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Guest Message by DevFuse
 

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Un lungo, inesorabile, declino.


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1235 risposte a questa discussione

#41 vabi

vabi

    Advanced Member


  • 159 messaggi
  • Iscritto il: 25-aprile 08

Inviato 07 dicembre 2009 - 13:55

All'estero gli italiani sono conosciuti come gesticoloni e chiaccheroni.

Mi permetto di dire per esperienza diretta che è un po' riduttivo, in molti paesi ridono proprio e si domandano come facciamo a sopportare certe situazioni.

Siamo un popolo che forse parla più di quello che nella realtà dovrebbe fare. Basti vedere come in questi ultimi mesi, dove si sente parlare sempre di più della crisi mondiale e dei suoi effetti sull'economia del nostro paese poi, d'altro canto si sente che per un intervento di chirurgia plastica al seno, se lo si vuole fare, bisogna mettersi in lista e attendere dai 6 ai 9 mesi a causa della forte richiesta. La crisi mette in ginocchio il nostro paese ma il business degli alimenti biologici è in forte crescita. I tatuaggi sono anche loro un mercato in crescita.
Allora se c'è veramente questa tanto discussa crisi, è mai possibile che cresca sempre di più la richiesta del voluttuario piuttosto che dell'necessario?

E qui inevitabilmente giungiamo al tema "IPOCRISIA".

Secondo voi, un popolo ipocrita ha più possibilita di evolversi o di sottosvilupparsi?

Fin tanto che, continueremo a discutere, incazzarci e battere il pugno sul tavolo ma poi, a breve a dimenticare tutto fino al prossimo dibattito, le cose continueranno ad andare così! Sempre peggio!
Fin tanto che saremo convinti che, i nostri politici in base al loro colore di appartenenza, potranno fare del bene o del male per il futuro del nostro paese, e continueremo ad andarli a votare, allora si che non cambierà mai nulla.

L'ipocrisia è dilagante e ne siamo colpiti un po' tutti, nessuno escluso. Da parecchio tempo i Media propongono dei modelli di riferimento "drogati" che inevitabilmente hanno influito negativamente sul nostro senso critico e sulle nostre scelte.

Fin tanto che la nostra ipocrisia non ci permetterà di risolvere problemi "semplici" come per esempio la distesa di prostitute in quasi ogni angolo delle strade italiane, o la violenza negli stadi, come possiamo pensare di risolvere questioni più grandi ed importanti? Fin tanto che manterremo il primato di essere dei perbenisti a qualsiasi costo, non ci libereremo dei finti perbenismi e dei pregiudizi, le cose continueranno ad andare sempre peggio. Fin tanto che richiameremo nel nostro paese sempre più persone straniere animate molto frequentemente dal solo dal desiderio di vivere di espedienti tanto il sistema inquirente e giudiziario fa acqua da tutte le parti, le cose non cambieranno mai.

Tu quali soluzioni proporresti?

Come è possibile, mi chiedo io che vi siano dei paesi che hanno un codice penale spesso come un romanzo di Dan Brown e il codice del lavoro formato topolino e funzionano meglio che il nostro?

A quali paesi ti riferisci?

Il popolo dal suo canto paga il prezzo del fatto che non c'è unione e chi governa farà sempre più con comodo ciò che gli conviene.

Questo nell'antica Roma si chiamava "Dividi et impèra", ma la gente non sempre se ne rende conto.

Oggi quasi ogni servizio offerto in Italia nasconte una trappola dietro. Basti vedere le forme di abbonamento varie dalle quali se le sottoscrivi anche elettronicamente, non c'è più verso di uscirne e recedere il contratto. Oggi questi servizi assumono sempre di più sfacettature MAFIOSE. Una volta che hai aderito ne puoi uscire solamente da MORTO.

Beh, questa mi sembra un'esagerazione...

Noi disponiamo dell'arma del RIFIUTO. Ora che abbiamo capito che ci vogliono vincolare con i loro contratti come se fossero patti di mafia, basterebbe rifiutare ogni loro servizio offerto. Sia che si parli di un conto corrente bancario, sia che si parli di un acontratto con l'ISP internet.

Il problema sta nel fatto che noi non siamo disposti a rinunciare a vivere senza internet piuttosto che con un telefonino di 10 anni fa, piuttosto che senza un conto corrente bancario e questo lor signori lo sanno bene e su questo basano il loro punto di forza.

Esistono dei servizi a cui ormai nel terzo millennio non possiamo più rinunciare perchè fanno parte della nostra evoluzione e non solo tecnologica. Internet è uno di questi ed è anche grazie ad esso che possiamo discutere oggi qui. E' chiaro che un certo tipo di servizi non dovrebbero essere strumenti di lucro.
Certo che cambiare il telefonino per essere sempre alla moda è un altro paio di maniche...

#42 Boronius

Boronius

    Troll + Geek


  • 962 messaggi
  • Iscritto il: 08-agosto 07

Inviato 07 dicembre 2009 - 16:37

"Figlio mio, lascia questo Paese"
<h1></h1>
di PIER LUIGI CELLI

Si tratta di una lettera ampiamente superficiale, ove si pensa (a ragione... ) che
una buona soluzione sia la fuga dall'Italia, ma non si riflette sul fatto che il
tasso di gradimento dei nostri laureati, all'estero, è assai scarso, se non nullo,
e che i nostri diplomati sono ad un livello che all'estero potrebbero solo fare
i lavapiatti oppure i magazzinieri (con tutto il mio rispetto per queste due
categorie di lavoratori)

Per carità di Dio.... non pensiamoci neppure ad italiani che vanno all'estero
ad ambire a cariche dirigenziali (salvo rarissime eccezioni)
Non facciamo ridere i polli.....

L'italico sterco ce lo dobbiamo spalare entro i nostri amati confini nazionali.

Altro che "amato figlio... vai all'estero.... "

#43 ziopaperone

ziopaperone

    Advanced Member


  • 504 messaggi
  • Iscritto il: 16-dicembre 06

Inviato 07 dicembre 2009 - 18:10

La strada del miglioramento comincia sempre dal dare personalmente il buon esempio.

Merita una menzione il discorso di Daniele sulla possibilità del rifiuto: ogni vostra scelta nella vita è un voto, se la scelta, anche la più banale, come comprarsi un paio di scarpe, non è consapevole e responsabile, col vostro voto premiate e prolungate l'esistenza e la prosperità di chi non merita. Rientra nel più generale discorso di allocazione ottimale delle risorse. Anche sprecare le proprie risorse per rincorrere beni o servizi che non producono un vantaggio apprezzabile nel soddisfacimento dei bisogni conduce al degrado
Nella generale lotta per la sopravvivenza chi si piangerà addosso alla Luigi Celli, senza essere Luigi Celli, perirà, gli altri sopravviveranno in un mondo più orribile ma meno zavorrato di deboli buoni soltanto a piangere e consumare ma non a produrre.
Qualcuno di questi perirà nella ricerca di facili scorciatoie inesistenti come quella della emigrazione in Moldova

Messaggio modificato da ziopaperone il 11 dicembre 2009 - 03:56


#44 Boronius

Boronius

    Troll + Geek


  • 962 messaggi
  • Iscritto il: 08-agosto 07

Inviato 07 dicembre 2009 - 18:41

Merita una menzione il discorso di Daniele sulla possibilità del rifiuto: ogni vostra scelta nella vita è un voto, se la scelta, anche la più banale, come comprarsi un paio di scarpe, non è consapevole e responsabile, col vostro voto premiate e prolungate l'esistenza e la prosperità di chi non merita. Rientra nel più generale discorso di allocazione ottimale delle risorse. Anche non sprecare le proprie risorse per rincorrere beni o servizi che non producono un vantaggio apprezzabile nel soddisfacimento dei bisogni conduce al degrado
Nella generale lotta per la sopravvivenza chi si piangerà addosso alla Luigi Celli, senza essere Luigi Celli, perirà, gli altri sopravviveranno in un mondo più orribile ma meno zavorrato di deboli buoni soltanto a piangere e consumare ma non a produrre.
Qualcuno di questi perirà nella ricerca di facili scorciatoie inesistenti come quella della emigrazione in Moldova

Cioè??

Scusa, non ho capito molto del tuo discorso....

In particolare... "Anche non sprecare le proprie risorse per rincorrere beni o servizi che non producono un vantaggio apprezzabile nel soddisfacimento dei bisogni conduce al degrado"

Degrado di cosa?
Isolando la frase, tu dici ... "Anche non sprecare *** conduce al degrado"
Quindi lo spreco porterebbe al non-degrado?

Poi ho colto un tuo riferimento "trollante" alle velleità pensionistiche-esterofile
Nikitiane (minkia... che parlar forbito... quasi quasi come un intellettuale di
sinistra.... )
Quindi Nikita (ed altri) andrebbero a teorizzare una loro facile scorciatoia
(fuga) moldava dalle loro responsabilità, anche politiche, italiane?

Teoria interessante la tua, del tipo "la Sinistra italiana allo sfascio si dedica
alla fuga esterofila
"

Senza polemica, ovvio. E' solo che non ho capito il senso generale del tuo
discorso.

Grazie.

#45 vabi

vabi

    Advanced Member


  • 159 messaggi
  • Iscritto il: 25-aprile 08

Inviato 07 dicembre 2009 - 22:41

Si tratta di una lettera ampiamente superficiale, ove si pensa (a ragione... ) che
una buona soluzione sia la fuga dall'Italia, ma non si riflette sul fatto che il
tasso di gradimento dei nostri laureati, all'estero, è assai scarso, se non nullo,
e che i nostri diplomati sono ad un livello che all'estero potrebbero solo fare
i lavapiatti oppure i magazzinieri (con tutto il mio rispetto per queste due
categorie di lavoratori)

Per carità di Dio.... non pensiamoci neppure ad italiani che vanno all'estero
ad ambire a cariche dirigenziali (salvo rarissime eccezioni)
Non facciamo ridere i polli.....

L'italico sterco ce lo dobbiamo spalare entro i nostri amati confini nazionali.

Altro che "amato figlio... vai all'estero.... "


Da "Il Sole 24 Ore" di ottobre

Come ogni anno Times Higher Education ha stilato la classifica delle migliori Università del mondo tenendo conto di molteplici parametri, che dovrebbero rappresentare la migliore formazione e di conseguenza le migliori possibilità d’inserirsi nel mercato del lavoro. Harvard mantiene il primo posto seguita più o meno da vicino da Cambridge, Oxford e dal M.I.T. (link della lista completa a fine pagina).

Anche nelle edizioni precedenti l’Italia non ha mai brillato particolarmente ma quest’anno nelle prime 100 Università del Mondo non ce n’è neanche una del Bel Paese. La migliore delle Italiane è l’Università di Bologna che occupa la posizione 174.

In controtendenza rispetto alle Università Europee che guadagnano posizioni anno dopo anno, l’Italia rimane il fanalino di coda proprio nel fondamentale settore della formazione universitaria.

Le motivazioni di tale pochezza sono ben conosciute ma irrisolte. La mancanza di fondi nella ricerca è la causa principale, in Italia si investe molto poco nell’istruzione, ma fattori correlati come il discredito dato ai Docenti di ogni ordine e grado ed il misero trattamento economico, portano i migliori professori o a cambiare Nazione o a cambiare mestiere.

Poi c’è la vecchia ed irrisolta “tragedia sociale” del nepotismo o della coaptazione negli Atenei Italiani. Non c’è concorso che non sia fatto ad personam, non esiste la meritocrazia, manca la parità tra i sessi e non c’è nessuna verifica reale del rendimento degli Ordinari.

Insomma i problemi nell’Università Italiana abbondano, come del resto in tutto il sistema scuola, per risolverli occorre rendere la posizione di Docente realmente meritocratica ma soprattutto investire massicciamente sulle infrastrutture come laboratori, aule, case per gli studenti e biblioteche.



Se pensiamo che fino negli anni '70 e '80 il nostro Paese era uno dei poli tecnologici più importanti in Europa e nel mondo. Negli anni '50 e '60 le grandi multinazionali come la Westinghouse pretendevano come requisito primario per i loro progettisti fossero almeno di formazione tecnica europea con particolare attenzione ad italiani e tedeschi.

Condordo con le motivazioni denunciate nell'articolo e pare proprio che l'istruzione sia considerata un costo da abbattere più che un investimento pper il futuro. Semplicemente scandaloso....

Per la cronaca: da ché è stata stilata questa classifica (2003) le università di Mosca e Gerusalemme sono sempre state tra la prime 100, l'università La Sapienza è fuori da questa fascia dal 2007.

Messaggio modificato da vabi il 07 dicembre 2009 - 22:44


#46 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 08 dicembre 2009 - 07:07

" E se fossi io ad aver torto?"

Ponitela! Almeno una volta, altrimenti non saresti diverso da un integralista religioso!

E, comunque, almeno una cosa avresti dovuta impararla: che prima o poi tutti moralisti saranno in....ti! ;)


Non si tratta di aver torto o ragione. Sei tu che non capisci.
Ribatti da anni sulla morale e sul moralismo, un discorso che non c'azzecca niente con gli argomenti in discussione.
Se dici che io esprimo una opinione personale rifacendomi alla mia morale, dici delle banalità, delle ovvietà palesi.
Tutti esprimiamo concetti o opinioni rifacendoci ad una morale, altrimenti come faremmo ad avere dei convincimenti?
La morale o l'etica sono per definizione concetti relativi non assolutistici.
Tutti hanno una morale, anche tu purtroppo, anche se vai blaterando di non averla.
Quando affermi stoltamente di non avere una morale, o fai il disincantato, o l'immorale qualunquista, metti in relazione la tua mancanza di morale, con gli altri che ne hanno una.
Quindi, ergo, anche tu hai una morale: quella di non averla.
Tutti abbiamo una morale: una serie di principi e valori che regolano la nostra vita di relazione.
Solo chi vive da eremita in una caverna può fare a meno della morale.
Il fatto che tu mi dai del moralista è la cosa che mi fa più ridere, sbagli forse invettiva, vorresti dire IPOCRITA, termine che esprime un altro concetto.
Marrazzo non è un moralista, è semplicemente un ipocrita. Come ce ne sono tanti ahimè!
Se uno vive secondo i pricipi di una morale o etica e poi li disattende per opportunità o convenienza allora sì che si può parlare di ipocrisia.
Tu non sei immorale caro Jerry, sei semplicemente un qualunquista, ti atteggi a personaggio cinico e disincantato, ma fai parte anche tu di quella folta schiera di opportunisti e leccaculi disposti a votare e simpatizzare per chi non ti fa pagare l'ICI.
Forse non sarai un moralista caro Jerry, ma sei un cinico qualunquista, peggio, molto peggio che essere moralisti.
Ti va bene qualsiasi cosa purchè sia per il tuo tornaconto personale.
Qualunquista, caro Jerry.

#47 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 08 dicembre 2009 - 09:33

Non si tratta di aver torto o ragione. Sei tu che non capisci.
Ribatti da anni sulla morale e sul moralismo, un discorso che non c'azzecca niente con gli argomenti in discussione.
Se dici che io esprimo una opinione personale rifacendomi alla mia morale, dici delle banalità, delle ovvietà palesi.
Tutti esprimiamo concetti o opinioni rifacendoci ad una morale, altrimenti come faremmo ad avere dei convincimenti?
La morale o l'etica sono per definizione concetti relativi non assolutistici.
Tutti hanno una morale, anche tu purtroppo, anche se vai blaterando di non averla.
Quando affermi stoltamente di non avere una morale, o fai il disincantato, o l'immorale qualunquista, metti in relazione la tua mancanza di morale, con gli altri che ne hanno una.
Quindi, ergo, anche tu hai una morale: quella di non averla.
Tutti abbiamo una morale: una serie di principi e valori che regolano la nostra vita di relazione.
Solo chi vive da eremita in una caverna può fare a meno della morale.
Il fatto che tu mi dai del moralista è la cosa che mi fa più ridere, sbagli forse invettiva, vorresti dire IPOCRITA, termine che esprime un altro concetto.
Marrazzo non è un moralista, è semplicemente un ipocrita. Come ce ne sono tanti ahimè!
Se uno vive secondo i pricipi di una morale o etica e poi li disattende per opportunità o convenienza allora sì che si può parlare di ipocrisia.
Tu non sei immorale caro Jerry, sei semplicemente un qualunquista, ti atteggi a personaggio cinico e disincantato, ma fai parte anche tu di quella folta schiera di opportunisti e leccaculi disposti a votare e simpatizzare per chi non ti fa pagare l'ICI.
Forse non sarai un moralista caro Jerry, ma sei un cinico qualunquista, peggio, molto peggio che essere moralisti.
Ti va bene qualsiasi cosa purchè sia per il tuo tornaconto personale.
Qualunquista, caro Jerry.


Fa sempre piacere leggere analisi del genere, passiamo dall'utilizzo di parole come: leccaculo, mezzeseghe, cialtroni , fanfaroni, moralista,ipocrita etc. e chi più ne ha ne metta. Ma che bello leggere gli attacchi ai vari forumisti che partecipano alla discussione; alla fine si va come la solito in affermazioni sterili che non portano nessun tipo di contributo alla discussione.
Fare la classifica delle università sicuramente non esplicita i problemi caro VABI , è arcinoto che HARVARD è considerata la n° 1 ma, ti aspettavi il contrario, per accedere a quella università devi avere un conto in banca che non riesci neppure a immaginare la stessa cosa vale per le altre che sono al top ten; che tristezza, ma secondo voi i talenti sono solo quelli che vanno in queste università? Io non credo che questo sia vero , anzi penso che questa crema universitaria sia solo il frutto di una eccelsa opera di marketing (attività in cui gli americani sono artisti) . Amici noi tutti sappiamo che i modelli sociali che sono in giro nei vari paesi, spesso sono stati presi da quelli americani e alla fine si sono dimostrati carenti in molti aspetti. Guardiamo quello che stiamo vivendo in questo periodo per la crisi economica, chi ha causato queste cose,quale modello le ha generate. Fortunatamente il ns. modello ha alcuni piccoli aspetti differenti che ci hanno permesso di non affondare inesorabilmente come è successo a molte finte economie europee . Io continuo a dire che ogni popolo cerca di darsi il modello sociale e organizzarsi sulla base delle proprie esperienze storico culturali, l'ideale sociale è prendere il meglio di ogni cultura , questo ci permetterebbe di evitare errori ma, nessuno è disposto a farlo. Qualcuno parla della scuola italiana definendola antiquata e affrma che i ns. diplomati poterbbero fare i lavapiatti all'estero; ionon so da cosa nscae questa affermazione caro BONORIUS, ma tu ti sei mai confronatato con qualche tecnico straniero? Conosci le organizzazioni scolastiche degli altri paesi? Da quello che affermi penso proprio di no, il sottoscritto per la sua attività professionale si confronta continuamente con tecnici stranieri che provengono da diverse parti del mondo e posso dire tranquillamente che non siamo secondi a nessuno anzi tutt'altro.
La scuola andrebbe rivista in molte parti ,in particolare nella scelta degli insegnanti che, andrebbero posizionati e retribuiti con logica privatistica e non per ingaggi di questo o di quel "parruccone" di turno. I talenti andrebbero coltivati, creando opportunità
e pagando la ricerca con differenti logiche non come si fa adesso, in questo gli altri stati fanno da esempio.
Infine arriviamo a dire sempre le medesime cose, quello che diciamo è un problema molto diffuso in tutti i paesi del mondo , l'emigrazione dei talenti per le ragioni più diverse continueranno ad esserci e nessuno riuscirà a fermarle.
Ma, io mi chiedo cosa spinge queste persone, sicuramnete non la ricerca dei valori decantati da Nikita e neanche il non voluminoso codice del lavoro che qualcuno richiama, a mio giudizio è solo la volontà di conquistare un' ottima posizione sociale che particamente si traduce in DANARO. Si,sono solo i soldi che spingono le persone,se poi oltre ai soldi si riesce anche a trovare le cose che piacciono è il massimo. Chi cerca le sole soddisfazioni svolge altre attività ,fa il volontariato, attività che si svolge solo per aiutare il prossimo.

PALLINO

#48 Rick

Rick

    Advanced Member


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  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 08 dicembre 2009 - 14:54

Marrazzo non è un moralista, è semplicemente un ipocrita.


L' ipocrisia del Moralista

emerge solo quando viene sbugiardato ,

sino a quel momento è solo un moralista .

#49 Boronius

Boronius

    Troll + Geek


  • 962 messaggi
  • Iscritto il: 08-agosto 07

Inviato 08 dicembre 2009 - 17:35

... caro BONORIUS, ma tu ti sei mai confronatato con qualche tecnico straniero?

PALLINO

Si, mi è capitato in carriera. Al 90% gente con una ottima preparazione scolastica.

Comunque, mi è capitato piuttosto di "avere affari" con svariatissimi sedicenti "tecnici" italiani,
i soliti informatici quaquaraquà, spesso laureati in "prestigiosissime" università del Sud
Italia...
Ecco, mi è bastato ed avanzato....

A buon intenditor, poche parole.

#50 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 08 dicembre 2009 - 19:03

Forse non sarai un moralista caro Jerry, ma sei un cinico qualunquista, peggio, molto peggio che essere moralisti.
Ti va bene qualsiasi cosa purchè sia per il tuo tornaconto personale.
Qualunquista, caro Jerry.


Si! Concordo! Su questo non ti do torto! Puoi tranquillamente chiamarmi "qualunquista"

Ma come diceva qualcuno...
" Ho conosciuto tanti delinquenti che non erano moralisti,ma mai un moralista CHE NON FOSSE ANCHE un delinquente!"

Sono fiero ed orgoglioso si essere un qualunquista e non un moralista!

..E la tua esperienza di vita ( e tu ne hai!) cosa ti ha insegnato, e a cosa ti è servita? ( oltre a riconoscere un qualunquista) :hmm: Se ancora non sai distinguere il vero dal falso e il bene dal male? Se ancora pensi che il nero è sempre il male e il bianco è sempre il bene? :hmm:

#51 vabi

vabi

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  • Iscritto il: 25-aprile 08

Inviato 08 dicembre 2009 - 21:39

Fa sempre piacere leggere analisi del genere, passiamo dall'utilizzo di parole come: leccaculo, mezzeseghe, cialtroni , fanfaroni, moralista,ipocrita etc. e chi più ne ha ne metta. Ma che bello leggere gli attacchi ai vari forumisti che partecipano alla discussione; alla fine si va come la solito in affermazioni sterili che non portano nessun tipo di contributo alla discussione.
Fare la classifica delle università sicuramente non esplicita i problemi caro VABI , è arcinoto che HARVARD è considerata la n° 1 ma, ti aspettavi il contrario, per accedere a quella università devi avere un conto in banca che non riesci neppure a immaginare la stessa cosa vale per le altre che sono al top ten; che tristezza, ma secondo voi i talenti sono solo quelli che vanno in queste università? Io non credo che questo sia vero , anzi penso che questa crema universitaria sia solo il frutto di una eccelsa opera di marketing (attività in cui gli americani sono artisti) . Amici noi tutti sappiamo che i modelli sociali che sono in giro nei vari paesi, spesso sono stati presi da quelli americani e alla fine si sono dimostrati carenti in molti aspetti. Guardiamo quello che stiamo vivendo in questo periodo per la crisi economica, chi ha causato queste cose,quale modello le ha generate. Fortunatamente il ns. modello ha alcuni piccoli aspetti differenti che ci hanno permesso di non affondare inesorabilmente come è successo a molte finte economie europee . Io continuo a dire che ogni popolo cerca di darsi il modello sociale e organizzarsi sulla base delle proprie esperienze storico culturali, l'ideale sociale è prendere il meglio di ogni cultura , questo ci permetterebbe di evitare errori ma, nessuno è disposto a farlo. Qualcuno parla della scuola italiana definendola antiquata e affrma che i ns. diplomati poterbbero fare i lavapiatti all'estero; ionon so da cosa nscae questa affermazione caro BONORIUS, ma tu ti sei mai confronatato con qualche tecnico straniero? Conosci le organizzazioni scolastiche degli altri paesi? Da quello che affermi penso proprio di no, il sottoscritto per la sua attività professionale si confronta continuamente con tecnici stranieri che provengono da diverse parti del mondo e posso dire tranquillamente che non siamo secondi a nessuno anzi tutt'altro.
La scuola andrebbe rivista in molte parti ,in particolare nella scelta degli insegnanti che, andrebbero posizionati e retribuiti con logica privatistica e non per ingaggi di questo o di quel "parruccone" di turno. I talenti andrebbero coltivati, creando opportunità
e pagando la ricerca con differenti logiche non come si fa adesso, in questo gli altri stati fanno da esempio.

Io non ho voluto esplicitare un bel nulla, ho solo documentato le affermazioni di Boronius. Affermazioni che peraltro mi hanno portato a documentarmi meglio proprio perchè mi suonavano strane.
La classifica di cui sopra è un fatto, pure la riduzione degli investimenti sull'istruzione in Italia è un fatto ed è anche per questo che le università italiane sono valutate meno rispetto ad altre che invece godono anche di donazioni e finanziamenti da privati come negli Stati Uniti. Che in giro per il mondo diplomati e laureati italiani prendano solo calci in culo e che risultino, per così dire, fuori mercato non è vero.
Io sono un tecnico e anch'io per lavoro mi trovo anche 6 mesi all'anno o più in giro per il mondo e non mi sembra di aver incontrato sempre dei pozzi di scienza, anzi.
Sono convinto che le scuole e le università italiane diano una preparazione adeguata che poi deve essere corroborata nel mondo del lavoro. Credo sia il percorso che abbiamo fatto tutti.
Penso esista anche una differenza di preparazione che dipende proprio da "modelli locali" che non sono confrontabili e che rendono qualsiasi valutazione molto superficiale. Ho conosciuto un ingegnere civile americano che, abituato allo standard statunitense per le costruzioni civili (ossia legno e cartongesso), criticava la nostra edilizia definendola costosa e complicata... no comment. Probabilmente si tratta di un ottimo professionista nel suo paese, ma qui, con quei presupposti, gli vedrei vita (lavorativa) breve. Esistono copiosi esempi analoghi in altri campi.

Infine arriviamo a dire sempre le medesime cose, quello che diciamo è un problema molto diffuso in tutti i paesi del mondo , l'emigrazione dei talenti per le ragioni più diverse continueranno ad esserci e nessuno riuscirà a fermarle.
Ma, io mi chiedo cosa spinge queste persone, sicuramnete non la ricerca dei valori decantati da Nikita e neanche il non voluminoso codice del lavoro che qualcuno richiama, a mio giudizio è solo la volontà di conquistare un' ottima posizione sociale che particamente si traduce in DANARO. Si,sono solo i soldi che spingono le persone,se poi oltre ai soldi si riesce anche a trovare le cose che piacciono è il massimo. Chi cerca le sole soddisfazioni svolge altre attività ,fa il volontariato, attività che si svolge solo per aiutare il prossimo.

PALLINO

Mah, ognuno ha le sue motivazioni... molti sicuramente lo fanno per la posizione e/o per il denaro, ma credo che ci siano anche parecchie persone interessate all'esperienza in sè prima che ai soldi.

Messaggio modificato da vabi il 08 dicembre 2009 - 21:40


#52 pallino

pallino

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Inviato 08 dicembre 2009 - 22:13

Io non ho voluto esplicitare un bel nulla, ho solo documentato le affermazioni di Boronius. Affermazioni che peraltro mi hanno portato a documentarmi meglio proprio perchè mi suonavano strane.
La classifica di cui sopra è un fatto, pure la riduzione degli investimenti sull'istruzione in Italia è un fatto ed è anche per questo che le università italiane sono valutate meno rispetto ad altre che invece godono anche di donazioni e finanziamenti da privati come negli Stati Uniti. Che in giro per il mondo diplomati e laureati italiani prendano solo calci in culo e che risultino, per così dire, fuori mercato non è vero.
Io sono un tecnico e anch'io per lavoro mi trovo anche 6 mesi all'anno o più in giro per il mondo e non mi sembra di aver incontrato sempre dei pozzi di scienza, anzi.
Sono convinto che le scuole e le università italiane diano una preparazione adeguata che poi deve essere corroborata nel mondo del lavoro. Credo sia il percorso che abbiamo fatto tutti.
Penso esista anche una differenza di preparazione che dipende proprio da "modelli locali" che non sono confrontabili e che rendono qualsiasi valutazione molto superficiale. Ho conosciuto un ingegnere civile americano che, abituato allo standard statunitense per le costruzioni civili (ossia legno e cartongesso), criticava la nostra edilizia definendola costosa e complicata... no comment. Probabilmente si tratta di un ottimo professionista nel suo paese, ma qui, con quei presupposti, gli vedrei vita (lavorativa) breve. Esistono copiosi esempi analoghi in altri campi.


Mah, ognuno ha le sue motivazioni... molti sicuramente lo fanno per la posizione e/o per il denaro, ma credo che ci siano anche parecchie persone interessate all'esperienza in sè prima che ai soldi.


Condivido quanto dici e mo trovi in perfetta sintonia, sono daccordo con quanto dici relativamente alla preparazione dei tecnici italiani. Io di professione faccio l'ingegnere e molto spesso mo trovo a lavorare con colleghi che provengono da tutte le parti del mondo e devo dire che la ns. preparazione professionale si fa sempre valere.
Approfitto per rispondere a Bonorius che ha dato sarcasticamente la sua risposta, non è mia intenzione scendere in polemiche personali e voglio solo ribadire quanto ho detto in precedenza ; la ns. preparazione scolastica non è seconda a nessuna e ricordo che i talenti e le mezzeseghe sono distribuite in tutte le parti del mondo e non sono una caratteristica di questa o di quella università, ragion per cui ritengo che ogni stato si organizza e prepara i suoi professionisti, purtroppo in Italia abbiamo necessità di adeguare le ns. università ai tempi attuali e c'è la necessità di svecchiare il mondo accademico eliminando le parrocchiette facendo veramente emergere le persone qualificate.

Pallino

#53 Polifemo

Polifemo

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Inviato 08 dicembre 2009 - 22:52

Si, mi è capitato in carriera. Al 90% gente con una ottima preparazione scolastica.

Comunque, mi è capitato piuttosto di "avere affari" con svariatissimi sedicenti "tecnici" italiani,
i soliti informatici quaquaraquà, spesso laureati in "prestigiosissime" università del Sud
Italia...
Ecco, mi è bastato ed avanzato....

A buon intenditor, poche parole.



più i giorni passano e più si rafforza in me un'idea

MA GARIBALDI NUN S' PUTEV FA GLI AZZI SUOI ....

almeno non ci univamo con una banda di cialtroni del nord...

leggiti i libri di storia e capirai che all'epoca l'Italia era quasi al contrario...

voi eravate il sud di oggi e noi il nord ..

mo va a sturià padano .....e accresci la tua cultura

#54 Boronius

Boronius

    Troll + Geek


  • 962 messaggi
  • Iscritto il: 08-agosto 07

Inviato 09 dicembre 2009 - 00:50


più i giorni passano e più si rafforza in me un'idea

MA GARIBALDI NUN S' PUTEV FA GLI AZZI SUOI ....

almeno non ci univamo con una banda di cialtroni del nord...

leggiti i libri di storia e capirai che all'epoca l'Italia era quasi al contrario...

voi eravate il sud di oggi e noi il nord ..

mo va a sturià padano .....e accresci la tua cultura





Veneto prego... non "padano"...

Mi onoro di essere un veneto e sono INFINITAMENTE orgoglioso di esserlo.

Comunque, i quaquaraquà ci sono anche di provenienza Nord (di meno comunque),
mica solo di provenienza Sud.
Ho parlato solo per esperienza personale diretta, non per fare polemica.

Anche per me Garibaldi a suo tempo doveva farsi gli azzi suoi, che noi
si stava meglio sotto l'Austria-Ungheria.

#55 nikita

nikita

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  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 09 dicembre 2009 - 06:03

..E la tua esperienza di vita ( e tu ne hai!) cosa ti ha insegnato, e a cosa ti è servita? ( oltre a riconoscere un qualunquista) :hmm: Se ancora non sai distinguere il vero dal falso e il bene dal male? Se ancora pensi che il nero è sempre il male e il bianco è sempre il bene? :hmm:


La mia esperienza di vita ed i miei principi mi permettono, non so ancora fino a quando, di guardarmi tranquillamente allo specchio la mattina senza abbassare lo sguardo per la vergogna.
So distinguere il bene dal male secondo quello che io considero il bene ed il male. Come tutti.
Come ho già spiegato: ognuno di noi ha i suoi principi ed i suoi valori, giusti o sbagliati che siano.
L'etica e la morale non sono concetti universali, quello che è giusto per me non lo è per un altro.
Tu forse vuoi dire che io mi ergo a giudice e moralista nei confronti degli altri perchè ritengo sempre di essere dalla parte del giusto?
Non capisco perchè quando io esprimo le mie opinioni devo essere tacciato di "moralista" mentre tu e qualche altro quando confutate le mie opinioni non lo siete.
Io esprimo le mie opinioni come tutti, le esprimo con forza e convinzione senza falsi salamelecchi e senza false espressioni dubitative del tipo:
" Non sono sicuro, però..."
" Potrei anche sbagliare ma..."
"Forse hai ragione però io..."
Preferisco il giudizio tranchant a quello più "sfumato" per arruffianarsi l'interlocutore, non mi piace strizzare l'occhiolino a tutti per piaggeria o per reperire facili simpatie, dico sempre ciò che penso in modo chiaro ed inequivocabile.
Però questo non mi dispensa dal chiedere scusa quando mi accorgo di essermi sbagliato. Tu sai benissimo che su questo forum ho il record in questo dominio. Non ho nessun problema nel chiedere scusa. Le ho chieste anche a te, ricordi?
Sono convinto che le proprie ragioni vanno espresse con convinzione e senza falsi pudori e che bisogna essere altrettanto disponibili ad ascoltare le ragioni degli altri.
A scuola, con i miei ragazzi, ho lo stesso comportamento, spesso mi è capitato di chiedere scusa pubblicamente ad un alunno dopo essermi accorto di avere sbagliato, l'ultima volta qualche giorno fa: tre alunni mi hanno chiesto di diventare miei "amici" su Facebook, ho accettato l'amicizia solo di due e, involontariamente, ho rifiutato l'amicizia dell'altra, ero arciconvinto di aver accettato l'amicizia di tutti e tre.
La ragazza in questione si è giustamente risentita e me l'ha fatto notare pubblicamente, io ho ribattuto che si sbagliava, che non era vero, l'ho anche presa in giro d'avanti a tutti.
A casa poi mi sono reso conto di essermi sbagliato e che la ragazza aveva ragione.
Il giorno dopo sono andata a cercarla e le ho chiesto scusa in privato, poi anche pubblicamente in classe, i suoi colleghi mi guardavano a bocca aperta e non credevano ai propri occhi!
Per loro non era uno spettacolo usuale un professore che chiede scusa per essersi sbagliato.
Ho raccontato questo aneddoto per farti capire che sono convinto delle mie ragioni ma sono altrettanto convinto e disponibile nel fare ammenda se mi accorgo di sbagliare.

Messaggio modificato da nikita il 09 dicembre 2009 - 06:50


#56 nikita

nikita

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Inviato 09 dicembre 2009 - 07:34

Proseguendo il discorso iniziale, sarà bene andare a vedere nel rating mondiale in che posizione si colloca l'Italia per quanto riguarda la diffusione dei giornali, i libri, la scuola, la cultura in genere.
Un paese del terzo mondo!
Proprio da questi temi nasce...il lungo, inesorabile, declino.
Vogliamo parlare di com'è ridotta la scuola?
La fabbrica degli imbecilli.
Di chi la colpa? Di tutti. Nessuno escluso.
L'esame di maturità? Una delle poche cose serie della nostra organizzazione scolastica ridotta ad una burletta per risparmiare i soldi per i commissari, fino a tre anni fa la commissione d'esame era formata da tutti insegnanti interni.
Una burletta!
Insegnanti malpagati, sfiduciati, demotivati, costretti ad affrontare in mare aperto la corazzata dei disvalori, del meglio un bel paio di tette che una laurea, del meglio apparire che essere, con una barchetta che fa acqua da tutte le parti.
In 36 anni di servizio nella scuola statale, ho toccato con mano il declino inarrestabile, vedo quotidianamente i giovani fissare per ore il telefonino aspettando una telefonata che non arriverà mai, aspettano ansiosi il suono della campana per tornarsene a casa ed accendere la Tv, per seguire quei programmi spazzatura gentile regalo tutti sappiamo di chi.
A casa trovano la mamma e la nonna anche loro ansiose di sapere chi sarà il tronista di turno, sbavano insieme davanti alla TV fino alla sera per seguire poi le vicende del Grande Fratello: un branco di idioti sfaccendati e ignoranti che trasmettono il non tanto recondito messaggio che è meglio avere un bel aspetto che essere intelligenti.
Cosa può fare la scuola di fronte a questo devastante squallume?
Nulla.
La scuola si è arresa.
Sforna imbecilli, vuoti a perdere, che finiranno nella discarica della società italiana.

#57 Rick

Rick

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Inviato 09 dicembre 2009 - 09:54

Non sono affatto d'accordo .

LA scuola dei miei tempi , quella si che era una chiavica

ed ancor di + lo era quella di qualche anno prima .


Parlo della scuola pubblica che procedeva a forza di 6 politici

interrogazioni di gruppo

autogestione d'istituto

collettivi di classe che dettavano la programmazione scolastica

occupazioni permanenti

picchetti

intimidazioni ai docenti , ai presidi , ai bidelli

imposizione di un pensiero politico unico

lezioni autogestite

ecc ecc ecc




Suvvia Nikita ....... non c'è nenache da paragonare la scuola degli anni 70 con quella d'oggi

altro che declino !

E tra l'altro l'università di quegli anni era forse anche peggio !
(dico "forse" per il solo fatto che negli anni 70 non la conoscevo direttamente ,
se non per quello che sentivo dire da amici e parenti + grandi di me
per altro
ho una cugina che in quegli anni si laureò in architettura
e non fece mai un esame da sola !
TUTTI ESAMI COLLETTIVI ! Oggi se ne vergogna :thumbup:)


E' a partire dagli anni 80
che il sistema pubblico dell'istruzione ha incominciato a recuperare la sua dignità

sino a divenire sicuramente + difficile e selettivo del sistema privato .


E ti posso assicurare che ho attraversato gli ultimi 30/35 anni del mondo scolastico in pieno

prima come studente , poi come educatore ed in fine come genitore .... anzi , tutt'ora come genitore

Messaggio modificato da Rick il 09 dicembre 2009 - 09:57


#58 pallino

pallino

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Inviato 09 dicembre 2009 - 10:01

Proseguendo il discorso iniziale, sarà bene andare a vedere nel rating mondiale in che posizione si colloca l'Italia per quanto riguarda la diffusione dei giornali, i libri, la scuola, la cultura in genere.
Un paese del terzo mondo!
Proprio da questi temi nasce...il lungo, inesorabile, declino.
Vogliamo parlare di com'è ridotta la scuola?
La fabbrica degli imbecilli.
Di chi la colpa? Di tutti. Nessuno escluso.
L'esame di maturità? Una delle poche cose serie della nostra organizzazione scolastica ridotta ad una burletta per risparmiare i soldi per i commissari, fino a tre anni fa la commissione d'esame era formata da tutti insegnanti interni.
Una burletta!
Insegnanti malpagati, sfiduciati, demotivati, costretti ad affrontare in mare aperto la corazzata dei disvalori, del meglio un bel paio di tette che una laurea, del meglio apparire che essere, con una barchetta che fa acqua da tutte le parti.
In 36 anni di servizio nella scuola statale, ho toccato con mano il declino inarrestabile, vedo quotidianamente i giovani fissare per ore il telefonino aspettando una telefonata che non arriverà mai, aspettano ansiosi il suono della campana per tornarsene a casa ed accendere la Tv, per seguire quei programmi spazzatura gentile regalo tutti sappiamo di chi.
A casa trovano la mamma e la nonna anche loro ansiose di sapere chi sarà il tronista di turno, sbavano insieme davanti alla TV fino alla sera per seguire poi le vicende del Grande Fratello: un branco di idioti sfaccendati e ignoranti che trasmettono il non tanto recondito messaggio che è meglio avere un bel aspetto che essere intelligenti.
Cosa può fare la scuola di fronte a questo devastante squallume?
Nulla.
La scuola si è arresa.
Sforna imbecilli, vuoti a perdere, che finiranno nella discarica della società italiana.


Olà ,finalmente ritrovo il Nikita di sempre. A parte le divergenze con altri forumisti che sono sempre gradite quando si rispettano le opinioni, vedo che la tua analisi diventa molto più realista e inizia a toccare con mano il quotidiano.
Parliamo un pò degli insegnanti e poi anche del sistema scuola. Sarà anche vero che gli insegnanti sono malpagati ma se facciamo quattro conti in rapporto alle ore effettive di lavoro ti accorgi che la retribuzione oraria è molto elevata.
Purtroppo gli insegnanti attuali sono figli di un sistema scolastico che è andato sempre più in rovina nel corso degli anni, una volta alle scuole elementari un maestro aveva 30-35 alunni ed era considerato un elemento fulcrale nel processo evolutivo dei bambini e tutti i genitori lo rispettavano per il contributo che dava nel continuo processo educativo; oggi si assiste ad una banda di insegnanti svogliati , impreparati , demotivati (e non è un problema economico) privi di stimoli e incapaci di dare ai ragazzi i giusti pesi. A chi va attribuita la colpa di tutto ciò, è difficile trovare un solo colpevole ma , una cosa è certa la società è profondamente cambiata, la sola cosa che interessa è la posizione sociale ,i soldi, il sistema ti affoga di modelli comportamentali negativi che portono a profondi cambiamenti nella società. La società attuale e non parlo solo di quella italiana, ha imposto la comnpetizione , l'arrivismo ed è molto difficile estraniarsi da tutto questo, è ovvio che i ragazzi sono proprio nel mezzo di questo mare di merda e per non affogare sono costretti ad adeguarsi.
Cosa fare, non lo so, se avessi la bacchetta magica cercherei di tornare indietro e vedere di modificare quello che non è corretto ma, è solo un sogno ad occhi aperti; sono convinto che si può modificare il modello sociale agendo su pubblicità reali e non facendo vedere quello che non è. Il processo è molto complicato e di difficile attuazione; capisco il uto stato d'animo, tu che ti confronti ogni giorno con le nuove generazioni troverai sicuramenete filo da torcere.
Non so dove stiamo andando ma una cosa è certa siamo molto contradittori, ci lagniamo del sistema ma nessuno fa niente per modificarlo, ci lagniamo di tutto , cerchiamo sempre il servizio migliore e magari pretendiamo di pagare poco, vogliamo insegnanti preparati, trasporti efficienti, eliminare la delinquenza, vivere tranquilli , andare in vacanza etc. tutte cose giustissime ma alla fine restiamo inermi e incapaci di muoversi perchè il sistema sociale ci stritola e annienta tutti gli sforzi che facciamo.
E' veramente triste ciò che dico e mi accorgo che anch'io sono vittima di un sistema assurdo.
Non sono daccordo con te che la scuola non può fare niente su queste cose; l'ambiente scolastico è "FONDAMENTALE" ma, va ripensato e adeguato al contesto attuale, gli insegnanti devono riprendersi il proprio ruolo di educatori, resta inteso che deve valere la meritocrazia tra gli insegnanti e tra gli allievi; non si può continuare a sfornare studenti inetti; nella mia professione mi sono confrontato con molti tecnici più giovani e devo dire che il livello di preparazione è inadeguato , a molte persone mancano i concetti fondamentali. Vista questa situazione si deive iniziare velocemente un processo che tende ad invertire quello che accade se non ci muoviamo in tempo sarà veramente difficile avere un futuro.
Non si può accettare al sterminio continuo di una classe giovanile per colpa di modelli sociali assurdi.
Amici tutti noi sappimo che il vero problema non è il sistema scolastico ma è la società attuale che ha perso di vista le cose essenziali della vita.

PALLINO

#59 pallino

pallino

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Inviato 09 dicembre 2009 - 10:01

Proseguendo il discorso iniziale, sarà bene andare a vedere nel rating mondiale in che posizione si colloca l'Italia per quanto riguarda la diffusione dei giornali, i libri, la scuola, la cultura in genere.
Un paese del terzo mondo!
Proprio da questi temi nasce...il lungo, inesorabile, declino.
Vogliamo parlare di com'è ridotta la scuola?
La fabbrica degli imbecilli.
Di chi la colpa? Di tutti. Nessuno escluso.
L'esame di maturità? Una delle poche cose serie della nostra organizzazione scolastica ridotta ad una burletta per risparmiare i soldi per i commissari, fino a tre anni fa la commissione d'esame era formata da tutti insegnanti interni.
Una burletta!
Insegnanti malpagati, sfiduciati, demotivati, costretti ad affrontare in mare aperto la corazzata dei disvalori, del meglio un bel paio di tette che una laurea, del meglio apparire che essere, con una barchetta che fa acqua da tutte le parti.
In 36 anni di servizio nella scuola statale, ho toccato con mano il declino inarrestabile, vedo quotidianamente i giovani fissare per ore il telefonino aspettando una telefonata che non arriverà mai, aspettano ansiosi il suono della campana per tornarsene a casa ed accendere la Tv, per seguire quei programmi spazzatura gentile regalo tutti sappiamo di chi.
A casa trovano la mamma e la nonna anche loro ansiose di sapere chi sarà il tronista di turno, sbavano insieme davanti alla TV fino alla sera per seguire poi le vicende del Grande Fratello: un branco di idioti sfaccendati e ignoranti che trasmettono il non tanto recondito messaggio che è meglio avere un bel aspetto che essere intelligenti.
Cosa può fare la scuola di fronte a questo devastante squallume?
Nulla.
La scuola si è arresa.
Sforna imbecilli, vuoti a perdere, che finiranno nella discarica della società italiana.


Olà ,finalmente ritrovo il Nikita di sempre. A parte le divergenze con altri forumisti che sono sempre gradite quando si rispettano le opinioni, vedo che la tua analisi diventa molto più realista e inizia a toccare con mano il quotidiano.
Parliamo un pò degli insegnanti e poi anche del sistema scuola. Sarà anche vero che gli insegnanti sono malpagati ma se facciamo quattro conti in rapporto alle ore effettive di lavoro ti accorgi che la retribuzione oraria è molto elevata.
Purtroppo gli insegnanti attuali sono figli di un sistema scolastico che è andato sempre più in rovina nel corso degli anni, una volta alle scuole elementari un maestro aveva 30-35 alunni ed era considerato un elemento fulcrale nel processo evolutivo dei bambini e tutti i genitori lo rispettavano per il contributo che dava nel continuo processo educativo; oggi si assiste ad una banda di insegnanti svogliati , impreparati , demotivati (e non è un problema economico) privi di stimoli e incapaci di dare ai ragazzi i giusti pesi. A chi va attribuita la colpa di tutto ciò, è difficile trovare un solo colpevole ma , una cosa è certa la società è profondamente cambiata, la sola cosa che interessa è la posizione sociale ,i soldi, il sistema ti affoga di modelli comportamentali negativi che portono a profondi cambiamenti nella società. La società attuale e non parlo solo di quella italiana, ha imposto la comnpetizione , l'arrivismo ed è molto difficile estraniarsi da tutto questo, è ovvio che i ragazzi sono proprio nel mezzo di questo mare di merda e per non affogare sono costretti ad adeguarsi.
Cosa fare, non lo so, se avessi la bacchetta magica cercherei di tornare indietro e vedere di modificare quello che non è corretto ma, è solo un sogno ad occhi aperti; sono convinto che si può modificare il modello sociale agendo su pubblicità reali e non facendo vedere quello che non è. Il processo è molto complicato e di difficile attuazione; capisco il uto stato d'animo, tu che ti confronti ogni giorno con le nuove generazioni troverai sicuramenete filo da torcere.
Non so dove stiamo andando ma una cosa è certa siamo molto contradittori, ci lagniamo del sistema ma nessuno fa niente per modificarlo, ci lagniamo di tutto , cerchiamo sempre il servizio migliore e magari pretendiamo di pagare poco, vogliamo insegnanti preparati, trasporti efficienti, eliminare la delinquenza, vivere tranquilli , andare in vacanza etc. tutte cose giustissime ma alla fine restiamo inermi e incapaci di muoversi perchè il sistema sociale ci stritola e annienta tutti gli sforzi che facciamo.
E' veramente triste ciò che dico e mi accorgo che anch'io sono vittima di un sistema assurdo.
Non sono daccordo con te che la scuola non può fare niente su queste cose; l'ambiente scolastico è "FONDAMENTALE" ma, va ripensato e adeguato al contesto attuale, gli insegnanti devono riprendersi il proprio ruolo di educatori, resta inteso che deve valere la meritocrazia tra gli insegnanti e tra gli allievi; non si può continuare a sfornare studenti inetti; nella mia professione mi sono confrontato con molti tecnici più giovani e devo dire che il livello di preparazione è inadeguato , a molte persone mancano i concetti fondamentali. Vista questa situazione si deive iniziare velocemente un processo che tende ad invertire quello che accade se non ci muoviamo in tempo sarà veramente difficile avere un futuro.
Non si può accettare al sterminio continuo di una classe giovanile per colpa di modelli sociali assurdi.
Amici tutti noi sappimo che il vero problema non è il sistema scolastico ma è la società attuale che ha perso di vista le cose essenziali della vita.

PALLINO

#60 vabi

vabi

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Inviato 09 dicembre 2009 - 12:34

Olà ,finalmente ritrovo il Nikita di sempre. A parte le divergenze con altri forumisti che sono sempre gradite quando si rispettano le opinioni, vedo che la tua analisi diventa molto più realista e inizia a toccare con mano il quotidiano.
Parliamo un pò degli insegnanti e poi anche del sistema scuola. Sarà anche vero che gli insegnanti sono malpagati ma se facciamo quattro conti in rapporto alle ore effettive di lavoro ti accorgi che la retribuzione oraria è molto elevata.
Purtroppo gli insegnanti attuali sono figli di un sistema scolastico che è andato sempre più in rovina nel corso degli anni, una volta alle scuole elementari un maestro aveva 30-35 alunni ed era considerato un elemento fulcrale nel processo evolutivo dei bambini e tutti i genitori lo rispettavano per il contributo che dava nel continuo processo educativo; oggi si assiste ad una banda di insegnanti svogliati , impreparati , demotivati (e non è un problema economico) privi di stimoli e incapaci di dare ai ragazzi i giusti pesi. A chi va attribuita la colpa di tutto ciò, è difficile trovare un solo colpevole ma , una cosa è certa la società è profondamente cambiata, la sola cosa che interessa è la posizione sociale ,i soldi, il sistema ti affoga di modelli comportamentali negativi che portono a profondi cambiamenti nella società. La società attuale e non parlo solo di quella italiana, ha imposto la comnpetizione , l'arrivismo ed è molto difficile estraniarsi da tutto questo, è ovvio che i ragazzi sono proprio nel mezzo di questo mare di merda e per non affogare sono costretti ad adeguarsi.
Cosa fare, non lo so, se avessi la bacchetta magica cercherei di tornare indietro e vedere di modificare quello che non è corretto ma, è solo un sogno ad occhi aperti; sono convinto che si può modificare il modello sociale agendo su pubblicità reali e non facendo vedere quello che non è. Il processo è molto complicato e di difficile attuazione; capisco il uto stato d'animo, tu che ti confronti ogni giorno con le nuove generazioni troverai sicuramenete filo da torcere.
Non so dove stiamo andando ma una cosa è certa siamo molto contradittori, ci lagniamo del sistema ma nessuno fa niente per modificarlo, ci lagniamo di tutto , cerchiamo sempre il servizio migliore e magari pretendiamo di pagare poco, vogliamo insegnanti preparati, trasporti efficienti, eliminare la delinquenza, vivere tranquilli , andare in vacanza etc. tutte cose giustissime ma alla fine restiamo inermi e incapaci di muoversi perchè il sistema sociale ci stritola e annienta tutti gli sforzi che facciamo.
E' veramente triste ciò che dico e mi accorgo che anch'io sono vittima di un sistema assurdo.
Non sono daccordo con te che la scuola non può fare niente su queste cose; l'ambiente scolastico è "FONDAMENTALE" ma, va ripensato e adeguato al contesto attuale, gli insegnanti devono riprendersi il proprio ruolo di educatori, resta inteso che deve valere la meritocrazia tra gli insegnanti e tra gli allievi; non si può continuare a sfornare studenti inetti; nella mia professione mi sono confrontato con molti tecnici più giovani e devo dire che il livello di preparazione è inadeguato , a molte persone mancano i concetti fondamentali. Vista questa situazione si deive iniziare velocemente un processo che tende ad invertire quello che accade se non ci muoviamo in tempo sarà veramente difficile avere un futuro.
Non si può accettare al sterminio continuo di una classe giovanile per colpa di modelli sociali assurdi.
Amici tutti noi sappimo che il vero problema non è il sistema scolastico ma è la società attuale che ha perso di vista le cose essenziali della vita.

PALLINO


Secondo me siamo arrivati al cuore del problema: l'ambiente in cui si cresce è lo specchio in cui ognuno di noi riflette la propria costruzione personale ed in questo la famiglia e la scuola sono i responsabili principali dei risultati.
La scuola ha un ruolo fondamentale di educazione prima civile e poi di indirizzo formativo, ma questo ruolo di educatori a molti insegnanti non appartiene.
Non voglio sparare a zero, questa critica vuole essere obiettiva, venendo dall'esperienza personale di studente e da quella di figlio di un insegnante.
Gli stipendi ci entrano, ma fino ad un certo punto... credo che la nostra scuola, come modello qualitativo, sia ancora forte rispetto ad altri paesi se non si indebolisce tagliandone i finanziamenti e se si risolvono gli evidenti problemi che anch'io ho potuto vedere con i miei occhi e di cui sento parlare da 25 anni anche da chi ci lavoro dentro.
Gli insegnanti che fanno il doppio lavoro, il personale ATA che tira a campare facendo il minimo indispensabile, le riforme non-riforme per risparmiare soldi, gli esami di maturità inutili per insegnati e studenti (come dice giustamente Nikita) sono tutti fenomenti noti ed arcinoti che nuociono all'immagine della scuola e al suo funzionamento.
E' pure vero che anche le famiglie spesso non aiutano la scuola, pur malfunzionante, a svolgere il proprio ruolo... quanti genitori abbiamo sentito accanirsi contro un insegnante perchè aveva punito il figliolo sequestrandogli il telefonino oppure genitori che cambiavano di scuola il figliolo perchè "il professore ce l'aveva con lui" invece che "strigliare" di santa ragione il proprio "pargolo d'oro". Queste sono le conseguenze dei modelli che abbiamo costruito ed imitato, quelli che ci portano (nella migliore delle ipotesi) a dover lavorare come muli ogni giorno per mantenere ciò che abbiamo, tanto o poco che sia, trascurando i ragazzi in compagnia della baby sitter per eccellenza: la televisione. I programmi televisivi, che rappresentano ancora modelli di riferimento sempre più delelteri, fanno il resto.

Concordo con te Pallino, abbiamo perso di vista i Valori veri e speriamo che qualcuno ci risolva il problema, ma se non ci muoviamo per primi, nel nostro piccolo, niente cambierà mai.