Vorresti sostenere che la nostra scuola era meglio di quella odierna ?
Sì, anche se condivido in parte quello che hai scritto. Specialmente quando scrivi che la scuola è fatta dalla qualità degli uomini che la governano.
Sì, la NOSTRA scuola era meglio di quella attuale, anche con i problemi economici del dopoguerra: niente attività di supporto didattico, niente doposcuola, niente attività alternative: carta, penna e calamaio. La scuola come luogo deputato allo studio e alla preparazione dei giovani per inserirli nella società, il gruppo classe inteso come un laboratorio sociale, i docenti erano persone serie seppur con una mentalità troppo conservatrice.
Serietà e applicazione allo studio.
Mio padre piccolo pescatore, mia madre vendeva quei tre-quattro chili di pesce della pesca notturna, mi dicevano sempre poverini:
<<Studia, impegnati, se vuoi fare qualcosa nella vita>>
Mio padre seconda elementare, mia madre analfabeta, all'epoca in campagna mandare una bambina a scuola era un lusso per pochi, andava a parlare con il mio maestro e quando tornava dal colloquio mi sconocchiava di mazzate.
<<Il maestro mi ha detto che sei intelligente ma non ti applichi>>
Poverina il maestro parlava in italiano e lei non capiva ma intuiva che era qualcosa di negativo...e giù botte.
<<Se non studi farai il mestiere di tuo padre>> mi diceva.
Eravamo talmente poveri che quando mi mangiavo le unghie mia madre apparecchiava la tavola!
Mi sono guardato intorno...e ho capito. Mi facevo il mazzo, studiavo, non avevo alternative, non avevo "distrazioni", guardavo "Rintintin" alla TV, un televisore che ci era stato regalato da mia zia, aspettavo la "TV dei ragazzi" come una festa. Ero affascinato dalla gesta di quel cazzo di cane lupo che aiutava a risolvere i problemi, "Rasti" era il mio eroe.
La scuola era un luogo sacro, una chiesa, dove si entrava in punta di piedi, i docenti erano sì morti di fame ma godevano del rispetto e della considerazioni di tutti.
Mi sono diplomato nel 1966, i miei insegnanti erano tutti anziani, si erano "forgiati" durante il ventennio, se non ti facevi il mazzo ti sputtanavano, il sei te lo dovevi guadagnare.
Oggi?
Per i ragazzi la scuola è un luogo dove "sei costretto" a passare metà del tuo tempo libero per poi tornare a casa e proseguire con il... dolce far niente, di studiare non se ne parla, meglio seguire abbacinati e affascinati le stronzate delle varie TV che trsmettono scientificamente il nulla. I giovani si nutrono del nulla, scimmiottano i loro eroi televisivi, quelli delle varie "isole" e "grandi fratelli".
Hai visto il livello culturale dei protagonisti di quelle stronzate televisive a reti unificate? Il messaggio subliminale che passa per i giovani?
"Sono un fottuto ignorante e sono al Grande Fratello, tu che cazzo studi a fare?"
I giovani forgiati e manipolati per essere stupidi telespettatori, narcotizzati per essere consumatori e venderti il telefonino o la merendina.
Quark e Piero Angela? Merda per quattro vecchietti. I tronisti sono i veri eroi, quelli sì che sono i protagonisti da imitare.
La scuola? Una barchetta alla deriva.
La TV? Una corazzata inaffondabile.
Messaggio modificato da nikita il 24 marzo 2011 - 06:28