A mio giudizio è una ottima strategia commerciale.
Viene messo in campo il tentativo di coinvolgere una certa clientela moldava (ne troppo ricchi ne troppo poveri) nel giro della ristorazione all'italiana/pizzerie/gelaterie.
E' importante il primo passo, perchè se gli autoctoni non hanno il "gusto" per il cibo italiano, oppure non sono invogliati a farselo, allora per la ristorazione all'italiana in Moldova non ci sarà scampo (ovvio, con il metodo usato fino ad oggi).
Me lo sono chiesto anch'io se è una "strategia commerciale".
Come in tutti i paesi, compreso l'Italia, io sono arrivato a questa conclusione, proprio mentre ti scrivo. Facciamo un attimo una riflessione, scusandoci con tutte le categorie, ma è solo una riflessione commerciale.
Chi va a mangiare fuori possiamo classificarlo in:
1. chi ha pochi soldi
2. chi ne ha comunque mediamente o abbastanza
3. chi ne ha tanti
In base a questa prima classificazione, mi passerete il termine, se ne possono fare altre:
1. chi ha pochi soldiChe ne capisca o non di buon cibo il problema per lui non è quello del mangiare bensì della spesa, l'unico problema è la spesa e di certo si accontenterà di quello che passa il convento o meglio non va al ristorante e se lo fa in casa, o se ci va ne sceglie uno economico...
2. chi ne ha comunque mediamente o abbastanzaIn questa categoria ci sono la stragrande maggioranza di utilizzatori dei ristoranti: qui ci vanno quelli che vanno al ristorante non per mangiare ma per abbuffarsi e quelli diciamo "gourmet". Di solito i primi sono attenti ai prezzi e quindi privilegiano la quantità alla qualità, gli altri molte volte pur di mangiare meglio spendono, come dire meglio andarci una volta che andare a mangiare peggio due.
3. chi ne ha tantitra costoro ci sono come per le altre categorie quelli che "capiscono", che quelli che "non" .. Di solito del prezzo non gliene frega alcunchè .. l'unico punto è l'esclusività o la "fama" del ristoratore/ristorante.
La mia impressione per quanto riguarda la Moldova è:
1. chi ha pochi soldi, mangia a casa e se va fuori non va certo, ed anche logicamente, in un ristorante italiano perchè sicuramente è istintivo mangiare qualcosa più congeniale o più propriamente conosciuto. Locali di questo tipo abbondano in Moldova.
2. chi ne ha comunque mediamente o abbastanza potrebbe scegliere il ristorante "italiano", certamente più il consumatore "gourmet" che cerca qualcosa di diverso, magari con qualche informazione in più, conoscendo la fama della cucina italiana. A quanto vedo e sento la frequentazione non è propriamente alta e da qui desumo che il gusto moldavo deve avere ancora tempo per "abituarsi".
3. chi ne ha tanti: tra costoro, più avezzi ad aver provato cibi "diversi" ci potrebbero essere i potenziali clienti, ma questi sono frequentatori di ristoranti di un certo tipo e non del solito ristorantino, amano il lusso e quindi ci vorrebbe qualcosa di "nicchia".
Concludo: secondo la mia opinione ci vuole una
nuova cucina "moldava" con un cuore "italiano", il che tradotto significherebbe utilizzare al meglio i prodotti "indigeni" e rivoluzionare la cucina moldava con uno spirito e una fantasia "italiana".
Scusate la lungaggine.
Domanda.
Ma quanti ristoranti italiani hanno cuochi che hanno fatto esperienza in Italia e di che livello ?.
Questo potrebbe essere un altro punto su cui discutere.
E forse è qui il vero problema dei ristoranti italiani in Moldova.
Messaggio modificato da cp55 il 16 agosto 2010 - 14:28