MALPENSA (Varese) — BLOCCATI a Malpensa per via della nebbia che ha impedito l’atterraggio del volo Meridiana a Chisinau in Moldavia. A complicare le cose ci si sono messi i pessimi rapporti politici con la Romania confinante. Che hanno ostacolato il trasferimento in pullman da Bucarest, dove l’aereo per due volte era stato costretto ad atterrare. E così 155 passeggeri si sono trovati coinvolti in una vicenda diplomatica praticamente senza via d’uscita, un incubo che dura ormai da quattro giorni Un gruppo di cittadini moldavi che tornava a casa per le feste si è trasformato in odissea. Erano decollati da Verona giovedì 18 alle 12. Impossibilitati ad atterrare a destinazione, per le pessime condizioni meteo, tra di loro ci sono 11 bambini, 6 dei quali sotto i 2 anni (il più piccolo ha appena un mese). LO SCALO della capitale moldava è stato chiuso per maltempo, e il volo Meridiana è stato dirottato su Bucarest. Dopo 4 ore di sosta un nuovo decollo e dietrofront, destinazione Verona. La notte è trascorsa in aeroporto nella speranza di poter ripartire al più presto. Il giorno dopo la compagnia Meridiana li ha trasferiti in pullman a Malpensa. Dallo scalo lombardo i passeggeri moldavi sono decollati alle 15,25 di nuovo destinazione Chisinau. Ma niente da fare anche stavolta: ancora chiuso l’aeroporto, gelo in pista e nebbia, di nuovo allora l’atterraggio alternativo a Bucarest in Romania, dove le autorità locali non hanno autorizzato lo sbarco nonostante i tentativi della compagnia di accreditare l’ingresso dei cittadini moldavi in possesso di documenti considerati validi in Italia.
SIAMO stati 10 ore a bordo, non ci hanno fatto scendere nonostante con noi ci fossero dei bambini molto piccoli — racconta Marina, badante a Brescia, da 9 anni in Italia — poi di notte siamo ripartiti per Malpensa dove siamo arrivati alle 3. Stanchi e affamati senza essere riusciti ad arrivare a casa. Una vergogna». Un viaggio aereo di poco più di 2 ore, si è così trasformato in un’odissea di tre giorni che ha esasperato i tanti immigrati, costretti a un’estenuante attesa nell’area doganale di Malpensa. I buoni pasto hanno cominciato a circolare solo ieri mattina e quanto all’albergo è stato offerto nella notte fra venerdì e sabato solo a chi risultava in regola con i permessi di soggiorno.
CHI NON HA scelto l’albergo non è riuscito neppure a a lavarsi. Ieri pomeriggio, nelle ore della snervante attesa, ci sono stati anche momenti di tensione e la Polizia è dovuta intervenire per calmare gli animi. Durante il periodo natalizio molte lavoratrici e lavoratori moldavi tornano per ricongiungersi ai familiari rimasti in Patria. Come Marina che ieri diceva: «In Moldavia ci sono i miei figli, ho 10 giorni di ferie che volevo dedicare interamente a loro, tre li ho già persi in questo modo assurdo. Non è possibile che da giovedì non siamo ancora riusciti a mettere piede in Moldavia».
IN QUESTO pasticcio meteo-diplomatico a farne le spese è tanta povera gente. Per ore ieri hanno sperato di poter finalmente partire, invece un’altra giornata intera si è consumata nell’attesa, tra rabbia, amarezza e tanta stanchezza. Meridiana si è prodigata con le autorità italiane per ottenere una deroga per lo sbarco in Romania in modo da consentire poi di poter trasferire in pullman da Bucarest a Chisinau i passeggeri moldavi, una distanza che si copre in 4 ore.
UN VIAGGIO che diventa impossibile quando c’è un muro di incomprensioni politiche da superare. Una barriera che neppure il pianto di un bimbo di un mese da tre giorni sballottato in giro può scalfire. In serata i moldavI sono stati caricati su tre pullman e riportati a Verona. Alcuni di loro, esasperati, rinunciano a proseguire il viaggio. Altri sperano oggi di trovare un posto su uno dei prossimi voli. Nella stessa situazione assurda c’è già un altro volo, con altri 165 connazionali in attesa di imbarco a Verona. Ma per questi ultimi è soltanto... il primo giorno di attesa.
Messaggio modificato da Sko33 il 21 dicembre 2008 - 10:01





















