E' arrivato ilmomento di postare un po' di suggerimenti per cercare di celebrare in pace il matrimonio con persona irregolare. Diverse norme di questi ultimi mesi impongono ai sindaci di segnalare persone irregolari presenti sul loro territorio. Circolari prefettizie impongono ai sindaci di segnalare matrimoni in cui la differenza di età fra i coniugi sia notevole.
Insomma un vero attacco al diritto al matrimonio. Io sono dell'aviso che chiunque debba potersi sposare con chiunque (fatti ovviemante salvi i limiti classici di legge per parentela, età, ecc.) senza interferenze esterne.
E' possibile attuare una procedura per contrastare e rendere diffficilmente attuabile questa tendenza ad impedire i matrimoni con irregolari. E' un po' complessa e bisogna adoperare un atteggiamento molto duro nei confronti della pubblica amministrazione.
Si devono fare, innanzitutto, le pubblicazioni di matrimonio per procura dell'irregolare. La procura si fa in carta semplice e con firma non autenticata, ma accompagnata da un documento di identità. Ecco un modello:
modello_di_procura_speciale_per_pubblicazioni.rtf 74.89KB
49 downloadsLa procura si può fare a chiunque, anche al futuro coniuge. Naturalmente vanno consegnati il Nulla-Osta al matrimonio ed il passaporto in originale. Talvolta in comune chiedono anche un certificato di nascita (apostillato e tradotto), ma non è dovuto per legge (serve solo per la indicazione dei genitori e, peraltro, in un modello ISTAT - si possono anche semplicemente dichiarare).
Naturalmente (!!!???) con la procura sorgerano i primi problemi. Bisogna pertanto portarsi dietro un amico (non deve essere un parente) che possa testimoniare, poi, di quanto accade in comune. Qualche impiegato comunale ignorante (la normativa!!!) pretende che la procura abbia la firma autenticata da notaio. Non è assolutamente vero. Si deve allora chiedere che metta subito per iscritto i motivi dell'eventuale rifiuto ai sensi dell'art. 7 del DPR 396/2000. Se non inizia la procedura e non mette nulla per iscritto bisogna querelarlo subito per omissione in atti d'ufficio. Non bisogna neanche dargli il tempo di chiedere ad altri uffici (p.e. Prefettura). L'impiegato può dare inizio alle pubblicazioni oppure può non dare inizio, mettendo per iscritto i suoi motivi. Se non fa una di queste due cose si deve querelare l'impiegato. Sarà importante per il prosieguo. Ho detto che bisogna adoperare metodi "duri"!!!
Fatte le pubblicazioni di matrimonio e trascorsi gli 8 giorni più 3 per le eventuali opposizioni ci si faccia rilasciare un certificato di avvenute pubblicazioni. La motivazione, se chiesta, può essere quella per cui non sapendo ancora se fare un matrimonio civile o religioso, lo si deve eventualmente portare al parroco. Si può quindi procedere al matrimonio. Bisogna, però, farlo in un modo molto particolare.
Innanzitutto bisogna individuare la persona in comune che è Ufficiale di Stato Civile. Non tutti gli impiegati che vi lavorano lo sono. Bisogna, poi, individuare l'orario in cui egli riceve il pubblico.
In orario di ricevimento dell'Ufficiale di Stato Civile si possono presentare i due "promessi sposi", con i due testimoni, con il certificato di avvenute pubblicazioni, per chiedere che sia celebrato immediatamente il matrimonio. Un vero e proprio matrimonio alla "don Abbondio", dunque.
E' obbligo dell'U. di Stato Civile provvedervi immediatamente. Se non lo fa si chiede, come al solito, che metta per iscritto i motivi del rifiuto. Se non procede e non mette per iscritto nulla, oppure anche se scrive i motivi per lui ostativi alla celebrazione del matrimonio, siccome non possono avere alcun valore legale, perchè non esistono proprio, lo si può querelare per omissione in atti d'ufficio.
Il risultato può anche essere l'espulsione immediata dell'irregolare, ma il "promesso sposo" italiano, con la/le querele fatte si può costituire parte civile per chiedere un consistente risarcimento danni. L'espulsione immediata ci sarebbe stata, peraltro, comunque, ma senza dimostrazione dell'azione illegale dell'Ufficiale di Stato civile.
In questo modo, si può anche proporre una più che valida opposizione al giudice in sede di espulsione.
Ad espulsione eventualmente avvenuta, si celebrerà il matrimonio in Moldova e si chiederà il visto per familiare al seguito o ricongiungimento per il coniuge, che è assolutamente dovuto.
Normamente l'utente si trova tra l'incudine del legislatore ed il martello del burocrate. In questo modo utente e burocrate invertono le posizioni.
Tutta questa procedura è ovviamente difficile da attuare ed occorre molta, ma molta determinazione. Talvolta potrebbe convenire farsi assistere da un avvocato, ma deve conoscere bene queste procedure e deve anche lui essere determinato. La cerimonia del matrimonio verrà rovinata, ma si può sempre fare un bel matrimonio religioso dopo.
Questa l'e-mail di un mio lettore/conoscente che ha seguito questa strada:
Amedeo volevo ringraziarti perché il tuo libro ed i tuoi consigli in rete mi hanno permesso di vincere la guerra burocratica che è inevitabile quando si deve affrontare quando si sposa un partner straniero.
Sono riuscito a fare le pubblicazioni con il certificato rilasciato direttamente in Moldova senza tantissime complicazioni in quanto istruito sulle possibili obiezioni ho saputo prontamente argomentare in proposito.
Ho inoltre alleggerito i rischi (la mia sposa era in condizione di permanenza irregolare sul territorio) con l’esecuzione delle pubblicazioni per procura speciale e ho felicemente contratto matrimonio senza problemi.
Insomma io tracciato una strada e non ne vedo altre.




















