Era l'estate del '93 quando rischiai per la prima volta di annegare. Io, i miei fratelli e mio padre siamo andati in campagna da mia nonna per il suo compleanno; mia mamma era assente perché ricoverata in ospedale nella capitale per un intervento. Arriviamo lì, tempo di rivedere gli innumerevoli parenti, sederci a tavola, combinare qualche casino, mangiare, che si decide di andare a fare il bagno al laghetto laggiù. Ci andiamo solo noi bambini qualche cugino ed io accompagnato dai miei due fratelli. Erano altri tempi, gironzolavi per la campagna come quando e dove pareva, ma anche per la città non erano grandi problemi importante è tornare in orario. Partiamo
Giorno caldo afoso, sole accecante, come non farsi un bagno "la iaz" ?
Si arriva alla spiaggia, in prossimità del laghetto c'erano un paio di ragazzi che stavano per andarsene.
"Quanto è profondo ?" chiese qualcuno dei nostri
"Non è profondo, ti arriva fin qui " e fa il segno con la mano sul petto. "però attenzione che c'è tanto fango"
In pochi minuti tutti saltano in acqua, ed io che non sapevo nuotare son rimasto sulla terraferma
poi qualcuno che mi dice "dai vieni, tranquillo, non è profonda"
allora mi tolgo la maglietta e mi allontano di qualche passo a cercare l'acqua più pulita più limpida
questo me lo ricordo bene
butto i piedi per provare l'acqua
nel frattempo gli altri stavano già per i fatti suoi
allorché mi decido e mi butto ...
il tuffo era davvero bello, fresco e appagante
ma questione di secondi capii in qualche modo che non c'era il fondo,
stavo andando giù. Sarà qualcosa inventato dal mio inconscio che ho visto l'immagine del sole, la sua luce che diventava sempre più scura man mano che scendevo.
BOOM, mi sveglio sulla spiaggia, tremolante e impaurito, un gran freddo per via del vento nei campi. I miei fratelli ancor più impauriti di me, mi chiedono se sto bene ecc. Più in là c'è un ragazzo che sta storcendo la maglia che ha preso acqua.
"Si è buttato in acqua ma poi è sparito e allora son saltato subito senza pensarci" più o meno disse questo
Miei fratelli che pure erano nelle vicinanze mi persere d'occhio per un secondo e proprio allora io ero sparito. Lui invece il ragazzo, era quasi vestito saltò in acqua per tirarmi fuori, vestito com'era. Insieme a lui c'erano altri tizi, chi appena uscito chi magari a prendere il sole ma soltanto lui fu l'unico a vedere quel ragazzino che "cercava uno scorcio d'acqua limpida".
Lo hanno ringraziato e dopo questo siamo diretti verso casa. Raccontammo il fatto al padre che disse "non una parola a vostra madre".
Anni dopo, qualcosa come 4-5 anni, il fatto è uscito scoperto parlando del più del meno con nostra madre. Oramai era passata quella paura di tenere in segreto questa disavventura e la raccontammo come qualcosa di normale. La risposta fu "Perché non me l'avete detto ? " "- papà ha detto così e poi ci siamo dimenticati" "- importante che non è successo niente" e mi abbracciò forte forte.
Questa è una storia a lieto fine che paga il prezzo della fortuna. Il posto in cui mi sono buttato era un buco profondo 2-3 metri che prima era un sito scavato da un'escavatore, un sito che si era unito al piccolo laghetto diventando parte di essa, strana cosa è che si sapeva da qualche parte c'è questa differenza di profondità ma a noi nessuno ha detto niente. Il ragazzo che mi salvo dell'annegamento e quindi mi salvo la vita non si è mai scoperto chi fosse e se oggi sono vivo lo devo a lui al suo gesto eroico.
Racconto questo perché anche nella mia città natia che ha due "iaz", uno naturale altro artificiale, ogni anno c'era sempre qualcuno che annegava ed erano soprattutto giovani, ubriachi e a pancia piena a far le gare, apnea pure. Per me la fobia per l'acqua mi è rimasta nel sangue. Non sapevo nuotare per bene fino a 3 anni fa quando decisi di seguire i corsi di nuoto. Da allora per quanto sono resistente e forte a nuotare non mi butto in acqua se so di aver bevuto, mangiato, ecc. Questo lo devono sapere e capire quelli a casa, chi vuole lo fa e chi no ne paga il prezzo. C'est la vie