Non sono molto bravo a scrivere le sensazioni che provi a leggere un libro.....Ti considero un pensatore libero quindi parlami di "lui"
Posso solo dirti che "Sostiene Pereira" è in assoluto uno tra i più belli che abbia
mai letto. Lo scorso anno di questi tempi sono stato a Lisbona ...
mi viene la pelle d'oca ... capisco perchè Tabucchi vivesse sei mesi all'anno lì.
Di Lisbona ne ho parlato a pag. 3 di questo topic.
Pereira è un personaggio difficilmente definibile, pieno di umanità, dubbi, paure,
ma anche con la voglia di libertà e di cambiamento.
Tranquillo, uno di quelli che non vuole occuparsi di politica, dedito alla letteratura francese ed al ricordo della moglie morta.
Il romanzo è ispirato ad una storia vera, di un giornalista portoghese, costretto all’esilio per una dura presa di posizione contro il regime di Salazar.
L'autore definisce Pereira “un personaggio in cerca d’autore” di pirandelliana memoria.
La vicenda, narrata in contemporanea a noi ed all’Autore stesso, è quella di un uomo che scopre finalmente dentro di sé i valori della libertà e della giustizia e decide di dare il suo contributo, dapprima inconsapevolmente, poi sempre più con maggiore convinzione razionale.
Per conoscere Pereira bisogna conoscere i personaggi che ruotano intorno a lui, dal dottor Cardoso e alla sua dottrina della "Confederazione delle anime", a Francesco Monteiro Rossi, alla signora Del Gado, a Marta, a Celeste, la portinaia, o Manuel, il cameriere del ristorante.
Pereira presenta la caratteristica della “saudade”, una sorta di nostalgia per le cose che avrebbero potuto essere e che non sono state. Ecco perché Pereira colloquia sistematicamente col ritratto della moglie e parla spesso del figlio mai avuto.
In questo percorso Pereira affronta alcune prove, soprattutto di carattere psicologico, nelle quali si trova a combattere contro la sua voglia di restare indifferente ai problemi che non lo coinvolgono direttamente.
Così Pereira cambia completamente il suo pensiero: all'inizio afferma che lui non fa politica, si occupa di letteratura; in seguito comincia ad avere i suoi dubbi e riferendosi a M. Rossi ed alla sua fidanzata Marta dice: “Se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso aver studiato lettere a Coimbra e aver sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e devo pubblicare racconti dell’Ottocento francese, non avrebbe senso più niente, ed è di questo che sento il bisogno di pentirmi, come se io fossi un’altra persona e non il Pereira che ha sempre fatto il giornalista, come se io dovessi rinnegare qualcosa”.
Ed infine Pereira riesce a comprendere il suo ruolo: far coincidere la letteratura con la storia.
Spero di averti un poco incuriosito … buona lettura !!!.
Edited by CarloP, 27 March 2012 - 14:16.





















