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Guest Message by DevFuse
 

La Violenza Contro Le Donne


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
8 risposte a questa discussione

#1 Guest_SOFIA_*

Guest_SOFIA_*

  • Iscritto il: --

Inviato 05 aprile 2007 - 13:26

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE CI RIGUARDA: PRENDIAMO LA PAROLA COME UOMINI
Martedì, 19 Settembre 2006 - 19:15 -
Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una recente ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. E tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche..

Siamo di fronte a una recrudescenza quantitativa di queste violenze? Oppure a un aumento delle denunce da parte delle donne? Resta il fatto che esiste ormai un’opinione pubblica e un senso comune, che non tollera più queste manifestazioni estreme della sessualità e della prevaricazione maschile. Chi lavora nella scuola e nei servizi sociali sul territorio denuncia poi una situazione spesso molto critica nei comportamenti degli adolescenti maschi, più inclini delle loro coetanee femmine a comportamenti violenti, individuali e di gruppo.

Forse il tramonto delle vecchie relazioni tra i sessi basate su una indiscussa supremazia maschile provoca una crisi e uno spaesamento negli uomini che richiedono una nuova capacità di riflessione, di autocoscienza, una ricerca approfondita sulle dinamiche della propria sessualità e sulla natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini.

La rivoluzione femminile che abbiamo conosciuto dalla seconda metà del secolo scorso ha cambiato radicalmente il mondo. Sono mutate prima di tutto le nostre vite, le relazioni familiari, l’amicizia e l’amore tra uomini e donne, il rapporto con figlie e figli. Sono cambiate consuetudini e modi di sentire. Anche le norme scritte della nostra convivenza registrano, sia pure a fatica, questo cambiamento.

L’affermarsi della libertà femminile non è una realtà delle sole società occidentali. Il moto di emancipazione e liberazione delle donne si è esteso, con molte forme, modalità e sensibilità diverse, in tutto il mondo. La condizione della donna torna in modo frequente nelle polemiche sullo “scontro di civiltà” che sarebbe in atto nel mondo. Noi pensiamo che la logica della guerra e dello “scontro di civiltà” può essere vinta solo con un “cambio di civiltà” fondato in tutto il mondo su una nuova qualità del rapporto tra gli uomini e le donne.

Oggi attraversiamo una fase contraddittoria, in cui sembra manifestarsi una larga e violenta “reazione” contraria al mutamento prodotto dalla rivoluzione femminile. La violenza fisica contro le donne può essere interpretata in termini di continuità, osservando il permanere di un’antica attitudine maschile che forse per la prima volta viene sottoposta a una critica sociale così alta, ma anche in termini di novità, come una “risposta” nel quotidiano alle mutate relazioni tra i sessi. Un altro sintomo inquietante è il proliferare di mentalità e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura religiosa, etnica e politica, che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna. Queste stesse tendenze sono però attualmente sottoposte a una critica sempre più vasta, soprattutto – ma non esclusivamente – da parte femminile

La recente cronaca italiana ci ha offerto alcuni casi drammatici, eclatanti che rivelano anche modi diversi di accanirsi sul corpo e sulla mente femminile. Una ragazza incinta viene seppellita viva dall’amante, che non vuole affrontare il probabile scandalo. Un fratello insegue e uccide la sorella, rea di non aver obbedito al diktat matrimoniale della famiglia. Un immigrato pakistano uccide la figlia, aiutato da altri parenti maschi, perché non segue i costumi sessuali etnici e religiosi della comunità. In alcune città si susseguono episodi di stupro da parte di giovani immigrati ma anche di maschi italiani. Sono italiani gli stupratori di una ragazza lesbica a Torre del Lago. Italiano l’assassino che a Parma ha ucciso con otto coltellate la ex fidanzata, che perseguitava da qualche anno. Ultimo caso di una lunga scia di delitti commessi in questi ultimi anni in Italia da uomini contro le ex mogli o fidanzate, o contro compagne in procinto di lasciarli.

Il clamore e lo scandalo sono alti. In un contesto di insicurezza (in parte reale, in parte enfatizzata dai media e da settori della politica), di continua emergenza e paura per le azioni del terrorismo di matrice islamica e per le contraddizioni prodotte dalla nuova dimensione dei flussi di immigrazione, nel dibattito pubblico la matrice della violenza patriarcale e sessuale è stata spesso riferita a culture e religioni diverse dalla nostra. Molte voci però hanno insistito giustamente sul fatto che anche la nostra società occidentale non è stata e non è a tutt’oggi immune da questo tipo di violenza. E’ anzi possibile che il rilievo mediatico attribuito alla violenza sessuale che viene dallo “straniero” risponda a un meccanismo inconscio di rimozione e di falsa coscienza rispetto all’esistenza di questo stesso tipo di violenza, anche se in diversi contesti culturali, nei comportamenti di noi maschi occidentali. Si è parlato dell’esigenza di un maggiore ruolo delle istituzioni pubbliche, sino alla costituzione come parti civili degli enti locali e dello stato nei processi per violenze contro le donne. Si è persino messo sotto accusa un ipotetico “silenzio del femminismo” di fronte alla moltiplicazione dei casi di violenza.

Noi pensiamo che sia giunto il momento, prima di tutto, di una chiara presa di parola pubblica e di assunzione di responsabilità da parte maschile. In questi anni non sono mancati singoli uomini e gruppi maschili che hanno cercato di riflettere sulla crisi dell’ordine patriarcale. Ma oggi è necessario un salto di qualità, una presa di coscienza collettiva.

La violenza è l’emergenza più drammatica. Una forte presenza pubblica maschile contro la violenza degli uomini potrebbe assumere valore simbolico rilevante. Anche convocando nelle città manifestazioni, incontri, assemblee, per provocare un confronto reale. Siamo poi convinti che un filo unico leghi fenomeni anche molto distanti tra loro ma riconducibili alla sempre più insopportabile resistenza con cui la parte maschile della società reagisce alla volontà che le donne hanno di decidere della propria vita, di significare e di agire la loro nuova libertà:

Il corpo femminile è negato con la violenza. Ma viene anche disprezzato e considerato un mero oggetto di scambio (come ha dimostrato il recente scandalo sulle prestazioni sessuali chieste da uomini di potere in cambio di apparizioni in programmi tv ecc.) Viene rimosso da ambiti decisivi per il potere: nella politica, nell’accademia, nell’informazione, nell’impresa. Lo sguardo maschile – pensiamo anche alle organizzazioni sindacali – non vede ancora adeguatamente la grande trasformazione delle nostre società prodotta negli ultimi decenni dal massiccio ingresso delle donne nel mercato del lavoro.

Chiediamo che si apra finalmente una riflessione pubblica tra gli uomini, nelle famiglie, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della politica e dell’informazione, nel mondo del lavoro.

Una riflessione comune capace di determinare una sempre più riconoscibile svolta nei comportamenti concreti di ciascuno di noi.

Primi firmatari: Alberto Leiss, Marco Deriu, Stefano Ciccone, Jones Mannino, Massimo Michele Greco, Sandro Bellassai, Claudio Vedovati.

Adesioni

Davide Rossi, Umberto Varischio, Gianfranco Proietti, Luca Proietti, Giuseppe Colosi, Lino Giaccone, Diego Bortolameotti, Francesco Lauria, Beppe Pavan, Daniele Barbieri, Roberto Poggi, Massimiliano Luppino, Andrea Baglioni, Luigi Zoja, Fausto Perozzi, Alessio Surian, Gianluca Borghi, Mattia Toscani, Eugenio Caggiati, Marcello Acquarone, Attilio Mangano, Roberto Illario, Daniele Bouchard, Luciano Sartirana, Corrado Roncaglia,, Franco Toscani, Giacomo Mambriani, Marco Cazzaniga, Gianni Ferronato, Livio Dal Corso, Carlo Marchiori, Marco Sacco, Vanni Bertolini, Francesco Camattini, Luciano Marmocchia, Giuseppe De Nigris, Marco Cervino, Gianni Caligaris, Domenico Matarozzo, Sandro Mezzadra, Stefano Sarfati Nahmad, Alberto Moreni, Enrico Ottolini, Vittorio Cotesta, Alessandro Bosi, Franco Caldera, Ettore Lo Maglio Silvestri, Goffredo Fofi, Cesare Del Frate, Daniele Licheni, Nicola Sinopoli, Enrico Euli, Roberto Verdolini, Antonio D’Andrea, Silvano Cogo, Christian Carmosino, Sandro Coccoi, Giacomo Truffelli, Gianfausto De Dominicis, Michele Citoni, Franco Insalaco, Gigi Malaroda, Andrea Rigon, Nicola Negretti, Nicola Ricci, Mario Gritti, Gianfranco Neri, Osvaldo Pieroni, Andrea Lavagnoli, Antonio Cinquantini, Paolo Scatena, Antonio Canova, Michele Poli, Domenico Rizzo, Stefano Montali, Fernando Lelario, Alessio Miceli, Alessandro Quintino, Gabriele Galbiati, Renato Sebastiani, Giuliano Dalle Mura, Stefano Vinti, Pietro Craighero, Rino Genovese, Giampiero Bernard, Lorenzo Di Santo,// Davide Larizza, Tonino Soldo, Davide Fantazzina, Gianluca Ricciuto, Ubaldo Coccoli, Pierangiolo Berrettoni, Nicola Briguglio, Fabio Arras, Sergio Bellucci, Giorgio Gallo, Carlo Simionato, Gianfranco Iannuzzi, Marco Capovilla, Stefano Galieni, Enrico Peyretti, Stefano Dall’Agata, Andrea Cozzo, Antonio Versari, Saverio Aversa, Sandro Campanini, Gaetano Stella, Pasquale Voza, Luigi Dotti, Enzo Zampella, Claudio Calcaterra, Ass. Aspettare Stanca, Maschile Plurale, Il Cerchio degli uomini.

Chi volesse aggiungersi ai firmatari può scrivere all'indirizzo: appellouomini@libero.it. Per contatti 338/5243829, 347/7999900.

Le ragioni di questo appello

L'appello che diffondiamo in questi giorni reca le firme di uomini provenienti dai più disparati percorsi politici, culturali, religiosi, sessuali, che hanno deciso di reagire in qualche modo ai terribili fatti di violenza alle donne che le cronache hanno riportato alla nostra attenzione negli ultimi mesi. Alcuni vengono da esperienze politiche tradizionali, altri vengono da movimenti studenteschi, pacifisti e ambientalisti, altri ancora hanno cominciato a riflettere su questi temi a partire da relazioni affettive o di amicizia o da scambi con il movimento delle donne.

Si tratta di percorsi semplicemente individuali. Ma anche di esperienze, spesso informali, di gruppi di autocoscienza e di discussione su diverse questioni (stupro, guerra, prostituzione, pedofilia). Esistono attualmente in Italia gruppi di uomini di questo genere in diverse città: "Uomini in cammino" di Pinerolo, "Maschile plurale" di Roma, "Maschile plurale" di Bologna, il "Gruppo uomini" di Verona, il "Gruppo uomini" di Viareggio, il "Gruppo uomini" di Torino, il "Gruppo uomini di agape", "Il cerchio degli uomini" di Torino, l'"Associazione uomini casalinghi" di Pietrasanta, a cui si aggiungono gruppi misti di uomini e donne "Identità e differenza" di Spinea, "La merlettaia" di Foggia, il "Circolo della differenza" di Parma, il "Gruppo sui generis" di Anghiari, il "Gruppo sul patriarcato" di Roma promosso dal "Forum Donne PRC".

Queste occasioni di riflessione hanno dato vita a un ampia produzione di articoli, libri, incontri, convegni, sui temi della maschilità e dei rapporti tra i sessi (anche se finora con scarsa attenzione da parte dei media). Negli ultimi anni si sono infittite le occasioni di incontro e confronto a livello nazionale tra uomini e anche tra uomini e donne con alcuni appuntamenti oramai riconosciuti (ad Agape, Asolo, Anghiari fra gli altri).

Gli uomini che hanno attraversato queste esperienze non rivendicano estraneità rispetto alla storia a cui appartengono e non cercano rivincite riesumando vecchi trofei e valori patriarcali. Assumono la libertà conquistata dalle donne grazie al loro pensiero e alla loro pratica, come occasione per interrogarsi e scoprire cose nuove su di sé.

Ci auguriamo che questo appello non sia semplicemente un atto formale: ne proporremo la lettura e la discussione agli uomini che operano nella politica e nelle istituzioni, nelle università e nelle scuole, nei media, nei sindacati, nell'associazionismo, nei servizi, nelle comunità di immigrati, nelle realtà religiose. A tutti gli interessati diamo appuntamento per un incontro pubblico il 14 ottobre a Roma, per scambiare opinioni e elaborare ogni possibile ulteriore iniziativa. Intanto ci auguriamo che le adesioni continuino ad arrivare

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#2 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 06 aprile 2007 - 08:44

Molto interessante Sofia.

L’Italia ( per l’informazione) è un Paese molto strano;
evidenzia troppo i crimini degli stranieri e nasconde accuratamente i propri.

L’ultimo rapporto Eures-Ansa, parla molto chiaro:
in Italia la famiglia, uccide più della mafia !!!
L’assassino o il violentatore,
abita sei volte su dieci nella stessa casa della vittima,
insomma è … un famigliare.
mdaemme

#3 SANVITO

SANVITO

    Member


  • 39 messaggi
  • Iscritto il: 29-novembre 06

Inviato 06 aprile 2007 - 15:54

Molto interessante Sofia.

L’Italia ( per l’informazione) è un Paese molto strano;
evidenzia troppo i crimini degli stranieri e nasconde accuratamente i propri.

L’ultimo rapporto Eures-Ansa, parla molto chiaro:
in Italia la famiglia, uccide più della mafia !!!
L’assassino o il violentatore,
abita sei volte su dieci nella stessa casa della vittima,
insomma è … un famigliare.
mdaemme

Buongiorno!
certo questi dati sono davvero raccapriccianti....non ci sono dubbi! Le violenze in famiglia sono da sempre una piaga sociale....quali le ragioni profonde di questo disagio?Forse in questo tempo la conoscenza e' piu' diffusa,con la crescita culturale e le denunce,non so...L'argomento e' delicato,impone riflessioni profonde ed in particolare per gli abusi sui bambini,che sono,a mio parere,il crimine piu' inqualificabile di cui l'uomo possa macchiarsi.
Dissento sulla tesi secondo cui >l'Italia evidenzia i crimini degli stranieri e nasconde i propri >...Come si puo' affermare una cosa del genere?Quasi ogni giorno questi orribili argomenti vengono trattati in Convegni,Forum,trasmissioni come Matrix e Porta a Porta....Non so,sara' il senso di appartenenza e di "italianita'",ma
non credo che la nostra Italia,pur con tutti i limiti che ha mostrato e mostra nello spirito di accoglienza,meriti questa considerazione.La nostra legge non prevede distinguo fra italiani e stranieri nella valutazione e punizione dei crimini.In verita',come cittadino italiano,mi sento un po' rattristato ed offeso!

#4 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 10 aprile 2007 - 08:38

Dissento sulla tesi secondo cui >l'Italia evidenzia i crimini degli stranieri e nasconde i propri >...Come si puo' affermare una cosa del genere?Quasi ogni giorno questi orribili argomenti vengono trattati in Convegni,Forum,trasmissioni come Matrix e Porta a Porta....


Matrix e Porta a Porta ??? !!!
Ma se parlano solo di Cogne !!!
Mai visto un programma sulla violenza degli italiani sulla donna,
oppure sullo sfruttamento del lavoro minorile, dei clandestini o sulla pedofilia.
Solo Report e le Iene hanno fatto qualche cosina;
infatti i loro servizi hanno fatto scalpore.

L’informazione in Italia ? Ma per piacere !!!
Solo giornalisti ( Mentana e Vespa per primi) che non fanno giornalismo,
ma i portavoce del proprio editore e/o politico di riferimento.
Con l’aggiunta di non ferire mai i cattolici.
mdaemme

#5 Guest_SOFIA_*

Guest_SOFIA_*

  • Iscritto il: --

Inviato 10 aprile 2007 - 20:40

Non sono una proamericana , ma cosa mi piace di quel paese che loro parlano di loro problemi e almeno provano di risolverli. In Italia viceversa tutti nascondono tutto , ma non si rendono conto che dopo lo stesso tutto esci fuori solo che in modi molto più brutti.

#6 Rom

Rom

    Member


  • 35 messaggi
  • Iscritto il: 23-febbraio 07

Inviato 10 aprile 2007 - 20:50

Mai visto un programma sulla violenza degli italiani sulla donna,
oppure sullo sfruttamento del lavoro minorile, dei clandestini o sulla pedofilia.
Solo Report e le Iene hanno fatto qualche cosina;
infatti i loro servizi hanno fatto scalpore.

A bè, se i servizi delle Iene sono da prendere per oro colato,mentre al 90% sono costruiti in mesi di duro lavoro solo per fare scoop a sensazione,allora stiamo freschi,ho capito tutto.
Singolare leggere da mdaemme che in Italia c'è del lerciume ovunque,corruzione,mafia,disinformazione,clientelismo e non dilungo in altre 150 considerazioni:insomma siamo proprio un paese di merda,con della gente di merda.
Mi posso scusare del termine "merda",ma è calzante al 100% con tali filosofie di pensiero superficial popolari.
I potenziali immigranti del nostro paese ne saranno molto contenti.
Anche perchè seconde le teorie di mdaemme( e tanti altri gurù del sito) tutti sono meglio degli italiani,arriverebbero e arriveranno in Italia solo brave persone e nessun delinquente,la crema insomma verrà da noi,non capisco dove andranno invece i delinquenti,trafficanti,strozzini,papponi,puttane,spacciatori,i ladri,gli ideologhi del fanatismo religioso,i fannulloni ed i buoni a nulla.
Mah,come vedete a generalizzare ci vuole ben poco,ma non si arriva da nessuna parte.
Complimenti al realismo ed al pesare con equità le parole.
Quanto era brava Mina,con la sua "parole,parole,parole......",lei una fuoriclasse,altri un pò fuori di testa,io tra i primi,ovviamente.............

Messaggio modificato da Rom il 10 aprile 2007 - 21:44


#7 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 11 aprile 2007 - 14:21

A bè, se i servizi delle Iene sono da prendere per oro colato,mentre al 90% sono costruiti in mesi di duro lavoro solo per fare scoop a sensazione,allora stiamo freschi,ho capito tutto...


Non hai capito niente.
Io non ho scritto che le Iene sono la verità;
ho detto solo che i media fanno disinformazione e che la pedofilia e i sexy tour,
sono stati denunciati da programmi d’intrattenimento.
Figurati come siamo messi !!!

Facci caso Rom; Striscia, altro programma d’intrattenimento,
denuncia situazioni che vengono indagate dalla magistratura.
Sai perché Striscia ?
Perché nessun altro giornalista ne parla.

I giornalisti di oggi vanno dal politi senza nemmeno contestarlo.
Vanno alla conferenza stampa e riportano il comunicato ufficiale.
Ma chi se ne frega ??? !!! Questa non è informazione.

Poi salta fuori un giornalista vero che si nasconde fingendosi un immigrato nei Cpt,
oppure a raccogliere i pomodori o in una corsia di ospedale e…
… scopri la vera Italia.

mdaemme

#8 SANVITO

SANVITO

    Member


  • 39 messaggi
  • Iscritto il: 29-novembre 06

Inviato 11 aprile 2007 - 14:40

Non hai capito niente.
Io non ho scritto che le Iene sono la verità;
ho detto solo che i media fanno disinformazione e che la pedofilia e i sexy tour,
sono stati denunciati da programmi d’intrattenimento.
Figurati come siamo messi !!!

Facci caso Rom; Striscia, altro programma d’intrattenimento,
denuncia situazioni che vengono indagate dalla magistratura.
Sai perché Striscia ?
Perché nessun altro giornalista ne parla.

I giornalisti di oggi vanno dal politi senza nemmeno contestarlo.
Vanno alla conferenza stampa e riportano il comunicato ufficiale.
Ma chi se ne frega ??? !!! Questa non è informazione.

Poi salta fuori un giornalista vero che si nasconde fingendosi un immigrato nei Cpt,
oppure a raccogliere i pomodori o in una corsia di ospedale e…
… scopri la vera Italia.

mdaemme

Chiedo scusa...ma mi sembra tanto ingeneroso quel "SCOPRI LA VERA ITALIA".... Insomma,di guai ne abbiamo,brutte figure ne abbiamo fatte etc.etc.etc....tutto cio' che vuoi...ma siamo un popolo civile e maturo e tollerante,almeno al 95%....Insomma,da grande Italia a Nazione di "quarta serie"?? Francamente mi sembra ingiusto e sommario!

#9 mdaemme

mdaemme

    Advanced Member


  • 4038 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 11 aprile 2007 - 15:43

Chiedo scusa...ma mi sembra tanto ingeneroso quel "SCOPRI LA VERA ITALIA".... Insomma,di guai ne abbiamo,brutte figure ne abbiamo fatte etc.etc.etc....tutto cio' che vuoi...ma siamo un popolo civile e maturo e tollerante,almeno al 95%....Insomma,da grande Italia a Nazione di "quarta serie"?? Francamente mi sembra ingiusto e sommario!


Allora caro San Vito se concordi sul fatto che anche noi abbiamo
le nostre brutte figure e guai,
perché vogliamo tanto dare lezioni di civiltà agli altri ?
Perché sottolineiamo continuamente con quel distinguo tra Noi e Loro.

Noi siamo un popolo molto immaturo, viziato,
addestrato a sfruttare il più debole solo perché crede di essergli superiore.
Con la nostra civiltà consumistica abbiamo sforato di brutto !!!

Tolleranti al 95% ?
Al limite … siamo solo leggermente tolleranti e poco civili.

L’unico dato incoraggiante è che la percentuale di tolleranza,
aumenta in maniera favorevole man mano che ti sposti verso il Sud Italia.
Ma il Nord non vuole imparare.
Si crede superiore.
mdaemme