Salta al contenuto


Moldweb
Moldova Community Italia utilizza cookies. Leggi le Regole privacy per maggiori informazioni. Per rimuovere questo messaggio clicca sul pulsante qui di fianco:    Accetto l'uso dei cookies
  • Login con Facebook Login con Twitter Log In with Google      Login   
  • Registrati


  •  


Benvenuto su Moldweb

Immagine Postata Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata, Immagine Postata, Immagine Postatao Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse
 

Foto
* * * * * 2 Voti

SOSTIENE PEREIRA


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
141 risposte a questa discussione

#1 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 04 ottobre 2010 - 11:26

Mi capita sempre piu' spesso di pensare alla Moldova.
Mi capita sempre più spesso di pensare ad avere tempo per me stesso e per gli altri.
Mi capita sempre più spesso di sognare, di lasciare tutto e cambiare vita.
Mi capita sempre più spesso di pensare che cambiando paese ci saranno opportunità ...
ma anche e soprattutto ostacoli...

Eppure piano piano ho cominciato a sentire il "Mal di Moldova", di pensare ai suoi paesaggi, alle strade sterrate dei villaggi, alla terra nera che ti si appiccica alle scarpe, ai paesaggi innevati, al freddo pungente, al calore di un fuoco, ed al tempo, si al tempo, ad una sua dimensione, quasi immobile. Una diversa e più umana dimensione del vivere fa sì che gli aspri paesaggi regalino un'anima profonda a questo paese.
Il paragone è con Carlo Levi ed al suo "Cristo si è fermato ad Eboli".

http://www.youtube.com/watch?v=ALqkzO_Mg4c

Ho cominciato da tempo ad amare la Moldova, tanto da essere convinto di andarci a vivere.

Puo' succedere. E' successo per la Moldova ma poteva succedere per qualsiasi altra parte della terra.
La mia non è una fuga intesa come vile rifiuto delle responsabilità, bensì la fuga intesa come protesta. La fuga da una situazione che non ti piace e nella quale non riesci a trovare un tuo luogo, verso un luogo nuovo dove costruire una realtà migliore. Non occorre trovare isole deserte: si può «fuggire» anche all’interno della propria coscienza, lontano dalla volgarità e dalla superficialità di questi anni.

«Non si viveva poi così bene in Italia, non ci hanno lasciato cambiare niente. E allora gli ho detto: avete vinto voi, ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice. E sono venuto qui».

« A Ottobre un giorno (mia madre) arrivava a casa e diceva: "indovinate cosa vi ho portato...". Ma noi lo sapevamo già, erano i primi mandarini della stagione. Ora, invece, ci sono le ciliegie tutto l'anno, le fragole tutto l'anno, ma che ricordi avranno un giorno questi bambini..?! ».

Sta anche in questi due pensieri parte della mia scelta.
Piace misurarmi con altre esperienze. Questo per mia natura.

Se c'e' una cosa certa, comunque, e' che la mia prossima meta sara' la Moldova.
Se c'e' una cosa certa e' che non so dire quando questo avverra' o perlomeno la data precisa.
Gli impegni presi nei confronti di quelli che ti stanno vicino vanno rispettati e da questo dipende la temporalità del trasferimento.


Ma ora so che e' venuto il tempo di fare qualcosa.
Di fare qualcosa per gli altri e la Moldova mi affascina anche per questo aspetto.
La mia sfida per il futuro e' gia' pronta. E questa e' una grande motivazione, forse la piu' bella, quella di aiutare gli altri ad avere "un progetto di vita" e contestualmente anche quello di avere “il mio progetto di vita”.

http://www.youtube.com/watch?v=TtJw9Ho4sdU&p=652DDFB9E6DAAA64&playnext=1&index=100[font="Times New Roman, serif"][size="4"][/size][/font]


Questo spazio racconterà i pensieri, i dubbi, le riflessioni che mi accompagneranno in tutto questo lasso di tempo che mi separa dalla meta finale, quella sognata ed amata.

Forse, anzi decisamente, una delle parti più belle di questo nuovo viaggio.

L'attesa.

Messaggio modificato da cp55 il 04 ottobre 2010 - 11:30


#2 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 04 ottobre 2010 - 15:43

Molto bello, complimenti Carlo!
Provo sempre un sentimento di grande ammirazione per chi cerca di fare qualcosa per questo paese.
Non so se ho capito bene, ma tu hai intenzione di trasferirti definitivamente in Moldova? A partire dal mese di Novembre?
Così mi pare di aver capito dai tuoi precedenti interventi.
Non ho capito bene, per mia colpa s'intende, il riferimento a "Sostiene Pereira".
Nel raccontare le tue emozioni scrivi per nome e per conto di "un'altro ipotetico Carlo"? Non sei tu che parli in prima persona? Chi è che illustra e racconta le tue emozioni e i tuoi progetti?
Il significato del titolo del romanzo "Sostiene Pereira", che da poi il titolo al topic, scaturisce appunto dal fatto che non è il protagonista a raccontare gli eventi, ma una sorta di cronista, un testimone, per questo ripete spesso nel romanzo..."sostiene Pereira".
Ti chiedo umilmente scusa, è solo per capire!

#3 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 04 ottobre 2010 - 21:09

Molto bello, complimenti Carlo!
Provo sempre un sentimento di grande ammirazione per chi cerca di fare qualcosa per questo paese.
Non so se ho capito bene, ma tu hai intenzione di trasferirti definitivamente in Moldova? A partire dal mese di Novembre?
Così mi pare di aver capito dai tuoi precedenti interventi.
Non ho capito bene, per mia colpa s'intende, il riferimento a "Sostiene Pereira".
Nel raccontare le tue emozioni scrivi per nome e per conto di "un'altro ipotetico Carlo"? Non sei tu che parli in prima persona? Chi è che illustra e racconta le tue emozioni e i tuoi progetti?
Il significato del titolo del romanzo "Sostiene Pereira", che da poi il titolo al topic, scaturisce appunto dal fatto che non è il protagonista a raccontare gli eventi, ma una sorta di cronista, un testimone, per questo ripete spesso nel romanzo..."sostiene Pereira".
Ti chiedo umilmente scusa, è solo per capire!


Hai capito perfettamente Nichi.

Quando scrivo, mi capita spesso di parlare a me stesso.
Quasi che la mia coscienza, il mio alter ego, me lo imponga.
Il narratore-autore entra in dialogo col racconto del narratore-personaggio e avanza ipotesi, supposizioni, interloquisce.
Questo pero' non sempre.

Perche' Pereira. Credo che in un certo senso tutti noi siamo “Pereira” quando neghiamo o ignoriamo più o meno consapevolmente le vicende e le ingiustizie che ci circondano. Dappertutto.

Quali ragioni spingono Pereira a una scelta che capovolge la sua vita?
Perché Pereira non rimane tranquillo nel suo ufficio, un porto franco.
Perche' manda tutto all'aria schierandosi dalla parte di un rivoluzionario?

«...sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo,
ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira.»

Forse le stesse sensazioni che ad un certo punto della mia vita ho provato anch'io.

Esiste la mia famiglia ed a questa che devo, prima di ogni altra cosa, dare ascolto.
Ma esiste anche un'altra famiglia meno visibile, molto piu' numerosa, con numerosi problemi.
Non si puo' far finta di non vedere. Il senso della dignità rimane sempre in se' stessi.

Conciliare per certi versi le due cose non e' facile. Per questo mi sono sentito per tanto tempo Pereira.
Ma tutto si trasforma, lentamente, come se la cosa non dipendesse totalmente da me, come se io fossi un'altra persona, quella che tra l'altro tutti vorremmo essere: il simbolo di un riscatto, tanto più lampante quanto meno prevedibile.

Grazie a mia moglie andremo a vivere in Moldova. Grazie a lei ho riscoperto tutte queste cose.

Dedicato a tutti i Pereira che trovano il coraggio di raccontare la verità, di alzare la testa e di vincere la paura…


P.S. : a novembre verro' in vacanza per due settimane. Il passo decisivo, salvo complicazioni, avverra' entro due anni.
Ma avremo modo di raccontarcelo.

#4 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 05 ottobre 2010 - 05:02

Hai capito perfettamente Nichi.

Quando scrivo, mi capita spesso di parlare a me stesso.
Quasi che la mia coscienza, il mio alter ego, me lo imponga.
Il narratore-autore entra in dialogo col racconto del narratore-personaggio e avanza ipotesi, supposizioni, interloquisce.
Questo pero' non sempre.

Perche' Pereira. Credo che in un certo senso tutti noi siamo “Pereira” quando neghiamo o ignoriamo più o meno consapevolmente le vicende e le ingiustizie che ci circondano. Dappertutto.

Quali ragioni spingono Pereira a una scelta che capovolge la sua vita?
Perché Pereira non rimane tranquillo nel suo ufficio, un porto franco.
Perche' manda tutto all'aria schierandosi dalla parte di un rivoluzionario?

«...sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo,
ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira.»

Forse le stesse sensazioni che ad un certo punto della mia vita ho provato anch'io.

Esiste la mia famiglia ed a questa che devo, prima di ogni altra cosa, dare ascolto.
Ma esiste anche un'altra famiglia meno visibile, molto piu' numerosa, con numerosi problemi.
Non si puo' far finta di non vedere. Il senso della dignità rimane sempre in se' stessi.

Conciliare per certi versi le due cose non e' facile. Per questo mi sono sentito per tanto tempo Pereira.
Ma tutto si trasforma, lentamente, come se la cosa non dipendesse totalmente da me, come se io fossi un'altra persona, quella che tra l'altro tutti vorremmo essere: il simbolo di un riscatto, tanto più lampante quanto meno prevedibile.

Grazie a mia moglie andremo a vivere in Moldova. Grazie a lei ho riscoperto tutte queste cose.

Dedicato a tutti i Pereira che trovano il coraggio di raccontare la verità, di alzare la testa e di vincere la paura…


P.S. : a novembre verro' in vacanza per due settimane. Il passo decisivo, salvo complicazioni, avverra' entro due anni.
Ma avremo modo di raccontarcelo.


Adesso mi è tutto chiaro!
Tanto di cappello Carlo!
Davvero bello il tuo accostamento a Pereira.
...Esiste la mia famiglia ed a questa che devo, prima di ogni altra cosa, dare ascolto.
Ma esiste anche un'altra famiglia meno visibile, molto piu' numerosa, con numerosi problemi.
Non si puo' far finta di non vedere. Il senso della dignità rimane sempre in se' stessi
...
Ti rinnovo la mia ammirazione per quello che stai per fare.
Avremo senz'altro modo di farci due chiacchiere.

#5 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 05 ottobre 2010 - 10:07

Sono più di tre mesi che sto lavorando al sito della fattoria sociale in Moldova.

Una bella fatica. Sembra tutto semplice ma molte volte mi rendo conto che sto facendo un lavoro, immane per le mie forze ed il mio tempo, con il solo aiuto, nei ritagli di tempo, dei miei soci grafici, Andrea e Roberto, a cui devo tutto il mio ringraziamento visto il costo zero dei loro sforzi.

Per realizzare i sogni ci vuole tenacia ma soprattutto bisogna crederci fortemente.

Buena Vista Social Farm richiede tempo, c'è bisogno di dedizione, passione, ore ed ore, giorni, mesi che dobbiamo “sottrarre” alle nostre vite private e tanta pazienza.

E' una parte del mio viaggio di avvicinamento alla Moldova.

Allega File

  • Allega File  bbbbbb.jpg   128,57K   20 Numero di downloads


#6 cemento

cemento

    Advanced Member


  • 814 messaggi
  • Iscritto il: 04-settembre 07

Inviato 05 ottobre 2010 - 11:18

Sono più di tre mesi che sto lavorando al sito della fattoria sociale in Moldova.

Una bella fatica. Sembra tutto semplice ma molte volte mi rendo conto che sto facendo un lavoro, immane per le mie forze ed il mio tempo, con il solo aiuto, nei ritagli di tempo, dei miei soci grafici, Andrea e Roberto, a cui devo tutto il mio ringraziamento visto il costo zero dei loro sforzi.

Per realizzare i sogni ci vuole tenacia ma soprattutto bisogna crederci fortemente.

Buena Vista Social Farm richiede tempo, c'è bisogno di dedizione, passione, ore ed ore, giorni, mesi che dobbiamo “sottrarre” alle nostre vite private e tanta pazienza.

E' una parte del mio viaggio di avvicinamento alla Moldova.


Uèè cerca di non gasarti più del dovuto, lavora e non rompere....ormai con le palanche

non hai problemi :fisch: tanti auguri :drinks: Carletto.

#7 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 05 ottobre 2010 - 14:07

Uèè cerca di non gasarti più del dovuto, lavora e non rompere....ormai con le palanche
non hai problemi :fisch: tanti auguri :drinks: Carletto.


Ma quando mai in Liguria ci sono "palanche" ... non siamo mica sul lago .. nèèè !!!

Guarda che per la fattoria sociale ne servono ed anche tanti ...

"Non chiediamo molto. Chiediamo di rinunciare a qualcosa: un caffè, una birra, un pacchetto di sigarette e regalarci l'equivalente di un caffè, di una birra, di un panino, di un pacchetto di sigarette. Con meno caffeina, alcool, grassi e nicotina nel sangue tu starai meglio e nelle vene di tutti il virus della “felicità” continuerà a ribollire con piu' vigore".

Hai capito il discorso Gaetanuccio ??? ...

Noi contiamo anche su di te. Un abbraccio.

#8 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 05 ottobre 2010 - 20:12

Ogni tanto mi capita di rileggere qualche qualche frase o pensiero trascritto qualche tempo fa.
Allora come oggi condividevo e condivido questi pensieri.
Mi piace qui riportare alcuni pensieri, scritti peraltro in aeroporto in attesa del volo, in uno dei miei primi viaggi in Moldova.

Il viaggio ed il sogno.


Il viaggio è un sogno, non inteso come bisogno di evadere o di lasciarsi alle spalle ciò che alle spalle resta ogni volta che salpiamo, ma come consapevolezza del fatto che certe verità possono essere contenute solo nei sogni.

Sogni che nascono liberi e liberi devono restare.

Migrare, portare scompiglio in altre coscienze e continuare a seminare il desiderio e la voglia di partire.

Sperare di conservare occhi capaci di accorgersi quando, fuori dalla finestra, un sole malato d'inverno scende a cercare il tetto della notte.

Avere dentro qualcosa che sappia ancora apprezzare il desiderio di inseguire il sogno o l’immagine che porta con sé, senza lasciarsi anestetizzare dall’ovvietà bugiarda del presente.

Ma il viaggio è anche avventura.

Le incognite sono tante e pesano.

L’augurio che ci facciamo ad ogni partenza è che nella nostra valigia non manchino mai le cose essenziali per intraprendere un viaggio: lo stupore, la capacità di ritrovare incontaminato lo sguardo del mondo, il desiderio di desiderare, perché non manchi mai la volontà di fare di tutto perché le cose somiglino un pò più a noi.

Il viaggio e' la forza di non fermarsi all’evidenza, ma grattare sotto la superficie e spiare il dietro le quinte e cercare cosa si nasconde dietro il senso vero delle cose, la voglia e l’energia di ripartire ogni volta che il peso di quella distanza prende alla gola, insieme alla tentazione di lasciarsi andare, mollare tutto e fermarsi li' dove siamo arrivati, magari davvero ad un passo dal trasformare il nostro desiderio in realtà.

Credo che alla fine il succo sia quello di ricercare, comunque e sempre, quel grano di utopia, visto che ci vuole la forza di sogni smisurati per fare dei piccoli passi in avanti.

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 05 ottobre 2010 - 20:17


#9 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 07 ottobre 2010 - 18:11

Le ragioni del cuore

http://www.youtube.com/watch?v=mo8HrE_2hC8


#10 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 ottobre 2010 - 10:42

Credo che fra poco, per le prossime elezioni, in Moldova si stia formando una nuova forza politica.
Una nuova formazione fatta da gente semplice, forse un po' ingenui, di ogni estrazione sociale, dal carrozziere al medico dentista, amministratori condominiali sotto la spinta dei proprietari e degli inquilini degli appartamenti, gruppi animalisti.

Questo piccola forza politica ha anche un nome: M.L.N.
La sigla in se' dice poco ... ma per gli addetti ai lavori e' una sigla importante.

Si perche' i moldavi, oramai stanchi e al limite di ogni sopportazione non c'e' la fanno piu'.
O emigrano o combattono. E questa e' la loro risposta.

M.L.N.... Movimento di Liberazione da Nikita...

Ciao Nichitone ...

Un consiglio per il mascarpone. Se vai in farmacia ed acquisti una boccetta di acido citrico puoi fartelo da te ...

Va, oggi sono buono. Mezzo cucchiaino in mezzo litro di panna. Lo lasci una notte intera ed al mattino... magia delle magie .. ecco il mascarpone ...
Comunque se vuoi si puo' fare anche senza mascarpone ... ci sono tantissimi modi.

Ciao Nichi.

#11 fede72

fede72

    Advanced Member


  • 2056 messaggi
  • Iscritto il: 29-dicembre 06

Inviato 08 ottobre 2010 - 12:29

Complimenti Carlo,
e tanti auguri per il tuo progetto di vita, per il tuo sogno, per il tuo viaggio...per tutto.

Mi piace pensare che al mondo ci sono ancora tante persone "idealiste" (nella dizione alta del termine) e "sognatrici"

:drinks:

#12 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 08 ottobre 2010 - 13:52

Credo che fra poco, per le prossime elezioni, in Moldova si stia formando una nuova forza politica.
Una nuova formazione fatta da gente semplice, forse un po' ingenui, di ogni estrazione sociale, dal carrozziere al medico dentista, amministratori condominiali sotto la spinta dei proprietari e degli inquilini degli appartamenti, gruppi animalisti.

Questo piccola forza politica ha anche un nome: M.L.N.
La sigla in se' dice poco ... ma per gli addetti ai lavori e' una sigla importante.

Si perche' i moldavi, oramai stanchi e al limite di ogni sopportazione non c'e' la fanno piu'.
O emigrano o combattono. E questa e' la loro risposta.

M.L.N.... Movimento di Liberazione da Nikita...

Ciao Nichitone ...


:roflmao: :roflmao: :roflmao: :roflmao:
Invece devo fondare " Il Movimento Moldavo dell'Autoironia", deco condurre una campagna per aiutare i moldavi a ridere di se stessi, ad abbandonare quel contegno serioso sovietico, ad essere più aperti e meno formali.
Chissà, forse in un decennio ci riuscirò!

Un consiglio per il mascarpone. Se vai in farmacia ed acquisti una boccetta di acido citrico puoi fartelo da te ...

Va, oggi sono buono. Mezzo cucchiaino in mezzo litro di panna. Lo lasci una notte intera ed al mattino... magia delle magie .. ecco il mascarpone ...
Comunque se vuoi si puo' fare anche senza mascarpone ... ci sono tantissimi modi.

Ciao Nichi.


Avevo sentito di sta cosa!
Però mi devi dare le dosi esatte, posso usare anche il limone vero?
Dai, fai il bravo, dammi le dosi.
Va bene anche la "smetana" che si trova da queste parti?
Cosa si può usare al posto del mascarpone?

#13 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 ottobre 2010 - 15:54

Avevo sentito di sta cosa!
Però mi devi dare le dosi esatte, posso usare anche il limone vero?
Dai, fai il bravo, dammi le dosi.
Va bene anche la "smetana" che si trova da queste parti?
Cosa si può usare al posto del mascarpone?


Il succo del limone contiene l'acido citrico ma non e' la stessa cosa. Devi andare in farmacia.
La dose e' di mezzo cucchiaino (da caffe') in mezzo litro di panna. La smetana ha un gusto differente niente a che fare con la panna... ma quella la trovi ...anche in Bld. Moscova...Parmalat ...

Al posto del mascarpone puoi usare una semplice crema chantilly (crema pasticcera e panna montata) oppure una crema ganache .. ma andiamo sul difficile ... si puo' anche fare con gli albumi montati a neve e della crema pasticcera ...se vuoi, quando arriviamo in Moldova, ti faro' parlare con mia moglie (ama parlare in moldavo anche se conosce il russo e se proprio vuoi anche in italiano) ... sotto tortura parla ... scherzo.. ti dara' e chissa un giorno ti insegnera' ricette che neanche la tua mente avrebbe concepito ....:arf2: .

Ciao Nichi ...

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 08 ottobre 2010 - 15:55


#14 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 ottobre 2010 - 16:00

Complimenti Carlo,
e tanti auguri per il tuo progetto di vita, per il tuo sogno, per il tuo viaggio...per tutto.

Mi piace pensare che al mondo ci sono ancora tante persone "idealiste" (nella dizione alta del termine) e "sognatrici"

:drinks:


Grazie a te Fede ... fra qualche giorno ti daro' il sito dove questi progetti e sogni sono espressi un po' meglio....

#15 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 ottobre 2010 - 16:40


Sostiene Pereira: 'responsabilità' intellettuale e atto di volontà

http://www.youtube.com/watch?v=0dqRx2lGc_A&feature=related


#16 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 ottobre 2010 - 22:07

Non voglio più vivere qui
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato domenica 12 settembre 2010 in Repubblica ceca.

Sempre più italiani con un’istruzione alle spalle fuggono da una società immobile che non vuole dare loro opportunità.

Rita Clementi, 47 anni, è una genetista con numerose pubblicazioni in varie riviste scientifiche internazionali. Malgrado questo, non riesce ad affermarsi in Italia e confessa che, “pensando anche ai miei tre figli” ha deciso di lasciare il suo paese per emigrare a Boston, dove può dedicarsi interamente alla ricerca con una lauta retribuzione. Prima di partire, Rita ha inviato una lettera al Presidente G. Napolitano, nella quale descrive in tono indignato l’ambiente universitario italiano, un ambiente dominato da nepotismo e legami d’interesse. Il caso di Rita è l’immagine del declino della ricerca scientifica in Italia, dove i “baroni” per anni hanno favorito la formazione di una élite chiusa, ermetica, somigliante più ad un clan familiare che ad un ambiente accademico.

La fuga dei cervelli comincia ad assumere proporzioni sempre maggiori. Secondo le statistiche, infatti, solo negli ultimi 5 anni l’emigrazione verso Stati Uniti, Canada e Australia è stata di ben 15000 persone, tutte con un’istruzione universitaria. Il presidente Napolitano ha usato la lettera di Rita come un appello ai giovani “a non arrendersi e a non partire per l’estero”. Le radici di questo problema vanno molto a fondo e purtroppo l’appello del presidente non può da solo risolvere la situazione.

Nel paese, la disoccupazione giovanile cresce con impetuosità e ad oggi ha raggiunto la media del 27%. Ma anche chi possiede un titolo universitario non ha garanzia di un futuro migliore. Di esempi ce ne sono molti. Valeria Morselli, 25 anni, ha studiato greco e latino e, grazie al programma europeo Erasmus che le ha permesso dei soggiorni di studio all’estero, parla perfettamente inglese, francese e tedesco. La conoscenza di lingue straniere in Italia è un grande vantaggio, ma nonostante questo Valeria ha cercato lavoro per molto tempo senza successo. Alla fine, ha trovato un posto come receptionist in un hotel e, come dice lei stessa, “non ho studiato tanto solo per finire a fare questo lavoro”. Ha contattato quindi alcune università all’estero e con sua sorpresa ha ricevuto risposte immediate, una perfino “dove mi offrivano un contratto di lavoro in Canada, già pronto”, racconta Valeria. A breve Valeria partirà per Winnipeg con il suo ragazzo, che ha studiato diritto internazionale ed anche lui con misere possibilità di lavoro in Italia. Valeria ormai non conta di tornare più in Italia, perché “voglio avere una famiglia anche io”, dice.

Sabina ha studiato medicina e quando il suo professore le offrì la possibilità di lavorare con lui all’ospedale romano San Camillo, con la promessa di una carriera da ricercatrice, lei ha accettato con entusiasmo. Con il sogno di un futuro e di una carriera, Sabina ha lavorato per molto tempo gratis, lasciando che il suo professore firmasse gli articoli scientifici scritti da lei. Per tre anni è andata avanti così, fino a che non è riuscita a ottenere una borsa di studio di 1200 euro mensili che a Roma sono “poco per vivere, troppo per morire”. Un giorno, a una conferenza a Newcastle, la sua preparazione e competenza fecero colpo su molti a tal punto che all’università le offrirono subito uno stipendio che era “tre volte tanto di quanto mi avrebbero magari un giorno offerto a Roma”. E così è rimasta in Inghilterra, dove anche se piove incessantemente, “faccio un lavoro qualificato e ottengo riconoscimenti” come afferma lei stessa.

Quando ha scritto al suo vecchio professore a Roma, chiedendo se fosse il caso di tornare a Roma e che prospettive avrebbe avuto, le è giunta come risposta un’offerta di un contratto di un anno con uno stipendio di 1500 euro. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “In Italia non torno più”: dice Sabina.

Le frustrazioni dovute all’impossibilità di affermarsi e fare carriera non riguardano solo giovani laureati. Un gruppo di cinque giovani di Lodi, poco a sud di Milano, dopo varie esperienze lavorative senza speranza in vari istituti di credito locali, decisero di partire per la Francia occidentale. Durante il viaggio, si resero conto che i francesi non sanno fare del buon gelato e così decisero di farsi strada e far apprezzare ai francesi il vero gelato. “Sgobbo dalla mattina alla sera, ma sono contento di quello che faccio e finalmente guadagno qualcosa” racconta Carlo Bernini, uno del gruppo, ai microfoni della stazione italiana Radio24. In tre anni hanno avviato tre gelaterie e alcuni dei loro amici sono arrivati da Lodi per dare una mano. “In Francia”, dice Carlo, “a differenza dell’Italia, i burocrati non cercano di mettere i bastoni fra le ruote”.

L’amico e socio d’affari Alessandro Fucile consiglia ai giovani italiani di seguire il loro esempio: “All’inizio è dura, ma se rimanete sempre seduti a casa con i vostri genitori, non sarete mai soddisfatti come lo siamo noi.”

Cosa è successo all’Italia, un tempo terra di cultura e di istruzione e ora un luogo da cui i giovani fuggono? Le ragioni si possono forse trovare nella storia. L’Italia rinascimentale era nel XV e XVI secolo la terra più avanzata e ricca di tutta Europa. Vi lavoravano non solo i più famosi pittori e scultori del tempo, ma vi fiorirono anche le prime banche e università prestigiose, vi risiedevano gli artigiani più abili, costruttori di palazzi e armatori. Tuttavia il paese, nel corso dei secoli a poco a poco cadde in decadenza e non solo a causa della mancanza di uno stato nazionale che supportasse lo sviluppo. Lo sviluppo economico venne bloccato da corporazioni e gilde che custodivano gelosamente il loro status e si difendevano da qualsiasi concorrenza. Chi aveva la fortuna di nascere in una famiglia di vetrai o di commercianti di tessuti aveva un futuro assicurato. Chi si accostava alla professione come garzone, poteva sperare al massimo di diventare un operaio con uno stipendio fisso. Lo sviluppo si fermò e l’Italia lentamente si impoverì e rimase arretrata.

Uno sviluppo simile sta accadendo nell’Italia odierna dove la fossilizzazione della società perdura già da oltre vent’anni. Con maggiore frequenza, le carriere lavorative vengono ereditate di padre in figlio. A chi non nasce in una famiglia di farmacisti, avvocati, notai, giornalisti o commercianti e a chi non ha nessun tipo di conoscenze o amicizie nell’ambiente, viene sbarrato il passo. La situazione può essere cambiata solo da riforme profonde nell’università, nelle libere professioni e nel mercato del lavoro. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da uomo che si è fatto da sé, promise l’attuazione di queste riforme all’inizio della sua carriera politica. Dopo 18 anni però i risultati si fanno ancora attendere. Basta guardare la politica stessa: un parlamentare di 55 anni è da tutti considerato come “un politico giovane di aperte prospettive”.

Rita Clementi e gli altri hanno risolto il problema da soli, lasciandosi alle spalle la penisola. In questo modo però accelerano la caduta di un paese che sta perdendo i suoi pezzi migliori.


Che dire ... quando uno come Renzo Bossi (il trota) guadagna 10.000 euro al mese.






#17 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 09 ottobre 2010 - 04:59

Non voglio più vivere qui
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato domenica 12 settembre 2010 in Repubblica ceca.

Sempre più italiani con un’istruzione alle spalle fuggono da una società immobile che non vuole dare loro opportunità.
.....................


Così scrivevo il 3 dicembre 2009 su queste pagine:

Vado a vivere in Moldova perchè l'Italia è divenuta il paese dei mediocri, basta accendere la TV alle otto di sera per vedere la solita carellata di leccaculi e mezzeseghe che ripetono a memoria la canzoncina imparata a memoria, un branco di nullità senza amor proprio e senza spina dorsale disposti a dire e fare qualsiasi cosa pur di non contraddire il loro padrone.
Uno squallume da basso impero possibile solo in Italia, mentre i nostri partners europei ridono e si divertono nel vedere la solita italietta cialtrona che affonda inesorabilmente nel ridicolo.
Del cambio favorevole non me ne frega niente, da sempre sono abituato a vivere con poco, avere 100 euro in più a fine mese non mi cambia la vita, spero solo che alle otto di sera, quando accenderò la TV, di non vedere le solite facce da culo.
Mi accontento di poco!


Vedo che a distanza di un anno siamo da capo a dodici!
Se possibile la situazione è peggiorata. Ricordate la lettera del Prof. Celli al figlio? Fa il paio con quella pubblicata sopra dal sor Carlo.
Il problema c'era e c'è, chi cercava di sminuire, giustificare per non criticare la deriva sociale e etica tutta italiana dopo l'avvento al potere del sor Silvio un anno fa si sbagliava di grosso.
Non credo che oggi faranno autocritica dopo che il problema è esploso su tutti i media.
Andatevi a rileggere quello che scriveva il Prof. Celli non più tardi di un anno fa nel topic "Un lungo, inesorabile, declino" da me aperto.

Messaggio modificato da nikita il 09 ottobre 2010 - 05:01


#18 cemento

cemento

    Advanced Member


  • 814 messaggi
  • Iscritto il: 04-settembre 07

Inviato 09 ottobre 2010 - 08:14

Che dire ... quando uno come Renzo Bossi (il trota) guadagna 10.000 euro al mese.



Vedi carissimo amico in questo caso non sono d'accordo con te,

perchè se uno riesce a prendere più di quello che merita......... è un pò furbo, :tongue2:

ok tu mi dirai, è raccomandato........ ecc. ecc. ma alla fine prende...10.000,

sono d'accordo con te, che il problema sta a.....monte, ma tutto sommato siamo noi

che votiamo questi signori.

ciao Carlo

#19 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 09 ottobre 2010 - 17:52

Vedi carissimo amico in questo caso non sono d'accordo con te,
perchè se uno riesce a prendere più di quello che merita......... è un pò furbo,
ok tu mi dirai, è raccomandato........ ecc. ecc. ma alla fine prende...10.000,
sono d'accordo con te, che il problema sta a.....monte, ma tutto sommato siamo noi
che votiamo questi signori.
ciao Carlo


Il problema e' che non e' furbo lui .. ma suo padre ... che si erge a paladino dell'onesta' contro Roma Ladrona..
Ne ammazza più l’idiozia che la morte stessa.

E' proprio l'Italia dei furbetti che non mi piace.


In Italia l’ascensore sociale non funziona, è sempre fermo al piano di partenza”.

La denuncia arriva da Michele Ainis che di recente ha pubblicato “La Cura”, un decalogo per ricominciare da zero e rovesciare uno Stato ingessato, in cui l’obbedienza è diventata un vizio e alla cultura del conflitto, che è il sale dei sistemi liberali, a cui si è sostituito il culto del potere, delle gerarchie, dell’ordine. Dieci regole, quelle proposte dall’autore, contro il potere degli inetti per una Repubblica degli eguali, dove per eguaglianza il saggista intende quella “proporzionale” contro quella aritmetica, secondo la distinzione che nell' Antica Grecia fece Aristotele.

Secondo il docente, in Italia “ti passa la voglia di sbatterti e sudare, quando sai già in anticipo che la tua carriera dipende dal certificato di nascita che hai ricevuto in sorte, o nel migliore dei casi dalla benevolenza dei potenti”. E alla fine questa situazione ti toglie slancio, dinamismo, fiducia nel futuro. “Da qui un pessimismo duro e compatto- si legge- come una lastra di piombo. C’è, insomma, in circolo uno scoramento collettivo, un senso di frustrazione che si è trasformato in depressione. Nessuna autorità, sia civile, sia politica, riscuote più il consenso del popolo italiano. E, dunque, si salvi chi può. Dentro la cornice delle regole, ma più spesso al di fuori”.

Dunque, il nostro Paese diventa sempre più asfissiante e incapace di slancio. Perché non sa più riconoscere e premiare i capaci, e togliere lo scettro agli inetti. Troppi giovani bravi e onesti restano al palo. Troppe donne emarginate. Troppi singoli contro il concistoro delle lobby. Troppi spiriti liberi lasciati soli contro il conformismo dei partiti, dei sindacati, delle chiese. La cultura italiana sembra non si sia liberata dell’eredità medievale, quella delle corporazioni, per cui il mestiere dei padri spettava di diritto ai figli. E per cui erano ritenute abominevoli le sfide della concorrenza, del commercio, del libero mercato. L’Italia di oggi sembra quella dei Comuni.

Il Sessantotto è stato un fenomeno globale. E allora, perché tante storture solo nel nostro Paese? Per il saggista in Italia il lascito antimeritocratico di quel movimento è duro a morire per una nostra cultura che privilegia l’ organicismo all’individualismo, tipico dei Paesi anglosassoni. E per via di una doppia cultura, che in varie esperienze si profila come un’unica cultura.

In un Paese come il nostro, in cui è al potere un’oligarchia di 17 mila personaggi, “maschile centronordista, invecchiata, con vistosi problemi di ricambio, forte in consenso e debole in competenza” (Carboni 2007), per i giovani la strada per affermarsi è in salita.

E come mai – si chiede il costituzionalista- potrebbe funzionare la macchina sociale, quando, stando ad un’indagine condotta su tredici Paesi Europei (Ederer 2006) , l’Italia figura all’ultima casella per capacità di utilizzare il proprio capitale umano?” La scarsa volontà di riconoscere i talenti, stimolarli, di compensarne adeguatamente l’operato è la palla al piede della nostra società, schiacciata da una cultura antimeritocratica, che rigetta l’idea di una sana competizione.

Vanno avanti i raccomandati. Certo, anche nei Paesi anglosassoni esiste la raccomandazione, ma è una segnalazione scritta, pubblica, trasparente. “In Italia- scrive ancora il docente- la segnalazione è in realtà un’imposizione , poggia sul potere che il mittente esercita sul destinatario. E in un secondo luogo viaggia sotto un cono d’ombra, è un sussurro che nessun altro dovrà ascoltare. E in Italia, ahimé, la cultura del favore è diventata il senso comune del Paese”. Continuando così, non si troverà più nessuno disposto a scommettere sulle proprie forze.


Dunque, stop ai sotterfugi per arrivare e imporre le proprie capacità. Laddove ci siano. E via al merito.

Senonché la cultura del merito- scrive Ainis- non è quella di Sparta, che scaraventava da una rupe i suoi figli più deboli. C’è anche spazio per una caring meritocracy, sensibile alle esigenze individuali. E d’altronde il merito è in se stesso solidale, non foss’altro perché reca un’istanza d’emancipazione , di riscatto sociale”.

Per fortuna, di fronte ad un quadro impietoso dell’Italia, il saggista offe speranze. Attraverso un decalogo. La cura, appunto. Una terapia d’urto, perché le regole consuete non valgono durante un’emergenza. E quello attuale è un momento d’emergenza. Se si vogliono buone leggi bisogna bruciare quelle che si hanno, farne di nuove. Con coraggio.

Ma ecco le dieci proposte radicali di Ainis, necessarie a mandare in pezzi la camicia di gesso che frena il nostro Paese ed estirpa ogni soffio di vitalità, la camicia del nepotismo, del maschilismo, del clientelismo, del corporativismo, del favoritismo, dell’affarismo e di tanti altri ismi.

Disamare le lobby, Rompere l’oligarchia di partiti e sindacati, Dare voce alle minoranze, Annullare i privilegi della nascita, Rifondare l’università sul merito, Garantire l’equità dei concorsi, Neutralizzare i conflitti d’interesse, Favorire il ricambio della classe dirigente, Impedire il governo degli inetti, Promuovere il controllo democratico.

Sì, ma a chi spetta rovesciare questo sistema? “Se la delega- conclude- è l’unico strumento che siamo capaci di suonare, tanto vale andarsene in vacanza”. E rivolgendosi ai trentenni: “Se vuoi ribellarti all’ingiustizia , spegni la tv, smettila di far da spettatore. E se almeno un punto di questo decalogo ti sembra convincente, datti da fare, non restartene con le mani in mano. Trasformalo in una proposta di legge popolare, referendum, in petizione collettiva. Magari aggiungici del tuo, le pagine che hai letto non pretendono di essere il Vangelo. Se ci sei batti un colpo”.

A cura di Cinzia Ficco


Messaggio modificato da cp55 il 09 ottobre 2010 - 17:55


#20 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 10 ottobre 2010 - 10:51


Cambia il vento, l'aria si fa fine, il cielo piu' terso.

E la temperatura cade di dieci gradi, dai 24 ai 14 del tempo giusto.

Oggi e' una tipica giornata d'inizio autunno.

Vento di tramontana e le prime increspature di un mare gelido.

I boschi vicini cominciano a prendere i colori dell'oro.

E´un anno straordinario per i funghi.

Ieri il cielo era azzurro con una luce fortissima all'orizzonte: oggi si cominciano a vedere, tenui come fossero piu' lontani, i primi nuvoloni grigi che non fanno pensare a nulla di buono.

Viene voglia di partire.




Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 10 ottobre 2010 - 10:53