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Ambasciata italiana in Moldova entro l'estate 2008!
#1
Inviato 23 novembre 2007 - 19:54
fino all'estate del 2008 quando, nel quadro del programma del Ministero degli Esteri di ristrutturazione della rete diplomatica-consolatre, verrà aperta un'Ambasciata...
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#2
Inviato 23 novembre 2007 - 21:44
eccolo qua

#3
Inviato 23 novembre 2007 - 21:50
Il 6 novembre 2007 il quotidiano ItaliaOggi pubblicava questo articolo:
La scure di D'Alema sui consolati.
Tra chiusure e accorpamenti forse 20 cancellazioni di sedi internazionali decise dal governo.
Edmonton, Edimburgo e Smirne nella mappa dei tagli
D'Alema taglia la mappa consolare italiana. Dopo aver cancellato il consolato generale di Lipsia,
(unica antenna che l'Italia aveva nei laender orientali tedeschi, essendo Berlino una realtà a parte) il Governo Prodi taglia Edmonton in Canada, Edimburgo (circoscrizione Scozia ed Irlanda del Nord) e ha in canna una black list dei consolati da chiudere. Tra cui, ad esempio, Smirne, città che di questi tempi è in concorrenza con Milano per aggiudicarsi l'expo 2015.
Se quest'ultima sede, ad esempio, dovesse essere cancellata e Milano dovesse perdere la sua partita per l'expo a vantaggio della città turca, l'Italia e le sue imprese perderebbero un punto di riferimento importante per il loro business, proprio in vista dell'esposizione mondiale.
La Farnesina, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, avrebbe individuato in 20 il numero di chiusure e accorpamenti da effettuare assieme a un taglio del 10% alle posizioni dirigenziali in capo alla macchina centrale del ministero degli esteri.
Ma nel 2008 avrebbe anche in serbo tre nuove aperture tra cui:
1) il consolato generale a Mosca, che prenderebbe il posto dell'attuale cancelleria consolare, con maggiore visibilità e aumento di mezzi legato agli incassi da visti rilasciati (a fine anno Mosca dovrebbe incassare 8-9 mln di euro dal rilascio di centinaia di migliaia di visti);
2) una nuova ambasciata in Moldova;
3) una terza sede da definire, che molto probabilmente sarà il potenziamento dell'Agenzia consolare a Dubai, trasformata in Consolato generale.
A determinare i tagli non sarebbe né il criterio economico-commerciale, né il criterio di dimensione territoriale o le distanze tra un consolato tricolore e l'altro. Bensì l'incontro della minor resistenza politica possibile sulla rotta dei tagli. In pratica, laddove l'elettorato italiano all'estero abbia espresso rappresentanti in Parlamento, risulterà difficile al governo andar giù con la mannaia; così a perire, in prima battuta, sarebbero i consolati che operano in territori dove la cittadinanza italiana non è rappresentata in Parlamento. Senza tener in alcun conto delle potenzialità di business commerciale per l'Italia.
E' il caso, ad esempio, di Edmonton, in Canada, cittadina dello stato dell'Alberta attorno a cui gravitano circa 70mila cittadini di origine italiana, distante circa 1200 km dal consolato più vicino di Vancouver e a tre ore di volo da Toronto. E soprattutto città seduta sulla seconda riserva di scorte petrolifere al mondo subito dietro l'Arabia Saudita. Il che significa un mercato potenziale per il know-how e i macchinari delle imprese made in Italy specializzate in materia di svariati milioni di euro.
Ma è anche il caso di Edimburgo, prossimo consolato a chiudere i battenti; città notoriamente frequentata da cittadini del Belpaese. Nel caso di Edmonton però, la questione è piuttosto strana. La città canadese è strategica dal punto di vista economico, ma secondo alcune fonti a segnarne il destino sarebbero un paio di sgarbi diplomatici del Canada rimasti sullo stomaco all'Italia, in maniera bipartisan.
Il primo è la mancata autorizzazione concessa dal governo canadese all'esercizio di voto per i cittadini italiani residenti in Canada, durante le ultime elezioni politiche. Una simile indisponibilità da parte canadese, congiunta al suo effetto più immediato – e cioè l'assenza di rappresentanza italo-canadesi in Parlamento – ha contribuito all'inserimento di Edmonton nella black list della Farnesina.
Il secondo sgarbo da parte canadese è stata la chiusura del loro consolato a Milano; un errore diplomatico macroscopico e un pessimo segnale che impatta sulle relazioni commerciali tra i due paesi, a cui pare il governo di Ottawa voglia al più presto mettere una pezza.
Il criterio della minor resistenza politica possibile è stato illustrato dal Vice Ministro agli Esteri, Ugo Intini. Intini ne parlò nel corso di una audizione parlamentare alla Camera, il 19 dicembre scorso. «Si va a tagliare dov'è più facile», disse con un'espressione che non lascia adito a dubbi. In tutto ciò emergono due paradossi: 1) da un lato, la Farnesina pensa di decurtare sedi consolari strategiche, per rispettare l'ordine imposto alla p.a. dalla manovra taglia-spese, contenuta nella Finanziaria 2007, senza badare agli interessi economici italiani in quei territori, ma solo all'impatto politico della decisione. Il tutto in barba alla paventata riforma della Farnesina, che avrebbe dovuto orientare le iniziative diplomatiche del Belpaese a supporto delle imprese italiane all'estero; 2) dall'altro si mantengono ben 11 sedi consolari nella piccola Svizzera, per altro già interessata da tagli, ultimamente, visto che solo nel 2001 sul territorio elvetico si contavano ben 20 consolati, quasi uno per cantone (in tutto sono 26).
#4
Inviato 24 novembre 2007 - 01:33
Un grazie a Maurizio per avermi segnalato l'articolo...
eccolo qua
Della Consultia se ne era parlato anche quì:
http://www.moldweb.o...h...ost&p=80036
#5
Inviato 24 novembre 2007 - 07:35
Mah! Speriamo!.
Speriamo di vedere la fine dell'ignobile spettacolo che si vede nelle ambasciate di Romania di Chisinau e italiana di Bucarest.
#6
Inviato 24 novembre 2007 - 08:16
Il 6 novembre 2007 il quotidiano ItaliaOggi pubblicava questo articolo
Comunque... ne parlavo con qualcuno... sono talmente fuso che non ricordo nemmeno con chi e quando... in ogni caso... Mancini se è tenuto abbastanza "largo" parlando dell'estate prossima... ma le voci che girano danno come periodo previsto per l'apertura dell'Ambasciata in Moldova i mesi di aprile/maggio...
Vedremo...
#7
Inviato 24 novembre 2007 - 12:36
SE aprono nel 2008, cena pagata.............ti aspetto.
a me sembra più il riassunto di <a href="http://www.moldweb.o...showtopic=5408" rel="nofollow" target="_blank">questo >>
</a>Comunque... ne parlavo con qualcuno... sono talmente fuso che non ricordo nemmeno con chi e quando... in ogni caso... Mancini se è tenuto abbastanza "largo" parlando dell'estate prossima... ma le voci che girano danno come periodo previsto per l'apertura dell'Ambasciata in Moldova i mesi di aprile/maggio...
Vedremo...
#8
Inviato 24 novembre 2007 - 12:44
L'articolo in originale su ItaliaOggi con anche lo specchietto riassuntivo:

#9
Inviato 06 marzo 2008 - 23:25
[...]
Il processo di globalizzazione ha determinato un forte aumento delle competenze della rete consolare cui non ha corrisposto un aumento del personale, pur essendo necessaria una razionalizzazione della rete consolare. Il Ministero degli affari esteri ha realizzato una mappatura molto dettagliata delle spese delle sedi consolari, anche alla luce del rapporto tra pratiche evase e personale assegnato, su cui c'è stata la pronuncia dei Comites. Ciò ha consentito la predisposizione di uno schema di razionalizzazione della rete consolare diplomatica con l'accorpamento di rappresentanze permanenti presso organizzazioni internazionali aventi sede nella stessa città; l'istituzione di cancellerie consolari in luogo di consolati generali; in qualche caso la chiusura di sedi consolari, il cui personale potrebbe essere impiegato nelle sedi vicine; l'apertura di un consolato generale a Mosca e di rappresentanze diplomatiche a Kishnau, in Moldova, oltre a nuove sedi consolari in India, Cina e Venezuela; infine il rafforzamento della sede di Newark.
Per fronteggiare i richiamati problemi della rete consolare, il Governo ha previsto altresì, nell'ambito del Documento di programmazione economico-finanziaria, un aumento delle risorse assunte a tempo indeterminato, oltre a quelle assunte a contratto, e il rinnovamento di alcune sedi (come nel caso di Montevideo).
I numerosi interrogativi suscitati nei parlamentari da questi annunci del rappresentante del Governo stimolano l’indizione di una seconda riunione, nella quale si entra ancor più nello specifico delle misure che il Governo intende adottare riguardo alla rete consolare. Nello spirito di una razionalizzazione della rete consolare, che trae spunto dalla legge finanziaria per il 2007, Il Vice Ministro afferma come il Ministero degli affari esteri sia orientato ad adottare una serie di interventi tesi a: accorpare rappresentanze permanenti presso organizzazioni internazionali aventi sede nella stessa città; istituire cancellerie consolari presso le ambasciate in capitali dove sono presenti anche uffici consolari; ridefinire la classe di alcune sedi consolari, in maggiore aderenza alle necessità operative; valorizzare il ruolo dei consoli onorari e dei corrispondenti consolari; recuperare la produttività delle sedi consolari; favorire sinergie di tipo amministrativo con gli altri Stati europei; utilizzare il Fondo assunzioni in deroga per un incremento sostanziale del personale di ruolo e a contratto a tempo determinato; potenziare gli uffici addetti al riconoscimento della cittadinanza. Il Gruppo di lavoro per l'informatizzazione dei servizi consolari, operante presso la Direzione degli italiani nel mondo, che ha già permesso l'allineamento dei siti Web degli uffici consolari e prodotto la Guida consolare unica, ha tra i suoi obiettivi quello di consentire al residente all'estero l'accesso con una propria utenza alle informazioni personali che lo riguardano, non solo per la consultazione ma anche per la segnalazione di variazioni.
#10
Inviato 11 settembre 2008 - 16:12
#11
Inviato 11 settembre 2008 - 16:31
Appena ne saprò di più ve lo farò sapere.




















