arriva anche a 50 euro, senza IVA, senza ricevuta e esente IRPEF certo un bel sistema per portare "un pezzo di pane a casa" esentasse, fate voi un po di conti.

#55 rosa 47

rosa 47

    Educatrice del forum


  • 3,982 posts
  • Joined: 13-August 05

Posted 09 April 2012 - 23:28

P.s. la richiesta dei figuranti parte dai 10-20 euro ed arriva anche a 50 euro, senza IVA, senza ricevuta e esente IRPEF certo un bel sistema per portare "un pezzo di pane a casa" esentasse, fate voi un po di conti.

Giovanni e' molto interessante quello che dici!
Io... veramente ho messo l'articolo perche' parlava di gladiatori (mica l'ho capito bene :imbarazzo: )
ma non immaginavo che in realta' al Colosseo ci sono i gladiatori ogni giorno... tanto meno che chiedono così tanto per una foto :(
Uff...

#56 Giovanni Ricciardi

Giovanni Ricciardi

    Advanced Member


  • 691 posts
  • Joined: 15-May 09

Posted 10 April 2012 - 13:28

Giovanni e' molto interessante quello che dici!
Io... veramente ho messo l'articolo perche' parlava di gladiatori (mica l'ho capito bene :imbarazzo: )
ma non immaginavo che in realta' al Colosseo ci sono i gladiatori ogni giorno... tanto meno che chiedono così tanto per una foto :(
Uff...

Purtroppo è così, ci permettiamo delle figure di mer...a livello mondiale, pensa tu ai turisti Cinesi, Giapponesi, Russi, (per citarne solo alcuni) quando tornano a casa cosa raccontano di ROMA. Poi, questi personaggi, basta che salgono sul Colosseo o in cima a qualche gru per diventare eroi nazionali ridotti alla fame, tramite i media. Bene hanno fatto le autorità Capitoline ad allontanarli, sono solo delinquenti (violenti) che hanno trovato uno dei tanti sistemi illegali per arricchirsi e a toccarli ... da gladiatori o centurioni recitano la parte di vittime incompresi. Sono gli stessi che nei pressi dello stadio vendono caffè ai tifosi, anche questi perfettamente irregolari e tutto in nero.

Edited by GiovanniR, 10 April 2012 - 13:29.


#57 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 10 April 2012 - 22:02

TESSERINO PER L’IDENTIFICAZIONE DEI GLADIATORI COME “FIGURE STORICHE”

Guarda qui dove siamo andati a finire. Volendo parlare di storia della Moldavia....stiamo parlando di gladiatori romani, anzi di finti gladiatori.

Se c’è qualcosa che provoca irritazione è il confronto tra la figura del gladiatore nella Roma repubblicana e imperiale, e la figura di questo moderno gladiatore romano che impone dazi spesso illegali al turista, speculando su un’arte nobile come quella della gladiatura.

A questo proposito, è notizia d’oggi, che a breve un nuovo regolamento sistemerà la faccenda: un tesserino per l'identificazione, l'elenco dei luoghi dove esibirsi e divise rigorosissime (niente scarpe da ginnastica sotto la tunica). Oggi vertice in Campidoglio tra una delegazione dei gladiatori .Per accelerare i tempi i gladiatori potrebbero essere inseriti come «figure storiche» nel nuovo regolamento per gli artisti di strada.

Figure storiche? Ma che scherziamo? Questo è un modo per svilire secoli di storia etrusca e romana, proponendo un nuova tipologia di artisti da strada. L’arte della gladiatura è di origine etrusca: i primi gladiatori venivano dall’Etruria e comparivano in pitture tombali e testimonianze archeologiche. Il nome etrusco della città in cui ora vivo e da cui scrivo era Felsina fondata nel 534 a.C. e Felsino era discendente del re Ocno detto anche Bianore (da cui il nome di Pianoro, una cittadina a 15 km da Bologna) che fondo’ anche la città di Parma e Mantova. E in queste città, oltre a Tarquinia, i giochi con i gladiatori erano un evento molto gettonato e antecedente ai giochi in Roma. Per fare un esempio, il primo spettacolo romano con gladiatori si svolse probabilmente nel 264 a.C.

Puo’ essere d’interesse sapere che una delle tipologie piu’ rinomate del gladiatore era il Trace (i geto-daci progenitori della stirpe rumena-moldava sono popolazioni di origine tracica), dal fisico leggero e agile, protetto da uno scudo rettangolare portato al braccio sinistro, schinieri che arrivavano al di sopra del ginocchio, e un elmo decorato solitamente con un grifone. Era armato con una spada (sica, da cui il nome di sicario) ricurva.

Anche i Numidi e i Germani erano gladiatori molto richiesti..

Attached File  220px-Thraex_01.jpg   21.48KB   0 downloads


Cose non vere sui gladiatori:

- È falso che nei giochi si attuasse una carneficina dei gladiatori. L’addestramento dei gladiatori era troppo costoso e non c’era alcun interesse ad eliminarli.


- È da smentire la credenza secondo cui, al termine del combattimento, il gladiatore perdente fosse generalmente ucciso per giudizio della folla.


- Soltanto chi si comportava vilmente era "condannato a morte" dal pubblico, il che accadeva comunque raramente: i combattenti di carriera erano esperti nel dare spettacolo e il pubblico non voleva vederli morire, affinché potessero tornare in futuro a dare spettacolo.


- È falso che il pollice verso o capovolto significasse morte per il gladiatore


- È falso che i concorrenti si recassero sotto la tribuna dell'Imperatore, quando egli era presente, e urlassero: “ Ave Caesar, morituri te salutant.” (fu pronunciato, sembra, una sola volta da gladiatori condannati a morte dall’imperatore Claudio)


QUINDI TUTTA LA STORIA CHE ABBIAMO FINORA STUDIATO E IMPARATO E' PER MOLTI VERSI UNA SACROSANTA FANDONIA!!!!!!!! :pazzo: :geek: :ufo:



#58 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 11 April 2012 - 11:46

C'è un aspetto che mi è particolarmente caro per la sua specificità geografica.
E' la presenza dei genovesi nell’area del mar Nero, a partire dalla metà del XIII secolo.
Non possiamo non essere impressionati dalla possanza di queste “altre” Genova fondate
sulle rive del Mar Nero.

A partire dalla seconda metà del XIII secolo, la colonizzazione genovese prende
una dimensione non sottovalutabile.
L'occupazione del territorio è spettacolare: piccole comunità si stabiliscono tutt'attorno al Mar Nero, si dotano di successive cinte di mura e animano la vita economica regionale, resistono agli assalti dei Greci e dei Mongoli, per non cadere che due secoli più tardi in potere degli Ottomani, superiori in numero, navi e potenza di fuoco.
Esse si fondarono in primo luogo su grandi risorse umane.

Per popolare i centri d'oltremare che conquista o riceve in concessione, Genova deve fare appello ai propri abitanti, certo, ma anche a tutte le comunità delle Riviere su cui si estende il suo potere. Un vasto movimento di emigrazione interessa tutta la Liguria e si diffonde alle città che intrattengono rapporti commerciali con la Superba.
Gente da poco, soldati, marinai, avventurieri, ma anche giovani che fanno il loro apprendistato d'affari, membri dell'aristocrazia mercantile partono per qualche mese o qualche anno, si stabiliscono in oltremare, prendono mogli o concubine, chiamano la loro famiglia, sempre con la nostalgia della loro terra natale, della loro parrocchia d'origine, che non scordano nei loro legati testamentari.

Le colonie genovesi, in effetti, non mancano di risorse. Le sponde della Crimea, ai confini del mondo mongolo, vedono arrivare nei loro porti i prodotti dell'Estremo Oriente, seta e spezie, tanto ricercate nel mondo occidentale. Esse propongono in scambio, fino al cuore dell'Asia, panni e tele, vino e balocchi. Esse raccolgono gli schiavi, bocche inutili delle tribù caucasiche, che vanno a servire nelle famiglie agiate delle città d'Occidente o a potenziare i feudi agricoli della Sicilia.
Esse sono il punto d'incontro privilegiato tra il mondo della steppa e della foresta e le città mercantili mediterranee. Intermediari fra economie complementari, le colonie genovesi sono anche centri che valorizzano le più importanti risorse locali: cera, miele, pellicce e cereali per quelle di Crimea, allume destinato a fissare le tinture delle stoffe d'Occidente, mastice.

La nascita dei primi “cartelli commerciali” si deve allo spirito d'invenzione dei genovesi d'Oltremare.
Per riuscire a valorizzare gli insediamenti, non c'era affatto bisogno di sottomettere pesantemente le loro popolazioni. Era sufficiente coinvolgere le élite indigene e lasciare loro una parte dei profitti, mantenendo la gente comune nella propria condizione ancestrale. I genovesi non si interessano molto alla propagazione della fede cristiana: i membri dei nuovi ordini mendicanti - francescani e domenicani - seguono i mercanti nella loro avanzata, fondano chiese e una gerarchia missionaria nei paesi “tartari”, ma esse spariscono insieme alla dominazione politica occidentale che le ha fondate. I fenomeni di acculturazione restano molto limitati. Liguri e Orientali vivono fianco a fianco senza integrarsi, salvo a livello dell'élite o a qualche caso di concubinaggio fra il popolo minuto.
Dominazione politica ferma, sviluppo economico pesante, soggezione culturale leggera: gli insediamenti genovesi d'oltremare sono stati il “laboratorio” della colonizzazione moderna.

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Edited by CarloP, 11 April 2012 - 11:57.


#59 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 11 April 2012 - 12:54

gli insediamenti genovesi d'oltremare sono stati il “laboratorio” della colonizzazione moderna.
La repubblica marinara di Genova contendeva a Venezia il controllo dei commerci nel Mediterraneo e non solo. Come antagonista per eccellenza di Venezia, La Dominante dei mari come spesso veniva chiamata aveva il monopolio dei commerci in Oriente e nel Mar nero.
Nella seconda metà del secolo X gli italiani delle repubbliche marinare cominciarono a penetrare nel Mar Nero per scopi non solo commerciali ma anche religiosi: si trattava di Pisani, Veneziani e Genovesi. Questi ultimi si stabilirono principalmente in Crimea e costruirono fortezze oltre che a Caffa, Soldaia Cembalo, anche a Jurzuf. Erano presenti sul Nistro (anticamente Tiras), ad Hotin (alto Nistro), Tighina e Tiaghinea (basso Nistro). In seguito a partire dal 1315, unitamente ai Veneziani, estesero i loro domini in Romania, sulla costa, alla foce del Danubio. In questa zona del mar Nero occidentale, abbiamo Moncastro (la romena Cetatea Alba), Lerici, Licostomo (Chilia), Licovrissi (Izmail), Eraclea (Jenisala), Succava, Mongolia a sud di Costanza, Midia o Amidia. Sulle coste asiatiche abbiamo Sevastopoli (Ascemschiri), Trebisonda, Limisso, Sinope, Amastra, Elegri, Filburum, Anatoli-Kavak e, all'interno, Erzerum e Kara Kissar

#60 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 11 April 2012 - 13:30

Messaggio 2 sulla colonizzazione moderna dei Genovesi-Veneziani

Mi scuso: mi è partito il messaggio precedente in forma incompleta.

Carlo ho trovato il tuo pezzo sulla colonizzazione del mar Nero da parte dei Genovesi molto bello e seducente
Per far capire il ruolo di queste nostre potenze marinare, con Genova e Venezia in testa, dovremmo impegnare molto del nostro tempo, e non sarebbe sufficiente per dar merito al ruolo da loro rivestito nella colonizzazione moderna del Mediterraneo e dei mari minori, come appunto il mar Nero.

La fortezza di Sudjak che hai postato è una delle tantissime fortezze costruite in zone strategiche, molte alla confluenza dei grandi fiumi.



Attached File  320px-Bilhorod_Dnistrovskyi.jpg   23.12KB   0 downloads

Bilhorod-Dnistrovs'kyj (in turco Akkerman, "Roccia Bianca"; in rumeno Cetatea Albă, "Fortezza Bianca"; in veneziano Maurocastro) è una città-fortezza dell'Ucraina sud-occidentale.
Fondata sulla bocca dell'estuario del fiume Nistro da navigatori mediorientali provenienti dalla città di Mileto, nei secoli XIII-XIV durante l'epoca del Principato di Moldavia fu eretta da Ştefan cel Mare una maestosa fortezza che fu per l'appunto battezzata con il nome di Cetatea Albă.

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Chilia (Licostomo) nella parte meridionale della Bessarabia (Budjak) ora sotto l'Ucraina.
Per riprendere questa città e la sua fortezza, centro altamento stategico sul mar Nero,Stefan cel Mare si alleò con i turchi contro i valachi, e nello scontro fu ferito ad una gamba. I postumi di questa ferita malcurata portarono alla morte il principe molti anni dopo.


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Caffa (oggi Teodosia in Crimea)