Il min. Amato
"Liste di collocamento all'estero e ingressi con lo sponsor"
Il titolare del Viminale illustra in Senato la riforma messa in cantiere dal governo. "Testo pronto a ottobre"
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ROMA - Liste di collocamento all'estero, ingressi con lo "sponsor", decreto flussi triennale: sono i punti principali della riforma delle legge sull'immigrazione che il governo ha già messo in cantiere e che dovrebbe diventare una proposta di legge a ottobre. A ribadirli dopo le anticipazioni dei mesi scorsi nel corso di un'audizione alla commissione Affari costituzionali del Senato è stato oggi pomeriggio il ministro dell'Interno Giuliano Amato.
Per far entrare i lavoratori meno qualificati, si pensa ad un sistema di collocamento all'estero. "Vorrei avere nei consolati delle poche decine di paesi che sono bacino di emigrazione in Italia, delle liste con l'iscrizione di queste persone e delle mansioni alle quali possono essere adibite" ha spiegato Amato "La legge vigente prevede questo solo nei paesi con i quali abbiamo accordi di riammissione, ma non potendo fermare il mondo in attesa che l'Ue stabilisca questi accordi, vorrei formarle ovunque e collegarle tra di loro informaticamente. Diventerebbe un sistema di collocamento all'estero". Per i lavoratori più qualificati, l'ipotesi è invece "l'accesso su chiamata, con permessi di soggiorno lunghi e legati all'incarico".
Amato ha prefigurato un ruolo diretto degli imprenditori negli ingressi per lavoro, ma anche il ricorso a sponsor "che però devono impegnarsi anche finanziariamente". "Insomma, finchè la persona che portano in Italia non ha avuto un contratto di lavoro è da loro sostentata - ha spiegato il min. dell'Interno - Se dopo un anno, ad esempio, non è stata collocata sul mercato del lavoro va restituita al paese di provenienza". Da rivedere anche il decreto flussi: "preferirei che il decreto flussi fosse triennale, a maglie larghe, con la possibilità per il governo di modifiche annuali", ha detto il ministro.
Quanto alla lotta all'immigrazione clandestina, Amato ha detto che i Cpt "sono essenziali" perchè "non si possono lasciare per la strada le persone che sbarcano" le quali se abbandonate "finirebbero come barboni", e se affette "da malattie come la scabbia diffuse nei paesi di provenienza" rappresenterebbero "anche un pericolo sanitario". Secondo il titolare del Viminale bisogna "distinguere i centri per espulsi per ragioni serie, con caratteristiche semidetentive, dai centri in cui il nome accoglienza corrisponde alla sostanza", oggi invece "spesso si trovano nello stesso centro signore africane con bambini e persone con un curriculum criminale".
Bisogna poi concentrarsi sul ritorno dei clandestini nei paesi d'origine, anche traverso un "sistema di rimpatri volontari". Si potrebbe quindi istituire un fondo per garantire all'immigrato i costi del rientro e un'assistenza in patria per il reinserimento, "perché oggi senza -ha spiegato il ministro-la collaborazione dell'immigrato al sistema delle espulsioni è di fatto inefficace". Tuttop questo costerebbe "al contribuente assai meno che mantenerlo a lungo in carcere".
"Senza accordi di riammissione la macchina non può funzionare, per questo ho chiesto che sia l'Unione Europea a porre la questione ai paesi di origine", ha aggiunto Amato, ribadendo la necessità "di stabilire una connessione tra le politiche di aiuto e la riammissione". "Tutta Europa è vessata dal problema degli immigrati illegali che commettono anche reati di codice penale e non solo di violazione delle nostre leggi sull'immigrazione. E accade che se non c'è accordo di riammissione e la persona, come spesso accade, non ha il passaporto del paese origine io non so dove mandarlo".
Quanto ai tempi, Amato prevede che "nel corso del mese di ottobre verrà fuori il testo di riforma della Bossi-Fini"."Ora -ha scherzato il ministro dell'Interno- siamo tutti 'finanziaria, finanziaria'. Io comunque mi sono preparato in questo senso e cioé che il Governo possa essere pronto appena esce da questa prima gravidanza finanziaria".
(27 settembre 2006)
EP
Fonte www.stranieriinitalia.it******************************
Il Ministro Amato ha riferito oggi al Senato sui contenuti discussi in tema di immigrazione nella riunione del Consiglio dell'Unione Europea - Giustizia e Affari Interni - a Tampere
Sottolineata la necessità di stabilire una connessione tra politiche di aiuto e riammissione dei clandestini nei Paesi di provenienza. Previsti un sistema di rimpatri volontari ed un canale privilegiato per i cosiddetti talents Il Ministro dell´Interno Giuliano Amato ha riferito oggi alla I Commissione Affari Costituzionali del Senato sui contenuti della riunione informale del Consiglio dell´Unione Europea -Giustizia e Affari Interni (G.A.I.), che si è tenuta a Tampere, in Finlandia, dal 20 al 22 settembre scorso. “Ho chiesto – ha detto Amato - che l´Unione Europea ponga la questione degli accordi di riammissione ai Paesi di origine. Perché senza queste intese l´intero sistema non può funzionare”. Per il ministro c´è la necessità “di stabilire una connessione tra le politiche di aiuto e la riammissione” degli immigrati clandestini nei Paesi di provenienza. “Tutta Europa - ha aggiunto - è vessata dal problema degli immigrati illegali. Ma se non c'è accordo di riammissione e la persona, come spesso accade, non ha il passaporto del Paese di origine io non so dove mandarlo”.
Amato ha poi illustrato alcune ipotesi di modifica al Testo unico dell´immigrazione: “Va creato un canale privilegiato per i cosiddetti talents – ha spiegato – mentre dobbiano gestire i flussi di immigrati non qualificati con liste collegate informaticamente che diventino una sorta di sistema di collocamento all´estero. Gli ingressi, poi, potranno avvenire anche tramite sponsor che si impegnino finanziariamente per gli immigrati. Questo ruolo potrà essere svolto anche da associazioni territoriali come Camere di Commercio, Patronati o anche Enti Locali”.
Amato ha quindi affrontato la questione delle espulsioni: “Per risolvere il problema dell´impossibilità di espellere i clandestini che non si fanno riconoscere sarà previsto un sistema di rimpatri volontari”, ha proseguito, spiegando che si tratterebbe di “un´ipotesi che costerebbe al contribuente assai meno che mantenerlo a lungo in carcere, anche perché finanziato attraverso un Fondo costituito dai datori di lavoro che hanno fatto entrare in Italia lavoratori stranieri”. La proposta punta a garantire all´immigrato i costi del rientro e un´assistenza nel Paese di origine per il reinserimento, “perchè oggi”, ha spiegato Amato, “senza la collaborazione dell´immigrato il sistema delle espulsioni è di fatto inefficace”. Un´ipotesi questa che bisognerebbe attuare anche nei confronti degli “espulsi meno graditi perché il nostro obiettivo deve essere di allontanare soprattutto queste persone”.
Sul tema dei Centri di permanenza, il Ministro Amato ha sottolineato l´esigenza di distinguere centri per una vera accoglienza, da quelli che possono avere caratteristiche di sicurezza più rigorose perché destinati a immigrati clandestini che si sono macchiati di reati. I centri comunque “sono essenziali” perché non si possono lasciare per la strada le persone che sbarcano. Amato, ha concluso la sua audizione lanciando un appello ai senatori della maggioranza e dell´opposizione: l´immigrazione è un fenomeno epocale di grandissima portata, non usiamolo per litigare.
27/09/2006
Fonte Ministero dell' Interno
Messaggio modificato da eugenio il 27 settembre 2006 - 21:03