Le macerie della Seconda Repubblica 
Non c’è dubbio che queste elezioni hanno già un vincitore, inutile far finta di niente. Il vincitore è naturalmente Grillo. Stasera a Milano ha raccolto la consacrazione con piazza Duomo strapiena, Dario Fo sul palco e l’inno di Celentano in sottofondo. E’ lui che ha rotto il fronte, che ai politici anche oggi ha ripetuto “arrendetevi” e che ha saputo trasformare la rabbia (per non dire la disperazione) degli italiani in una guerra al potere.
Per questo bisogna riconoscergli grandi meriti e sono il primo a mettermi in fila.
Da anni porta avanti battaglie rumorose e iperboliche, piene di errori e di demagogia, ma probabilmente erano quelle che servivano per girare pagina. In qualche maniera è il nuovo “leghista”: ricordo ancora a Venezia la proclamazione della Padania, nazione che non esiste se non nella testa di quattro razzisti, e pian piano il trionfo a macchia d’olio partito dal nord sceso lungo la valle fino a regioni storicamente di sinistra addirittura.
Perchè la Lega a quel punto coagulava tutta la rabbia degli italiani. Fino al crollo e alla profonda delusione quando i verdi puri e nudi si sono scoperti più ladri di quelli che combattevano. Adesso tocca a Grillo fare l’ammazzabubù con la differenza però, niente affatto irrilevante, che porta avanti la rabbia di tutta la Penisola e non solo di una piccola parte privilegiata. E’ anche più bravo e credibile, mischiandosi ai pendolari o ai senzatetto. Poi caccia via operatori e giornalisti, fa epurazioni di massa che manco Putin, infischiandosene di regole, rispetto e democrazia. Ma come si sa tutte le guerre sono sporche. Non è questo il punto. Ci voleva, alla fine di questa Seconda Repubblica crollata in maniera ancora più vergognosa della Prima, un grande oceanico vaffanculo. Quel che mi preoccupa personalmente è il dopo. Cioè chi (e come) gestirà le macerie. I vaffanculo non basteranno più, specie se i politici si saranno davvero arresi, ma ci vorranno progetti e interventi.
Non è stato difficile in fondo buttare giù tutto il cucuzzaro con il suicidio di una sinistra ferma e divisa, di una destra ancora berlusconizzata e di un tecnico arrogante e sanguisuga, oltre che di alcuni modesti rincalzi. Insomma, in una parola: se la Seconda Repubblica è stata peggiore della Prima, gonfia di inette e malandrine mezze calzette, come sarà la Terza?
Il vero interrogativo rimane questo.
Messaggio modificato da CarloP il 19 febbraio 2013 - 23:37