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Moldavi In Italia
#1
Inviato 17 ottobre 2006 - 22:18
#2
Inviato 17 ottobre 2006 - 22:49
L'intervista è senza dubbio interessante anche se è stata fatta ad una persona che non ha avuto (apparentemente) alcun problema di adattamento alla nuova realtà sociale italiana. Si evince in lei un certo livello culturale di tipo superiore (il padre era insegnante)...A voi i commenti
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http://italia.moldwe...davi_in_italia/
Senza voler creare polemiche inutili mi sorge spontanea una domanda: perchè è stato scelto un esempio così "ben riuscito" per fare l'intervista? Tutti noi sappiamo quanto sia dura la vita di un emigrante che lascia tutto per andare incontro ad un'incognita...
Sarebbe stato meglio, a mio modesto avviso, proporre una triplice intervista con tre esempi di situazioni diverse, con persone di sesso diverso e di età diverse...forse in questo modo l'intervistatore avrebbe potuto rendere un pò più reale la vita dei moldavi in Italia ai lettori.
Relativamente alla descrizione cronologica degli avvenimenti moldavi dal crollo dell'U.R.S.S. devo dire che sono stati esposti in modo molto obbiettivo ed accurato
toccando con mano la realtà attuale e le vere problematiche interne nonchè le ancora incerte prospettive per un futuro sviluppo sia economico che sociale della Moldova nell'ambito dell'integrazione europea.
#3
Inviato 18 ottobre 2006 - 12:10
...non solo, credo Alfredito che se avessi fatto tu quest'aricolo quanto l'intervista, credo avresti avuto modo di esporre ben altre raggioni e realta’ sulla Moldova in generale, ma anche le domande che sono state fatte nel intervista. A mio aviso questo Michele Lanna conosce molto, molto poco della Moldova di quanto abbia scritto nel suo articolo. Ad un certo momento, legendo Voronin..Voronin..Voronin..poi ad un certo punto anche Tarlev...sinceramente mi ero stancato. In piu' credo..penso.??..che l'abbia scritto in estate..perche' d'allora anche le relazioni di Voronin con la Russia sono cambiati parecchioL'intervista è senza dubbio interessante anche se è stata fatta ad una persona che non ha avuto (apparentemente) alcun problema di adattamento alla nuova realtà sociale italiana. Si evince in lei un certo livello culturale di tipo superiore (il padre era insegnante)...
Senza voler creare polemiche inutili mi sorge spontanea una domanda: perchè è stato scelto un esempio così "ben riuscito" per fare l'intervista? Tutti noi sappiamo quanto sia dura la vita di un emigrante che lascia tutto per andare incontro ad un'incognita...
Sarebbe stato meglio, a mio modesto avviso, proporre una triplice intervista con tre esempi di situazioni diverse, con persone di sesso diverso e di età diverse...forse in questo modo l'intervistatore avrebbe potuto rendere un pò più reale la vita dei moldavi in Italia ai lettori.
Relativamente alla descrizione cronologica degli avvenimenti moldavi dal crollo dell'U.R.S.S. devo dire che sono stati esposti in modo molto obbiettivo ed accurato
toccando con mano la realtà attuale e le vere problematiche interne nonchè le ancora incerte prospettive per un futuro sviluppo sia economico che sociale della Moldova nell'ambito dell'integrazione europea.
Quanto ai moldavi in Italia,...sono d'accordissimo con quelo affermato da Alfredito..sarebbe stato molto + interessante...in piu' forse avrebbe dovuto spendere almeno due parole per la Communita' di moldavi che si trova a' Padova, che credo sia' anche la piu' numerosa in Italia...ma se non lo sa???
Messaggio modificato da vale il 18 ottobre 2006 - 15:54
#4
Inviato 18 ottobre 2006 - 13:38
Su Moldweb ci sono i massimi esperti delle questioni moldave.
Chiunque voglia scrivere di Moldova non può prescindere da Moldweb.O.K. l'ho detta.Qualcuno vuole smentirmi?.
A conferma di quanto affermato sopra,riporto uno stralcio dell'articolo in questione:
La Moldova, quindi, deve cambiare il proprio antiquato apparato normativo in ambito finanziario; porre un freno all’imperante corruzione, snellire la burocrazia, modernizzare l’apparato infrastrutturale e, soprattutto, investire nel capitale umano per porre un freno all’emigrazione.
Si tratta di un processo riformatore che non si presenta certo semplice da implementare ma, per avvicinarsi all’Europa, il futuro presidente dovrà invertire l’approccio dei governi precedenti e cercare di articolare politiche più aperte al libero mercato, impegnandosi nella privatizzazione del settore pubblico e ponendo un serio freno alla corruzione che pesa come un macigno sull’efficienza del paese.
Non sono dette e ridette sul forum?
#5
Inviato 18 ottobre 2006 - 16:46
L'articolo è stato scritto da Michele Lanna, avvocato e giornalista freelance di Napoli con un curriculum di tutto rispetto ed è stato pubblicato sul Giornale di Caserta. Riguarda la comunità moldava in Campagna ecco perchè non fa cenno ad altre realtà che senza dubbio esistono.
Teniamo anche conto che se qui alcune info possono sembrare ovvie, così non è quando si parla della carta stampata il cui target è molto più ampio.
Cmq, ho mandato il link al forum a Lanna, se riterrà potrà anche intervenire e rispondere
#6
Inviato 18 ottobre 2006 - 17:22
#7
Inviato 18 ottobre 2006 - 17:41
Perchè?
#9
Inviato 18 ottobre 2006 - 21:39
sono d'accordo che l'articolo è stato fatto tanto per fare ed è strano che questo giornalista non sappia che a Napoli esiste una associazione di moldavi
#10
Inviato 18 ottobre 2006 - 22:26
Noroc, Sa fiti sanatosi, multi ani, inizia così il brindisi che si ripete ogni qualvolta si alzi il bicchiere di vino durante il pasto moldavo. Salute, pace e prosperità. Il desiderio di ogni cittadino di questa giovane Repubblica, nata dopo lo sgretolamento dell’Unione Sovietica. Un big bang che ha abbandonato al proprio destino quella che dalle statistiche ufficiali viene definito come uno dei paesi più poveri d’Europa. Stretta nei suoi confini dall’Ucraina e dalla Romania, si estende su un territorio di circa 33700 km², con una densità di popolazione di 129 persone per km².
La Capitale è Chisinau, Kishinev in Russo. Si presenta con enormi strade larghe, moltissimo verde non curato dal quale emergono palazzoni di eredità sovietica, dove ogni tanto spunta qualche baraccone di legno, costeggiate da ville di lusso.
E’ molto piacevole passeggiare per il centro di Chisinau, strade larghe, enormi parchi, dove artisti di ogni parte espone le proprie opere per venderle al turista di passaggio. Matriosche, quadri, campane di terracotta. La gente è elegante, le ragazze molto belle, semplici e curatissime, tanti bar e tante terrazze con nomi di note marche di birra o di caffè stranieri.
Una cosa che sorprende è la fretta. Tutti sembrano che vadino di corsa, camminano a passo svelto mentre reggono borse di plastica, chi a lavorare chi a sbrigare gli innumerevoli documenti che una burocrazia ancora di stampo sovietico richiede ogni qualvolta si richiede un documento. Mentre i “microbus” con pochi centesimi ti portano da una parte all’altra dalla città.
Chisinau, è un microcosmo che racchiude tutta la Repubblica di Moldova e ne esprime tutte le sue contraddizioni. Chisinau è la Moldova. Il resto è tutta campagna.
Da questa campagna la maggior parte dei giovani sono scappati alla ricerca di fortuna. Non c’è una famiglia che non abbia un proprio componente emigrato in Europa, in America, in Russia o in Israele. Infatti come succedeva nel nostro meridione circa 30 anni fa le rimesse degli emigranti costituiscono la voce principale del PIL della Repubblica di Moldova.
Le campagne sono delle interminabili distese, molto verdi, dove gli animali pascolano liberamente, sono ricchissime di frutta di ottima qualità, di uva dalla quale si ricava un vino discreto che viene imbottigliato dalle antiche cantine Moldave per venire commercializzato principalmente nei mercati russi. Ogni mattina, innumerevoli schiere di contadini raggiungono il centro cittadino e affluiscono nelle “piata”, letteralmente piazza, in realtà sono mercatini rionali, dove uno accanto all’altro esporre e vendere i prodotti che la terra può offrire. Vi si trova di tutto, dalla pasta sfusa, galline fatte a pezzi su enormi tavoli, al pesce, al “Brinza” un formaggio di pecora fresco di alcuni giorni, dei quali i Moldavi sono molto orgogliosi. Vi sono poi diversi “mercatini” improvvisati. Moltissime donne anziane che dignitosamente, su un fazzoletto espongono la produzione giornaliera del proprio orto, qualche uovo, qualche pomodoro che in tutto supera il valore di qualche euro.
Le vittime di questo brusco cambiamento sono stati proprio i contadini e prevalentemente le donne anziane. Dopo anni di lavoro nei Kolkoz sovietici che gli permettevano di vivere con dignità e gli avrebbero garantito una pensione dignitosa, questi anziani si sono trovati da un giorno all’altro senza reddito e con pensioni che non garantiscono neanche la sopravvivenza quotidiana.
Uno sguardo nei numerosi centri commerciali situati nel centro città vi si trova di tutto, prodotti alimentari delle migliori marche, profumi francesi, vestiti delle migliori marche. I prezzi però superano di molto quelli delle città europee.
La gente si sente orfana di un passato non troppo lontano dove la mancanza di libertà veniva ripagata con salari e pensioni adeguati alle reali esigenze della vita quotidiana. Le vacanze venivano trascorse in Ucraina o in Romania, ai bambini veniva impartita un istruzione gratuita e di grado molto elevata.
Non si riuscirebbe tuttavia a comprendere le condizioni di vita di questa giovane nazione se non teniamo conto delle sue vicissitudini storiche che ne hanno condizionato la sua storia passata e ne condizionano inesorabilmente il suo futuro.
Dalla colonizzazione romana, eredita la sua lingua, in seguito la Repubblica di Moldova diviene parte integrante del Regno Rumena, nota con il nome di Bessarabia, dopo essere stata occupata per trecento anni dai turchi, ritorna sotto il governo della Romania per poi essere inglobata dall’Unione Sovietica con il patto Molotov- Ribbentropp.
L’Unione Sovietica ha sempre considerato questo paese come una colonia periferica cercando di sopprimere ogni carattere della propria identità e proibendo di parlare la propria lingua di origine neolatina.
L’establishment sovietico controlla l’apparato pubblico e tutti i settori strategici della sua economia.
Con la dichiarazione dell’Indipendenza del 9 agosto del 1991, parte del territorio che si trova al di là del fiume Dniester si stacca dalla giovane repubblica e dichiara la sua lealtà verso Mosca, ne nasce una breve seppur sanguinosa guerra civile che termina senza vincitori ne vinti. Lo stato Moldavo rimane così in balia di un Europa che non riesce a garantirle la dovuta protezione e la Russia che gioca come con il gatto e il topo, sanzionando ritorsioni di carattere commerciale ogni qualvolta il governo cerca di avvicinarsi timidamente all’Unione Europea.
Le centrali elettriche che sarebbero necessarie a soddisfare il fabbisogno della Repubblica di Moldova, si trovano infatti nel territorio di questa regione “ribelle” la Transinistria auto-proclamatosi indipendente con il solo riconoscimento di Mosca.
Il destino della Moldavia dunque ancora una volta si gioca fuori dai sua volontà e lontano dai suoi confini. Il 2007 dovrebbe essere l’anno decisivo. Anno in cui sono state annunciate diverse forme di liberalizzazione. Sempre nello stesso anno la Romania dovrebbe entrare in Europa.
L’Europa avrebbe interesse quindi a normalizzare i suoi confini, garantendo investimenti atti a rinnovare le fatiscenti infrastrutture attuali, le condizioni di vita delle campagne sono lontane dall’ essere definite dignitose, non esiste una rete idrica, come non esiste un sistema fognario.
In tutto il paese non esistono autostrade e le strade principali sono un colabrodo. L’unico aeroporto si trova nella capitale.
Quindi ai Moldavi non rimane che aspettare l’anno fatidico, vorrà l’Europa guidare questi timidi passi verso il proprio interno e toglierla definitivamente fuori dai dictat di Mosca? Saprà la giovane repubblica nata 15 anni fa difendere la propria autonomia? O aspetteremo inermi il momento che il gatto deciderà di farla finita con il suo topolino?
Messaggio modificato da jreed il 19 ottobre 2006 - 07:55
#11
Inviato 19 ottobre 2006 - 05:10
#12
Inviato 19 ottobre 2006 - 07:36
...anche se a malincuore, condivido pienamente!!!Bravo Raffaele!Complimenti,ottimo articolo!
#13
Inviato 19 ottobre 2006 - 08:53
cosa ti mettono a disposizione per pubblicarlo ,
l’edizione domenicale del Times , quella da mezzo chilo ?
Sintesi !
#14
Inviato 19 ottobre 2006 - 10:48
Quanto ai commenti "critici", credo che le sue precisazioni abbiano aiutato a chiarire alcune incongruenze del pezzo.
L'articolo sulla comunità moldava s'inserisce in una serie di articoli che si proponevano di presentare un'immagine diversa degli immigrati con esempi d'integrazione "riuscita"(non a caso sono stati scelti i "leaders" di comunità iscritte nella consulta regionale).
I giornali ci parlano quotidianamente di donne "prostituite", di droga, di sfruttamento o, comunque, di degrado e marginalità; tale tipo d'informazione, sebbene utile, contribuisce a "costruire" un atteggiamento nella società di accoglienza fatto di paura, di ostilità o peggio di "pietà". E' proprio tale condizionamento culturale della società di accoglienza l'ostacolo più difficle da superare.
A presto, un saluto Michele Lanna.
#15
Inviato 20 ottobre 2006 - 19:46
Scusa ma ......
cosa ti mettono a disposizione per pubblicarlo ,
l’edizione domenicale del Times , quella da mezzo chilo ?
Sintesi !
un network on line, in realtà non lo mai inviato perchè non ho tempo per fare "sintesi" le foto scattate durante la permanenza a Chisinau erano per quest'articolo. grazie per il consiglio
#16
Inviato 21 ottobre 2006 - 00:36
Solo su un punto non mi trovo d'accordo, ossia quando tu affermi che "Chisinau è la Moldova. Il resto è tutta campagna".
Io personalmente avrei affermato quasi il contrario oppure avrei detto che Chisinau come tutte le capitali del mondo è una città piena di contraddizioni ma mai mi sarei limitato a dire in forma superficiale e diminutivo che "il resto è tutta campagna".
Penso invece che la vera anima moldava sia piu' presente "in campagna" che in città per il fatto che proprio nelle "aree verdi" si rispettano maggiormente le tradizioni e gli usi tipici del popolo moldavo.
Chisinau, piano piano, sta prendendo sotto tutti gli aspetti una fisionomia europea che la rende si una città sempre piu' funzionale ma allo stesso tempo la svuota altresì delle tipicità del microcosmo moldavo.
#17
Inviato 21 ottobre 2006 - 11:15
Ciao jreed, il tuo racconto è interessante e ben fatto!
Solo su un punto non mi trovo d'accordo, ossia quando tu affermi che "Chisinau è la Moldova. Il resto è tutta campagna".
Io personalmente avrei affermato quasi il contrario oppure avrei detto che Chisinau come tutte le capitali del mondo è una città piena di contraddizioni ma mai mi sarei limitato a dire in forma superficiale e diminutivo che "il resto è tutta campagna".
Penso invece che la vera anima moldava sia piu' presente "in campagna" che in città per il fatto che proprio nelle "aree verdi" si rispettano maggiormente le tradizioni e gli usi tipici del popolo moldavo.
Chisinau, piano piano, sta prendendo sotto tutti gli aspetti una fisionomia europea che la rende si una città sempre piu' funzionale ma allo stesso tempo la svuota altresì delle tipicità del microcosmo moldavo.
Si come lo intendi tu sono d'accordo. La mia affermazione è stata dettata dal fatto che tutto avviene a Chisinau. Documenti, aereoporto, negozi etc. Anche mercato. In quanto la maggior parte dei contadini vengono per vendere tutta la loro produzione.
Quindi luogo di incontro, luogo dove è presente l'identità moldava con le sue "contraddizioni".
Esempio: Roma, Milano, Londra, hanno un fascino proprio, non sono rappresentativi di tutta l'identità nazionale. Invece credo che Chisinau rappresenti tutta la Moldavia in quanto unico centro di questa giovane repubblica. Poi il mio articolo non vuole essere "esaustivo" in quanto sono le mie impressioni di 15 giorni. Dove ho vissuto prevalentemente Chisinau con brevi escursioni in campagna. Io ho cercato di capire se questa giovane repubblica avesse un identità, oppure come nazione è stata creata di "fretta" dovuta alle vicende storiche che noi conosciamo. Alla mia domanda che rivolgevo alla gente che ho conosciuto nessuno sapeva darmi delle risposte chiare.
Esempio: Cosa avessero in comune questi abitanti, quali tratti li facevano sentire uniti. Che tipo di cucina, valori etc. Volevo capire quali sono i tratti che li accomunano tra di loro. Ciò mi serviva per capire tra ventanni (se ho la fortuna di vederlo) quali progressi abbia fatto come popolo e come nazione. Da dove sono partiti lo sappiamo, tra ventanni vedremo dove sono arrivati. Ma non come progresso economico, mi riferisco soltanto all'identità nazionale.
Ti ringrazio comunque per aver letto l'articolo e dato un contributo alla discussione.
#18
Inviato 23 ottobre 2006 - 07:52
Se la campagna è la vera Moldova ,
Kishinev risulta esserene un corpo estraneo .
In buona sostanza il concetto è il medesimo .




















