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Diagnosi errata, paziente morta


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#1 SOFIA

SOFIA

    Advanced Member


  • 145 messaggi
  • Iscritto il: 26-febbraio 08

Inviato 04 maggio 2010 - 11:50

Diagnosi errata, paziente morta
Due medici verso il giudizio: non rilevarono una broncopolmonite. Indagine sul decesso di una ventottennne moldava, il pm Nordio si appresta a chiedere il processo
di Giorgio Cecchetti

MESTRE. Per la morte della 28enne moldava Doina Morosan, avvenuta il 24 gennaio dello scorso anno, le indagini del pubblico ministero Carlo Nordio sono concluse e il magistrato ha depositato gli atti nei confronti di due dei quattro medici inizialmente indagati, quello del Pronto soccorso che l’aveva dimessa poche ore prima e il radiologo che aveva letto e interpretato la lastra toracica.

Per entrambi, S. M. e G.B., il pm si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per omicidio colposo sulla base della consulenza tecnica firmata dal medico legale Silvia Tambuscio e dell’anatomopatologo Gateano Thiene, entrambi padovani. Nelle loro conclusioni i due consulenti scrivono che «la signora Morosan è deceduta per insufficienza respiratorisa acuta da broncopolmonite batterica acuta...l’esame della condotta professionale ha consentito di evidenziare l’omessa diagnosi radiologica dell’infezione polmonare; ne è conseguita l’inopportuna dimissione della paziente senza le adeguate misure terapeutiche».

A segnalare la vicenda alla Procura con un esposto il marioto della donna, che si è costituito parte civile con l’avvocato Giorgio Bortolotto. L’uomo scrive che dopo una notte di tosse e dolori al torace alle 6 del mattino del 23 trasportava la giovane moglie, dopo aver consegnato i due figli piccoli ad una vicina, al Pronto soccorso dell’ospedale all’Angelo. «Senza alcuna visita venivano respinti - si legge - con la motivazione che per simili sintomatologie ci si doveva rivolgere al medico di base». Così, si recava dal medico e l’infermiera fissava un appuntamento per le 14 dello stesso giorno presso l’ambulatorio. Visto che, nel frattempo, era sopraggiunta un’insesibilità al braccio, correva di nuovo al Pronto soccorso intorno alle 9,30, dove finalmente «la moglie veniva trattenuta e sottoposta ad esami clinici». Otto ore dopo veniva dimessa con la diagnosi «dolore toracico in corso virosi, colore gravità dimissione bianco, esito a domicilio, temperatura 38». Veniva consigliato un antinfiammatorio per le vie aree.

Ma per l’intera notte era proseguita la tosse e anche il dolore e a quel punto alle 11 del 24 il marito chiamava l’autoambulanza: i sanitari arrivati in fretta, «però, non potevano che constatare il decesso dela giovane donna per arresto cardiocircolatorio». I medici Tambuscio e Thiene scagionano il cardiologo e di colui che compì l’ecografia del cuore, perchè entrambi esclusero correttamente complicazioni cardiache. Ma sostengono che medico del pronto soccorso e radiologo sbagliarono diagnosi il primo non valutando alcuni parametri vitali, il secondo sbagliando la lettura della lastra.
(03 maggio 2010)