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Moldavi, la comunità straniera più virtuosa


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#1 Domenico

Domenico

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Inviato 19 luglio 2010 - 14:26

Rapporto Cnel. Mentre i residenti  stranieri sono cresciuti del 45,7% tra il 2005 e il 2008 le denunce  contro stranieri sono aumentate solo del 19%. Seguono romeni, albanesi e  cinesi. “Così cadono i pregiudizi”

Rapporto Cnel. Mentre i residenti stranieri sono cresciuti del  45,7% tra il 2005 e il 2008 le denunce contro stranieri sono aumentate  solo del 19%. Le altre collettività più “virtuose”: Romania, Albania,  Cina (-1,8%). “Così cadono i pregiudizi”

ROMA - “L’aumento degli immigrati non si traduce in un automatico  accrescimento proporzionale delle denunce penali nei loro confronti. A  carico dei nuovi venuti vi è un denunciato ogni 25, mentre a carico di  tutte le persone residenti in Italia (italiani e stranieri) vi è un  denunciato ogni 22. Viene così a cadere il pregiudizio di una maggiore  pericolosità degli stranieri che arrivano in Italia”. È quanto  sottolinea con forza il VII Rapporto Cnel sugli indici di integrazione  degli immigrati nel nostro Paese. Nel periodo 2005-2008, specifica lo  studio, mentre i residenti stranieri sono cresciuti del 45,7%, le  denunce contro stranieri sono aumentate solo del 19%. Percentuali che  tradotte in valori assoluti mostrano il numero di denunce complessivo  (riguardanti italiani e stranieri) di 2.579.124 nel 2005, contro le  2.694.811 denunce del 2008. Di queste, il numero di quante hanno  riguardato cittadini stranieri è di 248.291 nel 2005 e 297.708 nel 2008.  “Se poi si tiene conto che queste denunce non riguardano solo gli  stranieri iscritti in anagrafe – spiega il testo del rapporto -, ma  anche quelli in attesa di registrazione, gli irregolari e quanti sono  temporaneamente presenti in Italia per turismo, affari o altro, il  parallelismo tra aumento dell’immigrazione e aumento della criminalità  viene definitivamente smontato”.

Per quanto riguarda le singole collettività, “si possono  considerare più virtuose quelle che hanno una quota di denunce penali  inferiore alla loro quota sui residenti stranieri”. Questo è quanto  avviene nel caso della Moldavia: la differenza tra la percentuale delle  denunce e quella dei residenti è di 9,6 punti a favore di quest’ultima.  La Moldavia ha anche un altro primato: la diminuzione di denunce nel  periodo 2005-2008 (-15,2%) che in numeri assoluti vede passare le  denunce da 8.022 a 6.108, nonostante il consistente aumento dei  residenti. Le denunce sono percentualmente inferiori alla quota dei  soggiornanti anche per la Romania (-6,5%), l’Albania (-4,8%) e la Cina  (-1,8%). “Vengono, così, a cadere i pregiudizi su diverse collettività  in precedenza considerate “canaglie” – spiega il rapporto -, tra le  quali fino a pochi anni fa era singolare il caso degli albanesi, come  ora lo è quello dei romeni. Nei confronti di questi ultimi le denunce  presentate in Italia nel periodo 2005-2008 sono aumentate del 32,5% (da  31.405 a 47.234), mentre nello stesso arco di tempo la popolazione  romena è quasi triplicata (da 297.570 a 796.477), per cui le presenze  sono aumentate otto volte più degli addebiti penali. Attualmente, a  fronte di un’incidenza del 24,9% che i romeni hanno sui residenti, si  riscontra una quota del 13,8% sulle denunce e, pertanto, è fondato  parlare di un percorso complessivamente soddisfacente, nonostante gli  specifici casi di devianza più o meno gravi attribuibili a singoli  romeni o a loro organizzazioni malavitose”.

Nel quadro presentato dal Cnel, però, non mancano le criticità. “Le  maggiori collettività africane (Marocco, Senegal, Tunisia, Nigeria ed  Egitto) totalizzano quasi il 30% delle denunce presentate contro  stranieri, contro una quota del 18,7% sui soggiornanti”. In particolare,  nel 2008 si è registrata un incremento di denunce per il Senegal  (+25,8%, da 12.188 a 15.128 denunce), la Nigeria (+34,3%, da 6.577 a  8.830 denunce), il Marocco (+34,3%, da 29.548 a 41.454) e per la Tunisia  (+57,0%, da 9.734 a 15.284 denunce). Il dato peggiore è quello fatto  registrare dagli immigrati provenienti dall’Egitto: +139,2%, che in  numeri assoluti vede passare le denunce da 3.086 nel 2005 a 7.387 nel  2008. (ga)