Bene ha fatto Nichi a parlare del dibattito televisivo. I dibattiti televisivi, in tutte le parti del mondo, sono manovrati da quelli che detengono il potere, e quindi ... come dire ... ci fanno sentire quello che vogliono farci sentire...
Ma questo, senza toni polemici, caro Vincenzo, avviene in tutto il mondo, Italia compresa.
Io non mi meraviglio di questo, anzi. Sentire parlare di emigrazione è comunque un passo in avanti, anche se lo fanno le persone meno adatte.
Del resto ti chiedo: quante persone comuni sono presenti nei dibattiti nelle nostre televisioni ?
Emigrare a volte può rappresentare una sconfitta.
Ma molto spesso “restare” non è facile.
“Restare” nel proprio paese non è solo segno di attaccamento alla propria terra ma assume i caratteri di una "resistenza" attiva in difesa della libertà e della dignità di chi in quella terra ci vive e lavora.
Le tue ultime parole, se mi permetti, mi inquietano e non di poco.
Invitare gli altri a lasciare il proprio paese, e mi chiedo per dove, è una cosa inammissibile e raccapricciante.
E mi fermo qui, perchè ti rispetto e credo che non ti sei reso conto di quello che hai scritto.
Noi dobbiamo rispettare chi quotidianamente e coscientemente ha scelto di restare in una realtà difficile, sentendosi forse in alcuni momenti accerchiato, pur di non lasciare che tutto diventi malaffare e negazione del diritto (in ogni sua forma).
Ci sono cose che vogliamo condividere senza essere banali: "la libertà", in tutte le sue manifestazioni, e "la speranza". La speranza che in questa terra qualcosa possa cambiare.
In quest'ottica "resistere e restare" deve significare ricerca di idee con le quali poter insieme iniziare una nuova stagione per la Moldova. E per i giovani riappropriarsi del proprio futuro.
Vedi Carlo coinvolgere nel discorso altri paesi ritengo che non sia appropriato. Io non ho mai affermato che certe cose non avvengono in Italia anzi penso che da noi moltissime cose sono tenute nascoste volutamente per evitare di alzare il tono.
Ho il massimo rispetto delle persone e ritengo ignobile che queste persone ogni giorno sono violentate profondamente nell'animo e calpestate nella loro dignità; loro stessi non vedono nessun futuro davanti ; le motivazioni sono tante e tu forse ne sai qualche cosa.
La frase che io ho riportato anche se la definisci raccapriciante esprime in tutta la sua completezza il concetto di questi sorpusi ; sarà forte ma, tu sei sicuro che i moldavi vogliono "restare e resistere" , penso che sia solo una tua opinione e tale rimarrà.
I numeri sull'emigrazione moldava dicono esattamente il contrario ; ricordo il post del NIKITA quando intervistava il giovane idraulico che aveva eseguito alcuni lavori a casa sua ; questo giovane era contento perchè aspettava il nulla osta per emigrare in CANADA'; ricordo anche nel post del NIKITA le risposte ricevute dalle infermiere ; tutti sognano di lasciare la Moldova; prova a chiedere a tanti giovani che hanno lasciato il paese perchè .
Il vero problema che i moldavi sono stanchi di lottare , loro non vedono cambiamenti e la cosa più tragica è la scarsità di fiducia nel ceto politico ; loro vedono tutto nero , a queste generazioni mancano le cose essenziali per vivere.
Sarei l'uomo più felice del mondo se domani mattina la Moldova riuscisse a eliminare con un colpo di bacchetta magica tutte le problematiche e a richiamare i propri figli sparsi per il mondo offrendo loro una moderna società ma, ahimè sto sognando a occhi aperti .
Oggi l'unica cosa importante sono le rimesse degli emigranti che fanno arrcchire a dismisura chi è già ricco e rende povero chi è già povero.
Buona serata cp55
Pallino
Edited by pallino, 21 December 2010 - 16:48.


















