Salta al contenuto


Moldweb




Benvenuto nella Moldova Community Italia

Immagine Postata Benvenuto nella Moldova Community Italia. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata o Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Facebook o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse

Stagionali, la Commissione facilita ingresso e soggiorno in Ue


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
Nessuna risposta a questa discussione

#1 Domenico

Domenico

    Top Member

  • Socio InMoldova
  • PuntoPuntoPunto
  • 6394 Messaggi:

Inviato 19 luglio 2010 - 14:25

Presentata a Bruxelles una proposta di  direttiva che ha il fine di introdurre una procedura semplificata.  Strumento necessario soprattutto per settori come l’agricoltura o il  turismo, ormai disertati dai cittadini europei

BRUXELLES – Come programmato, la Commissione europea ha presentato oggi a  Bruxelles una proposta di direttiva sul lavoro stagionale al fine di  introdurre una procedura comune e semplificata per l’ingresso e il  soggiorno nell’Unione dei lavoratori stagionali extracomunitari,  definendone altresì i diritti. Si tratta di un’iniziativa annunciata  inizialmente dall’ex-commissario Franco Frattini nel quadro di un  pacchetto globale di misure, ideato nell’ambito del piano d’azione  sull’immigrazione legale del 2005 e approvato dal programma di Stoccolma  che il Consiglio europeo ha adottato nel dicembre 2009.

La proposta nasce dall’esigenza di fornire ai datori di lavoro  europei uno strumento affidabile per il reclutamento di manodopera  stagionale, fondamentale in settori come l’agricoltura o il turismo,  ormai disertati dai cittadini dell’Unione europea. “Dal canto nostro –  dice l’attuale commissario agli Affari interni Cecilia Malmström –  dobbiamo offrire ai lavoratori stagionali dei paesi terzi, spesso  vulnerabili, condizioni di lavoro migliori e uno status giuridico certo  che li protegga dallo sfruttamento”.

La proposta di direttiva riguarda quanti hanno sottoscritto  direttamente col datore di lavoro uno o più contratti a tempo  determinato, e non contrattazioni collettive o quote nazionali. Se il  testo diverrà legge, una procedura speciale e semplificata per  l'ingresso e il soggiorno dei lavoratori stagionali cittadini di paesi  terzi ne definirà i diritti, e prevedrà incentivi alla migrazione  circolare per impedire che il soggiorno temporaneo diventi permanente.  La direttiva prevede che la durata massima della procedura di ammissione  sia di 30 giorni, di modo da fornire un ingresso rapido della  manodopera necessaria.

Più nel dettaglio, la proposta della Commissione fissa attualmente  un periodo standard di soggiorno (sei mesi per anno solare), ma prevede  anche un permesso di lavoro ‘multistagionale’ di tre anni o una  procedura di reingresso agevolata per le stagioni successive. Vengono  inoltre definite le disposizioni giuridiche applicabili alle condizioni  di lavoro dei lavoratori stagionali e, in determinati ambiti, riconosce  loro un trattamento uguale a quello riservato ai cittadini degli Stati  membri (libertà di associazione e di adesione a organizzazioni di  lavoratori, sistemi di sicurezza sociale, pagamento delle pensioni  legali, accesso a beni e servizi, ecc.). Il datore di lavoro – per  accedere a questo schema di ammissione – dovrà anche dimostrare che i  suoi dipendenti stagionali sono alloggiati in abitazioni dignitose.  Viene invece lasciata agli Stati membri la facoltà di esaminare la  situazione dei loro mercati del lavoro per decidere le quote di  ammissione dei lavoratori stagionali.
Attualmente non esistono dati comparabili a livello comunitario sui  lavoratori stagionali, ma studi affidabili stimano il loro numero in  oltre 100 mila, irregolari inclusi, nell’intera Ue. Alcuni Stati membri  ammettono schiere consistenti di stagionali, come l’Italia (11 mila  domande nel 2008 per il 2010), la Spagna (quasi 25 mila lavoratori  stagionali ammessi nel 2008), o la Germania (oltre 4 mila), la Francia  (oltre 2 mila) e la Svezia (oltre 7 mila). (mm)