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Guest Message by DevFuse
 

Ambasciata Di Bucarest: Le Malefatte


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
11 risposte a questa discussione

#1 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 21 agosto 2005 - 01:46

indice delle malefatte:
http://forum.moldweb...p?TID=1473&PN=1


-----------------

da: http://www.tuttostra...sp?TOPIC_ID=637




Avevo denunciato all'URP del MAE e al Dipartimento della Funzione Pubblica il comportamento in uso all'ambasciata di bucarest per la prenotazione dei visti (call center telefonico esterno a pagamento).
Oggi ho ricevuto la risposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.


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#2 Guest_mariaico_*

Guest_mariaico_*

  • Iscritto il: --

Inviato 21 agosto 2005 - 08:51

Dalla lettera di risposta del Ministero sembra tutto abbastanza semplice.
Per...con tutti gli amici Moldovi con cui ho parlato ho sentito solo lamentele.
All'Ambasciata chiedono molti pi soldi per il visto e i tempi sono lunghi costringendo anche a recarsi 3 o 4 volte per avere il visto. Pensate poi che tutte le volte dovete andare a Bucarest (300/400 Km?)
:furious: :furious: :furious: :furious: :furious: :furious:

#3 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 05 settembre 2005 - 18:53

Allega File  test_int.gif   4,2K   2 Numero di downloads

La mia amica moldava

Caro Beppe,
mi dispiace disturbarti ancora. Ti ho già scritto il 16 giugno per un consiglio per una mia amica moldava. Ho ricevuto tante email di solidarietà (anche da parte di persone con lo stesso problema), qualche consiglio, ma ancora oggi la situazione è invariata.
Brevemente: amica moldava, che da tempo sta cercando di ottenere dal consolato italiano di Bucarest l'appuntamento per il rilascio di un «certificato di valore» del titolo di studio (laurea in medicina più specializzazione) conseguito in patria. Se ottenesse questo documento potrebbe essere inquadrata in Italia come infermiera, anziché come inserviente in ospedale. Il sistema è regolato da una sorta di «lotteria telematica». Due giorni all'anno si apre una finestra nella pagina web del consolato e si può prenotare un appuntamento. Sono anni che in quei giorni tentiamo inutilmente di connetterci. A Bucarest la titolare di un'agenzia ha detto che le prenotazioni vere avvengono tramite «un'altra strada», che però è percorribile solo da parte dei cittadini rumeni, non da quelli moldavi (non essendoci consolato in Moldavia, i moldavi gravitano anch'essi sul consolato di Bucarest). Il telefono del consolato italiano è perennemente occupato, ai fax non rispondono.
Non disturberei ancora gli Italians, e te, se non fosse estremamente importante per la mia amica ottenere questo certificato. Ha lasciato in Moldavia un lavoro che amava, ma che veniva retribuito a singhiozzo, essendo statale. Ogni mese che passa sono centinaia di euro di retribuzione che perde (avrebbe già la proposta di assunzione come infermiera) e deve mantenere un figlio piccolo. Possibile che il console italiano di Bucarest non legga "Italians"?

Chiara Galliani,

Cara Chiara, sorvolo sul tuo cognome pericolosamente milanista e mi rivolgo direttamente a Bucarest: qualcuno può dare un suggerimento a Chiara e alla sua amica moldava?
Aggiungo un paio di cose. Una a difesa dei nostri consolati che in alcuni Paesi - in Sudamerica, in Russia, nei Balcani - sono letteralmente assediati da domande e richieste (e non tutti i candidati sono in buona fede, diciamolo). Questo li porta a barricarsi, e non tutti sanno organizzarsi (o hanno mezzi/personale sufficiente per farlo). So per certo che la situazione è diventata difficile per chi ha bisogno di portare in Italia personale dall'estero. Ho saputo di società italiane che non riescono invitare in Italia dirigenti di aziende russe; e di altre che impazziscono per far arrivare tecnici cinesi. Non solo: l'enorme discrezionalità nelle scelte può diventare, soprattutto per il personale dei consolati a contatto col pubblico, una pericolosa tentazione: non invidio i giovani consoli che devono sorvegliare queste situazioni. Per tutti questi motivi (e anche altri) penso che l'aggravio di lavoro costituito dalla nuova legge sulla cittadinanza sia stato deleterio: decine di milioni di persone in cerca di un passaporto. E' la classica iniziativa all'italiana: generosa, ma incauta. Non ha considerato né i mezzi a disposizione, né le conseguenze.



Italians Bebbe Severgnini
http://www.corriere....05-09-02/01.spm

#4 Guest_Domenico_*

Guest_Domenico_*

  • Iscritto il: --

Inviato 05 settembre 2005 - 21:53

Quella di Servegnini è una risposta non risposta! http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/smiley7.gif

#5 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 05 settembre 2005 - 23:17

e cosa ti aspettavi da uno come Severgnini? :roflmao: che poi lo leggano all'Ambasciata di Bucarest... ne sono convinto... i quaquaraqua incravattati si attraggono!!! :lol3:

#6 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 14 settembre 2005 - 18:12

riceviamo, via email, e pubblichiamo:

Desidererei sapere perchè in Consolato a Bucuresti per ottenere un visto
turistico o su invito, da parte di una Cittadina Moldova, nonostante abbia
già spedito la lettera del mio Comune e la polizza assicurativa (per un
totale di 100.000 €) dove garantisco il completo mantenimento (Viene per
presentare i documenti per sposarci)bisogna pagare circa 240 €. E'
regolare questa gabella medioevale da parte di un Consolato o Ambasciata ?
Già ho presentato alla Farnesina Ufficio Sindacale una nota di
malfunzionamento: da Bucarest hanno risposto che più di così non possono
fare (hanno fax rotto, telefoni che non funzionano ecc. ) Povera
Italietta. (per foruna non mi sento italiano come diceva il buon Gaber)

#7 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 24 novembre 2005 - 19:28

Giovedì, 24 Novembre 2005

«Mia moglie espulsa rischia la salute»
L'udinese Stefano Bruni sulla consorte romena: «Sta vivendo una gravidanza molto pericolosa»


Rivuole sua moglie. Stefano Bruni, il friulano di San Vito al Tagliamento sposato con la rumena Lavinia Grigore, sta mandando in tilt il centralino del Ministero dell'Interno.
E la motivazione è molto semplice: la richiesta di annullamento del decreto di espulsione (che aveva causato il rientro in patria della coniuge) è stata presentata da Lavinia il 19 ottobre all'ambasciata di Bucarest. Da qui l'iter prevedeva che la tanto attesa carta arrivasse a Roma. Soltanto in questo modo Lavinia può rimettere piede nella terra friulana. E invece, «al Ministero mi continuano a dire che loro non hanno ricevuto ancora nulla», si sfoga il marito. La burocrazia ha stoppato la procedura, ma Stefano non ha intenzione di restare a guardare le tragiche conseguenze che potrebbero verificarsi.

«Mia moglie è in stato di gravidanza e presenta un alto rischio di aborto imminente», premette il coniuge: una ragione in più che dovrebbe far affrettare i tempi storici della burocrazia, «e invece a nessuno interessa la reale situazione che stiamo vivendo». Non va per il sottile il signor Bruni e annuncia che «se mia moglie dovesse perdere il bambino, presenterò un'istanza per danni al Ministero». Non accetta che Lavinia possa partorire, con tutti i rischi ulteriori del suo caso, in un ospedale rumeno: «Lavinia ha bisogno delle cure e dell'assistenza di una sanità che funzioni; se entra in un ospedale rumeno perderà sicuramente nostro figlio». La pazienza ha un limite. «Abbiamo la ricevuta dell'ambasciata di Bucarest: la carta con la richiesta dell'annullamento del decreto di espulsione - in quanto Lavinia è coniugata con un italiano - è stata inoltrata al Ministero». Non si dà pace Bruni: «Com'è possibile dover aspettare quasi un mese senza avere ancora certezze?». Sa anche lui che «la vita di un bambino non ha prezzo», ma è deciso ad andare fino in fondo: «Comunque si concluda questa vicenda, intendo fare qualcosa affinché la mia storia non capiti di nuovo anche ad altri».

E c'è già un noto legale di Udine, Giuseppe Gennari, pronto ad aiutare questa coppia divisa dalla burocrazia e con un rischio concreto in termini di vita umana.

Irene Giurovich

#8 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 29 novembre 2005 - 20:01


N. Reg. Sent. N. 7/2002 Reg. Ric.



REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione prima, composto dai signori

Corrado Calabrò Presidente

Antonino Savo Amodio Consigliere

Mario Alberto di Nezza Referendario rel.

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 7/2002 R.g. proposto

da

Dumitrache Ariadna, rappresentata e difesa dall’avv. Fernando Ferrucci, elettivamente domiciliata in Roma, Via A. Bafile n. 5, presso lo studio dell’avv. Tina Gregori

contro

il Ministero degli affari esteri, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, è domiciliato

per l’annullamento

del diniego di visto d’ingresso per motivi di studio, comunicato dall’Ambasciata d’Italia presso la Repubblica di Romania in Bucarest con nota del 28.11.2001.

Visto il ricorso<A name=01000001> con i relativi allegati;

visto l’atto di costituzione in giudizio dell’amministrazione;

viste le memorie depositate dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

visti gli atti tutti di causa;

sentiti per le parti alla pubblica udienza del 16 marzo 2005, relatore il dott. Mario Alberto di Nezza, l’avv. Gregori in sostituzione dell’avv, Ferrucci e l’avv. dello Stato Ferrante;

ritenuto e considerato quanto segue in

FATTO E DIRITTO

1. Con ricorso notificato al Ministero degli affari esteri il 19.12.2001, ritualmente depositato, la suindicata ricorrente, premettendo di essere una cittadina romena in possesso di valido passaporto e di aver presentato una domanda, corredata da copiosa documentazione, per la concessione del visto d’ingresso in Italia per motivi di studio, ha chiesto l’annullamento del successivo provvedimento di diniego motivato sul rilievo che “non risultano soddisfatti i requisiti e le condizioni stabilite per tale tipologia di visto dal Decreto Interministeriale pubblicato sulla G.U. dell’1.8.2000”.

Ha prospettato l’illegittimità del provvedimento lamentandone la carenza di motivazione e l’erroneità in relazione al comprovato possesso dei requisiti per l’ingresso nel territorio nazionale.

Si è costituita in giudizio, con comparsa di stile, l’amministrazione.

Con ordinanza resa nella camera di consiglio del 23 gennaio 2002 è stata accolta l’istanza cautelare “considerata la evidente genericità della motivazione”.

Successivamente, all’udienza del 26 gennaio 2005, in vista della quale la ricorrente ha depositato una memoria con ulteriori documenti, il giudizio è stato trattenuto in decisione.

2. A mente dell’art. 4, 2° comma (penult. per.), d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286, nella formulazione vigente al tempo dell’adozione del provvedimento impugnato (ossia prima della modificazione operata dall’art. 4, l. 30 luglio 2002, n. 189), “il diniego del visto di ingresso o reingresso è adottato con provvedimento scritto e motivato […]”.

La chiara dizione legislativa rende palese il vizio dell’atto impugnato, che non reca alcuna indicazione delle ragioni a sostegno della determinazione negativa.

3. Il ricorso va pertanto accolto, potendo rimanere assorbita la residua doglianza prospettata. Dev’essere di conseguenza annullato il provvedimento di diniego, ferme restando le rinnovate determinazioni dell’amministrazione.

Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione integrale delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione prima, definitivamente pronunciando, accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato. Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 16 marzo 2005.

Il Presidente

Il Ref. est.





REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Prima


composto dai Magistrati: Corrado CALABRO’ Presidente


Antonino SAVO AMODIO Consigliere rel. Carlo MODICA de MOHAC Consigliere



ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 10408 del 2004 Reg. Gen., proposto da Glavan Giorgica, rappresentato e difeso dagli avvocati Gianluca Sicchiero e Mario Sanino, con i quali elettivamente domicilia in Roma, Viale Parioli n. 180;

contro

il Ministero degli Affari Esteri, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, con la quale domicilia in Roma, Via dei Portoghesi n. 12;

per l’annullamento

a) quanto al ricorso:

del provvedimento prot. n. 758 dell’8 settembre 2004 emesso dall’Ambasciata d’Italia a Bucarest, con il quale è stata rigettata la richiesta del visto d’ingresso in Italia per motivo di lavoro autonomo proposta dal ricorrente;

b) quanto ai motivi aggiunti:

del provvedimento prot. n. 62/2005 del 24 gennaio 2005 con il quale la medesima Ambasciata ha confermato, con diversa motivazione, il diniego del visto d’ingresso in Italia del ricorrente richiesto sempre per motivo di lavoro;

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione del Ministero intimato;

Visti i motivi aggiunti;

Visti gli atti tutti di causa;

Nominato relatore il consigliere Antonino Savo Amodio e uditi, nella Camera di consiglio del 4 maggio 2005, l’avv. Celani, per delega dell’avv. Sanino, e l’avv. dello Stato Ferrante;

Visto l’art. 26, ultimo comma, della legge 6 dicembre 1971 n. 1034, come sostituito dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000 n. 205, il quale prevede che, allorché il tribunale amministrativo regionale ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso, può adottare una decisione in forma semplificata nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare, nel rispetto della completezza del contraddittorio;

Ritenuto che, nella specie, ricorrono i presupposti per l’applicabilità della suindicata disposizione, circostanza della quale si è data comunicazione ai rispettivi difensori delle parti presenti all’odierna camera di consiglio;

Ritenuto, in primo luogo, che non residua un interesse in capo al ricorrente a coltivare i motivi di doglianza esposti con l’atto introduttivo del giudizio, atteso che l’Amministrazione si è rideterminata alla stregua di dette doglianze, così come richiesto dall’ordinanza cautelare 1 dicembre 2004 n. 6366/2004, che, peraltro, non escludeva una conferma tout court del precedente avviso manifestato, sia pur supportata da una più adeguata istruttoria e da una congrua motivazione; pertanto, la nuova determinazione, introducendo una ragione totalmente nuova e diversa di rigetto dell’istanza, depone inequivocabilmente per il definitivo superamento delle carenze documentali originariamente riscontrate, per concentrare l’attenzione sulla mancanza del requisito di reddito richiesto per conseguire il visto d’ingresso in Italia;

Ritenuto, quanto alla seconda determinazione assunta, che essa si appalesa illegittima in virtù delle seguenti considerazioni:

- per le modalità procedurali seguite, così come descritte nei motivi aggiunti e non smentite ex adverso, che hanno determinato un ingiustificato aggravio della procedura azionata dall’istanza di parte;

- perché la circostanza addotta a sostegno del diniego era già nota al momento dell’emanazione del primo rigetto, sicché ben poteva da sola ed in modo assorbente supportare il diniego stesso, senza fare riferimento a carenze documentali rivelatesi del tutto insussistenti;

- in quanto la normativa di settore (art. 26 D. L.vo n. 286/98 e art. 39 D.P.R. n. 394/99) richiedeva una semplice dichiarazione, puntualmente fornita all’Amministrazione, che lo straniero, una volta ottenuto il visto d’ingresso in Italia, avrebbe goduto di un compenso di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria;

- quanto testé detto non preclude all’Amministrazione di effettuare i controlli del caso, a condizione, però, che essa, qualora riscontri la mancanza del requisito reddituale, emani un provvedimento congruamente motivato; nella specie, tale onere non risulta osservato dall’Autorità emanante, la quale si è limitata a fare riferimento al solo “Reddito da imputare ai soci”, come ricavato dalla voce RF54 del CUD 2003, senza dare conto di avere compiutamente valutato lo stato patrimoniale e reddituale della società Dynamic, così come viene prospettato nei motivi aggiunti, le cui argomentazioni non sono state confutate nel giudizio in corso;

Considerato che, pertanto, va annullato il provvedimento prot. n. 62/2005 del 24 gennaio 2005 emesso dall’Ambasciata d’Italia a <A name=2>Bucarest;

Ritenuto, peraltro, che sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione fra le parti delle spese di giudizio;

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima, in parte dichiara improcedibile ed in parte accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l’effetto, annulla il provvedimento prot. n. 62/2005 del 24 gennaio 2005 emesso dall’Ambasciata d’Italia a Bucarest.

Compensa integralmente fra le parti le spese di giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 4 maggio 2005.

Corrado CALABRO’ Presidente

Antonino SAVO AMODIO Consigliere est.

#9 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 12 dicembre 2005 - 17:08

Il caso
Dichiarazioni di valore bloccate in Romania
Il consolato italiano ha sospeso le prenotazioni fino a marzo: "Troppe richieste". Chi vuole farsi riconoscere un titolo di studio può solo aspettare </B>

Vorreste far valere anche in Italia una laurea o un altro titolo di studio che vi siete guadagnati nel vostro Paese? Se siete cittadini romeni, armatevi di pazienza: prima della prossima primavera, il consolato italiano di Bucarest non può occuparsi di voi!|

Lo scoglio su cui è arenata la nostra rappresentanza diplomatica si chiama "dichiarazione di valore", un documento che certifica il valore di un titolo di studio conseguito all'estero, precisando ad esempio quanti anni di studio sono stati necessari per conseguirlo e se esso permette anche nel Paese d'origine di continuare gli studi a livello superiore.

"È un documento indispensabile per i cittadini stranieri che vogliono iscriversi a un'università italiana o per quelli che vogliono esercitare in questo paese un'attività professionale che prevede una formazione specifica, come ad esempio succede per gli infermieri" spiega la dott.ssa Ledia Miraka, esperta in diritto dell'immigrazione. "È una procedura che possiamo definire di routine, dal momento che si basa su accordi già stipulati tra l'Italia e altri Paesi".

Paralisi

Una routine che a quanto pare a Bucarest si è inceppata. Per chiedere questo certificato bisogna prenotare un appuntamento attraverso il sito della nostra ambasciata, www.ambitalia.ro, ma da diversi mesi il link a "dichiarazioni di valore" non è più attivo.

"A metà ottobre, ho chiesto al ministero degli Esteri per conto di una mia amica che si è laureata lo scorso anno in Romania quali documenti occorressero per il riconoscimento del titolo" racconta Giuseppe Rapisarda, un nostro lettore catanese. "Mi hanno risposto subito, spiegandomi che per la dichiarazione di valore ci vuole una prenotazione via internet, aggiungendo però che dovremo aspettare diversi mesi".

"A causa dell'elevatissima mole di richieste, - si legge nella risposta inviata dalla Farnesina a Rapisarda - si è già verificato un sovra-affollamento negli accessi al sito, tanto che i posti disponibili per le prenotazioni sono attualmente esauriti. Le prenotazioni verranno riaperte il giorno 13 marzo 2006".

Fino ad allora cosa può fare l'amica del sig. Rapisarda? "Può solo aspettare, - commenta il nostro lettore- perché non c'è modo di farsi rilasciare la dichiarazione di valore se non prenotandosi via internet"

La paralisi del nostro consolato in Romania viene confermata anche dall' Ufficio Relazioni con il pubblico del Ministero degli Esteri. "A Bucarest rilasciano anche le dichiarazioni di valore per la Moldavia, - ci spiegano al telefono - e le richieste sono tantissime. È tutto fermo fino a marzo, prima d'allora non c'è niente da fare".

"Ero musicista, faccio il maggiordomo"

La gravità del problema diventa chiara ascoltando Mihai Montan, un cittadino romeno che vive a Roma e che facendosi riconoscere i titoli di studio potrebbe migliorare la sua condizione.

"In Romania ho fatto studi artistici, - racconta - ero sottoufficiale presso la banda dell'esercito, suonavo il clarinetto e il sassofono. Adesso faccio il maggiordomo. Avrei voluto farmi riconoscere i titoli di studio per suonare in qualche altra orchestra, ci sono tante possibilità ma se non hai i titoli non ti puoi presentare a fare il concorso".

Montan prova da mesi, invano, a prenotare la dichiarazione di valore a Bucarest, ma i suoi sforzi fino ad oggi sono stati inutili. E intanto continua a fare il maggiordomo. "Ritengo che in questo modo si privino tante persone della possibilità di andare avanti, - denuncia - di trovare un altro impiego che può essere in linea con la loro preparazione".

Allarme infermieri

Questa situazione preoccupa anche le autorità diplomatiche romene in italia, come spiega a Stranieri in Italia il Console generale Cornel Visoiu: "Il problema ci è stato segnalato soprattutto da molti infermieri romeni che vorrebbero lavorare in Italia, dato che c'è una grande richiesta da parte di ospedali e case di cura. Loro hanno messo insieme tutta la documentazione necessaria, ma poi si sono bloccati all'ambasciata italiana in romani per questa dichiarazione di valore".

Il console ha le mani legate. "Per sbloccare questa situazione noi abbiamo proposto anche la possibilità di prendere in considerazione dichiarazioni di valore rilasciate dalla missione diplomatica della romania in Italia. Ma ci è stato detto che è possibile, la legge italiana lo impedisce".

Abbiamo chiesto al ministero degli Esteri che qualcuno ci spiegasse perché il nostro consolato a Bucarest si trova in questa situazione. Vorremmo capire se si sta lavorando per trovare una via d'uscita. Sono passate più di due settimane, ma siamo ancora in attesa di una risposta.

(12 dicembre 2005)



Elvio Pasca



#10 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 13 dicembre 2005 - 10:40

Come procede la situazione dell'udinese Stefano Bruni ?
Sua moglie ha ottenuto il nulla osta ?
Se mi dai uilteriori informazioni credo di poterlo aiutare.
mdaemme

#11 Guest_XCXC_*

Guest_XCXC_*

  • Iscritto il: --

Inviato 14 febbraio 2006 - 18:33

http://www.tuttostra...p?TOPIC_ID=2026 :mad2:

#12 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 15 febbraio 2006 - 12:48

Cosa altro aggiungere ?
Io da tempo affermo che questa Ambasciata,
NON MI RAPPRESENTA.
Io non riconosco, nel loro atteggiamento, i valori dell'Italia.
Comunque qualcuno dovrebbe cominciare a fare qualche denucia,
tipo per violazione dei diritti o per omissione di soccorso.
mdaemme