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Guest Message by DevFuse
 

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La Moldova Sarà Colpita Dalla Crisi Finanziaria?


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
21 risposte a questa discussione

#1 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6673 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 25 ottobre 2008 - 05:11

Gli economisti moldavi dicono che la Moldova non sarà colpita dalla crisi bancaria che sta imperversando in Europa e nel mondo. Il motivo è da ricercare, sempre secondo gli economisti, nella struttura ancora "primitiva" delle banche moldave, dal loro isolamento internazionale e dalla scarsa interconnessione del sistema bancario moldavo con quello mondiale.
Un apparente svantaggio che in questa occasione si è rivelato benefico.
Bisogna dire però che in Moldova ci sono banche a forte maggioranza straniera e queste, seppur in maniera minore, risentiranno della crisi di liquidità.
In Moldova non ci sono certo banche che danno prestiti facilmente, avere prestiti o mutui per acquistare case è ancora un sogno ed anche questo si è rivelato un bene in questo particolare momento.
La Moldova davvero non sarà investita dalla crisi mondiale?
Se l'economia reale europea entrerà in recessione con tutto quello che ne consegue, mi sembra ovvio che i primi a farne le spese saranno i lavoratori stranieri che attualmente vivono e lavorano in questi paesi. Molte fabbriche chiuderanno, il baget delle famiglie diminuirà, trovare lavoro sarà arduo se non impossibile.
Conseguenza ovvia di tutto ciò sarà che i migranti perderanno il lavoro perchè sono di fatto l'ultimo anello debole della filiera lavorativa.
Le rimesse dei migranti diminuiranno considerevolmente, non dimentichiamo che il 40 % del PIL moldavo è dato dalle rimesse dei migranti.
Senza le rimesse dei migranti come farà l'economia moldava? Cosa faranno le migliaia di moldavi che perderanno il lavoro? Torneranno in patria? Per fare cosa?

#2 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 25 ottobre 2008 - 08:25

hai aperto una discussione, dove ti fai domande, poi ti rispondi anche...

sulle ultime domande che poni, ci vuole solo Nostradamus per darti risposte decenti..

cmq almeno qui a Napoli, la crisi è iniziata ad arrivare, e la domenica mattina ora trovi tanti migranti con la scritta RABOTY ....perchè vittime chi dai primi tagli delle famiglie e chi dalle dipartite del nonnino o nonnina che accudivano.

mentre tornando nella sfera di noi autoctoni, tanti punti ristoro che accoglievano orde di impiegati e segretarie sono miseramente vuoti, perchè il pranzo lo si porta da casa, bar che consegnano meno caffè agli uffici, perchè si sono organizzati in modo più economico..
negozi di abbigliamento miseramente vuoti nonostante si pratichino prezzi stracciatissimi..

#3 beppe

beppe

    Advanced Member


  • 1107 messaggi
  • Iscritto il: 30-gennaio 07

Inviato 25 ottobre 2008 - 09:38

La Moldova davvero non sarà investita dalla crisi mondiale?
Se l'economia reale europea entrerà in recessione con tutto quello che ne consegue, mi sembra ovvio che i primi a farne le spese saranno i lavoratori stranieri che attualmente vivono e lavorano in questi paesi. Molte fabbriche chiuderanno, il baget delle famiglie diminuirà, trovare lavoro sarà arduo se non impossibile.
Conseguenza ovvia di tutto ciò sarà che i migranti perderanno il lavoro perchè sono di fatto l'ultimo anello debole della filiera lavorativa.
Le rimesse dei migranti diminuiranno considerevolmente, non dimentichiamo che il 40 % del PIL moldavo è dato dalle rimesse dei migranti.
Senza le rimesse dei migranti come farà l'economia moldava? Cosa faranno le migliaia di moldavi che perderanno il lavoro? Torneranno in patria? Per fare cosa?


Chi lo sa,ma questo potrebbe essere un buon input per dare una svolta, molti hanno avuto modo di vedere come gira il mondo,ora potrebbero riportare le loro esperienze in Moldova e riappropriarsi della loro terra, in fondo ci hanno sempre vissuto perché non potrebbero farlo ancora,loro hanno la cosa indispensabile per vivere (la buona terra)quella è fonte fondamentale di vita,tutto viene dalla terra


mentre tornando nella sfera di noi autoctoni, tanti punti ristoro che accoglievano orde di impiegati e segretarie sono miseramente vuoti, perchè il pranzo lo si porta da casa, bar che consegnano meno caffè agli uffici, perchè si sono organizzati in modo più economico..
negozi di abbigliamento miseramente vuoti nonostante si pratichino prezzi stracciatissimi..


faccio fatica a comprendere le contraddizioni che vedo, per esempio oggi non lontano da casa mia c'è una azienda che produce abbigliamento e per due giorni apre lo spaccio ai privati. Be faccio fatica uscire di casa ci sono code di auto parcheggiate ai lati della strada di gente che va a fare acquisti.Ora va be che è un marchio rinomato e si trovano prodotti a prezzi vantaggiosi, ma anche il più economico non costa meno di 50/100 €, e allora, ma questa crisi c'è o non c'è

#4 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 25 ottobre 2008 - 09:50

faccio fatica a comprendere le contraddizioni che vedo, per esempio oggi non lontano da casa mia c'è una azienda che produce abbigliamento e per due giorni apre lo spaccio ai privati. Be faccio fatica uscire di casa ci sono code di auto parcheggiate ai lati della strada di gente che va a fare acquisti.Ora va be che è un marchio rinomato e si trovano prodotti a prezzi vantaggiosi, ma anche il più economico non costa meno di 50/100 €, e allora, ma questa crisi c'è o non c'è


dipende da zona e zona

cmq anche io in alcuni momenti ho i miei dubbi..

vedo persone che si lamentano, ma dopo 5 minuti strisciano pagobancomat o carte varie a consumo..
per comperare cose futili....

con i miei colleghi che spendevano e spandevano alla tavola calda, ora devi vedere come siamo bellilli con le ciotoline da casa.... o ci cuciniamo noi in ufficio...
o il garzone del bar che saliva e scendeva in continuazione ora invece macchinetta e caffè in ufficio...

#5 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 25 ottobre 2008 - 10:33

faccio fatica a comprendere le contraddizioni che vedo, per esempio oggi non lontano da casa mia c'è una azienda che produce abbigliamento e per due giorni apre lo spaccio ai privati. Be faccio fatica uscire di casa ci sono code di auto parcheggiate ai lati della strada di gente che va a fare acquisti.Ora va be che è un marchio rinomato e si trovano prodotti a prezzi vantaggiosi, ma anche il più economico non costa meno di 50/100 €, e allora, ma questa crisi c'è o non c'è


Mi hai fatto ricordare la prima volta che sono stato a Rio

la prima sera andammo in un ristorante (roda viva)..ma non c'era posto! Era pienissimo..


E nel secondo facemmo appena in tempo perchè dopo qualche minuto si riempi!

Anche io dissi:

" ma questo non è un paese povero, con un inflazione al 2000%?"

mi risposero seraficamente:

" Rio fa 10 milioni di abitanti!"

se pur ci sono il 5% di ricchi, fa: 500.000 persone!


E la stessa cosa vale se vai a Kiev o San Pietroburgo o Mosca o la stessa Napoli


In Italia ci sono 60 milioni di persone! :)

#6 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 25 ottobre 2008 - 13:49

cmq anche io in alcuni momenti ho i miei dubbi..

E' che la gente non sa + rinunciare ,

a nulla .


Se non può comprare il capo firmato in negozio , lo cerca allo spaccio ,

se non può allo spaccio lo cerca al mercato

e se proprio non può lo compra tarocco .


MA senza no , giammai !


se pur ci sono il 5% di ricchi, fa: 500.000 persone!

il che equivale a dire

+/- l'intera città di Genova

popolata da soli ricchi :boxed2:

Messaggio modificato da Rick il 25 ottobre 2008 - 13:53


#7 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 25 ottobre 2008 - 13:56

Chi lo sa,ma questo potrebbe essere un buon input per dare una svolta,


A mio modesto parere

il problema è che molti dei moldavi emigrati

stretti tra il caro vita locale

e la rimessa obbligata ai parenti in MD

hanno risparmiato ben poco .


O meglio ,

forse pensavano che i loro soldi mandati in MD

avessero un destino diverso

#8 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 25 ottobre 2008 - 14:33

La Moldova davvero non sarà investita dalla crisi mondiale?

Lo sarà , ma in un secondo tempo ,

quando la crisi passerà dall'essere finanziaria ad economica .


Gia attorno alla MD si soffre , l'Ucrina è sull'orlo del fallimento ,

Ungheria idem , rep Ceca e Slovacchia la seguono a ruota

in Romania ci sono le prime avvisaglie .


In molti tra i paesi citati l problema nell'immediato è la fuga di capitali esteri , che se ne ritornano a casa
per salvare il salvabile

lasciando a bocca asciutta

quelli che fino a poco prima erano "i promettenti mercati d'investimento"

Per la MD un caso del genere potrebbe essere questo

Mobiasbanca: Crisi? - Mobiasbanca SA dezminte zvonurile despre pierderi
http://www.moldweb.o...wtopic=7769&hl=



Ad ogni modo io penso che le prime avvisaglie della crisi sono già presenti in MD ,

ed a darle è il mercato immobiliare

in cui l’offerta è già largamente superiore alle richieste .


Per adesso i prezzi tengono ,

un po’ come era successo negli ultimi anni in Italia ,

in cui pur di non perdere molti rinunciavano alla vendita

o prolungavano alle calende greche la trattativa .


Quando i prezzi scenderanno per la necessità di realizzare ,

quello sarà il primo campanello d’allarme .

#9 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6673 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 26 ottobre 2008 - 05:18

Lo sarà , ma in un secondo tempo ,

quando la crisi passerà dall'essere finanziaria ad economica .


Gia attorno alla MD si soffre , l'Ucrina è sull'orlo del fallimento ,

Ungheria idem , rep Ceca e Slovacchia la seguono a ruota

in Romania ci sono le prime avvisaglie .


Aggiungerei che l'Islanda è praticamente fallita senza l'aiuto di 2 miliardi di dollari del FMI. Uno stato che fallisce, roba da matti!
Da quello che dicono i maggiori economisti, presto la crisi investirà i posti di lavoro e le famiglie, alla faccia di chi su questo forum fischietteva e blaterava di..."Ferrari che sarebbero ripartite"...
Oltre a sostenere le banche con i nostri soldi sarebbe bene pensare ai posti di lavoro e ai salari della povera gente, quelli che per 1000 euro al mese si fanno il mazzo per mandare avanti l'economia di questo paese allo sbando.
Molte imprese chiuderanno per mancanza di prestiti dalle banche, molte famiglie si ritroveranno in mezzo alla strada, come al solito a farne le spese saranno loro, i poveracci, l'ultimo anello di una sciagurata catena.

#10 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 26 ottobre 2008 - 10:07

alla faccia di chi su questo forum fischietteva e blaterava di..."Ferrari che sarebbero ripartite"...

questa non me la ricordo... Che significa? :lol3:

Oltre a sostenere le banche con i nostri soldi sarebbe bene pensare ai posti di lavoro e ai salari della povera gente, quelli che per 1000 euro al mese si fanno il mazzo per mandare avanti l'economia di questo paese allo sbando.
Molte imprese chiuderanno per mancanza di prestiti dalle banche, molte famiglie si ritroveranno in mezzo alla strada, come al solito a farne le spese saranno loro, i poveracci, l'ultimo anello di una sciagurata catena.


Comunque è un bel casino!

Anche se sapremmo solo tra 12/18 mesi, effettivamente, cosa succederà!

Ci sono due grandi differenze tra la crisi del 29 e quella attuale

una positiva: allora le banche erano, in pratica, proprietarie di tutt le le piu' grandi fabbriche ( e viceversa, i grandi industriali si facevano una propria banca)
Oggi questo non è piu' possibile ( per legge e proprio in seguito a quell' esperienza) e, quindi, la crisi bancaria coinvolge solo marginalmente ( per il momento, sia chiaro) il mondo che REALMENTE produce!

Poi c'è qulla negativa: nel 29 i Paesi capitalisti e democratici si contavano sulle dita della mano.
Quella fu praticamente una crisi solo Americana. In Europa, i venti di crisi erano, piu' dovuto al post-guerra (14-18) e a tensioni politiche che non ad altro

Il problema, però, è che senza l' "aiuto" delle banche molte aziende falliranno
senza la sovvenzione delle banche molti acquisti non si faranno
(immaginate solo quante automobili, frigoriferi, telecamere non si compreranno se ci sarà effettivamente una stretta sul credito al consumo...PER NON PARLARE DI ABITAZIONI oggetto di,
eventuali, MUTUI)

Quindi meno lavoro, meno introiti, meno tasse pagate, meno sovvenzioni, meno Stato Sociale e via di scoorrendo..

Ossia l' inizio di TENSIONI SOCIALI!

Non è un Bel Vedere sia chiaro!

Io sono convinto che la Storia si ripeta sempre...ANCHE SE POI IL FINALE E' SEMPRE DIVERSO!
Cosi come sono convinto che certe ciclicità SONO DOVUTE ED ESSENZIALI

( fateci caso: fin quando ci è stato il muro di Berlino, e comunque dal 46 al 90 non è mai successo nulla di minimamente paragonabile ad oggi)


Cosi come sono convinto che certi cicli sono DOVUTI ed è impossibile cercare di impedirli

quando succedono, la cosa migliore da fare è LIMITARE I DANNI


e oggi, questo, è certamente piu' facile di http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif anni fa!

però facciamo tutti una (onesta) riflessione:

1) Un mondo senza banche è un mondo POVERO! E non il contrario!

Un operaio può lavorare una vita, ma se non ha chi finanzia la sua automobile, non l' acquisterai MAI!
( per non parlare di una casa!)

2) Un mondo globalizzato può essere un vantaggio solo SE CI SONO REGOLE!
(altro che no global, che poi erano PRO-GLOBAL)
E questo vale per tutto! Dall' economia alla politica interna!
Senza regole è solo IL CAOS!

3) E ora, spero che qualcuno non si scompisci... :hmm:
Piu' povero sarò l' Occidente e 10 volte piu' povero saranno i Paesi del terzo mondo!

Ora finalmente qualcuno capirà CHE NON POSSIAMO PIU' PERMETTERCI OGNI COSA CHE VOGLIAMO!

penso alla sanità regalata, (non pubblica che è una cosa diversa ) professori per il corso di Laurea sullo stress dei cani :lol3: o chi vuole andare in pensione a 50 anni allora dico che

DAVVERO CHE CI ASPETTANO TEMPI BUI!

Messaggio modificato da jerrydrake il 26 ottobre 2008 - 10:26


#11 antares

antares

    Newbie


  • 3 messaggi
  • Iscritto il: 16-luglio 08

Inviato 27 ottobre 2008 - 10:24

Non penso che la Moldavia subirà la crisi come noi in Europa occidentale. Hanno ragione gli economisti moldavi a sostenere la tesi del mercato primitivo, che poi, tanto primitivo a mio parere non lo è, anzi, le aziende hanno una solidità finanziaria che è certamente superiore a quelle europee, che si reggono principalemente sul sitema creditizio. In Moldavia gli scambi commerciali avvengono con pagamento a presentazione fattura, quindi il sitema del crediti fra aziende e, di conseguenze fra banche e aziende è decisamente limitato, e poi con quello che costa il denaro!? L'unico problema potrebbe essere legato al fattore psicologico della crisi.

#12 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 27 ottobre 2008 - 14:53

Da quello che dicono i maggiori economisti, presto la crisi investirà i posti di lavoro e le famiglie, alla faccia di chi su questo forum fischietteva e blaterava di..."Ferrari che sarebbero ripartite"...
Oltre a sostenere le banche con i nostri soldi sarebbe bene pensare ai posti di lavoro e ai salari della povera gente, quelli che per 1000 euro al mese si fanno il mazzo per mandare avanti l'economia di questo paese allo sbando.
Molte imprese chiuderanno per mancanza di prestiti dalle banche, molte famiglie si ritroveranno in mezzo alla strada, come al solito a farne le spese saranno loro, i poveracci, l'ultimo anello di una sciagurata catena.


- i finanziamenti alle banche al momento ancora non sono giunti, sono sulla carta, in caso di crisi grave si dovrebbe immettere liquidità per salvare i conti correnti e forse anche il tuo...

- stai facendo andare le ditina sulla tastiera sempre su questi ipotetici finanziamenti alle banche, ma non ti ho mai visto scrivere su tutti i soldi, che tu, io e tanti altri abbiamo cacciato sotto forma di tasse per aiutare ad andare avanti la Fiat della famiglia Agnelli..., e la cassa integrazione di tante aziende ...

#13 Danza

Danza

    Mamma Moldweb


  • 4420 messaggi
  • Iscritto il: 03-ottobre 05

Inviato 28 ottobre 2008 - 11:45

Este imună la criza financiară Republica Moldova?

Comentariu economic Info Prim Neo News Agency

2008-10-27/15:22 Impactul crizei financiare globale în Republica Moldova va fi aproape zero, acesta este mesajul Chişinăului oficial, dar şi al unor economişti, în timp ce scepticii spun că efectele crizei nu o vor ocoli.

Economia moldovenească este una puternic deschisă şi prin asta este expusă factorului extern. Unica ce se poate afirma cu certitudine e că sistemul bancar poate să nu-şi facă griji. Ceea ce bancherii şi oamenii de afaceri au criticat vehement – majorarea ratei de bază, a normei rezervelor obligatorii – s-a dovedit o mişcare salvatoare, lichiditatea băncilor este înaltă, iar experţii susţin că Banca Naţională a gestionat profesionist situaţia. „Având experienţa crizei regionale din anul 1998 şi a crizei vinului din 2006, care a afectat 10 bănci autohtone, am fost pregătiţi pentru recesiunea actuală şi dispunem de mai multe instrumente pentru a minimaliza consecinţele interne ale acesteia”, a declarat recent guvernatorul Băncii Naţionale a Moldovei, Leonid Talmaci.

Creditele neperformante au o pondere infimă, sub 4,5% din total credite, pentru a le face probleme băncilor. Nu provoacă îngrijorare nici posibile operaţiuni speculative ale nerezidenţilor pe piaţa internă a depozitelor, ponderea depunerilor acestora este de 8%.

După majorarea normei rezervelor obligatorii din mijloacele atrase de bănci până la 22 la sută, acestea au început, pe de o parte, să ofere dobânzi cu mult mai generoase la depozite, ca urmare au acumulat lichidităţi suficiente pentru a-şi onora obligaţiunile, iar, pe de altă parte, au stabilit condiţii mai aspre de creditare, ceea ce a dus la reducerea ritmului de creştere a împrumuturilor. A devenit foarte dificil să obţii un credit bancar. Bancherii mai constată că, deşi oferă rate înalte de economisire, populaţia şi agenţii economici au devenit mai atenţi. În septembrie suma banilor depuşi în depozite bancare s-a redus cu 380 milioane de lei faţă de luna august. Este o simplă întâmplare sau o reacţie nervoasă a populaţiei şi companiilor la ştirile proaste ce vin de la bursele internaţionale?

Ceea ce ar fi de discutat este plafonul maxim de garantare a depozitelor bancare, care este de doar 4500 lei sau cu puţin peste 300 de euro, o cifră de zeci de ori mai mică în comparaţie cu suma garantată de ţările din regiune. S-ar putea întâmpla că majorarea plafonului, problemă care se discută de mai multă vreme şi în alte contexte, ar putea fi un semnal negativ pentru depunători.

Pe de altă parte, reducerea creditării ar putea să aibă consecinţe negative asupra companiilor, dar şi a economiei în general.

Şi dacă sistemul bancar declară că se simte stăpân pe situaţie, alte sectoare ar putea fi afectate, ca, de exemplu, piaţa imobilelor. În ultimii cinci-şase ani preţurile la imobile s-au umflat, deseori exagerat, sub presiunea cererii sporite, venită inclusiv de la investitori, care cumpărau un apartament pentru a-l revinde, precum şi de la cetăţenii Republicii Moldova care muncesc peste hotare. O locuinţă la Chişinău costă cât una similară în marile oraşe europene.

Costurile înalte ar putea plezni într-o bună zi. Primul semnal a fost în luna august, când s-a înregistrat o reducere a preţurilor la imobile, ce au recuperat poziţia în luna imediat următoare. Însă, chiar dacă în valoare absolută preţurile, potrivit agenţiilor de imobile, sunt în uşoară creştere, raportate la cursul de schimb valutar ele arată scădere. Şi asta pentru că pe piaţa imobilului locativ se operează cu preţuri în euro, iar după căderea acestuia în raport cu moneda naţională cu peste 20 la sută, cumpărătorii cheltuiesc mult mai puţin lei pentru a cumpăra euro, iar profiturile vânzătorilor scad. Moldovenii care muncesc peste hotare vor cumpăra mai puţine imobile acasă, pe fondul crizei financiare. O parte din ei (în special cei angajaţi în construcţii, servicii hoteliere şi menajerie) ar putea să-şi piardă locurile de muncă şi vor fi nevoiţi să revină acasă.

Condiţiile aspre de creditare şi preţurile mari ale imobilelor şi terenurilor aproape vor curăţa peisajul imobiliar de speculatori, care de un an se arată îngrijoraţi de numărul infim de tranzacţii făcute. Proprietarii de terenuri şi imobile îşi vor da seama că nu mai pot vinde la fel de scump şi că trebuie să mai lase din preţ, lucru care se întâmplă pe alte pieţe din regiune, unde preţurile terenurilor au scăzut cu 10 - 20%.

Unii experţi se aşteaptă la o reducere a remitenţilor, pe care o vreme s-a ţinut creşterea economică. Evident o reducere bruscă a transferurilor de la persoanele fizice care muncesc peste hotare ar duce la o scădere a consumului şi, respectiv, o încetinire a creşterii economice. Însă, afirmă mai mulţi economişti, banii care vin din exterior nu mai sunt remitenţele clasice, ele ascund şi investiţii mici, dar şi sume importante care sunt puse la depozite în bănci, în condiţiile în care dobânzile la economisiri ajung la 24-25 la sută.

Însă odată cu micşorarea acestor rate, se va diminua şi acest flux mai mult sau mai puţin speculativ.

Nu pare să fie o problemă reducerea ritmului de creştere economică, pe care o anticipează economiştii, dar şi autorităţile, care aşteaptă pentru acest an un avans al PIB-ului de 7,5%, iar pentru anul următor prognozează o creştere de 6%. „Cu o creştere de 6%, fie chiar şi de 5%, nu se poate spune că Republica Moldova este lovită de criză”, estimează aceeaşi economişti. Puţin probabil că nu vor fi afectate exporturile în condiţiile în care principalii parteneri comerciali ai Republicii Moldova (România, Ucraina, Federaţia Rusă, dar şi multe ţări din Uniunea Europeană) sunt afectate la modul direct.

Companiile nu se prea arată deranjate de criză. Problemele care ar putea să apară în bilanţul companiilor, în special a celor legate de comerţul exterior, ar putea să fie doar o încetinire a creşterii. Pe de altă parte, deşi se declară că piaţa de capital nu va fi afectată de criza financiară mondială în mod direct, dat fiind faptul că este puţin conectată la pieţele financiare internaţionale, numărul de tranzacţii la Bursa de Valori a Moldovei s-a redus, iar experţii în piaţa de capital presupun că investiţiile efectuate de străini în companiile din Moldova ar putea să scadă semnificativ.

„Ar fi o exagerare să spunem că Moldova e atât de izolată pe plan global, că nu va fi afectată într-o formă sau alta”, a declarat recent Ion Sturza, fost prim-ministru al Republicii Moldova, în prezent director-adjunct şi acţionar al grupului petrolier „Rompetrol Group”. Este omul care a gestionat criza financiară din 1998 prin care a trecut Republica Moldova, sub valul crizei regionale.

Mult va depinde de gestionarea situaţiei şi anticiparea unui eventual impact. În anul 1998 s-a plătit un preţ scump (căderea monedei naţionale, a comerţului exterior) pentru revenirea la normal. O comisie creată de Guvern monitorizează situaţia şi declară că ţine sub control situaţia. Deocamdată însă societatea nu pare a fi îngrijorată de criza financiară internaţională.


Есть ли у Молдовы иммунитет к финансовому кризису?

Экономический комментарий Info Prim Neo News Agency


2008-10-27/15:22 Последствия глобального финансового кризиса в Республике Молдова будут практически нулевыми, такова позиция официального Кишинэу, а также ряда экономистов, в то время как скептики утверждают, что последствия кризиса не обойдут стороной и нашу страну.

Молдавская экономика – очень открытая и, таким образом, подверженная внешнему фактору. Единственное, что можно утверждать с уверенностью, - банковская система может не беспокоиться. То, что банкиры и предприниматели бурно критиковали – повышение базисной ставки, нормы обязательных резервов, - оказалось спасительным ходом, ликвидность банков велика, а эксперты утверждают, что Национальный банк профессионально справился с ситуацией. "Имея опыт регионального кризиса 1998 года и винного кризиса 2006 года, который затронул 10 банков Республики Молдова, мы были готовы к нынешнему спаду и располагаем целым рядом инструментов, чтобы смягчить его последствия на внутреннем уровне", - заявил недавно президент Национального банка Молдовы Леонид Талмач. Доля неблагоприятных кредитов ничтожна – ниже 4,5 процента в общей структуре займов, поэтому она не создаст проблем банкам. Не внушают беспокойства и возможные спекулятивные операции нерезидентов на внутреннем рынке депозитов, доля соответствующих вкладов не превышает 8 процентов.

После увеличения нормы обязательных резервов из средств, привлеченных банками, до 22 процентов, банки начали преимущественно предлагать намного более щедрые процентные ставки по депозитам, тем самым накопив достаточно ликвидности, чтобы выполнить свои обязательства, а вместе с тем установили и более жесткие условия кредитования, что привело к снижению темпов роста кредитов. Стало очень трудно получить банковский кредит. Банкиры констатируют также, что даже в условиях высоких ставок по депозитам население и экономические агенты стали более осторожными. В сентябре сумма денег, вложенных в банки, уменьшилась на 380 миллионов леев, по сравнению с августом. Простая ли это случайность или все-таки нервная реакция населения и экономических агентов на плохие новости, поступающие с международных бирж?

То, что следовало бы обсудить, - это максимальный порог гарантирования банковских депозитов, который составляет 4500 леев или чуть более 300 евро, этот показатель в десятки раз меньше объема суммы, гарантированной в странах региона. Может так произойти, что повышение соответствующего порога (а эта проблема обсуждается какое-то время в различных контекстах) может послужить негативным сигналом для вкладчиков.

Между тем уменьшение объема кредитования может отрицательно отразиться и на предприятиях, и на экономике в целом.

И если банковская система заявляет, что чувствует себя хозяином ситуации, могут быть затронуты другие секторы, как, например, рынок недвижимости. В последние пять-шесть лет цены на недвижимость достигли местами чрезмерно высоких отметок под давлением высокого спроса, обусловленного в том числе и инвесторами, приобретающими квартиру для того, чтобы ее перепродать, а также и гражданами Республики Молдова, работающими за рубежом. Квартира в Кишинэу стоит почти столько же, как аналогичное жилье в крупных европейских городах.

Высокие цены могут в один прекрасный день попросту лопнуть. Первый сигнал поступил в августе, когда было зарегистрировано снижение цен на недвижимость, однако цены вернулись на свою прежнюю позицию в следующем же месяце. Между тем даже если в абсолютном выражении цены, по данным агентств недвижимости, незначительно растут, по отношению к курсу основных валют они снижаются. И это потому, что на рынке жилой недвижимости цены выводятся в евро, а после девальвации единой европейской валюты по отношению к молдавскому лею более чем на 20 процентов, покупатели тратят намного меньше леев, чтобы приобрести евро, а прибыли продавцов падают. Молдавские граждане, работающие за рубежом, будут приобретать меньше недвижимости дома на фоне финансового кризиса. Часть из них (особенно работающие в сфере строительства, гостиничных и бытовых услуг) могут лишиться мест работы и будут вынуждены вернуться домой.

Жесткие условия кредитования и высокие цены на недвижимость и прилегающие участки очистят рынок недвижимости от спекулянтов, который уже в течение года озабочены незначительным числом произведенных операций купли-продажи. Владельцы участков и недвижимости будут отдавать себе отчет в том, что не смогут уже продать приобретенный объект столь же дорого и должны будут уступать в цене, что происходит и на других рынках региона, где цены на участки опустились на 10 - 20 процентов.

Некоторые эксперты ожидают уменьшения объема денежных поступлений, на которых какое-то время держался экономический рост. Очевидно, что резкое уменьшение денежных переводов от физических лиц, работающих за пределами страны, может привести к спаду потребления и, соответственно, замедлению экономического роста. Однако, утверждают некоторые экономисты, деньги, поступающие извне, уже не являются денежными переводами в классическом виде, это уже и малые инвестиции, и крупные суммы, которые кладутся на банковские счета, тогда как ставки по некоторым депозитам достигают 24-25 процентов. Однако после снижения этих ставок уменьшится и этот более или менее спекулятивный приток.

Не видится проблемой и снижение темпа экономического роста, некоторые экономисты и власти ожидают на этот год 7,5-процентное увеличение ВВП, а на будущий год прогнозируют уже 6-процентный рост. "С ростом ВВП в 6, даже 5 процентов, нельзя говорить, что Республика Молдова охвачена кризисом", - говорят те же экономисты. Маловероятно, что кризис не отразится на экспортных поставках, ведь основные торговые партнеры Молдовы (Румыния, Украина, Россия, ряд стран Европейского союза) затронуты кризисом прямым образом.

Компании не слишком беспокоятся по поводу кризиса. Проблемы, с которыми могут столкнуться компании, в частности, связанные с внешней торговлей, могут быть связаны лишь с замедлением роста. Между тем, хотя делаются заявления о том, что рынок капитала не будет напрямую затронут мировым финансовым кризисом, учитывая, что он слабо связан с международными финансовыми рынками, число операций на Фондовой бирже Молдовы уменьшилось, а эксперты рынка капитала предполагают, что инвестиции, осуществляемые иностранцами в компании Молдовы, могут значительно уменьшится.

"Было бы преувеличением утверждать, что Республика Молдова столь изолирована на глобальном уровне, что она не будет затронута кризисом в той или иной форме", - заявил недавно Ион Стурза, бывший премьер Молдовы, а в настоящее время заместитель директора и один из акционеров нефтяной группы „Rompetrol Group”. Этот человек руководил ситуацией во время финансового кризиса 1998 года, который Республика Молдова прошла под волной регионального спада.

Многое будет зависеть от руководства ситуацией и ожидания возможных последствий. В 1998 году была заплачена дорогая цена (падение курса национальной валюты, уменьшение внешнеторгового оборота) для возвращения ситуации в нормальное русло. Комиссия, созданная при правительстве, ведет мониторинг ситуации и заявляет, что держит ситуацию под контролем. Однако пока что общество не выглядит озабоченным международным финансовым кризисом.


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Is Moldova immune to the financial crisis?

Economy analysis by Info Prim Neo News Agency

2008-10-27/15:22 The world financial crisis will not have a serious impact on Moldova, say Moldovan authorities and economists. At the same time, skeptics say the effects of the crisis will be felt.

The Moldovan economy is very open and therefore seriously exposed to foreign factors. But one thing is for sure – the banking sector will not be affected. What the bankers and businessmen criticized vehemently – the rise in the base rate and in the norms of mandatory reserves – turned out to be a defensive move as the liquidity of the banks is high and experts say the National Bank managed the situation professionally. “After experiencing the regional crisis of 1998 and the wine crisis in 2006, which affected 10 national banks, we prepared for a possible recession and possess instruments for minimizing its effects,” the central bank’s governor Leonid Talmaci said recently. The default loans make up less than 4.5% of the total loans and cannot cause problems to the banks. The possible speculative operations by non-residents on the internal deposits market do not arouse concerns either as their deposits make up only 8%.

After the norm of obligatory reserves attracted by banks was raised up to 22%, the banks started to offer much larger interest rates on deposits and collected sufficient liquidity to honor their obligations. On the other hand, they imposed tougher lending conditions and the growth rate of loans slowed down. It became very difficult to get a bank loan. The bankers say that though the banks provide higher rates, the population and economic entities became more alert. The volume of deposits in September fell by 380 million lei from August. Is it a simple coincidence or a nervous reaction of the population and companies to the bad news coming from world stock exchanges?

An issue that should be addressed is the maximum sum for guaranteeing bank deposits, which is only 4,500 lei or a little more than 300 euros. This is tenfold less compared with the sum guaranteed by the countries of the region. It can happen that the rise in the ceiling, which has been discussed lately in other contexts as well, would be a negative signal for depositors.

On the other hand, the lower number of loans could have serious consequences on companies and the economy in general.

The banking sector feels safe, but other sectors such as the realty market are more exposed. During the past five-six years, the real estate prices went up, often exaggeratedly, under the pressure of increased demand, including from investors that purchased an apartment for selling it afterward, and from the Moldovans working abroad. An apartment in Chisinau costs like an apartment in European cities.

The high prices could collapse someday. The first signal was in August, when the real estate prices decreased, but increased again the next month. Even if the prices continue to rise slightly in absolute terms, as realty agencies say, compared with the exchange rate they are on the decrease because the apartments are sold and bought in euros. After the euro depreciated by over 20% against the Moldovan leu, the buyers spend much less lei to purchase euros and sellers’ profits fall. Following the world financial crisis, the Moldovans working abroad would buy less real estate. A part of them, especially those working in the construction and service sectors, could lose their jobs and would have to return home.

The tougher lending conditions and the high prices of real estate would practically clear the real estate market of speculators, who are concerned about the low number of dealings performed during the past year. The owners of land and buildings would realize that they would not be able to sell at the same high price and would have to offer lower prices. The same happened in other countries of the region, where land prices fell by 10 - 20%.

Experts say that remittances from abroad, which fuel economic growth, would decrease. Evidently, a sudden decrease in the mount of money sent by the individuals working abroad would lead to lower consumption and, respectively, lower economic growth. But economists say that the money coming from abroad is not the classical remittance anymore as it hides small investments and important sums that are deposited in banks, which offer interest rates of 24-25%. When the rates are reduced, this more or less speculative inflow will also decrease.

The slowdown in economic growth, which is forecasted to reach 7.5% this year, does not seem a problem either. The economic growth in 2009 is projected to be 6%. “With a growth of 6% or even 5%, we cannot say that Moldova is hit by the crisis,” economists say. It is rather improbable that the exports will not be hit when Moldova’s key trade partners (Ukraine, Russia, Romania and many other countries of the European Union) are directly affected.

The companies do not seem worried. The problems that could appear in the balance sheets of companies, especially trading companies, could represent only a slowdown in growth. On the other hand, though it is said that the capital market would not be affected by the world crisis directly, given that it is not closely connected with the world financial markets, the number of transactions on the Moldova Stock Exchange fell. Experts say the investments made by foreigners into Moldovan companies could significantly decrease.

“It would be exaggerated to say that Moldova is so isolated from the rest of the world that it would not be affected in a way or another,” said recently Ion Sturza, the former Prime Minister of Moldova, now deputy director and shareholder of Rompetrol Group. He managed the financial crisis that hit Moldova in 1998 as a result of the regional crisis.

A lot depends on how the situation is managed and if a possible impact is anticipated. A high price was paid in 1998 (the collapse of the national currency and foreign trade) to normalize the situation. A commission created by the Government monitors the situation. It says that the situation is under control. The society does not seem concerned about the world financial crisis for the time being.

#14 vale

vale

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Inviato 24 novembre 2008 - 11:20

Un'isola felice?

Secondo molti politici di Chisinau e numerosi analisti internazionali la Moldavia è al sicuro dalla crisi internazionale, paradossalmente proprio grazie all'isolamento del proprio sistema bancario e all'assenza di un vero mercato dei mutui. Ma il paese è davvero al riparo dai rischi?
La crisi finanziaria internazionale non contagerà l'economia della Moldavia: è questa la posizione rassicurante che emerge dalle dichiarazioni delle autorità di Chisinau. I politici moldavi hanno ripetuto più volte ai propri cittadini che il sistema finanziario nazionale è al riparo dalla tempesta dei mercati, anche se queste affermazioni sono state giudicate da alcuni analisti economici indipendenti come esageratamente ottimiste.


A ottobre Chisinau è stata il teatro di numerosi meeting internazionali, in cui è stato dibattuto l'attuale stato di crisi della finanza globale, e i possibili effetti sull'economia moldava.

Il crollo dei mercati valutari è stato uno dei temi centrali dibattuti all'11° Forum Economico dell'Iniziativa Centro Europea (CEI), tenuto nella capitale moldava tra l'8 e il 9 ottobre scorsi. L'evento ha rappresentato una prima assoluta per la Moldavia, e quest'anno ha coinciso con il 5° Forum annuale degli Investitori Esteri, tradizionalmente organizzato a Chisinau.

La CEI, creata nel 1989, rappresenta una forma flessibile di cooperazione regionale per promuovere l'integrazione europea e lo sviluppo economico. L'Iniziativa conta diciotto stati dell'Europa centrale ed orientale, inclusi nove membri dell'Unione Europea e otto membri della Nato. Dal 1 gennaio 2008 la Moldavia regge la presidenza della CEI, che viene assegnata ogni anno attraverso un meccanismo di rotazione.

Oltre ai paesi dell'Iniziativa, il summit di Chisinau ha visto la presenza dei rappresentanti di altre organizzazioni internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e la Black Sea Trade and Development Bank.

La discussione si è focalizzata sullo sviluppo del commercio e delle politiche di concorrenza, sul supporto alle piccole e medie imprese, sulla realizzazione di riforme economiche in Moldavia e negli altri paesi CEI, sul raggiungimento di uno sviluppo economico sostenibile e su come convogliare gli investimenti verso i settori economici primari.

I partecipanti al forum hanno concluso che la crisi finanziaria internazionale può avere sbocchi imprevedibili, ma che soluzioni reali possono essere elaborate. “Il mondo sta vivendo una situazione finanziaria, e forse anche economica, difficile. Le misure che possono essere prese durante questo meeting potrebbero avere un impatto internazionale importante”, ha dichiarato Pietro Ercole Ago, segretario generale della CEI.

Il vice premier moldavo Igor Dodon ha ribadito che la Moldavia non è interessata direttamente dalla crisi finanziaria. Una posizione simile a quella adottata dal ministro delle Finanze, Mariana Durleşteanu al convegno del dibattito “Free economic area”, tenuto il 3 ottobre scorso a Chisinau. “La situazione macro-economica in Moldavia è stabile, fatto confermato dai rapporti delle grandi organizzazioni economiche internazionali, e la Banca Nazionale di Moldavia ha risorse sufficienti a tenere sotto controllo quanto succede all'economia del paese”. Secondo la Durleşteanu, poi, il mercato dei mutui nel paese non è sviluppato a sufficienza per poter provocare una crisi.

“La nostra arretratezza stavolta è il nostro salvatore”, ha dichiarato durante il dibattito Alexandru Muravschi, economista indipendente, sottolineando lo scarso stadio di sviluppo dei mercati azionari e dei mutui in Moldavia.

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno espresso preoccupazione rispetto all'impatto negativo che la crisi potrebbe avere sulle rimesse e sul credito nei paesi post-sovietici. Johan Mathisen, rappresentante permanente del Fondo a Chisinau, ritiene che l'economia reale della Moldavia potrebbe risentire della crisi se questa dovesse continuare ad allargarsi. In questo caso la richiesta di prodotti moldavi sarebbe destinata a diminuire insieme agli investimenti esteri.

La crisi potrebbe poi toccare i cittadini moldavi che lavorano all'estero, rendendo più difficile trovare un lavoro. I settori in cui sono maggiormente impiegati, le costruzioni e i servizi, potrebbero ridurre la propria attività a causa dell'instabilità finanziaria. Questo causerebbe la diminuzione delle rimesse inviate in Moldavia, che rappresentano circa il 30% del Pil del paese, e dare il via ad una contro migrazione verso casa.

“La probabilità di una crisi valutaria in Moldavia sono ridotte”, ha dichiarato Mathisen, “visto che la Banca Nazionale ha risorse sufficienti per mantenere la stabilità del cambio. Anche fallimenti bancari potrebbero essere del tutto assenti, visto che il settore in Moldavia ha iniziato solo recentemente ad integrarsi nel sistema internazionale, e quindi gli istituti moldavi al momento hanno surplus di liquidità”.

Secondo Veaceslav Ioniţă, noto analista economico dell'Istituto per lo Sviluppo e le Iniziative Sociali “Viitorul”, ci sono varie ragioni per cui la Moldavia non sarà colpita direttamente dalla crisi: i mutui, uno dei catalizzatori della crisi, non esistono in Moldavia, almeno nel senso e nelle proporzioni degli Usa e dell'Europa, e la Moldavia non è integrata nel sistema bancario internazionale.

D'altra parte, conclude Ioniţă, la crisi potrebbe arrivare a colpire la Moldavia se gli attori economici dovessero farsi prendere dal panico. In un panorama di isteria sociale, nessuno può prevedere cosa potrebbe succedere agli investimenti e ai risparmi inviati nel paese come rimesse.

A pensarla diversamente è però l'ex premier Ion Sturza. “E' esagerato sostenere che la Moldavia sia tanto isolata sul piano globale da non essere toccata, in un modo o nell'altro, dalla crisi”, ha dichiarato Sturza durante una lezione pubblica tenuta il 20 ottobre scorso sulla necessità di introdurre il concetto di responsabilità sociale nel business privato.

La Moldavia risulta particolarmente esposta ai fattori esterni e, secondo l'ex premier, il modo in cui la crisi verrà avvertita nel paese dipenderà innanzitutto dall'intelligenza e abilità della classe dirigente di Chisinau. Sturza ha ricordato il 1998, quando la Moldavia fu colpita dalla forte crisi finanziaria che colpì l'intero spazio ex-sovietico, e che il politico ha vissuto da vicino, occupando allora il posto di ministro dell'Economia e delle Riforme. “La storia ha dimostrato che la Moldavia è stata allora l'unico paese della regione ha registrare un trend positivo solo alcuni mesi dopo il culmine della crisi, grazie alle misure prese da governo e Banca Nazionale”, ha detto ancora Sturza.

L'ultimo “Global Competitiveness Index”, pubblicato recentemente dal World Economic Forum, piazza al momento la Moldavia al 95° posto su 134 paesi esaminati, con un progresso di due posizioni rispetto all'anno scorso. Secondo questa analisi, la competitività economica della Moldavia è severamente danneggiata dalla scarsa qualità delle infrastrutture, da corruzione, inflazione, ridotto accesso al credito, instabilità politica e regolamenti fiscali complicati. D'altra parte, però, al paese viene riconosciuto un certo progresso nel livello di stabilità macro-economica e in quello dell'efficienza del mercato del lavoro.
Fonte: osservatoriobalcani.org di Iulia Postica

Messaggio modificato da vale il 24 novembre 2008 - 11:22


#15 Giovannino

Giovannino

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Inviato 26 gennaio 2009 - 11:50

La Moldavia ha livelli molto bassi di debito (736 dollari pro capite, rispetto al Regno Unito di 171.000 dollari pro capite), e le sue banche hanno un alto rapporto capitale/investimenti fatti in attività di oltre il 17% e bassi livelli dei prestiti.

In questo nuovo mondo, le economie più sviluppate - e di quelli maggiormente dipendenti dalla credti - sono improvvisamente diventate quelle più esposti alla potenziale disastro.

Per il 2009 su 184 Paesi sulla base di 25 indicatori finanziari ed economici secondo il il nuovo modello di rischio finanziario, la Moldavia, il Cile, la Bolivia e il Perù hanno meno probabilità di essere colpiti dalla crisi finanziaria in corso di Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.

L'analisi mostra che questi paesi possono essere più poveri, ma con una dipendenza di gran lunga inferiore di credito, sono più isolati dal tracollo finanziario di ogni paese sviluppato. La classifica dimostra che, di conseguenza, i paesi in via di sviluppo sono ora meno elevato rispetto alla loro ricchezza di paesi ricchi e in modo meno probabilità di subire le conseguenze di una profonda crisi finanziaria.


Moldova the fifth in the world financial health ranking
BASA-Press, 22.01.2009

Moldova is the fifth in the world in terms of The Banker’s 2009 World Financial Health Index.

According to The Banker, Moldova has very low levels of debt (736 USD per capita, compared with the UK’s 171 000 USD per capita), and its banks have high capital-to-asset ratios of more than 17% and low levels of lending.

According to the publication, banks in Moldova have extended loans worth just 35% of GDP, compared with the US, where domestic bank lending has reached 230% of GDP. Moldova pays just 2.8% of public sector revenues to service government debt, but Italy, for example, spends 11.9% of government revenues on interest payments.

The analysis conducted by The Banker notes that the financial crisis of 2008 turned the world on its head, and changed the risks. In this new world, the world’s most developed economies – and those most dependent on credti – have suddenly become the ones most exposed to potential disaster, the authors of the investigation state.

The Banker’s 2009 World Financial Health Index rates 184 countries based on 25 financial and economic health indicators. According to The Banker’s new financial risk model, Moldova, Chile, Bolivia and Peru are less likely to be affected by the current financial crisis than US, UK or Japan.

The analysis shows that these countries may be poorer, but with a far lower reliance on credit, they are more insulated from financial meltdown than any developed country. The ranking shows that, as a result, developing countries are now less highly leveraged relative to their wealth than rich countries and so less likely to suffer the consequences of a deep financial crisis.

#16 ETTO

ETTO

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Inviato 20 febbraio 2009 - 14:39

Rispetto a un mese fa la situazione economica in Moldova è da considerarsi stabile?

Ho sentito dire che ci sono timori di svalutazione del Leu dopo le elezioni di aprile.

La capacità delle banche moldave di assicurare il credito e di onorare i rimborsi dei depositi sarà in discussione?

Qualcuno è a conoscenza dell'evolversi della situazione economico-finanziaria della Moldova?

Grazie e un saluto a tutti

#17 Polifemo

Polifemo

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Inviato 13 maggio 2009 - 10:20

Non so se siano i venti di crisi, o sia una cosa voluta...

ma a Radio Moldova ancora non pagano gli stipendi(dopo che nei mesi precedenti lo pagavno a trance ) e manco vogliono intraprendere la strada per pagarli, il capo tale Todercan o Todorcan dice ti avere ancora pazienza
ed intanto ci sono i figli a casa che devono mangiare...
voi sapete di altri settori legati allo Stato dove lo stipendio arriva a trance oppure
lo attendono ancora ???

#18 jerrydrake

jerrydrake

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Inviato 13 maggio 2009 - 10:28

ma a Radio Moldova ancora non pagano gli stipendi


Se è una società( impresa) privata, c'entra poco il Governo, Lello

#19 Polifemo

Polifemo

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Inviato 13 maggio 2009 - 10:44

Se è una società( impresa) privata, c'entra poco il Governo, Lello



è statale

#20 vasia

vasia

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Inviato 13 maggio 2009 - 11:12

Non so se siano i venti di crisi, o sia una cosa voluta...

ma a Radio Moldova ancora non pagano gli stipendi(dopo che nei mesi precedenti lo pagavno a trance ) e manco vogliono intraprendere la strada per pagarli, il capo tale Todercan o Todorcan dice ti avere ancora pazienza
ed intanto ci sono i figli a casa che devono mangiare...
voi sapete di altri settori legati allo Stato dove lo stipendio arriva a trance oppure
lo attendono ancora ???


Questa cosa non e vera.
Io lavoro qua, e fino al mese di aprilie il stipendio alla Teleradio Moldovo sono venuti in tempo.
Questo mese sono un po in ritardo.
Ma hanno voglia di ritardare fino al 15 di maggio, se dopo il 15 non si paga allora devono intervenire i sindacati.
Ma fin adesso non ce ne anche un giorno di ritarto.
Non losso in altri instituzioni, ma alla TRM ancora non sono ritardi.