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Ai Margini Della Russia
#1
Posted 19 June 2009 - 13:04
Ambientato tra gli Ucra, presentato come popolo di banditi deportati da Stalin e depositari di antiche e crudeli tradizioni di vita e di lotta, "Educazione siberiana" di Nicola Lilin per Einaudi, più che una testimonianza sul terribile mondo delinquenziale russo, è un affresco fantasioso che ha come sfondo la disgregazione della società sovietica
Bender (in russo Bendery) è una città del Pridnestrov'e (Transnistria), piccola repubblica sulle rive del Dnestr', incuneata tra Moldavia e Ucraina. Dopo la disgregazione dell'Unione Sovietica si è autoproclamata indipendente e, nonostante non sia stata riconosciuta dalla comunità internazionale, la sua autonomia è stata garantita dalla Russia all'indomani di un tentativo di annessione da parte della Moldova sfociato nel 1992 in un conflitto armato. In tempi meno recenti Bendergrad - antica fortezza strappata dai Russi agli Ottomani nel 1770, crogiuolo di nazionalità (russi, moldavi, ucraini, ebrei, bulgari, gagauzi...), centro di una sollevazione rivoluzionaria nel 1919 contro l'intervento romeno - rimase con il nome di Tighina sotto il controllo della Romania fino al 1940, quando insieme al resto della Bessarabia fu occupata dalle truppe sovietiche. Negli anni della guerra ritornò ad essere Tighina sotto il controllo germanico-romeno per essere infine nuovamente riconquistata dai sovietici nel 1944.
È questo il luogo dove è ambientato il romanzo Educazione siberiana di Nicolai Lilin, affresco fantasioso di un'infanzia violenta vissuta contemporaneamente negli anni della disgregazione della società sovietica e nell'atemporale dimensione epica della vita degli Urca, presentati dall'io narrante come mitico popolo di banditi siberiani, custodi di antiche e crudeli tradizioni di vita e di lotta, cui il narratore stesso apparterrebbe, essendo stati i suoi progenitori deportati dalla Siberia in Transnistria da Stalin negli anni '30.
Una circostanza poco credibile visto che a quell'epoca Bender era, come si è detto, sotto il controllo romeno. È vero però che la città tra le due guerre si trovava sul confine segnato dal fiume Dnestr, e le autorità sovietiche potrebbero avere inviato allora nelle zone di frontiera anche dei malavitosi, sebbene non sia chiaro come questi sarebbero sopravvissuti all'occupazione romeno-germanica nel periodo di guerra e tanto più sarebbero rimasti in loco al ritorno dell'armata rossa. Certo è invece che molti detenuti furono inviati in prima linea a combattere l'invasore tedesco nei «battaglioni punitivi», gli strafnye batal'ony: esiste tra l'altro una canzone: Urka - rodiny soldat, «L'urka soldato della Patria», che tratta del destino dei detenuti comuni i quali, contravvenendo alla legge dei cestnye vory, i ladri onesti, accettarono di combattere per lo stato.
Tratto da: http://www.ilmanifes...1/pezzo/252705/
#2
Posted 19 June 2009 - 13:40
Ai margini DELLA RUSSIA
Ambientato tra gli Ucra, presentato come popolo di banditi deportati da Stalin e depositari di antiche e crudeli tradizioni di vita e di lotta, "Educazione siberiana" di Nicola Lilin per Einaudi, più che una testimonianza sul terribile mondo delinquenziale russo, è un affresco fantasioso che ha come sfondo la disgregazione della società sovietica
Bender (in russo Bendery) è una città del Pridnestrov'e (Transnistria), piccola repubblica sulle rive del Dnestr', incuneata tra Moldavia e Ucraina. Dopo la disgregazione dell'Unione Sovietica si è autoproclamata indipendente e, nonostante non sia stata riconosciuta dalla comunità internazionale, la sua autonomia è stata garantita dalla Russia all'indomani di un tentativo di annessione da parte della Moldova sfociato nel 1992 in un conflitto armato. In tempi meno recenti Bendergrad - antica fortezza strappata dai Russi agli Ottomani nel 1770, crogiuolo di nazionalità (russi, moldavi, ucraini, ebrei, bulgari, gagauzi...), centro di una sollevazione rivoluzionaria nel 1919 contro l'intervento romeno - rimase con il nome di Tighina sotto il controllo della Romania fino al 1940, quando insieme al resto della Bessarabia fu occupata dalle truppe sovietiche. Negli anni della guerra ritornò ad essere Tighina sotto il controllo germanico-romeno per essere infine nuovamente riconquistata dai sovietici nel 1944.
È questo il luogo dove è ambientato il romanzo Educazione siberiana di Nicolai Lilin, affresco fantasioso di un'infanzia violenta vissuta contemporaneamente negli anni della disgregazione della società sovietica e nell'atemporale dimensione epica della vita degli Urca, presentati dall'io narrante come mitico popolo di banditi siberiani, custodi di antiche e crudeli tradizioni di vita e di lotta, cui il narratore stesso apparterrebbe, essendo stati i suoi progenitori deportati dalla Siberia in Transnistria da Stalin negli anni '30.
Una circostanza poco credibile visto che a quell'epoca Bender era, come si è detto, sotto il controllo romeno. È vero però che la città tra le due guerre si trovava sul confine segnato dal fiume Dnestr, e le autorità sovietiche potrebbero avere inviato allora nelle zone di frontiera anche dei malavitosi, sebbene non sia chiaro come questi sarebbero sopravvissuti all'occupazione romeno-germanica nel periodo di guerra e tanto più sarebbero rimasti in loco al ritorno dell'armata rossa. Certo è invece che molti detenuti furono inviati in prima linea a combattere l'invasore tedesco nei «battaglioni punitivi», gli strafnye batal'ony: esiste tra l'altro una canzone: Urka - rodiny soldat, «L'urka soldato della Patria», che tratta del destino dei detenuti comuni i quali, contravvenendo alla legge dei cestnye vory, i ladri onesti, accettarono di combattere per lo stato.
Tratto da: http://www.ilmanifes...1/pezzo/252705/
mamma mia che palle! hai appena vinto il premio originalità dell'anno 2009, hanno aperto almeno 3 topic pubblicitari sull'argomento, sempre meno di quelli sul libro di Nikita. Mandate lui all'era glaciale dalla Bignardi, almeno fa qualche soldo grosso.




















