Oggi, 27 Agosto 2010, si festeggia quì in Moldova il 19° Anniversario della proclamazione d'indipendenza del paese.
Il 27 Agosto del 1991, dopo il crollo dell'URSS, i moldavi chiesero ed ottennero l'indipendenza divenendo un paese libero e sovrano.
Cosa si è fatto d'allora? I moldavi hanno tratto qualche beneficio da quel giorno? Oggi i moldavi stanno peggio o meglio di diciannove anni fa?
Domande lecite mi pare.
Provo a rispondere, ovviamente dal mio punto di vista.
Cosa si è fatto d'allora?Poco, ben poco, direi niente.
Dopo la proclamazione d'indipendenza la fazione pro-Romania, dopo decenni di frustrazioni, ha occupato la piazza per chiedere l'unione con la Romania senza tener conto che nel territorio viveva e lavorava ormai da molti anni una consistente parte della popolazione di etnia russa, ucraina, turca, bulgara.
Il risultato fu un insanabile conflitto etnico con conseguente smembramento del paese che, ancora oggi, a distanza di venti anni, non si intravede la fine.
L'economia subì un tracollo terribile con un impoverimento di fatto del paese per il passaggio da una economia centralizzata ad una cosiddetta di mercato: pochi furbi si spartirono le poche attività produttive mentre la gran parte della popolazione si ritrovò dall'oggi al domani senza un copeco per il passaggio truffaldino dal coupon al leu.
La popolazione passò traumaticamente dal "necessario sicuro" di stampo sovietico, al "superfluo a lungo sognato" dell' economia capitalistica, molti non capirono o non seppero approfittare della "splendida occasione" che la storia riservava loro e rimasero senza niente, nemmeno con il "necessario sicuro".
In questi diannove i moldavi hanno visto alla guida del paese una folta e variegata schiera di politici con il trattino, gentaglia di basso conio che aveva ed ha come solo obiettivo coltivare i propri affari fregandosene del popolo sovrano.
I moldavi dei villaggi andavano di corpo nelle baracche diciannove anni fa e lo fanno ancora oggi, non hanno la legna per riscaldarsi d'inverno e l'acqua per lavarsi, sopravvivono spaccandosi la schiena nel proprio orticello sognando l'era del kolkoz.
Come dar torto a quei poveri vecchi nostalgici della Moldova sovietica, quando il pane costava 16 copechi e d'estate andavano in gita Koblivo a fare il bagno ed a fine mese avanzava qualche rublo da mettere in banca per il proprio funerale?
I moldavi hanno tratto qualche beneficio da quel giorno?Pochi, molto pochi.
I furbi che in quegli anni di transizione, di confusione, di mancanza di leggi chiare, hanno assaltato la diligenza e si sono impossessati del bottino arraffando a più non posso quello che c'era di buono, svendendo di fatto tutte le attività produttive intascando mazzette astronomiche, creando così una genia di oligarchi che ancor oggi strangola l'economia del paese.
A tutti gli altri, alla gran parte della popolazione, non restava altro che emigrare, lasciare i propri figli, mariti, mogli, per cercar fortuna all'estero, trasformando la solida società moldava in un esercito di sbandati senza patria.
Oggi i moldavi stanno peggio o meglio di diciannove anni fa?Ooooh...sì, meglio, molto meglio, sicuramente, sotto molti aspetti!
Oggi i moldavi possono votare per chi vogliono, possono dire quello che vogliono, sono liberi di fare quello che vogliono.
Non è poca cosa.
Possono dire quello che vogliono?
Sì, certo, ma nessuno li ascolta!
Sono liberi di fare quello che vogliono!
Sì, certo, ma non possono fare la cosa che più desiderano: emigrare.
Uno strano paradosso: oggi i moldavi sono più liberi, il proprio paese è divenuto un paese democratico e...vogliono lasciarlo, emigrare. Ma come!? Proprio ora che sono finalmente liberi!?
Forse i moldavi non sanno che farsene di tanta libertà! Forse cominciano a capire che la libertà non riempie lo stomaco, forse ci vuole dell'altro.
Però in questi diciannove anni i moldavi hanno votato liberamente per il partito che hanno voluto.
Sì, certo.
Risultato?
Messaggio modificato da nikita il 27 agosto 2010 - 06:05