Jump to content


Moldweb
Moldova Community Italia uses cookies. Read the Regole privacy for more info. To remove this message, please click the button to the right:    I accept the use of cookies
  • Log in with Facebook Log in with Twitter Log In with Google      Sign In   
  • Create Account


  •  


Benvenuto su Moldweb

Posted Image Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Posted Image
Se poi hai un account Posted Image, Posted Image, Posted Imageo Posted Image è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Posted Image
Guest Message by DevFuse
 

Photo

IL VERGOGNOSO COMPORTAMENTO DEI DATORI DI LAVORO


This topic has been archived. This means that you cannot reply to this topic.
No replies to this topic

#1 beppe

beppe

    Advanced Member


  • 1,107 posts
  • Joined: 30-January 07

Posted 06 September 2009 - 12:28

Milano: numerosi i lavoratori domestici che non riescono a farsi assumere

Colf in 13 famiglie, nessuno la regolarizza

Boliviana, spiega: pagherei io i 500 euro, ma è inutile
MILANO — Si chiama Lourdes, ha 39 anni, è boliviana di Cochabamba, cittadi­na di pianura da mezzo milione di abitan­ti. Non è escluso che qualcuno di voi la co­nosca: in giro la si vede spesso. Lavora in­fatti in 13 case milanesi, e forse è un re­cord. A Lourdes, il 13 in dote ha portato la fortuna di tutte queste famiglie che l’han­no assunta come colf e la sfortuna che del­le famiglie nessuna voglia (o possa) rego­larizzarla.

Martedì è partita la sanatoria per badan­ti e altri lavoratori domestici. Ci sono una domanda da presentare, documenti da al­legare, soldi da versare. La signora Lour­des comincia da quest’ultimo capitolo: «Bisogna pagare 500 euro di contributo forfettario. Li pago io, ci mancherebbe. L’ho detto e ripetuto a tutti». Non pare sia però un problema di denaro. Un problema per le famiglie, beninteso, visto che Lour­des dice di guadagnare «sugli 800-900 eu­ro al mese». Le famiglie, sempre ad ascol­tare la signora, bassa di statura e con un’espressione decisa (ha carattere da ma­stino, per incontrarla bisogna mettersi in coda, attacca a lavorare alle 7 del mattino e finisce alle 7 di sera, gli intervalli di pau­sa sono rari e utilizzati per i trasferimenti da un appartamento all’altro), le famiglie, dicevamo, sono di cosiddetto ceto me­dio- alto.

Ci sono un medico, un alto diri­gente di banca, e via elencando. Dimenticavamo una cosa: Lourdes ha fatto una premessa che nel colloquio pre­sto è diventata ritornello pieno di ango­scia e timore: «Mi ascolti, la prego. Io so­no molto amata dai padroni, da tutti i pa­droni. Sono educati, gentili. Al complean­no e a Natale mi fanno i regali. Quali? Ah, vestitini, vestitini per i miei figli. D’estate mi lasciano le chiavi di casa, si fidano, io vado, controllo... Forse, è vero, tra i padro­ni, qualcuno poteva farmi un contratto più lungo, non so, inventarsi qualcosa per aiutarmi con la sanatoria, in queste case lavoro da anni...». È a Milano da cinque an­ni. «Sono partita per cercare lavoro, le ami­che mi avevano detto: 'Vai in Italia, vai, è un altro mondo'». È arrivata con il marito, operaio in una ditta di carico-scarico mer­ci dai camion. Senta, siamo davvero un al­tro mondo? «Beh, insomma. Credevo fos­se meno difficile vivere». Lourdes è una clandestina. Dalla sanato­ria, per la quale c’è poco tempo (il termine ultimo è il 30 settembre), si aspettava di più. Sorride: «Avessi lavorato per un pa­drone soltanto... Ma tredici, tredici! Qual­cuno ci avrebbe pensato a mettermi a po­sto, no?».

Nella sanatoria, uno dei requisiti è un contratto minimo di 20 ore settimanali. Lourdes, che ha sette figli (in Italia si è por­tata il maggiore e il minore, hanno 22 e 6 anni), ogni settimana lavora certo più di 20 ore, a volte il doppio, spesso il triplo; solo che non lo fa per un singolo datore di lavoro. Maurizio Bove, sindacalista della Cisl, su questa storia si sta spaccando la testa. Cerca una soluzione, e però senza tralasciare, tiene a precisare, altre quaran­ta donne, sempre colf o domestiche, alle prese con un’altra disperazione: i padroni, per evitare documenti e iter burocratici, le hanno già cacciate. Licenziate, abbandona­te.

Al posto loro, gli italiani, hanno assun­to immigrate appena sbarcate, forza lavo­ro nuova, più ricattabile, con meno prete­se, figurarsi la sanatoria. Lourdes è colf nell’accezione tipicamen­te milanese del termine. Ferro da stiro, la­vatrice, bucato, pulizie di arredi e stanze e pavimenti, magari un’occhiata a fiori e piante sul terrazzo, un’altra alla mamma anziana della padrona che riposa nella stanza degli ospiti, un’altra occhiata anco­ra al figlioletto della padrona. Insomma, le mille cose di casa dei genitori che, fuori per lavoro, stesi dalla frenesia, rimandano o non riescono a fare. In più, queste molte­plici attività vanno svolte al millesi­mo, senza indugiare (chiusa la prati­ca di un appartamento bisogna pas­sare al prossimo) e calcolando alla perfezione tempi e tragitti per gli spostamenti, dunque avendo bene in mente corse di tram e metrò, non­ché le (sballatissime) coincidenze tra i mezzi pubblici. È quasi sera e Lourdes riposa a ca­sa sua, in affitto. Oddio, riposa: met­te in ordine l’armadio.
http://www.corriere.it/

Edited by beppe, 06 September 2009 - 12:29.