Anche il Financial Times si è occupato del referendum moldavo, ha ripetuto praticamente gli stessi concetti e critiche che noi andiamo scrivendo da anni a proposito dei politici moldavi, la riprova che non siamo poi così sprovveduti.
In un paese cosiddetto normale chi ha voluto e organizzato il referendum e sbandierato trionfamente ai sette venti che avrebbe raggiunto il quorum, dovrebbe come minimo fare mea culpa e chiedere scusa al paese di aver buttato al vento 33.000.000 lei e presentarsi al cospetto della nazione per dimettersi da tutte le cariche.
Invece...
L'AIE, con i suoi esponenti, ha addirittura assunto toni trionfalistici e parla spudoratamente di un "successo"! Mi domando come si può essere più stolti!
In Moldova il problema principale è la scarsa levatura culturale dei suoi politici, poveri dilettanti allo sbaraglio, braccia strappate alla terra con il pensiero fisso alle "cumatrie" e alle bevute nelle dacie. Siedono nei scranni più alti del governo e del parlamento con i loro deretani che a stentono le poltrone riescono a contenere, ingrassano alla faccia della povera gente che si fanno il mazzo in mezza Europa abbandonando i propri figli.
Mi domando finio a quando i moldavi sopporteranno questo strazio!
Edited by nikita, 07 September 2010 - 17:16.