ora sai come la pensiamo noi...dicci come la pensi tu
e se il tuo salario ha lo stesso potere d'acquisto rispetto a quando era in lire...
poi se sei un libero professionista..per me sei un evasore..
a fine anno avrò un reddito circa di 22000 euro, mettici benzina usura della macchine 7000 euro di affitto. Ti preoccupi di me se sono un evasore? leggi quest'articolo...
META' DEI BIG ITALIANI DICHIARA SOLO PERDITE
Da FERRARI a WIND, da ALITALIA a CONAD: il 41,3% dei grandi gruppi dice di essere in rosso. Altro che autonomi evasori
di Giuseppe Bortolussi
Dalla Fiat Auto (gruppo Fiat) alla Ferrari, passando per la Wind, Alitalia e Conad, la metà delle grandi imprese del nostro Paese dichiara un reddito pari a zero o addirittura in perdita. Il 41,3 per cento per l'esattezza dichiara una perdita, mentre l'8,5 per cento reddito zero. Tradotto in numeri assoluti, la vicenda riguarda quasi 400mila società di capitali ed enti commerciali. Ma c'è di più: il 17 per cento deii giganti della realtà produttiva italiana dichiarano redditi inferiori ai lOmila euro. I dati elaborati dal nostro Ufficio studi, ad integrazione di quanto presentato dall'Amministrazione finanziaria, non lasciano spazio ad alcun dubbio.
In termini di lotta all'evasione o all'elusione fiscale l'attenzione va sicuramente focalizzata sulle grandi realtà industriali. E, accanto ai numeri e alle percentuali, per una volta, non ci sono dubbi anche sui nomi. A cominciare dalla Fiat Auto, un colosso con 22mila 735 dipendenti, che secondo i dati relativi al 2004, con un fatturato di oltre 16 miliardi di euro, ha dichiarato unaa perdita di oltre un miliardo 649 milioni. Oppure Trenitalia (fatturato da 4 miliardi, 784 milioni, 943mi1a euro) con una perdita di 327 milioni 674mila euro. E ancora il gruppo Alitalia-linee aeree italiane, con un fatturato di 4 miliardi, 64 milioni, 973mila euro ed una perdita di 810 milioni. Per arrivare alla P WIND telecomunicazioni (del gruppo Wind telecomunicazioni) con un fatturato di quattro miliardi 273 milioni 989mi1a euro, che ha chiuso il 2004 con una perdita di 391 milioni 200mi1a euro.
Altri esempi giungono, quindi, da Enel.it (gruppo Enel), 1.256 dipendenti, un fatturato di 440 milioni di euro, che due anni fa ha dichiarato un reddito in perdita pari a 7 milioni. Così come la Ferrari - più di tremila collaboratori alle sue dipendenze - con un fatturato di un miliardo 512 milioni 275mi1a euro, che ha dichiarato una perdita di reddito di 26 milioni 650mi1a euro. E la lista potrebbe continuare con tutti i dettagli del caso.
Questi pochi dati dovrebbero far riflettere chi ha la responsabilità politica in materia fiscale, troppo preoccupato ad indicare gli autonomi come le primarie cause dell'evasione fiscale. Anche perché agli autonomi e ai piccoli imprenditori, ci pensano già i severissimi studi di settore. Come giustamente ha dichiarato il vice ministro Visco non è giunta l'ora di alzare un po' il tiro su questi grandi contribuenti ?
In fondo gli scandali Cirio e Parmalat dovrebbero insegnare qualcosa alla nostra classe politica. Sono le grandi realtà industriali che devono essere controllate perché è dai piani alti del palazzo della realtà produttiva italiana che arrivano anche i guai più pesanti.
Con questo elenco, sia chiaro, non vogliamo accusare queste grandi imprese di frodare il fisco: in un singolo anno la situazione economico/finanziaria di un'azienda può non essere positiva. II problema purtroppo è quando la cosa si presenta per più anni consecutivi.
All'Amministrazione finanziaria non resta che fare sul serio e concentrare la propria attività di contrasto all'illegalità più sui grandi che non sui piccoli contribuenti.
*Giuseppe BORTOLUSSI è segretario della Cgia di Mestre
Fonte: Libero Mercato
http://www.ilpungolo...amp;NWS=NWS4782