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Guest Message by DevFuse
Leggendo I Giornali
Started By
bacco
, 21 Jul 2008 18:34
782 replies to this topic
#181
Posted 12 November 2008 - 21:57
Ciao Rosa vedo con piacere che leggi quello che metto,questo è solo una proposta speriamo che non venga adottata.
#182
Posted 12 November 2008 - 22:31
Certo che leggo MassimoCiao Rosa vedo con piacere che leggi quello che metto,questo è solo una proposta speriamo che non venga adottata.
Ogni tanto entro in fretta e qualcuna la salto... ma in genere leggo!
#184
Posted 15 November 2008 - 13:24
ROMA -
Linea dura, insomma, sotto tutti i punti di vista.
. . e il divieto di girare nei luoghi pubblici a volto coperto in modo che la persona sia sempre riconoscibile (su questo il Carroccio chiede che venga applicata in maniera più rigorosa la norma già esistente).
Su questa richiesta non mi sento di biasimarla eccessivamente.
Per altre cose, sicuramente mi sbaglio, ma penso in un regime democratico come quello
che stiamo attraversando l'ombra di Ceauşescu non sia molto lontana.
#192
Posted 26 November 2008 - 17:07
I migranti moldavi in Italia, al primo posto per il numero di chiamate
Nella regione italiana delle Marche, in soli 9 mesi di quest'anno (da gennaio a settembre), oltre 4674 di immigrati moldavi hanno fatto appello al Centro "Pronto Immigrazione" istituito di Assessorato per lavoro, l'istruzione e la formazione professionale della regione italiana.
La stampa italiana prende atto che sono stati registrati in totale più di 32.000 chiamate, 726 solo nel mese di settembre. Le domande più comuni hanno riguardato il rilascio dei visti e i permessi di soggiorno. Inoltre, mensilmente si è verificato più di 50 programmazioni direttamente allo sportello per risolvere, con l'aiuto degli specialisti del settore, le richieste su diversi temi - lavoro, scuola, salute e permessi di soggiorno. Il servizio è attivo dalle ore 10.00 alle 20.00 a partire da lunedì fino al sabato ed è stato utilizzato, in particolare, dai moldavi, che occupano il primo posto dopo il numero di chiamate. Dopo i moldavi seguono i albanesi (2.041). Gran parte dei richiedenti hanno un'età che è superiore ai 40 anni e operano come assistenti nelle famiglie (81%), la maggior parte dei quali sono donne (75%).
Vietati i matrimoni tra italiani e clandestini
Conforme alle modifiche approvate la settimana scorsa dal Senato d'Italia, i matrimoni tra italiani e gli stranieri che si trovano clandestinamente sul territorio italiano, presto potrebbero essere vietati. La strategia chiamata "antifrode", diretta per impedire i matrimoni a scopo di convenienza, secondo la stampa italiana, è stata presentata in modo diverso rispetto ai altri paesi europei e potrebbe essere in contrasto con la Convenzione Europea sui Diritti Umani.
Così, il Senato ha deciso che i dipendenti pubblici non possono registrare o celebrare il matrimonio, se un cittadino straniero non può giustificare la sua presenza legale in Italia. Ciò significa che i cittadini della comunità (di altri paesi UE) dovranno dimostrare che il loro soggiorno in Italia è inferiore ai 90 giorni, oppure, se il periodo è maggiore, bisogna presentare l'attestazione anagrafica.
I cittadini extracomunitari dovranno presentare il passaporto con visto d'ingresso nel paese e il timbro della polizia di frontiera o la copia della richiesta per il soggiorno presentata alla Questura di polizia, se turista. Altrimenti, presentare i permessi di soggiorno o l'estensione del riconoscimento di esso. Le modifiche rispettive saranno esaminate in una seconda lettura e dalla Camera dei Deputati.
Secondo l'Ambasciata della Repubblica di Moldova in Italia, dei 1 400 matrimoni registrati nel 2006, ben 87% sono stati matrimoni misti.
Fonte: Flux.md di Ecaterina DELEU
Nella regione italiana delle Marche, in soli 9 mesi di quest'anno (da gennaio a settembre), oltre 4674 di immigrati moldavi hanno fatto appello al Centro "Pronto Immigrazione" istituito di Assessorato per lavoro, l'istruzione e la formazione professionale della regione italiana.
La stampa italiana prende atto che sono stati registrati in totale più di 32.000 chiamate, 726 solo nel mese di settembre. Le domande più comuni hanno riguardato il rilascio dei visti e i permessi di soggiorno. Inoltre, mensilmente si è verificato più di 50 programmazioni direttamente allo sportello per risolvere, con l'aiuto degli specialisti del settore, le richieste su diversi temi - lavoro, scuola, salute e permessi di soggiorno. Il servizio è attivo dalle ore 10.00 alle 20.00 a partire da lunedì fino al sabato ed è stato utilizzato, in particolare, dai moldavi, che occupano il primo posto dopo il numero di chiamate. Dopo i moldavi seguono i albanesi (2.041). Gran parte dei richiedenti hanno un'età che è superiore ai 40 anni e operano come assistenti nelle famiglie (81%), la maggior parte dei quali sono donne (75%).
Vietati i matrimoni tra italiani e clandestini
Conforme alle modifiche approvate la settimana scorsa dal Senato d'Italia, i matrimoni tra italiani e gli stranieri che si trovano clandestinamente sul territorio italiano, presto potrebbero essere vietati. La strategia chiamata "antifrode", diretta per impedire i matrimoni a scopo di convenienza, secondo la stampa italiana, è stata presentata in modo diverso rispetto ai altri paesi europei e potrebbe essere in contrasto con la Convenzione Europea sui Diritti Umani.
Così, il Senato ha deciso che i dipendenti pubblici non possono registrare o celebrare il matrimonio, se un cittadino straniero non può giustificare la sua presenza legale in Italia. Ciò significa che i cittadini della comunità (di altri paesi UE) dovranno dimostrare che il loro soggiorno in Italia è inferiore ai 90 giorni, oppure, se il periodo è maggiore, bisogna presentare l'attestazione anagrafica.
I cittadini extracomunitari dovranno presentare il passaporto con visto d'ingresso nel paese e il timbro della polizia di frontiera o la copia della richiesta per il soggiorno presentata alla Questura di polizia, se turista. Altrimenti, presentare i permessi di soggiorno o l'estensione del riconoscimento di esso. Le modifiche rispettive saranno esaminate in una seconda lettura e dalla Camera dei Deputati.
Secondo l'Ambasciata della Repubblica di Moldova in Italia, dei 1 400 matrimoni registrati nel 2006, ben 87% sono stati matrimoni misti.
Fonte: Flux.md di Ecaterina DELEU
#195
Posted 06 December 2008 - 09:05
Da L'Arena di Verona di sabato 6 dicembre 2008!!
L’EROE VENUTO DALL’EST. La proposta degli amici della Polstrada dopo lo scontro di giovedì
«Una medaglia d’oro
per il moldavo Anton»
Due giorni fa, è sceso dal tir e ha soccorso una veronese Subito dopo, è stato falciato da un camion sull’A22
Sabato 06 Dicembre 2008
CRONACA,
pagina 19
L’incidente sulla Brennero nel quale ha perso la vita un camionista
Un gesto di generosità che vale una medaglia d’oro per un vero e proprio eroe.
È quanto chiede l’Asaps, l’Associazione degli amici della polizia stradale in un comunicato. La richiesta vale per Anton Cretu, il camionista di 50 anni che due giorni fa ha salvato la vita alla veronese Federica Gironi, 46 anni, finita fuoristrada con la sua Chevrolet Matiz sull’Autobrennero tra Affi e Verona sud, all’altezza di Bussolengo. Il moldavo, però, alla fine del suo intervento è stato falciato da un altro camion ed ha perso la vita.
La veronese, invece, si trova ricoverata in rianimazione in gravi condizioni e fino a ieri mattina il decorso post operatorio era stabile. «L’altra faccia della Pirateria. Gli eroi della patente D-E dimenticati», commentano i responsabili dell’Asapas. E ancora: «In tante, tantissime occasioni, i camionisti - chiamiamoli per una volta col loro glorioso nome - si distinguono dalle altre categorie di utenti della strada per la generosità. Anton Cretu, un "camionista" moldavo di 50 anni, sapeva bene cosa fosse la generosità: ha visto un incidente, è sceso per prestare i primi soccorsi alle vittime, ed è stato falciato da un altro autotreno, condotto da un macedone».
Un gesto da eroe da chi è venuto da terre lontane per trovare fortuna nel nostro paese. E non è il solo caso: «Pochi giorni fa, il 24 novembre scorso, un altro autotrasportatore, sceso dalla cabina per soccorrere i feriti di un incidente stradale, è precipitato nel vuoto di un viadotto: si chiamava Giuseppe Maggiore, ed anche per lui non c’è stato scampo».
Un destino cinico per Giuseppe e Anton: «Eppure i due camionisti», riporta ancora la nota dell’Asaps, « hanno rappresentato l’altra faccia della dilagante pirateria, quella bella, quella della generosità, quella del soccorso a chi è in pericolo».
Ecco: Anton, un moldavo, e Giuseppe, un italiano. A lui, gente come Federica Gironi, deve la vita. Un gesto che deve far riflettere tutti gli utenti della strade a parere di chi lavora in divisa tutti i giorni sulle nostre strade: «Si punta spesso il dito contro chi guida i bisonti della strada ed è anche facile prendersela con loro. "È sempre colpa loro", si dice. Sbagliando, perché la loro responsabilità diretta è limitata ad una percentuale che non arriva al 10%».
In loro memoria, sostengono ancora i dirigenti dell’Associazione amici della strada, serve un riconoscimento. Da non dimenticare. «Noi siamo purtroppo abituati alle medaglie d’oro», conclude la nota, «e crediamo che due eroi come Anton e Giuseppe meritino di essere ricordati con un riconoscimento ufficiale per onorarne la memoria. Glielo dobbiamo. Subito senza aspettare».
L’EROE VENUTO DALL’EST. La proposta degli amici della Polstrada dopo lo scontro di giovedì
«Una medaglia d’oro
per il moldavo Anton»
Due giorni fa, è sceso dal tir e ha soccorso una veronese Subito dopo, è stato falciato da un camion sull’A22
Sabato 06 Dicembre 2008
CRONACA,
pagina 19
L’incidente sulla Brennero nel quale ha perso la vita un camionista
Un gesto di generosità che vale una medaglia d’oro per un vero e proprio eroe.
È quanto chiede l’Asaps, l’Associazione degli amici della polizia stradale in un comunicato. La richiesta vale per Anton Cretu, il camionista di 50 anni che due giorni fa ha salvato la vita alla veronese Federica Gironi, 46 anni, finita fuoristrada con la sua Chevrolet Matiz sull’Autobrennero tra Affi e Verona sud, all’altezza di Bussolengo. Il moldavo, però, alla fine del suo intervento è stato falciato da un altro camion ed ha perso la vita.
La veronese, invece, si trova ricoverata in rianimazione in gravi condizioni e fino a ieri mattina il decorso post operatorio era stabile. «L’altra faccia della Pirateria. Gli eroi della patente D-E dimenticati», commentano i responsabili dell’Asapas. E ancora: «In tante, tantissime occasioni, i camionisti - chiamiamoli per una volta col loro glorioso nome - si distinguono dalle altre categorie di utenti della strada per la generosità. Anton Cretu, un "camionista" moldavo di 50 anni, sapeva bene cosa fosse la generosità: ha visto un incidente, è sceso per prestare i primi soccorsi alle vittime, ed è stato falciato da un altro autotreno, condotto da un macedone».
Un gesto da eroe da chi è venuto da terre lontane per trovare fortuna nel nostro paese. E non è il solo caso: «Pochi giorni fa, il 24 novembre scorso, un altro autotrasportatore, sceso dalla cabina per soccorrere i feriti di un incidente stradale, è precipitato nel vuoto di un viadotto: si chiamava Giuseppe Maggiore, ed anche per lui non c’è stato scampo».
Un destino cinico per Giuseppe e Anton: «Eppure i due camionisti», riporta ancora la nota dell’Asaps, « hanno rappresentato l’altra faccia della dilagante pirateria, quella bella, quella della generosità, quella del soccorso a chi è in pericolo».
Ecco: Anton, un moldavo, e Giuseppe, un italiano. A lui, gente come Federica Gironi, deve la vita. Un gesto che deve far riflettere tutti gli utenti della strade a parere di chi lavora in divisa tutti i giorni sulle nostre strade: «Si punta spesso il dito contro chi guida i bisonti della strada ed è anche facile prendersela con loro. "È sempre colpa loro", si dice. Sbagliando, perché la loro responsabilità diretta è limitata ad una percentuale che non arriva al 10%».
In loro memoria, sostengono ancora i dirigenti dell’Associazione amici della strada, serve un riconoscimento. Da non dimenticare. «Noi siamo purtroppo abituati alle medaglie d’oro», conclude la nota, «e crediamo che due eroi come Anton e Giuseppe meritino di essere ricordati con un riconoscimento ufficiale per onorarne la memoria. Glielo dobbiamo. Subito senza aspettare».


















