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#1 Moldweb.eu

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  • Iscritto il: 29-luglio 05

Inviato 14 febbraio 2012 - 07:27

Il buio detta le regole dello sfruttamento e le tenebre consegnano giovani donne nelle mani di sfruttatori senza scrupoli, il cui obiettivo è solo quello di commercializzare il corpo, venderlo al mercato del piacere a pagamento e consegnarlo, anche se per pochi minuti, nelle mani di clienti che hanno solo bisogno di un oggetto per compensare i propri fallimenti umani ed affettivi.
Questa è la realtà del traffico degli esseri umani.
Noi siamo abituati a vedere il “prodotto finale”, cioè giovani donne provenienti dall’est d’Europa, dall’Africa o dall’America del Sud, lungo le nostre strade o in case chiuse, ma non conosciamo la storia di queste donne, la loro sofferenza, la tragedia dell’emigrazione forzata.
Purtroppo le incontriamo quando sono già delle “vittime” e cerchiamo in diverso modo di prenderci cura di loro, avviando i progetti di recupero. Ma prima di essere vittime di oggi, sono le giovani donne di ieri, le mamme di ieri, le figlie di ieri.
Questo particolare potrà sfuggire allo sfruttatore criminale o al cliente malato, ai quali interessa solo il corpo da vendere o possedere, ma non può assolutamente sfuggire a noi che dobbiamo sempre prendere in considerazione la persona ed amarla, chiedere il suo nome, entrare nella sua storia, restituirle la dignità rubata.
Eppure il traffico degli esseri umani è una tragedia mondiale che coinvolge soprattutto donne e minori, attraverso lo spostamento di persone contro la propria volontà dalla propria terra verso i luoghi di sfruttamento.
Va detto, per non confondere l’emigrazione forzata con l’emigrazione illegale, che il traffico degli esseri umani, e nello specifico la “tratta”, non è la prostituzione e non è immigrazione clandestina.
Il traffico degli esseri umani si nasconde anche nei luoghi di lavoro, sotto forma di lavoro forzoso e senza diritti. Il traffico degli esseri umani è anche nelle case, dove spesso donne, più note con il termine di badanti, svolgono lavori domestici e di cura della persona subendo vessazioni, ricatti e matrimoni forzati.

Il traffico degli esseri umani, come abbiamo già detto, è visibile sulle strade e si nasconde nelle case, dove le donne sono costrette a vendere il proprio corpo.
Il traffico degli esseri umani nasce da lontano ed è la conseguenza della povertà in cui sono costrette a vivere tante donne, impotenti anche dinanzi alla richieste più giuste di un figlio che chiede di essere curato e di essere sfamato.
Ecco perché prima di puntare il dito verso la ragazza che lungo le strade delle nostre città è costretta a vendere il proprio corpo, dobbiamo entrare nella sua storia, nella sua famiglia e considerare la povertà che l’ha consegnata al crimine organizzato.
Nessuna donna nasce vittima della tratta, forse noi la rendiamo tale, perché in tanti  territori si nasce poveri e la povertà è il punto di partenza di una tragedia umana che rende vittime, e che per altri, invece, è un affare di elevato interesse economico.
Ma questo turpe fenomeno va contrastato, prima di tutto affrontando la causa iniziale del traffico che è la povertà e la disinformazione: andiamo nei paesi di provenienza delle vittime ed attiviamo forme di sviluppo, oltre a programmi di informazione e tutela della dignità della donna.
Nello stesso tempo affrontiamo con maggiore determinazione il problema della “cultura dominante maschile”, che vede la donna come oggetto ed essere inferiore, solo da usare.
Attenzione: la donna, che è già vittima della tratta lungo le strade dello sfruttamento, rischia di essere vittima della tratta anche all’interno dei meccanismi sociali, dove viene usata, sottoposta, umiliata, segregata e resa, purtroppo, sempre un oggetto.
In sintesi, se il fenomeno del traffico degli esseri umani deposita lungo le nostre strade giovani straniere per essere vendute al mercato del sesso a pagamento, accade nello stesso tempo che le donne della nostra società siano altrettanto delle vittime di un sistema di sottomissione che le rende ugualmente oggetto del dominio maschile.
Il contrasto al traffico è quindi anche lotta all’uomo padrone e cliente, perché nella logica della domanda ed offerta il traffico degli esseri umana è la conseguenza di un mercato dove l’uomo chiede merce femminile, perché è già abituato nel suo contesto familiare e lavorativo a valutare la donna che ha accanto, moglie o collaboratrice che sia, una merce utile.
Nell’analisi del fenomeno del traffico degli esseri umani spesso si commette l’errore di vedere il tutto come qualcosa proveniente dall’estero, per cui la causa è data dal crimine che lucra e dalle donne che sono usate. No! C’è un terzo soggetto, che è l’uomo, il cliente, il marito, il compagno di lavoro, che alimenta il fenomeno.
Potrà sembrare una frase forte, ma se analizzata ha una sua profonda verità: noi viviamo in una società che vuole la donna vittima, che vuole la donna oggetto, che vede la donna prostituta come un’assistente sociale sempre disponibile, un deposito delle  frustrazioni maschili, per cui comprare una manciata di inutile sesso da una donna, che potrebbe essere anche vittima della tratta, è solo una terapia, una valvola di sfogo, un benessere fisico.
Ormai si ha anche il coraggio di giustificare.
Bisogna rieducare i nostri uomini. Bisogna rendere più efficaci i percorsi educativi della famiglia, della scuola, delle parrocchie, dell’associazionismo, del mondo dello sport, della stessa politica, e tutti insieme educare alla giusta affettività, al rispetto della donna, all’amore che genera comunione profonda, alla conoscenza dell’altro, al dominio delle proprie passioni, alla gioia di vivere ed amare, ma sempre nel giusto modo.
Come sempre, abbiamo bisogno di una rivoluzione che nasca dai gesti semplici della nostra vita umana e cristiana, dai gesti che ci insegna il Vangelo: Gesù difendendo l’adultera dalla folla inferocita che voleva lapidarla, ovviamente dopo averla usata, non giudicato la donna, ma l’ha amata pronunziando la nota espressione:“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Forse è in ciascuno di noi la causa del traffico degli esseri umani!
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