"I colpevoli sono gli idioti che ci governano", dice amaro un uomo, al funerale di un amico
che non ce l'ha fatta e si è suicidato, "qui i maschi o si mettono a fare le femmine e sbrigano i mestieri di casa, il bucato, la cucina, e accudiscono i figli, oppure si mettono a bere e finiscono male".
Il marito di Raia è uno di quelli che ha accettato il suo nuovo ruolo, ed è diventato l'angelo del focolare, mentre sua moglie guadagna per tutti, lavorando illegalmente come badante a Bologna. Però lo scoramento è profondo e nessuno dei due lo nasconde davanti alla telecamera che dal 2003 ha documentato momenti chiave della loro vita, vissuta troppo a lungo a migliaia di chilometri di distanza, tanto da portare poi la coppia al divorzio: "Gli occidentali non possono capire cosa vuol dire un'esistenza così".
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Raia è una delle tre donne che ha accettato di raccontare la propria odissea nel docufilm austriaco "Mama illegal" ora acquistato anche da Rai 3. Come le altre due protagoniste,
Aurica e Natasha, governanti aVienna, Raia viene dalla Moldavia. Il regista austriaco Ed Moschitz ne aveva cercato le tracce una prima volta per un documentario televisivo.
Sequenza dopo sequenza, nel tempo il progetto è poi cresciuto, tra l'Austria, l'Italia e il
sud-est europeo, diventando un film toccante, che ha riscosso successi e una pioggia di riconoscimenti in diversi festival internazionali, prima di uscire quest'autunno nelle sale cinematografiche d'oltralpe: "Come giornalisti o come artisti, non possiamo fornire delle soluzioni ad un problema così complesso, ma possiamo mettere temi importanti sul tavolo
dei politici – dice Moschitz -.
Che facciamo, estirpiamo anche l'erbaccia Moschitz? ![]()
Questo è quello che tutti scrivono e documentano da anni. L'ho sempre detto e lo ripeto: le mie osservazioni, i miei raccontini e riflessioni, sono buffetti sulle guance. In Europa si dice e si scrive di moooolto peggio!
Su Moldweb che facciamo, nascondiamo la verità perchè qualche moldava/o in crisi di nostalgia si indispettisce?
Però lo scoramento è profondo e nessuno dei due lo nasconde
davanti alla telecamera che dal 2003 ha documentato momenti chiave della
loro vita, vissuta troppo a lungo a migliaia di chilometri di distanza,
tanto da portare poi la coppia al divorzio: "Gli occidentali non
possono capire cosa vuol dire un'esistenza così".
Gli occidentali capiscono molto bene, lo scrivono e denunciano i problemi. Sono i moldavi che NON vogliono capire. O meglio: alcuni moldavi.
"Tanto da portare la coppia al divorzio"
Ma non è quello che il sottoscritto ha denunciato su queste pagine? Delle donne moldave costrette a migrare e a condurre una vita di stenti per mantenere il marito rimasto in patria che se la gode?
Anche questo austriaco Moschitz è un nemico della Moldova?
Ma quanti nemici ha la Moldova!
Messaggio modificato da nikita il 06 febbraio 2013 - 17:29


















