Presentata a Bruxelles una proposta di direttiva che ha il fine di introdurre una procedura semplificata. Strumento necessario soprattutto per settori come l’agricoltura o il turismo, ormai disertati dai cittadini europei
BRUXELLES – Come programmato, la Commissione europea ha presentato oggi a Bruxelles una proposta di direttiva sul lavoro stagionale al fine di introdurre una procedura comune e semplificata per l’ingresso e il soggiorno nell’Unione dei lavoratori stagionali extracomunitari, definendone altresì i diritti. Si tratta di un’iniziativa annunciata inizialmente dall’ex-commissario Franco Frattini nel quadro di un pacchetto globale di misure, ideato nell’ambito del piano d’azione sull’immigrazione legale del 2005 e approvato dal programma di Stoccolma che il Consiglio europeo ha adottato nel dicembre 2009.
La proposta nasce dall’esigenza di fornire ai datori di lavoro europei uno strumento affidabile per il reclutamento di manodopera stagionale, fondamentale in settori come l’agricoltura o il turismo, ormai disertati dai cittadini dell’Unione europea. “Dal canto nostro – dice l’attuale commissario agli Affari interni Cecilia Malmström – dobbiamo offrire ai lavoratori stagionali dei paesi terzi, spesso vulnerabili, condizioni di lavoro migliori e uno status giuridico certo che li protegga dallo sfruttamento”.
La proposta di direttiva riguarda quanti hanno sottoscritto direttamente col datore di lavoro uno o più contratti a tempo determinato, e non contrattazioni collettive o quote nazionali. Se il testo diverrà legge, una procedura speciale e semplificata per l'ingresso e il soggiorno dei lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi ne definirà i diritti, e prevedrà incentivi alla migrazione circolare per impedire che il soggiorno temporaneo diventi permanente. La direttiva prevede che la durata massima della procedura di ammissione sia di 30 giorni, di modo da fornire un ingresso rapido della manodopera necessaria.
Più nel dettaglio, la proposta della Commissione fissa attualmente un periodo standard di soggiorno (sei mesi per anno solare), ma prevede anche un permesso di lavoro ‘multistagionale’ di tre anni o una procedura di reingresso agevolata per le stagioni successive. Vengono inoltre definite le disposizioni giuridiche applicabili alle condizioni di lavoro dei lavoratori stagionali e, in determinati ambiti, riconosce loro un trattamento uguale a quello riservato ai cittadini degli Stati membri (libertà di associazione e di adesione a organizzazioni di lavoratori, sistemi di sicurezza sociale, pagamento delle pensioni legali, accesso a beni e servizi, ecc.). Il datore di lavoro – per accedere a questo schema di ammissione – dovrà anche dimostrare che i suoi dipendenti stagionali sono alloggiati in abitazioni dignitose. Viene invece lasciata agli Stati membri la facoltà di esaminare la situazione dei loro mercati del lavoro per decidere le quote di ammissione dei lavoratori stagionali.
Attualmente non esistono dati comparabili a livello comunitario sui lavoratori stagionali, ma studi affidabili stimano il loro numero in oltre 100 mila, irregolari inclusi, nell’intera Ue. Alcuni Stati membri ammettono schiere consistenti di stagionali, come l’Italia (11 mila domande nel 2008 per il 2010), la Spagna (quasi 25 mila lavoratori stagionali ammessi nel 2008), o la Germania (oltre 4 mila), la Francia (oltre 2 mila) e la Svezia (oltre 7 mila). (mm)
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Guest Message by DevFuse
Stagionali, la Commissione facilita ingresso e soggiorno in Ue
Iniziata da
Domenico
, 19 lug 2010 14:25
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