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SOSTIENE PEREIRA


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141 risposte a questa discussione

#21 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 12 ottobre 2010 - 10:58

Riflettevo l'altro giorno su uno strano fenomeno che accomuna la mia famiglia.
Il 75 % della mia famiglia, tra la fine dell'ottocento e la prima metà del novecento, sono emigrati in gran parte verso l'America.

L'emigrazione della mia famiglia è stata quasi tutta verso l'America.

Da New York a Buenos Aires, Venezuela, Brasile.

Solo a New York, per fare un confronto, ci sono almeno 500 famiglie con il mio cognome, mentre in Italia non superiamo le 50 famiglie.

Quello di andare via dall'Italia probabilmente è un fatto ereditario.

Sicuramente stabilirò un primato … il primo in Moldova.

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 12 ottobre 2010 - 11:00


#22 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 15 ottobre 2010 - 13:39



"Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro.
Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto".


Dalai Lama


Nel mondo antico le persone vivevano semplicemente, con rari beni essenziali, ma possedevano la saggezza; oggi tutti lavorano con il computer, hanno un’infinità di cose, ma hanno perduto la saggezza, sono perennemente stressati e infelici.

Non vogliamo contrapporci alla modernizzazione e alla tecnologia, che hanno in sé grandi potenzialità, ma siamo contrari alla disumanizzazione, alla perdita dei valori spirituali. Dobbiamo saper conservare l’antica cultura all’interno del mondo tecnologico, realizzando così una proficua azione di integrazione, collaborazione, cooperazione, organizzazione e associazione.

Oggi sul pianeta esiste un evidente conflitto tra coloro che ricercano la pace, la tranquillità della mente, la serenità e coloro che vogliono distruggere ogni armonia.
Non cercate di sfuggire a questa situazione, non pensate che il rifugio in una grotta sull’Himalaya possa isolarvi dal mondo, anche l’Himalaya non ha più luoghi solitari.

La felicità molto spesso sta dentro di noi. Ma siamo noi che dobbiamo scoprirla.

Buone riflessioni.



#23 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 ottobre 2010 - 14:23


Noi siamo un paese senza memoria.

Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni.

Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero.

Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.


Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975 - (Riflessioni sull'Italia).

Messaggio modificato da cp55 il 17 ottobre 2010 - 14:25


#24 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 19 ottobre 2010 - 09:10

L’Italia è un paese diviso.

Nord e sud, caldo e freddo, Destra e Sinistra, polenta e cannolo;
qualsiasi motivo per poter schierarsi e fare polemica è sempre un buon motivo.

Un confuso ed indeciso cronico, in questo paese, se dovesse attenersi ai vari proclami di parte,
vivrebbe molto male, in confusione continua ed in seduta perenne dallo psicologo.

Chi è più truffaldino tra Pd e Pdl, come fare a stabilirlo?
A chi credere?
Alla gente comune o agli esperti del settore?
Dove sta’ la verità? E non ditemi nel mezzo, così, tanto per chiudere in bellezza.

Questo è il paese della polemica, confusa, caciarona e superficiale.
Tutti si schierano, tutti prendono posizione ma la maggior parte delle volte senza saperne bene il perché.

Seguiamo l’onda, come si dice, decidiamo solo quale cavalcare per poi lasciarci trasportare.
Il problema è che quasi sempre sulla riva troviamo scogli appuntiti e non morbide, soffici spiagge.

Ma forse ... è quello che vogliono !!!. Hanno tanti affari da mettere a posto.

Messaggio modificato da cp55 il 19 ottobre 2010 - 09:10


#25 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 21 ottobre 2010 - 15:48

"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri".

Natasha ha 46 anni e da sette anni è in Italia per mantenere la sua famiglia. Tra qualche settimana ripartirà per la Moldova e, al momento, non ha in programma di tornare in Italia. Fino a nove anni fa era una professoressa di lettere e storia, per questo cita il romanzo "La fattoria degli animali" di George Orwell."Oggi non siamo tutti uguali, ci sono persone che sono più uguali di altre e sono quelle che hanno potere e denaro".

Natasha ha voglia di fare ritorno al suo paese, per riabbracciare la sua famiglia e riprendere una vita normale: "Non avrei mai pensato di rimanere così a lungo – racconta – sono stati sette anni difficili, dove ho lavorato tanto e pianto per tutto quello che ho perso". A volte non ci si riflette fino in fondo, ma chi si allontana dalla propria terra non lo fa quasi mai per scelta: "Una parte di me è morta, forse per sempre nonostante ho conosciuto molte persone a cui devo la mia vita e quella della mia famiglia, persone che mi hanno accolto come se fossi una di famiglia, un’amica".

Natasha per sette anni ha svolto la professione di "badante", un lavoro nato per caso, per risolvere una carenza sociale del nostro paese, un mestiere che ha portato per la prima volta a contatto centinaia di migliaia di famiglie con degli "stranieri". "Naturale essere diffidenti con chi è diverso, molte persone però ci hanno accolto e fatto sentire a casa, ma da qualche tempo a questa parte qualcosa è cambiato: mi sento meno sicura a restare in Italia, perché ci sono persone che dicono e pensano cose che mi fanno paura".

Ed è proprio per questo motivo che Natasha cita la celebre frase del romanzo di Orwell: "Io ringrazio l’Italia e gli italiani ma oggi molta gente non vuole mettere sullo stesso piano tutti gli esseri umani: se una persona è nata in una zona meno fortunata del mondo deve rimanere tra gli schiavi a vita?".

Sono riflessioni dure quelle di Natasha che ribadisce: "Bisogna intervenire sulle cattive persone, quelle che rubano o fanno male ad altri uomini – sottolinea – e aiutare invece chi vuole lavorare e vivere onestamente". Il suo ritorno a casa era programmato da mesi: "La cosa grave è che nessun straniero viene considerato come una risorsa per l’Italia".

Il messaggio che Natasha vuole lasciare, prima di riabbracciare i figli, è quello di riflettere sulla diversità: "Oggi c’è qualcuno che sostiene che ci sono uomini più uguali di altri, come nel romanzo di Orwell".

Natasha ha tante storie da raccontare, tanti ricordi di questa sua straordinaria esperienza italiana, che si porterà a casa, ma prima di ringraziare il nostro paese vuole lasciarci alcuni messaggi, perché in tutto il mondo c’è un detto popolare comune: "Lo straniero è un dono di Dio". "Credo che sia importante non rinunciare all’uguaglianza dei diritti, mi spaventa pensare che ci sono stranieri che fanno le badanti che sono più uguali degli stranieri che lavorano nei campi o nell’edilizia. In questi anni, alcune volte, ho sentito perdere la mia dignità di essere umano e non auguro a nessuno di dover provare questa sensazione".

Messaggio modificato da cp55 il 21 ottobre 2010 - 15:53


#26 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 26 ottobre 2010 - 15:54

Mancano pochi giorni alla partenza, ma mentalmente sono già in Moldova.
Qual'è la vera metafora che si nasconde dietro l'irrefrenabile desiderio di muoversi ?. Un punto di riferimento che ci aiuti a conoscere meglio noi stessi ?.

I motivi per cui si viaggia s'intrecciano e si dipanano lungo il filo delle più diverse ragioni, e prima o poi il viaggiatore è costretto a fermarsi e a confrontarsi con tutto il corollario di domande e riflessioni che ne conseguono.

Può sembrare assurdo viaggiare e doversi interrogare sulle motivazioni che ci spingono a farlo, si può viaggiare semplicemente per il piacere di farlo ?.

Io non ho risposte esaustive, ma solo nuove domande.

E forse, alla fine del viaggio, la vera metafora è solo quella d'aver accumulato dei bei ricordi... una delle poche cose che nella vita può fornire la misura d'aver vissuto veramente...

Si viaggia per spirito d’avventura, per conoscere altri popoli, per andare alla scoperta del mondo ed accorgersi poi che quello a cui hai sempre anelato è lì, appena dietro il giardino di casa.

Si viaggia per imparare ad amare o per essere amati, per lenire un dolore o per dare sfogo alla rabbia, perché spinti da una fede cieca o perchè non si ha più nulla in cui credere.


Si viaggia per essere stati i primi o per dire io c’ero, per aiutare il prossimo o per farsi aiutare, perché si è amici o per fare nuove amicizie. Si viaggia per incontrare qualcuno o per abbandonare qualcun'altro, per non saper attendere o perché abbiamo atteso troppo, per indagare nel profondo della nostra anima o per fuggire da sé stessi.

E cosa dire del viaggiatore, spirito errante eternamente insoddisfatto, capace di viaggiare attraverso il tempo, nella memoria perenne come in un attimo fuggente, in uno spazio chiuso eppure senza confini.

Cosa lo spinge a quest’opera mutevole come può esserlo un pensiero e istintiva come un debole respiro?

Perché, si dirà, non è forse tutta la vita un breve viaggio verso una meta oscura?
A che giova viaggiare per dover tornare, muoversi e ritrovarsi poi sempre allo stesso punto?


Più si scende in profondità e invece che trovare una risposta, sembriamo saper accumulare solo altre domande.

Perché viaggiare è in fondo uno stato dell’animo, a cui non si può chiedere ragione della sua esistenza, esiste perché noi esistiamo
.


#27 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 02 novembre 2010 - 15:25

Di buon ora, con la pioggia che ci bagna ( ... e i gamberoni rossi sono un sogno, come direbbe Paolo Conte),

oramai sommersi dall'acqua da tre giorni, siamo partiti verso Malpensa.

Viaggio tranquillo, nebbia a tratti.

Partenza ed arrivo in Moldova in perfetto orario.

Il tempo di un veloce controllo dei documenti e subito ritiriamo le valigie.

Per il resto nessun controllo, molto piu' facile che in Italia.

La giornata e' inizialmente grigia.

Un pallido sole, comunque, compare in breve tempo.

Temperatura sorprendentemente meglio che in Liguria.

I primi contatti con i parenti ... comincio a rilassarmi ...e comincia la vacanza,

Rimetto la mia ora legale ... Un saluto a tutti.

Messaggio modificato da cp55 il 02 novembre 2010 - 15:26


#28 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 07 novembre 2010 - 10:25

Sostiene Pereira ...

... che i giorni volano in questo caldo autunno moldavo.

Il leggero vento quasi caldo preannuncia qualche cambiamento.
Ma per ora e' meraviglioso godersi questo ultimo sole autunnale.

E' un piacere immergersi nei paesaggi che vanno da Chisinau a Balti.
Le migliaia di foglie che si staccano dalle betulle formano ed intrecciano il piu' bello dei tappeti.

Tutto e' piu' tranquillo. La vita qui scorre lenta.

#29 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 22 novembre 2010 - 00:00

“Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervè Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervè Joncour comprava e vendeva bachi da seta.
Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Sallambô, l’illuminazione elettrica era ancora un’ipotesi e Abramo Lincoln, dall’altra parte dell’oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine.
Hervè Joncour aveva trentadue anni.
Comprava e vendeva.
Bachi da seta.”


(Seta di Alessandro Baricco)


Ci sono dei libri che ogni tanto tornano tra le mani e senti il bisogno di rileggerli.
E' il caso di questo romanzo o meglio di questa storia di Alessandro Baricco.

Forse perche' per un attimo mi riporta in Moldova, agli alberi di gelso, spogli, visti nei villaggi di Singureni e Corlateni.

Un tempo anche qui si compravano e vendevano bachi da seta.

Messaggio modificato da cp55 il 22 novembre 2010 - 00:06


#30 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 23 novembre 2010 - 23:34

ARCHITETTURE IMPROBABILI (note a margine di una giornata per Chisinau)

Quello che mi sconcerta di certe orribili architetture non è la loro consistenza fisica, la volumetrica evidenza con cui si poggiano nelle città.

Mi muovo indietro, risalgo nel tempo: dall’opera finita al cantiere, agli uffici amministrativi che vistano le tavole, al centro plottaggi, fino allo studio tecnico nel quale quel progetto è stato realizzato. E’ sul tecnigrafo di chi lo ha disegnato, sullo schermo del suo pc, dove voglio fermarmi un attimo.

Trovarmi lì nel momento, probabilmente a fine serata, in cui qualcuno si sarà tolto gli occhiali da presbite, si sarà stropicciato gli occhi, avrà guardato il suo edificio orribile disegnato sul piano di lavoro e avrà pensato: “Sì! Può andare!”, spegnendo il computer, poggiando la matita e pensando di essersi proprio meritato un bicchiere di vino.

Fate una cosa, una sola cosa al giorno, purchè possiate dire a voi stessi di averla fatta nel migliore modo possibile.

In un mondo oramai sovraffollato da oggetti, cose, case, beni, suoni, costruzioni, luoghi di culto, strade, condomini mansardati, persone che ti pestano i piedi sul tram – insomma in un mondo in cui tutto lo spazio disponibile viene sfruttato e venduto secondo una logica sistematica di occupazione, il vuoto – cioè il nulla – è destinato ad assumere un valore enorme.

Avrei sicuramente preferito il nulla ai mostri di cemento in cui siamo costretti a vivere, senza poter più soavemente poetare sotto le stelle o respirare aria degna del suo nome.

Fare una cosa al giorno e pensare di averla fatta bene non è comunque garanzia di successo.

E’ nel confronto, nell’interazione umana, nello scambio intellettuale e personale che si cresce e si migliora.

E’ il silenzio delle coscienze addormentate che mette paura.

Perchè il sonno delle coscienze e l’isolamento delle persone genera mostri (di cemento e non).



#31 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 26 novembre 2010 - 15:09

A margine delle parole scritte nel precedente post, vorrei far sentire la voce di un grande architetto.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo circa 25 anni fa: l'ingegnere dove ho lavorato per 30 anni è stato un suo carissimo amico.

E' mia convinzione che sia uno dei più grandi architetti viventi.

Loano, la città in cui vivo, ha un primato tutto suo (negativo ovviamente).
Quello di essere uno dei pochi posti dove ben due progetti del grande Piano (il lungomare e la biblioteca) non sono stati realizzati.

Su una cosa, comunque, non mi trova concorde.

Caro Dott. Renzo Piano, ha ragione a dire che i giovani devono andare via, fare esperienza per poi magari tornare.

Ma si va via dall'Italia anche grazie a gente come lei che prende giovani 'a bottega' li sfrutta per 12 ore al giorno
in cambio di un piccolo rimborso spese e poi, dopo qualche anno, fuori loro e dentro altri e avanti così.

Io non sono un grande architetto, ma i ragazzi di "bottega" li ho sempre pagati con uno stipendio degno di questo nome.

http://www.youtube.com/watch?v=7aC1EzVfpKE



#32 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 02 dicembre 2010 - 16:33

L'autunno ha un potere incredibile sulla mia persona...

Sono affascinato per come la natura ciclicamente si trasforma per poter dare ad ogni suo attimo di vita, il tempo che le occorre per rigenerarsi...
Non ci sono lamenti durante questa stagione all'interno di un bosco, solo fruscii leggeri provocati dalle folate di vento leggere, ancora un poco tiepide, che penetrano tra le foglie oramai stanche...

Anche i corsi d'acqua hanno un suono diverso, anche loro sembrano voler rallentare il ritmo...
L'autunno spoglia delicatamente quella che è stata una esuberante esplosione estiva...Si, la spoglia totalmente ma...piano, nel rispetto e nella concessione dei tempi.

Non c'è più alcuna frenesia...Solo calma e preparazione.
Mi piace a volte, nelle conoscenze che faccio, percepire quale stagione si adatta al loro modo di essere e al loro carattere: è un affascinate viaggio di scoperte e di risposte.

Immagine Postata
L'autunno è sensuale, per niente una stagione di mezzo, è la stagione che spoglia e denuda l'anima degli alberi, e prepara a loro un letto caldo per difendersi dal freddo...è premuroso l'autunno, che semplifica l'esteriorità per proteggere la radice dell'essere...
Adopera la lentezza nei movimenti ma esplode di colori intensi e di profumi ruvidi...inebrianti e persistenti.

Il terpore autunnale assomiglia ad un'abbraccio; amo sentire sulla mia pelle questa sensazione quando chiudo gli occhi ed assaggio con l'anima il calore. Non brucia al contatto ma arriva al cuore e fin dentro alle ossa.

Noi dovremmo ascoltare i nostri sensi, come gli alberi fanno con le stagioni e permetterci il piacere di vivere ad ogni passaggio, sentire l'energia che provoca dentro di noi e circondarci di tutto ciò che equilibra la nostra natura umana ...

Messaggio modificato da cp55 il 02 dicembre 2010 - 16:35


#33 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 14 dicembre 2010 - 14:45

In un giorno di freddo polare ... il ricordo di un indimenticabile novembre.

Allega File



#34 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 16 dicembre 2010 - 11:04

Desiderare di vivere di rendita è un’aspirazione moralmente censurabile o un antidoto alla moderna ansia di accumulazione indefinita? Un sogno da debosciati, o un progetto di vita in sobrietà ricco di tempo libero?
Da queste domande di fondo parte il saggio di Cesare Valentini, “Vivere di rendita“; il quale non ha scritto da teorico della materia, bensì da “sperimentatore” e da “testimone”.
Da molti anni infatti viveva con la famiglia lontano dalla città, in una condizione (a metà tra il prepensionamento e il lavoro part-time come consulente) che egli definì di “pensulenza”.

Non ci si lasci trarre in inganno. Questo non è un libro ingenuo di motivazione psicologica per chi ha voglia di liberarsi dalle catene della routine; al contrario, è un libro che riporta continuamente con i piedi per terra, in direzione di una valutazione corretta e disincantata delle proprie possibilità finanziarie concrete. È un libro che insegna a definire obiettivi, pianificare strategie, mettere in atto tecniche e risolvere problemi. Vengono passati in rassegna dati provenienti da fonti diverse, esperienze (e fallimenti) altrui, blog, forum e siti in internet, una cospicua bibliografia; ne vien fuori un messaggio chiaro ed onesto: se proprio desideri vivere di rendita e non sei straricco di famiglia, allora non ti resta che “fare i conti, ridefinire il tuo stile di vita e pianificare il tuo comportamento futuro”.

In definitiva l’autore ha cercato di proporre uno stile di vita libero dagli status symbol e dalle cose che bisogna possedere a tutti i costi per non essere considerati “out”; un modo di vivere “al di sotto dei propri mezzi” che non ha di mira il sarkozyano “lavorare di più per guadagnare di più” ma – ben cosciente della legge dell’utilità marginale applicata al reddito individuale, per la quale “il reddito è positivamente correlato alla felicità percepita, ma diventa un fattore trascurabile una volta superato il reddito mediano” – si indirizza alla qualità della vita (felicità) piuttosto che alla quantità (ricchezza materiale).

Voler vivere di rendita non è dunque un desiderio di ozio fine a se stesso, ma un modo (non certo l’unico) di avere a cuore il ben-essere proprio e dei propri cari. Ciò può voler dire rinunciare volontariamente a una certa quota di stipendio o prendere in considerazione l’idea di andare a vivere in uno dei tanti retirement heavens (aree residenziali all’estero dove è possibile vivere bene con 800 euro al mese). Con la consapevolezza che non tutti i momenti sono propizi per cominciare a vivere di rendita; che anzi ce ne sono alcuni del tutto sconsigliati. Ma sapendo che aspirare a vivere di rendita, oggi, è davvero possibile.

Cesare Valentini ha fatto più di due conti prima di lasciare la grande città e il lavoro dipendente a 45 anni. Ha lavorato part-time come formatore e financial-planner indipendente. Il resto del tempo ha fatto altro. Ha passeggiato sul monte di Portofino, ha giocato a scacchi con suo figlio, o altro. E ha smesso di vergognarsene. Prima di questo libro ha scritto Il risparmio protetto. Come gestire consapevolmente i propri beni (dal risvolto di copertina).

E’ morto improvvisamente a 52 anni.

#35 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 18 dicembre 2010 - 20:54

Medicine alternative.

Sempre che di stagioni si possa ancora parlare, certa è la concomitanza con i primi freddi e i primi malanni.
Non si chiamano più influenza, bronchite, laringite. Per il fatto che i sintomi sono ogni volta diversi, i medici non si pongono più il problema. Decretano sempre: è un virus.
E di virus ce ne sono sempre nuovi. La medicina li insegue, ma ovviamente arriva, logico, un po’ tardi.

Un virus, in questi giorni, ha deciso di accasarsi nel mio corpo, generandomi il solito raffreddore, la solita tosse, i soliti dolori, la perdita di voce, insomma pareva un bel virus vecchio stile, di quelli che non si trovano quasi più.

Prendo la tachipirina (l’aspirina mi ha provocato una mezza gastrite) e niente, passo al Velamox: niente.

Rassegnato, a cena, con un risottino semplice semplice ed un piattino di parmigiano (le mie quattro stagionature preferite 24, 36, 48, 60 mesi), ho stappato una bottiglia di Monte Rossa Cabochon 03, bollicine, non perche' sia snob, ma non digerendo troppo i tannini, mi rimane poca scelta e le bollicine sono la mia passione, mi basta poco anche un semplice prosecco.

Per valutare seriamente un vino, per principio, voglio conoscere il produttore, capirne la filosofia, visitare la cantina e i vigneti. Qui siamo di fronte a un prodotto di notevolissimo livello.
Ma non è questo lo spazio dei miei assaggi.

Il punto però è un'altro: dove non hanno avuto successo i farmaci tradizionali, hanno avuto effetto miracoloso le bollicine.

Una sola seduta e la voce mi è tornata al 75%.

Ho ripetuto la terapia la sera successiva: totale guarigione.

Forse i virus che arrivano dall’Asia, dall’Africa, dall’Europa dell’Est, si trovano spiazzati di fronte alle bollicine, essendo preparati ai prodotti di sintesi.

Come farmaco, va preso con moderazione e con rispetto.
Controindicazioni : si rischia che ti prenda il buon umore.

Messaggio modificato da cp55 il 18 dicembre 2010 - 20:58


#36 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 22 dicembre 2010 - 12:50

Dedicato a tutti quelli che sono costretti a subire l'emigrazione …
a rinunciare al proprio futuro nella loro patria e a tutti quelli che lottano, quotidianamente, per cambiare le cose e cancellare questa vergogna ...

http://www.youtube.com/watch?v=-GE2UAhCRrk


#37 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 27 dicembre 2010 - 16:33


DUEMILACINQUECENTO

Ogni giorno percorriamo centinaia di metri, a volte anche molti chilometri. Attraversiamo paesi, confini, limiti, ed arriviamo, consapevolmente o inconsapevolmente, a mete o a traguardi prefissati. Abbiamo creato frontiere geografiche ma anche frontiere materiali. L'uomo di questo millennio ha imparato a viaggiare rimanendo seduto senza muovere un niente, inerpicandosi tra montagne caotiche di sogni e idee, correndo veloce tra colori, musica e vita.

Questa volta abbiamo deciso di percorrere delle strade virtuali all'interno di un progetto concreto. Ci prepariamo a viaggiare per circa duemilacinquecento chilometri. Un lungo percorso fatto di strade differenti ma con una meta nascosta dietro la curva del cuore ed un'unica parola che le accomuna: solidarieta'.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che separano Loano, una piccola cittadina in Liguria, sede della nostra associazione “UNA VITA ELEMENTARE ONLUS”, da Chisinau, la capitale di un altrettanto piccolo stato, la Moldova, una delle ex repubbliche dell'Unione Sovietica.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che separano un sogno dalla realtà. Aiutare fasce della popolazione in stato di disagio sociale attraverso la creazione di imprese sociali capaci di formare e dare lavoro, ma soprattutto aiutare ad avere la prospettiva di un nuovo “percorso di vita”.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri per realizzare un piccolo laboratorio di “macelleria”, per cominciare a raccogliere le risorse economiche da impiegare in questo progetto sociale, il primo nucleo di quello che sarà la realizzazione di una fattoria in Moldova (Buena Vista Social Farm).

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che verranno associati a chi di questo viaggio vorrà farne parte. Vi chiediamo di regalare quanti chilometri desiderate, per giungere, con l'aiuto di tutti, alla meta prefissata.
Con venti euro potete donare un chilometro di questo percorso.
Una mappa segnalerà l'avanzamento del viaggio ed ogni chilometro porterà il vostro nome, quasi a voler sottolineare un nuovo percorso stradale.

Vi racconteremo questa nostra avventura, tappa dopo tappa, chilometro dopo chilometro.
La partenza è fissata per il 13 gennaio 2011, la vigilia del Capodanno Ortodosso.
Un buon auspicio per tutte le persone che ne faranno parte e per tutte quelle che aspettano di farne parte.

Partenza Loano, Italia.
Prossima Fermata Chisinau, Moldova.

www.unavitaelementare.com

Messaggio modificato da cp55 il 27 dicembre 2010 - 16:36


#38 hohol

hohol

    Advanced Member


  • 294 messaggi
  • Iscritto il: 20-aprile 10

Inviato 27 dicembre 2010 - 19:59


DUEMILACINQUECENTO


Beh, Google dice così

per Chisinau, Moldavia Percorsi suggeriti

22 ore 53 min 2.105 km

Dove avete trovato altri 400 km? :newyear:

Messaggio modificato da hohol il 27 dicembre 2010 - 20:02


#39 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 27 dicembre 2010 - 21:18

Beh, Google dice così

per Chisinau, Moldavia Percorsi suggeriti

22 ore 53 min 2.105 km

Dove avete trovato altri 400 km? :newyear:


Secondo http://www.viamichelin.it la distanza tra Loano e Chisinau e' di 2245 km di cui 1273 km su strade a scorrimento veloce.
Come puoi immaginare quando di mezzo c'e' una raccolta fondi ... i chilometri sono adeguati al traguardo che ti sei dato.
Come avrai certamente letto, il termine "approssimativamente" ricorre frequentemente ...
Duemilacinquecento poi suona meglio che duemilacentocinquanta oltre che piu' facile da far memorizzare.

Piccolezze che contano ben poco ... quello che conta e' arrivare al traguardo finale.

Un saluto.

Messaggio modificato da cp55 il 27 dicembre 2010 - 21:19


#40 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 28 dicembre 2010 - 14:30


Sostiene Pereira ...


http://www.youtube.com/watch?v=3-thTYvR66Q

Messaggio modificato da cp55 il 28 dicembre 2010 - 14:32