Prima o poi si arrivera' a capire che non ha senso studiare per ammuffire e perdere le conoscenze...
Si studia per migliorare la capacita' di proporre migliorie... ma se esse vanno a scontrarsi con il paradosso economico che sviluppo dove mi conviene per soldi o queste migliorie abbracciano la tesi dell'economia sostenibile o vanno a farsi benedire...
Se vivo in una realta' povera di attrattive,o la rendo invivibile cosi' ne sono l'artefice e il padrone,oppure la rendo autosufficiente cosi' che si possa mantenere... quindi... se ho un problema di inquinamento evidente per la salute e/o per il traffico "butto giu'" quelle casette di pastafrolla e inizio a sviluppare in verticale... prima o poi iniziero' anche a considerare il territorio anche in termini di legname,di verde... non si chiede un deturpamento incontrollato,ma nemmeno che vengano buttati giu' alberi secolari e non valutarne il loro uso in termini costruttivi e o energetici...
Una politica economica priva di meditazioni sul sostenibile a medio/lungo termine potra' solo avvalersi o dell'autosufficienza locale o di incentivazione nel mantenerla appetibile ai fini investitivi (quindi mix di burocrazia,costo energia,disponibilita' di materie prime,territoriali ecc...).
Ma prima o poi si arrivera' a capire e a dare valore alle vere cose... finche' circolano soldi vi saranno disuguaglianze... se poi vogliono "il controllo" tramite la poverta' avranno anche masse di persone capaci solo di fare lavori generici... dopo spettera' a loro decidere il "corrispettivo"... ergo... il valore della vita,dell'individuo dovra' essere chiarito se verte solo sul potere economico o sul potere della legalita' e delle regole etiche/civili...
Ci saranno cambiamenti in vista...


























