La nuova procedura, che avevamo già anticipato su www.stranieriinitalia.it, verrà sancita ufficialmente da una circolare del ministero dell'Interno che dovrebbe essere emanata entro la fine di questo mese. Per ora diverse fonti indicano come data di partenza l'8 maggio, anche se nelle aree metropolitane l'appuntamento potrebbe slittare ai primi di giugno.
In attesa della circolare esplicativa, filtrano alcune anticipazioni.
La domanda andrà compilata su moduli a lettura ottica e inserita insieme ai documenti in una busta prestampata simile a quelle dei flussi 2006. Questa andrà spedita per assicurata da un ufficio postale, che la girerà al centro servizi di Poste italiane perché venga passata sotto un lettore ottico. La ricevuta dell'assicurata postale sostituirà il "cedolino" che oggi viene rilasciato da Questure e commissariati.
Circola anche un tariffario (provvisorio) dell' operazione, che complessivamente costerà agli immigrati più di settanta euro. Trenta andranno pagati per il servizio a Poste Italiane, bisognerà inoltre applicare sulla domanda una marca da bollo da 14,62 euro e infine versare un'altra trentina di euro per la stampa del permesso di soggiorno elettronico, altra novità introdotta da questa procedura. Presumibilmente quest'ultimo balzello dovrebbe cadere nei successivi rinnovi del permesso.
Dai centri servizi delle Poste (dovrebbero essere 5 in tutta Italia) i dati contenuti nella domanda passeranno a un unico centro elaborazione dati del Viminale, a sua volta collegato telematicamente con la Questura competente. Questa verificherà se il cittadino straniero ha diritto al rinnovo e quindi lo convocherà per il rilascio del permesso. Eventuali integrazioni alla domanda andranno presentate ancora attraverso gli uffici postali.
Bocche cucite al Ministero dell'Interno (che probabilmente parlerà ufficialmente solo nei prossimi giorni attraverso la circolare) e all'ufficio stampa di Poste Italiane. Più disponili i Patronati.
"L'8 maggio, secondo le indicazioni del Viminale, il nuovo sistema entrerà nella fase operativa" dice Michele Consiglio, vicepresidente e responsabile immigrazione del Patronato Acli "I cittadini stranieri potranno rivolgersi ai nostri sportelli, che metteranno insieme gratuitamente dati e documenti richiesti per il rinnovo e li aiuteranno a compilare la domanda. Dopodiché si spedirà tutto dall'ufficio postale".
"I nostri operatori sono stati formati e siamo già pronti a partire, - continua Consiglio - del resto affianchiamo da anni gli stranieri nelle pratiche per il soggiorno, come previsto dalla legge 152 [che disciplina l'attività dei patronati n.d.r.]"
Anche al Centro Lavoratori stranieri della Cgil di Bologna sono pronti alla nuova sfida. "I nostri operatori hanno un'esperienza pluriennale nelle pratiche di soggiorno, - dice il responsabile Roberto Morgantini - adesso siamo in attesa della modulistica e delle ultime indicazioni operative da parte del Ministero".
"Certo l'impegno che ci viene richiesto è tanto e tutto sulle nostre spalle. Per ora per questo tipo di attività non è previsto nessun rimborso da parte dello Stato: potremo andare avanti sempre così?" si chiede Morgantini.
Milano, dove risiedono 170mila immigrati regolari, sarà uno dei banchi di prova principali del nuovo sistema.
Alla Camera del lavoro della Cgil stimano di affiancare nella compilazione dei moduli circa trentamila persone l'anno. "Probabilmente anche a Milano si partirà all'inizio di maggio, anche se con un po' di fatica ci organizzeremo e riusciremo a far fronte a tutte le richieste" dice il responsabile dell'ufficio stranieri Maurizio Crippa.
"Il vero problema però è un altro e più generale, - nota Crippa - non si può pensare di scaricare sui patronati tutte le problematiche del rinnovo. Ben venga quindi il passaggio di competenze sui permessi di soggiorno ai Comuni: per ora ne hanno coinvolti solo pochissimi e in via sperimentale..."
(12 aprile 2006)




















